1474-1533
Ludovico Ariosto
06/10/18
Alessandra Benucci
piccola, ma adatta a me
intellettuale cortigiano
Vita
Ferrara - corte Estense
Opere
satire
commedie
lettere
liriche
Orlando Furioso
PESSIMISMO
aggiunge 6 canti ai 40
fiorentino 1300
toscano letterario con elementi padani e latineggianti
lingua padana colta
1532
1521
Le EDIZIONI
1516
Cantari cavallereschi
Classici
Materia bretone
Bembo, Prose della Volgar Lingua
Materia carolingia
i modelli PER UN POEMA ORIGINALE
SPUNTO DI RIFLESSIONE
reminescenze di autori latini
Orlando IMPAZZITO per AMORE
non è stato DUTTILE
compimento ed estremizzazione della fusione tra i 2 cicli
CAVALLERESCA e AMOROSA+ CLASSICA
opera per INTRATTENERE
pubblico nazionale
cortigiani
PUBBLICO e MATERIA
REALISMO VS IDEALISMO
ABBASSAMENTO
tramite l'IRONIA realizzata con 3 tecniche
STRANIAMENTO
amore di Orlando per Angelica + la perenne e vana ricerca della donna
motivo ecomiastico ⬇️ Ruggiero ❤️ Bradamante
Mori (Agramante) VS Cristiani (Carlo Magno)
diversi fili narrativi ma 3 principali
Intreccio
FUGGE
ricerca INCONCLUDENTE
continuo ERRORE
RICERCA di un oggetto del desiderio pensando che il raggiungimento determini la felicità
motivo dell'INCHIESTA
personaggi in continuo movimento
aggrovigliato
intricato, labirintico, dominato dalla Fortuna
Tempo
Spazio
materia può continuare all'infinito
numerose vicende
considerazioni morali
profezie
novelle dai personaggi
mai giudizio definitivo
pluralismo prospettico
divagante
Struttura narrativa
POETA DOMINA INTELLETTUALMENTE
metrica
lingua
struttura
simmetrie
entrelacement
disegno organizzativo RIGOROSO
POEMA riflette il MONDO
Garfagnana
Roma
continue incombenze
adulazione
invidia
odia
deve
privo di libertà
bisogno di denaro
ambivalenza
Italo Calvino
Un poema che si rifiuta di cominciare e si rifiuta di finire. Si rifiuta di cominciare perchè si presenta come la continuazione di un altro poema, l'Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo, lasciato incompiuto alla morte dell'autore. E si rifiuta di finire perchè Ariosto non smette mai di lavorarci.
immagini e similitudini di tono basso-prosaico
oggettività dei fatti
tramite
personaggi eroici divengono uomini comuni
ruolo Fortuna
mobilità del reale
errori
amore
intento CONOSCITIVO e CRITICO
mostrare CARATTERI, COMPORTAMENTI UMANI, ASPETTI della REALTA'
MATERIA CAVALLERESCA UTILE per narrare belle storie che offrano SPUNTI di RIFLESSIONE ETICO-FILOSOFICA sull'UOMO del 1500
limitazione dell'onniscienza del narratore
tramite
interventi voce narrante
guardare le vicende da fuori
estraniarsi, non immedesimarsi
capacità di OSSERVARE e trattare tutto con MISURA
vari con CONSIDERAZIONI MORALI
temi
APPREZZARE ciò che SI HA + INDIPENDENZA
sentito come alter ego per consonanza interiore
favole
apologhi
ritratti
riflessioni
componimenti liberi, dal tono confidenziale su argomenti vari
modello: Orazio
prospettive diverse sul reale
struttura dialogica
stile colloquiale
poesia prosaica
7 componimenti in terzine dantesche in forma di lettera
= impazzire
= dimenticare i propri doveri
"di qua, di là, di su, di giù"
= allontanarsi ⬇️
intellettuale
morale
materiale
ERRORE
esito fallimentare
limite
nuova virtù
si dimostra fissazione rigida
essere pragmatici
realismo VS idealismo
Italo Calvino
"Fin dall’inizio il Furioso si annuncia come il poema del movimento, o meglio, annuncia il particolare tipo di movimento che lo percorrerà da cima a fondo, movimento a linee spezzate, a zig zag. Potremmo tracciare il disegno generale del poema seguendo il continuo intersecarsi e divergere di queste linee su una mappa d’Europa e d’Africa, ma già basterebbe a definirlo il primo canto in cui tre cavalieri inseguono Angelica che fugge per il bosco, in una sarabanda tutta smarrimenti, fortuiti incontri, disguidi, cambiamenti di programma. È con questo zig zag tracciato dai cavalli al galoppo e dalle intermittenze del cuore umano che veniamo introdotti nello spirito del poema; il piacere della rapidità dell’azione si mescola subito a un senso di larghezza nella disponibilità dello spazio e del tempo. Il procedere svagato non è solo degli inseguitori d’Angelica ma pure d’Ariosto: si direbbe che il poeta, cominciando la sua narrazione, non conosca ancora il piano dell’intreccio che in seguito lo guiderà con puntuale premeditazione, ma una cosa abbia già perfettamente chiara: questo slancio e insieme quest’agio nel raccontare, cioè quello che potremmo definire – con un termine pregno di significati – il movimento «errante» della poesia d’Ariosto."