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cenacolo

Il Cenacolo indicava di per sé il luogo dove si cenava. Secondo l'uso degli antichi Romani era una stanza sempre piuttosto grande e serviva per la cena che era il pasto principale della giornata, al quale prendevano parte tutti i famigliari e gli ospiti eventualmente presenti.Con tale termine si indica generalmente il luogo di Gerusalemme dove Gesù consumò con gli Apostoli l'Ultima Cena della sua vita terrena, prima di morire in Croce

la parola cenacolo

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Già Leonardo notò delle perdite di colore a seguito del completamento del Cenacolo. Più avanti la situazione andò via via peggiorando: durante l’occupazione francese di Milano nel 1499, il refettorio fu adibito a stalla e fu aperta anche una porta sul muro di fondo; nel 1517 il canonico Antonio De Beatis (XV-XVI sec.) affermò che il dipinto “incomincia ad guastarse”

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Diversi studi propongono la tesi secondo la quale alcuni dettagli del Cenacolo sarebbero stati consigliati dal domenicano Vincenzo Bandello (1435-1506), priore del convento: questi all’artista di rimanere fedele al concetto di libero arbitrio dell’umanità collocando quindi Giuda assieme agli altri apostoli; così raffigurato l’individuo non è destinato a peccare gli viene data la possibilità di scegliere.

Avendo fretta di terminare i lavori, Leonardo tentò di far asciugare più velocemente l’opera accendendo nell’ambiente un fuoco alimentato da fascine: quest’operazione provocò un anticipato deterioramento del dipinto.

Curiosta'

Il Cenacolo, o più noto come Ultima Cena, è un dipinto a tempera e olio su intonaco dell’artista Leonardo da Vinci (1452-1519), realizzato tra il 1495 e il 1499. Oltre ad essere la rappresentazione più celebre dell’iconografia dell’Ultima Cena, il Cenacolo è considerato anche uno dei capolavori di Leonardo.Il dipinto parietale è conservato presso il refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie di Milano

nascita cenacolo

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In quest’opera, Leonardo concentrò tutti i suoi studi pittorici e prospettici condotti sino a quel momento: dalla composizione alla prospettiva, dall’uso del colore a quello della luce, dall’attenzione ai dettagli e al dato naturale ai moti dell’animo. L’unità compositiva tra gli espedienti prospettici e l’uso della luce che Leonardo realizzò nel Cenacolo restituisce allo spettatore l’illusione di trovarsi di fronte un ambiente nell’ambiente stesso del refettorio: un trompe-l’œil.Nell’Ultima Cena si riscontra uno degli esempi più alti di moti dell’animo leonardeschi: la situazione drammatica in cui Cristo e gli apostoli si ritrovano è efficacemente restituita dal modo in cui tutti i personaggi esprimono le loro emozioni e dialogano fra di loro.

Ambientata in un’aula, l’opera raffigura la scena dell’Ultima Cena con Gesù al centro del dipinto e gli apostoli disposti ai suoi lati, rivolti frontalmente verso lo spettatore lungo un tavolo modestamente imbandito.Ispirandosi al brano evangelico di Giovanni, ma reinterpretando l’iconografia tradizionale dell’Ultima Cena, Leonardo ritrasse il momento in cui Gesù svela il tradimento di uno dei dodici, ossia quello di Giuda.La composizione è scandita ritmicamente da un rigore geometrico del tutto rinascimentale: Leonardo divise la scena in quattro quarti, due per parte, e in ognuno di essi inserì gli apostoli in gruppi da tre. Il tutto gravita attorno alla figura del Cristo al centro, chiuso in un triangolo ideale.

analisi dell'opera

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