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La Madonna non rispettava la sua iconografia classica: era anzi priva di qualsiasi tributo mistico, con la faccia terrea, un braccio abbandonato e il ventre gonfio[3]. Addirittura si disse che Caravaggio scelse, come modello per ritrarre la Vergine, una prostituta trovata morta nel Tevere. Molto scandalo, in particolare, fecero i piedi ritratti nudi fino alla caviglia.

La Morte della Vergine è un dipinto a olio su tela (369 x 245 cm) realizzato tra il 1604 e il 1606 dal pittore italiano Michelangelo Merisi detto Caravaggio. È conservato nel Musée du Louvre di Parigi. Il dipinto fu commissionato nel 1601 dal giurista Laerzio Cherubini per la propria cappella in Santa Maria della Scala, la chiesa più importante dell'ordine dei Carmelitani Scalzi a Roma[1]. Nessun documento ci tramanda il momento in cui l'opera fu portata a compimento e consegnata, ma Caravaggio dovette lavorarci intorno al 1604, il che andava oltre la scadenza del contratto.

Gli apostoli sono rappresentati in modo realistico, con i loro volti segnati dal tempo e dal dolore. Le loro espressioni sono diverse: alcuni piangono, altri sono disperati, altri ancora sono rassegnati. Pietro, l'apostolo più anziano, è in ginocchio ai piedi del letto e guarda la Vergine con un'espressione di profonda tristezza. Giovanni, l'apostolo prediletto di Gesù, è chinato sul corpo di Maria e lo bacia. Tommaso, che dubitava della resurrezione di Cristo, è in piedi in disparte e guarda lo spettatore con un'espressione di incredulità.