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Matteo Giordano 3^D

ALESSANDRO MANZONI

Alessandro Manzoni, nato a Milano nel 1785, proveniva da una famiglia aristocratica e godette di un'infanzia e un'adolescenza in un ambiente ricco di cultura. Ricevette un'educazione di alta qualità tramite precettori privati e istituti religiosi.Durante l'adolescenza, in un'epoca segnata dalle guerre napoleoniche e dall'occupazione francese del Nord Italia, sviluppò un forte patriottismo e desiderio di libertà, influenzato dagli eventi storici dell'epoca.Inoltre lui passo' una buona parte della giovinezza a Parigi.Il soggiorno a Parigi lo espose alle idee illuministe e a un ampliamento del suo bagaglio culturale, modellando il suo pensiero e la futura produzione letteraria. Queste esperienze contribuirono a modellare Manzoni come uno dei più grandi scrittori italiani.

INFANZIA E ADOLESCENZA

In eta' adulta, Alessandro Manzoni: Intraprese viaggi e studi. Si impegnò attivamente in politica, sostenendo l'indipendenza italiana. Approfondì la sua conoscenza della letteratura. Iniziò a scrivere e pubblicare opere letterarie. Si evolse come individuo e scrittore, maturando personalmente e intellettualmente.

ETA' ADULTA

Lo stile letterario di Alessandro Manzoni si caratterizza per: Chiarezza e semplicità. Realismo nella rappresentazione della realtà. Profondità psicologica nei personaggi. Ricerca della verità, sia storica che morale. Cura della forma, con attenzione al ritmo e alla struttura delle frasi. Questi elementi combinati rendono lo stile di Manzoni uno dei più significativi e influenti nella letteratura italiana.

LO STILE LETTERARIO

Le opere principali di Alessandro Manzoni includono: "I Promessi Sposi": Celebre romanzo storico che narra le vicende di Renzo e Lucia durante l'epidemia di peste del 1630 a Milano. "Adelchi": Tragedia che racconta la storia dei Longobardi in Italia e dei loro conflitti con i Franchi durante il regno di Desiderio. "Il Conte di Carmagnola": Tragedia storica basata sulle vicende del condottiero Francesco Bussone, detto il Carmagnola, nel XV secolo. "Inni sacri": Raccolta di poesie religiose. "Del Romanzo storico": Saggio in cui Manzoni esprime le sue opinioni sul romanzo storico.

OPERE PRINCIPALI

"I Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni è un romanzo storico ambientato a Milano nel XVII secolo durante l'epidemia di peste del 1630. La trama si concentra sulla storia d'amore di Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, ostacolata dalle mire di Don Rodrigo. Il romanzo segue le loro vicende attraverso fuggite, ingiustizie e momenti di redenzione, in un contesto storico drammatico. Oltre a narrare una storia d'amore, il libro offre una visione epica della società e della storia italiana del tempo, trattando temi come la giustizia, la fede e la redenzione.

I PROMESSI SPOSI

Nel capitolo "L'incontro tra Don Abbondio e i bravi" de "I Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni, Don Abbondio, il curato del paese sulle rive del lago di Como, viene minacciato da due bravi, emissari di Don Rodrigo, un potente nobile locale. Questi lo costringono ad abbandonare i propositi di celebrare il matrimonio tra Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, parrocchiani di Don Abbondio. Spaventato e impotente, Don Abbondio cede alle minacce dei bravi e promette di obbedire. Tornato a casa, Don Abbondio confida tutto alla sua domestica, Perpetua, la quale suggerisce di informare l'arcivescovo dell'accaduto. Tuttavia, Don Abbondio, temendo le conseguenze, decide di mantenere il segreto. Questo episodio mette in evidenza la debolezza e l'impotenza di Don Abbondio di fronte alla prepotenza dei potenti, sottolineando il tema dell'ingiustizia e dell'impotenza dei più deboli nella società del tempo.

L'INCONTRO TRA DON ABBONDIO E I BRAVI

Il brano "L'Addio ai monti" tratto dal capitolo VIII dei "Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni, descrive il dolore e la tristezza di Lucia mentre lascia il suo amato paese a bordo di una barca, per sfuggire a don Rodrigo. Lucia saluta con malinconia i monti, i torrenti, le ville e la chiesa, che rappresentano per lei i suoi affetti più cari, temendo di non poterli più rivedere. Si evidenzia il tema del distacco dalla terra natia e della delusione che accompagna l'emigrazione verso un futuro incerto. La presenza minacciosa di don Rodrigo incupisce ulteriormente il suo stato d'animo. Nonostante il dolore, emerge la fiducia nella Provvidenza divina e nella speranza del ritorno, che rappresentano il filo conduttore dell'intero romanzo.

L'ADDIO AI MONTI

Grazie per l'attenzione

FINE