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LA FLAGGELLAZIONE DI CRISTO - Lezione interattiva

Transcript

LA FLAGGELLAZIONE DI CRISTO

Il Pittore: PIERO DELLA FRANCESCA

GEOMETRIA

Esplora le tuePRECONOSCENZE

PERSONAGGI

INCOMINCIAMO IL VIAGGIO

CONTESTO

La Flagellazione è uno dei più celebrati capolavori di Piero della Francesca (1415/20-1492), grande maestro della pittura quattrocentesca. Dipinta, secondo le ultime ipotesi, tra il 1460 e il 1461, è considerata come una delle opere più controverse del Rinascimento. Il dipinto fu quasi certamente eseguito a Urbino, dove il pittore si era trasferito dalla fine degli anni Cinquanta e dove visse, a più riprese, per un lungo periodo. Committente del quadro potrebbe essere stato Federico da Montefeltro, duca di Urbino e suo grande ammiratore. Federico era un guerriero; tuttavia, aveva acquisito nel tempo la cultura degna di un sovrano europeo e aveva alimentato nella sua corte un clima di sontuoso e raffinato mecenatismo.

Il Viaggio Inizia Benvenuti, giovani esploratori, in un viaggio affascinante nel cuore del Rinascimento italiano! Oggi ci immergeremo nel mondo magico di Piero della Francesca, un artista straordinario che ha trasformato la pittura in un'avventura di prospettive sorprendenti.

MAPPA CONCETTUALE

IL CONTESTO CULTURALE FIORENTINO

Lo spazio Nel dipinto prevalgono le architetture ordinate e razionali di ispirazione classica. Solo sullo sfondo a destra si intravede un brano di paesaggio con il cielo e la chioma di un albero. Le linee di fuga convergono verso un punto prossimo al pavimento, a destra del flagellatore, all’altezza del suo bacino, e la sensazione è quella di osservare la scena dal basso. In questo modo i personaggi paiono disposti al di sopra di un palcoscenico e assumono una valenza monumentale. Le due linee di fuga delle fasce bianche del pavimento che racchiudono la piastrellatura marrone, creano un angolo di circa novanta gradi. La prospettiva di grandezza rende chiara la distanza dal primo piano allo sfondo. Il pavimento inoltre è decorato con grandi rettangoli geometrici. Queste decorazioni funzionano così da griglia prospettica che aiuta a percepire la profondità dello spazio rappresentato. La geometria della scena è costruita seguendo le indicazioni che si trovano nel testo di Leon Battista Alberti. Inoltre, secondo gli studi di alcuni storici riproduce il contesto urbano della città di Urbino, in Umbria, Italia, come si presentava nel Quattrocento. La prospettiva geometrica è quindi precisa e crea un ambiente razionalmente misurabile per l’occhio dell’osservatore. Quindi la descrizione prospettica, insieme alla riproduzione precisa della luce che proviene dall’alto, mette in evidenza anche le decorazioni sulle architetture.

Lo spazio della prospettiva a misura d'uomo

PROSPETTIVA

Lo spazio Nel dipinto prevalgono le architetture ordinate e razionali di ispirazione classica. Solo sullo sfondo a destra si intravede un brano di paesaggio con il cielo e la chioma di un albero. Le linee di fuga convergono verso un punto prossimo al pavimento, a destra del flagellatore, all’altezza del suo bacino, e la sensazione è quella di osservare la scena dal basso. In questo modo i personaggi paiono disposti al di sopra di un palcoscenico e assumono una valenza monumentale. Le due linee di fuga delle fasce bianche del pavimento che racchiudono la piastrellatura marrone, creano un angolo di circa novanta gradi. La prospettiva di grandezza rende chiara la distanza dal primo piano allo sfondo. Il pavimento inoltre è decorato con grandi rettangoli geometrici. Queste decorazioni funzionano così da griglia prospettica che aiuta a percepire la profondità dello spazio rappresentato. La geometria della scena è costruita seguendo le indicazioni che si trovano nel testo di Leon Battista Alberti. Inoltre, secondo gli studi di alcuni storici riproduce il contesto urbano della città di Urbino, in Umbria, Italia, come si presentava nel Quattrocento. La prospettiva geometrica è quindi precisa e crea un ambiente razionalmente misurabile per l’occhio dell’osservatore. Quindi la descrizione prospettica, insieme alla riproduzione precisa della luce che proviene dall’alto, mette in evidenza anche le decorazioni sulle architetture.

LE GEOMETRIE - La Prospettiva

PROPORZIONI

Il dipinto è diviso in due parti apparentemente orizzontali separate da una colonna. A sinistra si svolge la Flagellazione e a destra la conversazione dei tre uomini. La Flagellazione occupa una parte più ampia della metà sinistra, quindi, i personaggi di destra sono confinati all’interno di uno spazio limitato. Anche la decorazione geometrica di colore chiaro che segna la pavimentazione, sottolinea la partizione verticale della scena. Nel dipinto prevalgono linee di costruzione orizzontali e soprattutto verticali mentre le due oblique sono confinate al suolo. L’ambiente crea così una griglia ortogonale sulla quale sono disposte le masse architettoniche.

LE GEOMETRIE - La Prospettiva e la sezione aurea

I PERSONAGGI

Le figure Ponzio Pilato, che assiste impotente alla tortura, sarebbe in realtà l’imperatore di Bisanzio Giovanni VIII. I flagellatori sarebbero gli infedeli, e in effetti sia gli atteggiamenti sia le fisionomie rimandano alle figure dei pirati turchi e mongoli. Il personaggio di spalle sarebbe invece il sultano Maometto II che intendeva insediarsi sul trono di Bisanzio: egli è infatti a piedi scalzi, mentre è Giovanni VIII a indossare i purpurei calzari imperiali, che solo gli imperatori bizantini potevano portare. I tre uomini in primo piano sarebbero invece, da sinistra: il cardinale Bessarione, ossia il delegato bizantino che molto si adoperò durante il Concilio di Ferrara e Firenze del 1438-39, nella speranza di ottenere l’aiuto occidentale contro gli Ottomani e di scongiurare la caduta di Costantinopoli; Tommaso Paleologo, pretendente senza speranza al trono di Bisanzio (e difatti anch’egli è scalzo); infine, Niccolò III d’Este, il quale ospitò parte del Concilio a Ferrara.