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Transcript

Pittore e architetto del Rinascimento infonde in ogni immagine un senso di grazia e armonia

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Raffaello

Lo sposalizio della vergine

Ritratto di agnolo doni e maddalena strozzi

pala baglioni

La scuola di atene

Ritratto per i papi

Index

Raffaello si forma nella bottega del Perugino dal quale apprende il tipico linguaggio aggraziato. Successivamente Raffaello raggiunge una maturità tale da eclissare il maestro. Superamento evidente nel confronto tra queste due opere.Entrambe le opere furono dipinte intorno al 1504 e i personaggi sono in primo piano, mentre sullo sfondo svetta un edificio a pianta centrale.

lo sposalizio della vergine

Unit presentation

Raffaello dispone le figure a semicerchio dando loro pose eleganti e flessuose, spezzando la rigida simmetria. Il tempio presenta una forma esadecagonale cioè a 16 lati, coperto da una cupola semisferica, la luce arriva da destra e avvolge l'edificio con un chiaroscuro molto più sfumato rispetto a quello del Perugino. La differenza principale riguarda però la prospettiva infatti Raffaello sceglie di posizionare il punto di fuga più in alto rispetto all'opera del maestro in modo da mostrare la pavimentazione retrostante suggerendo grande profondià.

Il Perugino ordina i personaggi in fila dividendo a sinistra gli uomini e a destra le donne e le pose sono piuttosto statiche. Il tempio di Perugino è un massiccio edificio ottagonale, la luce proviene da sinistra sottolineando l'aspetto geometrico della struttura. Il Perugino sceglie di posizionare il punto di fuga poco al di sopra della testa del sacerdote.

Raffaello lascia Perugia e si trasferisce a Firenze dove conosce Leonardo e Michelangelo e viene molto influenzato dal loro linguaggio, influenza visibile nei ritratti dei coniugi Agnolo Doni e Maddalena Strozzi.Le pose sono eleganti ma naturali, come nella Gioconda le due scene si aprono verso un delicato paesaggio in prospettiva Aerea ,anche se l'orizzonte è posizionato più basso, la luce limpida che modella le forme. Inoltre intravediamo una cura per i dettagli quasi fiamminga.

Ritratto di agnolo doni e maddalena strozzi

Unit presentation

L'influenza di Michelangelo è più visibile in una delle ultime opere del periodo fiorentino ovvero "Il Trasporto di Cristo" o "Pala Baglioni". La tavola mostra il momento in cui Cristo, deposto dalla croce, viene trasportato verso il sepolcro. In primo piano vediamo Giuseppe d'Arimatea che ne trattiene il busto mentre Nicodemo sorregge le gambe. Tra di loro Maddalena, accanto a Giovanni stringe la mano cadaverica di Cristo. Sulla destra, in secondo piano, la Madonna sviene tra le braccia delle compagne. La posa di Cristo sembra riprendere la Pietà di Michelangelo, imita anche la posa serpentinata della donna che sorregge Maria, notiamo anche la muscolatura del braccio di Nicodemo e l'uso dei colori vivaci. Invece è del tutto nuovo il dinamismo ottenuto dalla disposizione dei personaggi lungo due direttrici oblique tra loro perpendicolari.

Pala Baglioni

Study case

Dipinto tra il 1509 e il 1510 la Scuola di Atene è un affresco allegoria del sapere scientifico e filosofico in cui sono rappresentati i più grandi pensatori del passato. Dell'affresco è stato conservato il prezioso cartone del disegno preparatorio nel quale però non compare il filosofo Eraclito ( aggiunto in un secondo tempo per omaggiare Michelangelo) L'effetto complessivo che vede la fusione delle influenze di Leonardo e Michelangelo potremmo definirlo "raffanellesco"

la scuola di atene

Al centro del gruppo troviamo i due massimi filosofi Platone e Aristotele, Platone con il Timone sotto il braccio e un dito a indicare in alto verso l'Iperuranio. A destra Aristotele con il libro dell'Etica.

Lo sfondo dell'affresco non presente nel cartone è una maestosa architettura classicheggiante con volta a botte raffigurata in prospettiva. Il punto di fuga si trova tra i due filosofi centrali.

L'edificio potrebbe essere ispirato alla nuova Basilica di San Pietro di Bramante con pianta a croce e cupola centrale, anche se i cassettoni poligonali della volta ricordano quelli dell'antica Basilica romana di Massenzio

Nelle due nicchie laterali sono raffigurate le statue di Apollo e Minerva a simboleggiare rispettivamente la ragione e La Sapienza

Raffaello ha realizzato i ritratti dei due pontefici per i quali ha lavorato, sono delle opere innvovative perchè prima di allora i pontefici erano rappresenati in pose particolarmente ieratiche, generalemente di profilo. Invece Raffello ritrae i papi con il busto a tre quarti e un'intensa espressività nel volto.

Ritratto per i papi

Learning sessions

Nel ritratto di Giulio II il papa è seduto sulla sedia camerale, porta in testa il camàuro, una calotta di velluto rosso bordata di pelliccia di ermellino, mentre sulle spalle porta una mozzetta ovvero una mantellina degli stessi materiali.Notiamo il particolare realismo dei materiali ma soprattutto della psicologia del personaggio che appare provato a causa della difficile situazione politica. Dall'opera emerge un sapiente utilizzo dei colori complementari in questo caso il rosso e il verde.

Nel ritratto di Leone X viene mostrato il pontefice accompagnato dai cardinali Giulio de medici e Luigi de Rossi, il papa appare calmo e concentrato, siede al tavolo di lettura dove sta studiando un manoscritto. Gli sguardi dei tre personaggi puntano direzioni diverse: il papa guarda lontano, il cardinale de Medici guarda verso di lui, mentre il cardinale de Rossi guarda verso l'osservatore.L'architettura aperta verso il fondo amplifica lo spazio rendendolo vitale.

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Il manierismo

Con l'espressione Manierismo s’intendono dei determinati aspetti dell’arte figurativa del Cinquecento, non a caso, il termine deriva dalla parola maniera, apparsa per la prima volta nelle Vite di Giorgio Vasari, con il significato di stile. Questa è una tendenza caratteristica per il suo progressivo svincolamento dall'imitazione della natura e l'uso di un linguaggio anticlassico.Le prime espressioni si manifestano a Roma e a Firenze dove alcuni pittori introducono una nuova tensione verso il dinamismo delle figure, l'articolazione della composizione e la drammaticità della luce.

Learning sessions

Tra i maggiori esponenti della scena romana che abbandonano la capitale ci fu il Parmigianino, riconosciuto da molti come l’erede di Raffaello. Nativo di Parma, a Roma il Parmigianino studia le opere del Maestro, a cui si ispira per i suoi primi lavori nella città eterna. Scappato dalla furia dei Lanzichenecchi, il Parmigianino decide di recarsi prima a Bologna, per poi fare ritorno nella natale Parma. Nelle cittadine emiliano-romagnole l’artista mette a punto il proprio stile: negli anni ’30 del ‘500 il Parmigianino realizza la Madonna dal collo lungo che, con le sue linee sinuose ed aristocratiche, rappresenta una delle icone del Manierismo.Presenta alcuni caratteri anticlassici come per esempio un estremo allungamento dei corpi, fitti panneggi e composizioni dinamiche. Tuttavia l'opera è rimasta incompiuta a casua della morte prematura del Parmigianino, manca infatti lo sfondo architettonico.

La madonna dal collo lungo

Learning sessions

Learning sessions

Centro indiscusso del manierismo italiano, Firenze gode come tutto il centro Italia, della diaspora degli artisti dalla capitale dopo il sacco di Roma. Un autore che non si muove quasi mai da Firenze, tuttavia, fu Jacopo Pontormo: probabilmente il massimo esponente della pittura manierista. Vasari lo ricorda come un artista tormentato, che trascorse la sua vita in modo solitario in un’insolita abitazione fiorentina. Già in giovanissima età, il Pontormo inizia a definire il suo stile pittorico e a introdurre gli stilemi caratteristici del manierismo: a soli 24 anni dipinge la Pala Pucci, opera nella quale si nota già come le figure si aggroviglino vertiginosamente in uno spazio che si ramifica sempre meno in profondità e sempre più verticalmente. Il clima insolito e inquieto, unito all’eleganza quasi artificiosa delle forme trova la completa maturità negli anni in cui il Pontormo realizza i suoi capolavori. Primo fra tutti è sicuramente il Trasporto di Cristo, detta anche Deposizione: realizzata tra il 1525 ed il 1528, l’opera è conservata nella Cappella Capponi, all’interno della Chiesa di Santa Felicita di Firenze e viene considerato dai critici come uno dei più grandi capolavori della storia dell’arte.

I corpi sono esili e flessuosi, le teste più piccole del dovuto accrescono l'effetto di allungamento. Cristo è sorretto da due giovani in punta di piedi, mentre la madonna sembra cadere lentamente verso destra. Il tutto appare estremamente innaturale dai colori acidi agli sguardi che sembrano vagare in tutte le direzioni.