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La tettonica delle placche

La tettonica delle placche è una teoria secondo la quale la porzione superficiale del nostro pianeta, la litosfera, è suddivisa in placche (talvolta chiamate anche "zolle"). Queste non sarebbero altro che grandi porzioni di crosta terrestre (e in piccola parte anche di mantello superiore) che si muovono continuamente le une accanto alle altre, come in un grande puzzle. La tettonica delle placche è una teoria che permette di spiegare molti dei fenomeni che riguardano il nostro pianeta, come terremoti, vulcani e orogenesi.

Margini divergenti o costruttivi: quando i margini di due placche si allontanano l’uno dall’altro si parla di margini divergenti.Nelle zone in cui avviene questo fenomeno si verifica una distensione della litosfera e la potenza crostale diminuisce sempre di più fino a portare alla lacerazione della crosta, i magmi profondi risalgono lungo le grandi fratturazioni che vengono a crearsi e danno origine ad una intensa attività vulcanica; le rift valley (tra le quali la più imponente e spettacolare è in Africa Orientale) hanno questa origine.

Margini convergenti o distruttivi: quando i margini di due placche si avvicinano si parla di margini convergenti, ma gli effetti che ne derivano dipendono dalla natura delle due placche. Si possono verificare tre situazioni assai differenti

Margini trasformi:nel margine trasforme le due placche scivolano l'una rispetto all'altra, senza che vi sia né produzione di crosta, come avviene nelle dorsali oceaniche, né distruzione di crosta, come nelle zone di subduzione.Oltre all'attività sismica superficiale, non si verificano fenomeni endogeni di rilievo tranne che a volte è presente qualche vulcano sottomarino.Un margine trasforme può connettere due zone divergenti, come nel caso delle faglie oceaniche trasformi, oppure una zona divergente ed una convergente, oppure due zone convergenti. I margini trasformi sono presenti solamente nelle aree oceaniche, con un'unica eccezione: la faglia di S. Andreas, in California.