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FUSIONE A CERA PERSA

La fusione a cera persa è un procedimento che ci consente di trasformare un manufatto in cera in lega metallica mediante fusione della stessa; è molto usato in odontotecnica in quanto consente di realizzare corone, supporti per corone, protesi scheletrate.

Definizione

  • colare il modello;
  • effettuare il pindex;
  • effettuare il ditching sul moncone;
  • mettere la lacca spaziatrice sul moncone;
  • utilizzare l'isolante gesso-cera per isolare il moncone;
  • sviluppare la cappetta in cera seguendo la linea cervicale (la cappetta deve essere 0,5).

Consideriamo di dover fare una cappetta in metallo sul dente numero 11.Prima della fusione sono presenti altre lavorazione da fare:

Preparazione del moncone

1) Velocità: la lega fusa deve riempire in breve tempo la cassaforta.2) Raffreddamento zone periferiche: il modellato deve trovarsi a 3/4 mm dal cilindro.3)Punto di applicazione: 45° per facilitare il flusso della lega.

Principi universali

1) Cappio di Bar: garantisce il percorso ideale per la lega.2) Imperniatura diretta: viene utilizzata meno lega ma l'ingresso è immediato.3) Barra stabilizzatrice: ottima stabilità ma viene utilizzata più lega.

Tipi di imperniatura

In alcune tecniche prima di colare il rivestimento viene spruzzato il rivestimento di tensione superficiale per favorire lo scorrimento del rivestimento.

Il corretto posizionamento dei modellati impone che le nutrici si trovino nel centro termico (la zona che si raffredda per ultima).Successivamente si fissa il cilindro alla tettarella e si cola il rivestimento.

Dopo la modellazione, il modellato in cera viene messo in cilindro e fuso.Per la realizzazione dei cilindri, a seconda del tipo di rivestimento, del metallo utilizzato, potranno essere utilizzati cilindri in metallo, gomma, plastica e in alcuni casi persino di carta.Per ognuno di essi è in genere disponibile un’apposita tettarella.

Messa in rivestimento

I rivestimenti si presentano in genere come polveri da impastare o con acqua o con una miscela di acqua e appositi liquidi di espansione, che servono a regolare l’espansione del rivestimento stesso in base alla contrazione della lega metallica o della massa ceramica in fase di raffreddamento.In laboratorio i rivestimenti utilizzati sono di vari tipi, ma generalmente risultano tutti composti da tre categorie di sostanze, distinte in base alla funzione svolta: la componente refrattaria; le sostanze leganti; gli additivi.Questi tre tipi di componenti non sono sempre uguali per tutti i rivestimenti, ma differiscono a seconda della destinazione d’uso del rivestimento

I rivestimenti

Le leghe possono essere classificate in base a composizione, impiego e proprietà meccaniche.Composizione:

  • nobili (60% metalli nobili);
  • seminobili (25% metali nobili);
  • vili (75% metalli vili).
Per impiego:
  • da fusione;
  • per metallo-ceramica;
  • per scheletrati.

Le leghe

I rivestimenti, in base al tipo di legante, possono essere distinti in rivestimenti:

  • a legante gessoso, ovvero che utilizzano come legante solfato di calcio semiidrato (utilizzato con leghe a basso punto di fusione);
  • a legante fosfatico, ottenuto con l’impiego di fosfati (resistono a elevate temperature);
  • a legante siliceo, che impiegano un gel di silice e ossido di magnesio.

I rivestimenti

1)Fusione a cannello: viene utilizzata una fiamma alimentata da una miscela di gas, composto da comburente e combustibile;2)Resistenze elettriche: il crogiulo viene riscaldato da un filo metallico che lo avvolge riscaldandosi grazie alla corrente elettrica;3)Induzione: facendo passare della corrente elettrica in una serpentina si crea un campo magnetico nella serpentina stessa.Il movimento delle molecole genere un calore tale che la lega possa raggiungere in breve tempo l'intervallo di fusione; una volta fusa viene spinta nel cilindro con diversi sistemi.

Tipi di fusione

La fusione viene prima sabbiata e successivamente liberata con un disco (viene fresata solo se necessario).Seguono poi altre rifiniture per esempio con l'utilizzo del trapano.

Rifinitura

I cilindri servono da contenitore per la colata della massa refrattaria, la quale, una volta che ha effettuato la presa, viene posta (con o senza il cilindro, a seconda della tecnica usata) all’interno del forno da preriscaldo.

I cilindri sono disponibili in varie forme e misure, che dipendono dalla tecnica prescelta e dalle dimensioni del modellato da fondere.

Nel caso dei cilindri in metallo, il cilindro verrà rivestito internamente di uno strato di liner, un nastro spaziatore che ha la funzione di favorire l’espansione della massa refrattaria creando una sottile intercapedine ammortizzante tra cilindro e rivestimento.

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I più noti additivi sono il solfato di potassio, l’acido borico, il solfato di ammonio che vengono aggiunti al rivestimento per aumentarne (o comunque controllarne) l’espansione o il tempo di presa. La polvere di rame o carbone dolce, la grafite, servono invece come sostanze riducenti

La componente refrattaria rappresenta circa il 60%-65% della massa e, oltre alla principale funzione di resistere al calore, serve anche per garantire alla massa un’adeguata espansione di presa e termica.La componente refrattaria dei rivestimenti per uso dentale è generalmente composta da ossidi di silice.

Componente refrattaria e additivi