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Mini Uda

Infanzia negata:lo sfruttamentominorile

Aurora Ragazzo 1A

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La Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia e dell'adolescenza

ItalianoMariella sessa

I 10 diritti fonDAMENTALI DEI BAMBINI

1. diritto a giocare

2. diritto al cibo

Articolo 31 Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo ed al tempo libero, di dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua eta' e di partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica.

Quello dell'accesso al cibo è un diritto umano fondamentale, riconosciuto dal 1948 nell'articolo 25 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo: «Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione.

3. diritto di avere una casa

4. diritto alla salute e al benessere psicofisico

La salute viene definita nella Costituzione dell'OMS come “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia” ed è considerata un diritto e come tale si pone alla base di tutti gli altri diritti fondamentali che spettano alle persone.

Nel codice civile viene definito come il diritto di abitare un bene altrui (la casa) in modo limitato al bisogno proprio e a quelli di famiglia. Questo diritto riguarda solo persone fisiche e permette ai familiari di alloggiare nell'immobile. Le persone giuridiche sono escluse da questo diritto.

5. diritto all'educazione

6. diritto alla vita e a crescere in una famiglia

Articolo 1. Il diritto del minore a vivere, crescere ed essere educato nell'ambito di una famiglia è assicurato senza distinzione di sesso, di etnia, di età, di lingua, di religione e nel rispetto della identità culturale del minore e comunque non in contrasto con i principi fondamentali dell'ordinamento.

L'articolo 28 garantisce il diritto all'istruzione per il minorenne, affermando che l'insegnamento primario deve essere reso obbligatorio e gratuito a tutti. Oltre a ciò, è forte il richiamo ai temi dell'accessibilità scolastica e della libertà della scelta dei percorsi didattici.

7. diritto di avere una nazionalità

8. diritto all'uguaglianza

Diritto all'uguaglianza e all'istruzione. Ogni bambino ha il diritto a vivere la propria infanzia serenamente e proiettarsi nel futuro. Ha il diritto-dovere di dare e ricevere amore. Deve essere educato all'accettazione dell'altro indipendentemente dal colore, dal sesso, dalla religione, dalla disabilità.

Ogni individuo ha il diritto ad una cittadinanza. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza. L'articolo 6 della Dichiarazione parla di “personalità giuridica” distintamente dalla “cittadinanza”.

9. diritto di esprimere la propria opinione

10. diritto di non lavorare

Articolo 32. Divieto del lavoro minorile e protezione dei giovani sul luogo di lavoro. Il lavoro minorile è vietato. L'età minima per l'ammissione al lavoro non può essere inferiore all'età in cui termina la scuola dell'obbligo, fatte salve le norme più favorevoli ai giovani ed eccettuate deroghe limitate.

L' articolo 12 dice che hai diritto a esprimere la tua opinione su quello che ti interessa o riguarda e che gli adulti hanno il dovere di prendere in considerazione le tue idee. Dice che hai diritto di pensare quello che vuoi, in tutta libertà.

Articolo 34

IL DIRITTO ALL'ISTRUZIONE

cosa dice?

La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

che significa?

Questo articolo dice che l'istruzone è un diritto, perché permette di accrescere le proprie conoscenze. Purtroppo oggi nel mondo oltre 120 milioni di bambini non hanno il diritto all'istruzione. Solo il 60% sono femmine. Il diritto allo studio è uno dei diritti fondamentali, come abbiamo visto, e si tratta di uno dei principi sanciti nel diritto internazionale della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Storie di soprusi e sfruttamenti

storiaMariella sessa

Ci sono Paesi dove i bambini anziché andare a scuola sono costretti a lavorare. Il Pakistan è uno di questi e Iqbal era uno di quei ragazzi obbligati a passare ore ed ore ad annodare tappeti. Uso l’imperfetto perché il piccolo operaio che difendeva gli amici che come lui erano schiavi di qualche padrone, è morto a dodici anni per motivi che non si conoscono.

La storia di Iqbal

Il film racconta di questo bambino povero che ha imparato dalla sua famiglia l’arte di annodare tappeti con i raffinatissimi nodi detti bangapur. Un giorno per poter comprare le medicine al fratello Aziz, malato, viene avvicinato dall’impostore Hakeem: l’uomo gli promette le medicine di cui ha bisogno se realizzerà un tappeto per l’amico Guzman. In realtà Iqbal finirà male e verrà venduto a Guzman che è un produttore clandestino di tappeti che sfrutta il lavoro nero dei bambini che restano imprigionati in quell’officina senza poter far ritorno a casa.

Ma Iqbal non si arrende. Tela dopo tela, nodo dopo nodo, elabora un piano per fuggire e liberare anche gli altri bambini operai Fatima, Emerson, Maria, Ben, Salman e Karim.

Realtà geografiche in cui i minori subiscono le violazioni dei loro diritti

geografia arace nadia

La Convenzione dei diritti dei bambini

-cos'è?

La convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia è un documento molto importante che racchiude tutti i diritti dei bambini

-quando è stata approvata?

La convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia è stata approvata il 20 Novembre 1989

-da chi è stata approvata?

La convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia è stata approvata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite

Qual è l'articolo che preferisco?

"Hai il diritto a essere protetto da ogni forma di sfruttamento"

art.36

Che significa questo articolo

Perché scelgoquesto

Diffusione del lavoro minorile per regione

Mappa

Località

Pakistan

Bolivia

Brasile

Tanzania

Bangladesh

India

Dritti dei bambini...Attraverso le note

musica carbonara roberto

Le canzoni dei diritti dei bambini

traduzione in Italiano

La considerazione del fanciullo nel messaggio di Gesù

Religione Lonardo maria anna

Spose bambine

Nel mondo 12 milioni di ragazzine ogni anno sono costrette a nozze precoci, persino a 10 anni. Si tratta di ragazze che vengono date in matrimonio in età precocissima. Sebbene ogni Paese abbia il proprio contesto e la propria legislazione, si parla di matrimoni precoci quando avvengono in un’età inadeguata al regolare sviluppo psicofisico della persona. In alcuni Paesi, le bambine sono promesse in spose addirittura alla nascita!

Spose bambine e il caso di Samiun SITO

Messaggio del Papa

https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/20 24/03/02/0182/00378.html?authuser=0

Il mio commento

La mia risposta

I diritti dei bambini nell'arte

arte silvestro massimo

Art. 1 ad avvicinarsi all’arte, in tutte le sue forme: teatro, musica, danza, letteratura, poesia, cinema, arti visuali e multimediali

I diritti dei bambini nell'arte

Art.2 a sperimentare i linguaggi artistici in quanto anch’essi saperi fondamentali;

Art.3 a essere parte di processi artistici che nutrano la loro intelligenza emotiva e li aiutino a sviluppare in modo armonico sensibilità e competenze;

Art. 4 a sviluppare, attraverso il rapporto con le arti, l’intelligenza corporea, semantica e iconica

Art. 6 ad avere un rapporto con l’arte e la cultura senza essere trattati da consumatori ma da soggetti competenti e sensibili

Art. 5 a godere di prodotti artistici di qualità, creati per loro appositamente da professionisti, nel rispetto delle diverse età

Art.7 a frequentare le istituzioni artistiche e culturali della città, sia con la famiglia che con la scuola, per scoprire e vivere ciò che il territorio offre

Art. 8 a partecipare a eventi artistici e culturali con continuità, e non saltuariamente, durante la loro vita scolastica e prescolastica

Art. 10 ad avere un sistema integrato tra scuola e istituzioni artistiche e culturali, perché solo un’osmosi continua può offrire una cultura viva

Art.11 a frequentare musei, teatri, biblioteche, cinema e altri luoghi di cultura e spettacolo, insieme ai propri compagni di scuola;

Art. 12 a vivere esperienze artistiche e culturali accompagnati dai propri insegnanti, quali mediatori necessari per sostenere e valorizzare le loro percezioni

Art. 13 a una cultura laica, nel rispetto di ogni identità e differenza

Art. 14 all’integrazi one, se migranti, attraverso la conoscenza e la condivision e del patrimonio artistico e culturale della comunità in cui vivono

Art. 15 a progetti artistici e culturali pensati nella considerazione delle diverse abilità

Art 16 a luoghi ideati e strutturati per accoglierli nelle loro diverse età

Art. 17 a frequentare una scuola che sia reale via d’accesso a una cultura diffusa e pubblica

Art 18 a poter partecipare alle proposte artistiche e culturali della città indipendentemente dalle condizioni sociali ed economiche di appartenenza, perché tutti i bambini hanno diritto all’arte e alla cultura

Joan Mirò

Joan Miró era figlio dell’orefice e orologiaio Miquel Miró Adzerias e di Dolores Ferrà i Oromí. La sua passione per l’arte iniziò quando era molto piccolo: a soli 8 anni infatti si avvicinò al disegno. Come spesso accade però, nonostante l’interesse precoce per il disegno, i genitori lo spinsero insistentemente agli studi di economia. L’artista ne soffrì molto e all’età di 18 anni un forte esaurimento nervoso lo spinse ad abbracciare definitivamente l’arte, iniziando a frequentare l’Accademia di Belle Arti.

A 27 anni scelse di trasferirsi a Parigi: siamo nei primi anni del ‘900 e Parigi era il centro del mondo per le sperimentazioni artistiche. Qui infatti il giovane Miró iniziò a frequentare i circoli Dada, dove conobbe tra gli altri, anche Pablo Picasso. Proprio a Parigi ebbe anche l’occasione di conoscere l’avanguardia Surrealista e i suoi principali esponenti e questo incontro lo segnerà per la vita. Attenzione però, anche se Joan Miró è spesso definito come un artista surrealista, in realtà il suo rapporto con il movimento fu sempre piuttosto controverso: non aderì mai pienamente, ma lo seguì sempre come diremmo oggi “da outsider”, prendendone anche le distanze a seguito di alcuni scontri ideologici nel 1929.

La corrente surrealista non è stata però l’unica ad ispirarlo: entrò in contatto con il fauvismo a Barcellona, quando frequentava l’Accademia Galì tra il 1912 e il 1915, e con il dadaismo, negli anni parigini, quando si stabilì di Montparnasse nel 1920 per seguire pienamente la sua vocazione artistica. Se le prime opere presentano una certa influenza dadaista, in seguito Joan cominciò ad elaborare uno stile personale ed originalissimo, in cui l’influsso del surrealismo e dell’astrattismo era molto forte. Nel corso degli anni ’30 del 900, Joan Mirò acquisì finalmente un riconoscimento internazionale, esponendo in varie gallerie in tutto il mondo: è in questo decennio che la sua carriera di artista ebbe uno slancio importante, in concomitanza proprio con la nascita di sua figlia Maria Dolores.

A causa dell’instaurazione della dittatura spagnola di Francisco Franco, le sue opere iniziarono a variare, dal surrealismo al realismo tragico. Durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, Miró si rifugiò in Normandia, dove diede vita alla sua serie “Costellazioni”, una delle più apprezzate in assoluto della sua carriera. Negli anni ’40 solo al termine della guerra, iniziò una nuova fase per Miró che lo vide sperimentare con la ceramica e solo alla fine della sua carriera, anche con altri materiali come il bronzo.

Grazie per l'attenzione

1A ragazzo aurora

Infanzia negata

SFRUTTAMENTO MINORILE

Mini Uda

Questa mappa è una mappa tematica. Essa mostra la diffusione del lavoro minorile in tutto il mondo. Prima di tutto c'è l'Africa segnata con il colore azzurro scuro con la percentuale del 19.60%. Poi c'è l'Asia e il Pacifico, segnati col colore blu con la percentuale del 7.40%. Dopo troviamo l'America in azzurro con il 5.30 di percentuale. Poi c'è l'Europa e l'Asia centrale di colore verde con la percentuale del 4.10%. Infine ci sono i Paesi arabi segnati in verde chiaro con il 2.90% della percentuale. La regione con la percentuale più bassa è quella dei Paesi arabi, invece quella con la percentuale più alta di sfruttamento minorile è l'Africa. Noi dell'Europa, invece, ci troviamo al penultimo posto.

Questo articolo ci dice che noi bambini dobbiamo essere protetti da ogni tipo di sfruttamento perché può succedere che qualche negoziante sfrutti i bambini per farli lavorare al posto suo.

Scelgo questo articolo, perché cose del genere sono successe anche in Italia, ad esempio con la marca NIKE.

la nike e lo sfruttamento minorile: sito