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Transcript

Meri Jovanovska 1CL

Boccone dopo Boccone

comprendere i meccanismi della dipendenza alimentare

Cure

indice

1. Cosa sono le dipendenze alimentari

2. Quali sono

3. Anoressia

4. Bulimia

5. Sindrome da alimentazione incontrollata

6. Quante ne soffrono

7. Cause

8.

9. Chi colpisce maggioriormente

10. Quali sono i campanelli d'allarme

11. Dove sono più diffusi

12. Perchè è importante parlarne

13. Quando sono stati scoperti

14. Sitografia

cosa sono i disturbi alimentari

I disturbi alimentari sono descritti nell'ultimoa edizione del Manuale diagnostico e statico dei disturbi alimentari ed includono i disturbi della nutrizione e i disturbi alimentari della sottosoglia.

I disturbi alimentari consistono in disfunzioni del comportamento alimentare e in comportamenti finalizzati al controllo del peso corporeo, che danneggiano in modo significativo la salute fisica o il funzionalento psicologico.

I principali disturbi alimentari sono:

  • l’Anoressia Nervosa
  • la Bulimia
  • il Disturbo da Alimentazione incontrollata
  • l’Obesità
  • la Night Eating Syndrome
  • la Pica
  • il Disturbo da Ruminazione
Il Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali (ultima versione: DSM 5) include anche la Pica e il Disturbo da Ruminazione che sono assai meno diffusi nella pratica clinica, mentre non comprende l’obesità, considerata invece da molti psicologi e psichiatri un disturbo alimentare

quali sono?

L’anoressia, o anoressia nervosa, è un disturbo del comportamento alimentare che colpisce in particolare le giovani donne ed è finalizzato al raggiungimento e al mantenimento di un peso significativamente inferiore a quello normale. Il termine “anoressia” (che significa letteralmente “perdita dell’appetito”) è in realtà inappropriato, perché le persone che ne soffrono vorrebbero mangiare, ma rifiutano il cibo per paura di ingrassare. Questa paura, che diviene il punto centrale della loro vita, deriva da un’alterazione dell’immagine del proprio corpo, che viene percepito come troppo grasso anche se è sottopeso o in una condizione di magrezza patologica. Non è facile definire la soglia di peso che permette di diagnosticare l’anoressia. In linea di massima si adotta il criterio di un peso corporeo inferiore di oltre il 15% al peso normale per età e sesso oppure un Indice di Massa Corporea (IMC) uguale o inferiore a 17 (calcolato come rapporto tra il peso in chilogrammi e il quadrato dell’altezza in metri). La gravità del quadro anoressico è maggiore a mano a mano che l’IMC si abbassa

l'anORESSIA NERVOSA

Vengono inoltre, identificate due tipologie di anoressia nervosa: Tipo con restrizioni: negli ultimi 3 mesi la persona non ha presentato episodi di abbuffate o condotte di eliminazione. La perdita di peso è ottenuta cioè principalmente attraverso la dieta, il digiuno e/o l’attività fisica eccessiva.Tipo con abbuffate/condotte di eliminazione: negli ultimi 3 mesi, la persona ha presentato ricorrenti episodi di abbuffate o condotte di eliminazione (es. vomito autoindotto, uso di lassativi, diuretici …).

la bulimia

caratteristica essenziale della bulimia nervosa è il frequente ricorso a inappropriati comportamenti compensatori per prevenire l’incremento ponderale, neutralizzando gli effetti dell’abbuffata. Tra i metodi, quello più frequentemente adottato è l’autoinduzione del vomito, tra i più tipici sintomi della bulimia.

La bulimia nervosa, o semplicemente bulimia, è un disturbo del comportamento alimentare (come anoressia, binge eating e altri) che consiste in una voracità patologica ed eccessiva nel mangiare, seguita talora da induzione del vomito, utilizzo di lassativi, digiuno o eccessiva attività fisica.

Il disturbo da alimentazione incontrollata è caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffate, con una sensazione di perdita di controllo. Non è seguito da comportamenti compensatori inadeguati, come il vomito autoindotto o l'abuso di lassativi. La diagnosi è clinica. Il trattamento si basa sulla terapia cognitivo-comportamentale o, a volte, sulla psicoterapia interpersonale o sui farmaci (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o sulla lisdexamfetamina).

sindrome da alimentazione incontrollata

cure

cause

i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione hanno un’origine multifattoriale, per cui sono il risultato di un insieme di fattori biologici, sociali (come l’esposizione alla cultura della dieta), psicologici e genetici.

...La guarigione può richiedere tempi lunghi e per il successo della terapia è importante che la persona colpita voglia stare meglio e abbia il supporto di familiari e di amici. Nei casi più gravi la cura (trattamento) di questi disturbi deve avvenire presso centri specializzati in cui siano presenti figure professionali diverse che garantiscano un attento controllo nel tempo (monitoraggio) delle condizioni fisiche oltre all'aiuto per affrontare gli aspetti psicologici alla base del disturbo.

presenza di DCA o altri disturbi psichiatrici in famiglia (che non significa che i disturbi alimentari sono ereditari) caratteristiche di personalità come il perfezionismo clinico bassa autostima depressione esperienze traumatiche come abusi sessuali, bullismo, malattie fisiche, alta conflittualità familiare.

terapia cognitivo-comportamentale (CBT)psicoterapia interpersonale (IPT)counselling nutrizionaleterapia familiarefarmaci, antidepressivi come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), per citarne alcuni, possono essere utilizzati nel trattamento della BN o del DAI

150.000

2.850.000

chi colpisce maggiormente

I Disturbi Alimentari sono più diffusi nel sesso femminile, anche se il trend si sta riducendo con un'incidenza/prevalenza del sesso maschile in aumento. Dipende anche dalla patologia che consideriamo. Se parliamo di Anoressia nervosa e Bulimia nervosa, sono indubbiamente disturbi più diffusi tra le donne.

QUALI SONO I CAMPANELLI D'ALLARME?

.I disturbi alimentari sono subdoli, e spesso chi ne soffre tende a nasconderne i segni e a tacere sui sintomi per mascherare la malattia. Tuttavia, i più comuni segnali manifestati da chi soffre di un dca sono: – paura intensa di aumentare di peso – immagine corporea distorta – bassa autostima – irritabilità – umore altalenante – difficoltà a mangiare con gli altri – abitudini rigide e crisi di panico nel caso non si riuscisse a rispettarle – interesse smodato verso gli show culinari in tv e nel collezionare ricette – iperattività e incapacità di restare nella stessa posizione a lungo – attività fisica eccessiva, anche durante i periodi di malattia o di convalescenza, con il solo scopo di bruciare calorie – alterazioni del sonno

DOVE SONO PIù DIFFUSI

Yemen

lo Yemen , da solo , conta più di 17 milioni di persone in gravi condizioni

Sud Sudan

nel 50% dei casi la denutrizione è associata alla mancanza di acqua pulita e a scarsi servizi igienici.

Nigeria

evidenzia anche un aumento del fenomeno dell’11% rispetto al 2016.

Entrare in dialogo con una persona che soffre di DCA è una azione complessa, così come entrare in empatia con loro. Chi soffre di DCA, o ha comunque un rapporto distorto con il cibo, patisce vergogna, paura e senso di colpa, tende a negare e nascondere il problema. Con il rischio di perdere il controllo sulla propria alimentazione e incorrere, ad esempio, in una pericolosa perdita di peso, mettendo a serio rischio la propria salute fisica. Per questo motivo è vitale che familiari o amici colgano i segnali e accompagnino la persona verso un trattamento terapeutico.

perchè importante parlarne

quando sono stati scoperti i dca

1689

1764

1860

1873

1973/1974

I PRIMI CASI NEL 1600

La prima diagnosi di anoressia risale al 1689 ma è solo negli anni Settanta che essa si afferma come un vero e proprio disturbo alimentare.

SITOGRAFIA

le prime diagnosi

La prima ufficiale diagnosi di anoressia medica del disturbo alimentare si trova in un testo di medicina pubblicato a Londra nel 1689. L’autore era Richard Morton. Nel trattato, dedicato ai vari tipi di defedamento alimentare, trova posto anche la “consunzione nervosa” (nervous consumption) causata da ragioni puramente psico-logiche: tristezza e ansia (sadness and anxious cares).

cosa cambia dalla anoressia e dalla bulimia?

Il disturbo da alimentazione incontrollata colpisce circa il 3,5% delle donne e il 2% degli uomini nella popolazione generale durante la loro vita. A differenza della bulimia nervosa, il disturbo da alimentazione incontrollata si manifesta più comunemente tra le persone con sovrappeso o obesità e contribuisce a un eccessivo apporto calorico; può essere presente in ≥ 30% dei pazienti in programmi di riduzione del peso. Rispetto alle persone con anoressia nervosa o bulimia nervosa, quelle con disturbo da alimentazione incontrollata sono più anziane e più frequentemente maschi.

LE ULTIME SCOPERTE

Sarà soltanto con il lavoro di Hilde Bruch (1973, 1982) e di Mara Selvini-Palazzoli (1974) che la natura psicologica dell’anoressia nervosa verrà riaffermata e descritta come un disturbo quasi delirante della valutazione delle proporzioni corporee, a cui si aggiungono una difficoltà di comprensione dei segnali corporei di fame e sazietà e un paralizzante senso di inadeguatezza e di insufficienza di fronte agli impegni della vita adulta

ALTRE SCOPERTE

Settantacinque anni dopo, nel 1764, Robert Whytt di Edimburgo, è l’autore di una seconda segnalazione del disturbo alimentare psicogeno:

LO sapevi...

Attualmente questi disturbi rappresentano un importante problema di salute pubblica, visto che per l’anoressia e per la bulimia, negli ultimi decenni, c’è stato un progressivo abbassamento dell’età di insorgenza, tanto che sono sempre più frequenti diagnosi in età preadolescenziale e nell’infanzia.L’insorgenza precoce, interferendo con un sano processo evolutivo sia biologico che psicologico, si associa a conseguenze molto più gravi sul corpo e sulla mente. Un esordio precoce può infatti comportare un rischio maggiore di danni permanenti secondari alla malnutrizione, soprattutto a carico dei tessuti che non hanno ancora raggiunto una piena maturazione, come le ossa e il sistema nervoso centrale

Le cause dell’insicurezza alimentare sono legate a diversi fattori: guerre, eventi climatici estremi, migrazioni. Tuttavia, nel 2017, i conflitti armati sono stati il driver principale in 18 Paesi, con oltre 74 milioni di persone in stato di necessità. Un incremento significativo si registra in particolare in Sud Sudan (+23%) e in Yemen (+20%). Ma la situazione più critica riguarda il Medio Oriente

I PRIMI CASI

Nel 1873 un altro medico francese, Charles Lasègue, riportò 8 casi di emaciazione e deprivazione alimentare su base psicologica, sottolineando la sofferenza emotiva dei pazienti. In quello stesso 1873, circa 6 mesi dopo, a Londra William Gull descrisse 3 casi e li denominò per la prima volta con il termine che si sarebbe poi universalmente affermato: anoressia nervosa

Dopo un intervallo di quasi cento anni, nel 1860, è la volta di Louis-Victor Marcé, un medico di Parigi. Come Morton e Whytt, Marcé notò che tra le varie forme di deperimento alimentare alcune hanno un’origine puramente psicologica e comprese che il fenomeno colpiva per lo più giovani ragazze nel momento del primo sviluppo fisico.

testimonianze dirette

«Vivevo il fatto di mangiare cibi con ansia, avevo paura dei carboidrati o di altri alimenti. Cercavo di preparare solo ricette light senza grassi né zuccheri, con il minor apporto calorico possibile», racconta Francesca Mittoni, influencer e autrice del libro “Non sono un peso” (Fabbri Editori).Riconoscere l’ortoressia è difficile. «La linea che la divide da uno stile di vita salutare è sottile. Bisogna saper distinguere il momento in cui diventa un’ossessione.