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3. GIOVANNINO E GLI ELFI - con audiolettura automatica

Consuelo Maria Brach

Created on June 23, 2026

Le storie di Nonno Gianni

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Transcript

(con audiolettura in modalità manuale)

Le storie di Nonno Giovanni

Giovannino e gli elfi

Gianni Carù

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Indice

1. Giovannino e gli elfi2. "L’amicizia è il dono più bello che due persone si possano scambiare ...." 3. Giochi 4. Puzzle 5. Memory 6. Indovina le parole mgiche .. 7. Catebattaglia navale : Il valore dell'amicizia

Giovannino e gli elfi

Era una bella giornata di primavera, con il cielo azzurro e il sole splendente. Giovannino dormiva profondamente nel suo letto quando un raggio di sole birichino, entrato dalla finestra, gli illuminò il viso. Giovannino si svegliò, fece un lungo sbadiglio e poi chiamò la mamma: “Mamma, che giorno è oggi?” “Oggi è sabato,” gli rispose la mamma, “Non devi andare a scuola. Puoi dormire ancora un poco, se lo desideri.” Ma Giovannino non aveva più sonno.

Scese dal letto, aprì la finestra illuminata dal sole e respirò profondamente l’aria fresca e profumata del mattino, con le braccia tese verso il cielo. Mentre era affacciato alla finestra vide passare in strada Lele, un suo compagno di scuola nonché di giochi e di marachelle. “Ciao Giovannino!” lo salutò calorosamente Lele.

“Verresti a giocare con me?” Giovannino si vestì velocemente, chiese alla mamma il permesso di uscire e poi corse incontro all’amico Lele. “Che gioco possiamo fare in una giornata così bella?” disse Lele. “Potremmo andare a giocare nel bosco qui vicino” propose Giovannino". Detto fatto, si avviarono di corsa e in breve raggiunsero il boschetto che si trovava a poche centinaia di metri dalla casa di Giovannino.

Mentre stavano correndo tra gli alberi del bosco, videro in mezzo all’erba uno strano cappello verde a forma di cono, con tanti campanellini sulla punta. Giovannnino, incuriosito, si fermò a raccoglierlo e lo mostrò all’amico Lele. “Guarda che strano cappello ho trovato!” esclamò. “Chissà chi lo avrà perso!”

Non è un cappello da adulto” gli rispose l’amico. “E’ molto piccolo. Prova a metterlo.” Giovannino si infilò subito il cappello in testa. Effettivamente gli andava bene. Provò a scuotere il capo facendo tintinnare i campanellini che si trovavano in cima al cappello. “Che suono melodioso!” disse Lele. “Guarda, anche gli uccellini hanno smesso di cinguettare per ascoltare la musica dei campanelli.” In effetti, nel silenzio del bosco si udiva soltanto l’eco del suono dei campanellini.

In quel momento si udì una voce stridula esclamare: “Ecco chi ha preso il mio cappello! Finalmente l’ho ritrovato!” E un omino, tutto vestito di verde, sbucò improvvisamente dai cespugli e aggredì Giovannino. “Ehi tu!” - gridò l’omino - “Ridammi subito il mio cappello!”

Giovannino e Lele, spaventati dall’apparizione del buffo omino, si nascosero dietro il tronco di una grossa quercia, abbandonando il cappello nell’erba. L’omino verde lo raccolse e se lo mise in testa provocando una dolce melodia che si diffuse per tutto il bosco. Poi si avvicinò alla quercia e disse a Giovannino e Lele che stavano ancora tremando di paura: “Scusate se vi ho spaventato , ma ero molto preoccupato per aver perso il mio cappello. Senza di questo non posso partecipare alla festa di primavera degli elfi.”

“Ma tu chi sei?” riuscì a balbettare Giovannino. “Io mi chiamo Ginni” rispose l’omino vestito di verde “e sono l’elfo più giovane della mia tribù. Non abbiate paura.” proseguì sedendosi nell’erba. Rincuorati dalle parole dell’elfo, Giovannino e Lele uscirono dal loro nascondiglio e andarono a sedersi accanto a Ginni.

Giovannino e Lele erano molto curiosi di sapere chi erano gli elfi e Ginni fu ben felice di soddisfare la curiosità dei due bambini. “Gli elfi” disse Ginni “vivono nei boschi, nascosti agli occhi di tutti. Nessuno li può vedere perché hanno il potere di rendersi invisibili, soprattutto quando si accorgono di essere in pericolo. Però lo possono fare solo quando indossano in cappello che io avevo perso e che voi avete ritrovato. Quando indossano il cappello magico, oltre che rendersi invisibili, gli elfi possono spostarsi da un luogo all’altro senza muoversi."

"E’ sufficiente che chiudano gli occhi e pensino intensamente al luogo dove vogliono andare.” E per dare una dimostrazione del potere del cappello magico, Ginni lo indossò, scosse la testa facendo tintinnare i campanelli e improvvisamente scomparve, lasciandoli sbigottiti.

Udirono soltanto la sua voce che diceva: “Ecco, io sono qui, sto girando intorno a voi, però voi non mi potete vedere.” “Ma anch’io, prima, ho indossato il tuo cappello.” disse Giovannino “Però non è successo niente. Non sono diventato invisibile.” “La magia del cappello” replicò Ginni “funziona solo con gli elfi. E’ per questo che non sei diventato invisibile.” Ed ecco che, di colpo, Ginni riapparve con il cappello in mano davanti ai due bambini che balzarono in piedi battendo le mani.

“Adesso devo proprio andare” disse Ginni “altrimenti non arriverò in tempo per partecipare alla festa di primavera.” “Dove si svolge questa festa?” chiese Lele incuriosito. “In una foresta che si trova lontano da qui cento giorni di cammino.” rispose Ginni. “Ma è lontanissimo!” esclamò Giovannino. “Come farai ad arrivare in tempo?” “E’ molto semplice.” ribatté Ginni sorridendo. “Ci arriverò in un baleno con l’aiuto del mio cappello magico.”

“Mi piacerebbe tanto partecipare alla festa di primavera.” disse Lele “Ma questo posto è troppo lontano per noi due e non riusciremo mai a raggiungerlo.” Ginni guardò i suoi amici che avevano abbassato gli occhi sconsolati, ci pensò un attimo e poi disse: “Se desiderate davvero partecipare alla festa di primavera, vi porterò con me con l’aiuto del cappello magico. Datemi la mano.” Giovannino e Lele ubbidirono immediatamente.

Ginni indossò il cappello magico, scosse la testa facendo tintinnare i campanelli e disse: “Adesso chiudete gli occhi e stringete forte la mia mano. Siete pronti? Viaaaaa …”I due bambini si sentirono investiti da una folata di vento gelido che li fece rabbrividire. Poi avvertirono una vampata di calore diffondersi per tutto il corpo e infine ebbero la sensazione di essere diventati leggeri come piume e di volare in alto nel cielo. Infine udirono un gran boato che li fece spaventare. Aprirono gli occhi e …..

Ma dov’erano capitati? Intorno a loro c’erano centinaia di elfi che giocavano che ballavano e che cantavano, in una grande radura circondata dagli alberi di una foresta immensa. “Benvenuti alla festa di primavera degli elfi!” disse loro Ginni. Giovannino e Lele si guardarono intorno sbigottiti. “ Ma come abbiamo fatto ad arrivare fin qui!” esclamarono ad una voce. “Tutto merito del cappello magico” disse Ginni. “Presto, venite con me, la festa di primavera sta iniziando proprio adesso.” Si accomodarono ai margini della radura insieme agli altri elfi, mentre intorno a loro si faceva un gran silenzio.

Poi, dal fondo della radura, tra gli applausi scroscianti degli elfi, si fece largo la banda degli orsi bruni, con il cappello rosso a visiera e il sottogola dorato. Accompagnati da un incessante rullo di tamburi e dallo squillo delle trombe, gli orsi fecero per due volte il giro della radura, facendo tremare il terreno con i poderosi colpi delle loro zampe.

Dopo la sfilata degli orsi, il cielo si oscurò per l’arrivo di centinaia di usignoli che, dopo aver volteggiato sopra gli alberi della foresta, si posarono al centro della radura e sotto la direzione di un vecchio usignolo, si esibirono in un concerto di trilli e melodiosi gorgheggi che strapparono numerosi applausi agli elfi.

“Adesso tocca alla tribù delle rane.” disse Ginni rivolto ai suoi amici. E proprio in quel momento, tra lo schiamazzo e le risate degli elfi, arrivarono le rane, accompagnate dai rospi e circondate dai ranocchi. Procedendo in fila indiana, avanzarono saltellando, gracidando e facendo capriole tra le grida di incitamento degli elfi.

Dietro le rane sbucarono poi i grilli canterini e le cicale che si misero a cantare tutte le canzoni del loro repertorio, mentre un volo di farfalle dalle ali colorate passava sopra la radura seguendo il ritmo del canto dei grilli e delle cicale. “E’ uno spettacolo meraviglioso.” disse Giovannino rivolgendosi a Ginni. “E’ vero.” gli rispose Ginni. “Ma dovete sapere che questa festa alla quale state partecipando non è solo la festa di primavera. E’ anche la festa dell’amicizia.

Oggi tutti gli animali sono amici: è un giorno di festa e l’augurio che ci scambieremo al termine di questa giornata sarà quello di mantenere la gioia e l’amicizia tra di noi per tutto il resto dell’anno.” I due bambini, commossi da queste parole, abbracciarono Ginni e Lele gli disse: ”Oggi noi abbiamo trovato in te un nuovo amico e tu ci hai fatto capire che l’amicizia è il dono più bello che due persone si possano scambiare.”

Intanto, intorno a loro, la festa proseguiva con la sfilata degli scoiattoli, seguita dai castori, dalle marmotte e da tutti gli altri animali del bosco. Infine, fu la volta degli elfi che si esibirono in balli, capriole, giochi di prestigio e di abilità. La festa stava ormai volgendo al termine, quando Giovannino, alzando gli occhi al cielo vide che il sole stava già scendendo verso l’orizzonte. Allora chiamò vicino a sé Lele e gli disse: “ Lele, si sta facendo tardi! Come facciamo a tornare a casa? Le nostre mamme saranno preoccupate non vedendoci ritornare!”

“E’ vero! “ gli rispose Lele. “Ma questa foresta dista ben cento giornate di cammino da casa nostra! Non ce la faremo mai.” L’elfo Ginni, che aveva assistito al colloquio tra i due bambini, si avvicino a loro e, prendendoli per mano, disse: “Non vi dovete preoccupare! Io vi ho portati in questo luogo e io vi riporterò a casa!” “E come farai?” ribattè Giovannino. “Ma naturalmente con l’aiuto del cappello magico.” gli rispose Ginni. “Però, prima di lasciarvi, voglio farvi un regalo.”

Ginni staccò due campanellini dal suo cappello e li diede a Giovannino e a Lele dicendo: “Vi dò questi campanellini in ricordo della nostra amicizia. Ogni volta che li suonerete io verrò a trovarvi. Potremo giocare insieme e con gli animali del bosco e io vi racconterò ancora tante storie sulla vita degli elfi.”

Giovannino e Lele, commossi, presero i campanellini e se li misero in tasca. Poi Ginni prese i due bambini per mano e li portò in un angolo appartato della foresta. “Adesso chiudete bene gli occhi e stringete forte la mia mano.” disse. “Stringete forte, forte, forteeeee ..” Giovannino e Lele rabbrividirono, investiti da una folata di vento gelido; poi si sentirono trasportati in alto, leggeri come piume, mentre avvertivano una sensazione di calore diffondersi per tutto il corpo.

Infine un gran boato, forte come un colpo di cannone, segnò la fine del loro viaggio. Aprirono gli occhi e ….. si guardarono intorno sbigottiti. Erano tornati al limitare del boschetto vicino alla casa di Giovannino. In fondo al viale che conduceva al boschetto videro sopraggiungere le loro mamme che li stavano cercando, preoccupate di non vederli tornare a casa.

Giovannino e Lele corsero incontro alle loro mamme, felici di rivederle dopo la strana avventura che avevano vissuto. Ma l’avevano vissuta davvero o era stato tutto un sogno, anche se soltanto un bel sogno? Si fermarono, si guardarono negli occhi, misero le mani in tasca e … in tasca trovarono un campanellino. Si guardarono ancora e poi Giovannino con una strizzatina d’occhi a Lele riprese a correre incontro alla sua mamma, la abbracciò e le disse: “Sai mamma, ci siamo addormentati sotto un albero …”

"L’amicizia è il dono più bello che due persone si possano scambiare ...."

Bambini, Vi è piaciuta la storia di Giovannino? E' sempre fantastico nel suo stare accanto alle "persone", si mette sempre in gioco per .. trovare nuovi amici!!!E Voi, come siete? Vi piace darvi da fare per far crescere l'amicizia oppure aspettate che siano gli altri a fare tutto? Anche Gesù aveva degli "amici", i Suoi discepoli, con cui ha condiviso la Sua vita!!!

E desidera essere amico anche con ciascuno di Voi!!! Volete lasciarvi amare da Lui, che è l'Amico che non Vi tradirà mai? Provate a conoscerlo, facendovi raccontare da Mamma o Papà qualche sua storia!!! Rimarrete sbalorditi da come Gesù Vi ama !!!

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Giochi

per divertirsi un po' ...

I PUZZLE

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Il Memory

Indovina le parole mgiche ...

Battaglia navale ... Il valore dell'amicizia