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Progetto finale per la pubblicazione 28.05.2026 (1).pdf

Giovannina Gnarra

Created on June 18, 2026

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Titolo: La gentilezza come competenza civica: un’esperienza di educazione socio-emotiva Unità di Apprendimento: "SCEGLI LA GENTILEZZA"

Abstract Il contributo presenta l’Unità di Apprendimento “Scegli la Gentilezza”, realizzata nella scuola primaria con l’obiettivo di promuovere competenze socio-emotive, cittadinanza attiva e consapevolezza relazionale attraverso metodologie didattiche cooperative e laboratoriali. Il percorso, sviluppato mediante flipped classroom, circle time, role playing, peer tutoring e strumenti digitali, ha favorito la riflessione sui temi dell’inclusione, dell’empatia e del rispetto reciproco a L’esperienza si colloca nel quadro normativo delineato dalla Legge 92/2019 sull’Educazione Civica, dalle Linee Guida per l’Orientamento (D.M. 328/2022) e dalle nuove Linee Guida per l’Educazione Civica (D.M. 183/2024). L’elaborato evidenzia il valore della gentilezza come competenza trasversale capace di incidere positivamente sul benessere individuale e collettivo e di favorire la costruzione di ambienti di apprendimento inclusivi e democratici.

partire dalla visione del film Wonder.

Introduzione La costruzione di ambienti di apprendimento capaci di valorizzare la relazione educativa, favorire l'inclusione e promuovere buone pratiche contribuisce a formare cittadini responsabili, in grado di partecipare consapevolmente alla vita civica, culturale e sociale della comunità. In questo contesto, la scuola assume un ruolo fondamentale nell'insegnare le regole della convivenza civile, specialmente in una realtà in cui molte famiglie incontrano difficoltà nello svolgimento della propria funzione educativa. Educare significa, infatti, preparare alla vita, aiutando bambini e ragazzi a sviluppare il senso di responsabilità, il rispetto reciproco e la consapevolezza delle proprie azioni. Questa esigenza risulta ancora più rilevante in un contesto storico-sociale caratterizzato da fragilità relazionali e da crescenti difficoltà educative che coinvolgono numerosi contesti familiari. Educare, pertanto, significa accompagnare bambini e ragazzi nello sviluppo della responsabilità personale, della consapevolezza emotiva e della capacità di riconoscere l’altro come soggetto L’educazione emotiva rappresenta oggi una dimensione centrale della progettazione didattico-pedagogica, in quanto strettamente connessa al benessere dell’alunno, alla qualità delle relazioni interpersonali e allo sviluppo armonico della personalità. La scuola contemporanea, infatti, non è chiamata soltanto a trasmettere conoscenze disciplinari, ma anche a promuovere competenze trasversali che consentano agli studenti di comprendere sé stessi, gestire le emozioni e costruire relazioni positive all’interno della comunità scolastica. In tale prospettiva, l’educazione emotiva si configura come un processo formativo finalizzato allo sviluppo della consapevolezza affettiva, dell’autoregolazione emotiva, dell’empatia e delle competenze relazionali. Essa favorisce negli alunni la capacità di riconoscere, nominare ed esprimere le proprie emozioni in modo adeguato, contribuendo alla prevenzione di comportamenti aggressivi, Il percorso didattico “Scegli la Gentilezza” si inserisce pienamente in questa cornice pedagogica, poiché pone al centro l’esperienza emotiva degli alunni attraverso attività riflessive, cooperative e La visione del film Wonder ha costituito un importante mediatore emotivo e narrativo, capace di attivare processi di identificazione e immedesimazione nei confronti del protagonista e delle sue Le successive attività di circle time, scrittura riflessiva e role playing hanno favorito la verbalizzazione dei vissuti emotivi, l’ascolto reciproco e la comprensione del punto di vista altrui. In particolare, il role playing ha consentito agli alunni di sperimentare concretamente dinamiche relazionali complesse e di riflettere sulle conseguenze emotive dei propri comportamenti, promuovendo forme di autoregolazione e di gestione positiva dei conflitti.

portatore di diritti, bisogni ed emozioni.

conflittuali o discriminatori.

laboratoriali.

esperienze di esclusione, fragilità e accettazione.

Dal punto di vista teorico, il percorso trova fondamento negli studi sull’intelligenza emotiva elaborati da Daniel Goleman, secondo cui la capacità di riconoscere e gestire le emozioni costituisce una competenza fondamentale per il benessere personale e sociale. Goleman sottolinea come abilità quali empatia, autoconsapevolezza, motivazione e gestione delle relazioni incidano significativamente sui processi di apprendimento e sulla qualità delle interazioni umane. Anche la prospettiva socio-costruttivista di Lev Vygotskij attribuisce un ruolo centrale alla dimensione relazionale dell’apprendimento, evidenziando come lo sviluppo cognitivo ed emotivo si realizzi attraverso l’interazione sociale e la mediazione educativa. In questa prospettiva, il gruppo classe diventa uno spazio privilegiato di crescita condivisa, nel quale l’alunno costruisce progressivamente la propria identità personale e sociale. L’educazione emotiva trova, inoltre, piena coerenza con le finalità indicate dalle Indicazioni Nazionali per il Curricolo (2012), che riconoscono l’importanza della formazione integrale della persona e della promozione del benessere relazionale all’interno della scuola. Le recenti Indicazioni Nazionali 2025 rafforzano ulteriormente questa prospettiva pedagogica, ribadendo il valore della scuola come comunità educativa orientata allo sviluppo armonico e integrale della persona. Il documento pone particolare attenzione alla centralità delle competenze relazionali, della partecipazione democratica, dell’educazione al rispetto e della costruzione di ambienti di apprendimento inclusivi, nei quali ogni alunno possa sentirsi accolto, riconosciuto e valorizzato. Le Indicazioni sottolineano inoltre la necessità di promuovere percorsi didattici capaci di integrare dimensione cognitiva ed emotiva, valorizzando metodologie cooperative, laboratoriali e riflessive finalizzate allo sviluppo dell’empatia, dell’ascolto e della responsabilità sociale. In tale cornice, l’educazione alla gentilezza assume una funzione educativa strategica, poiché contribuisce alla formazione di cittadini consapevoli, capaci di costruire relazioni positive e di partecipare attivamente alla vita della comunità scolastica e sociale. Analogamente, la Legge 92/2019 sull’Educazione Civica richiama la necessità di sviluppare competenze orientate al rispetto, alla solidarietà e alla partecipazione responsabile, tutte strettamente connesse alla dimensione emotiva e relazionale dell’apprendimento. Alla luce di tali considerazioni, l’educazione emotiva si configura non come attività accessoria, ma come elemento strutturale dell’azione educativa. Promuovere competenze emotive significa offrire agli alunni strumenti indispensabili per affrontare in modo consapevole le relazioni, i conflitti e le sfide della crescita, contribuendo alla costruzione di ambienti scolastici inclusivi, sereni e In questa prospettiva, la gentilezza assume il valore di competenza emotiva e sociale trasversale, capace di trasformare il clima relazionale della classe e di favorire una cultura educativa fondata sulla A partire dall’anno scolastico 2024/2025, i curricoli di educazione civica fanno riferimento ai traguardi e agli obiettivi di apprendimento definiti dalle Linee Guida adottate con il D.M. 183 del 7 Tali indicazioni mirano a formare cittadini attivi attraverso una partecipazione piena alla vita sociale, nel rispetto dei diritti, dei doveri e delle regole condivise. Prevenire atteggiamenti aggressivi costituisce una responsabilità educativa imprescindibile che coinvolge scuola, famiglia ed educatori. Poiché il rapporto con le regole si sviluppa progressivamente insieme alla crescita cognitiva e relazionale del bambino, la promozione dell'educazione alla gentilezza trova nel cooperative learning Questa metodologia didattica, fondata sulla collaborazione tra pari, favorisce l’accoglienza e la cooperazione: attraverso il lavoro condiviso, gli alunni imparano a comunicare efficacemente, a

democratici.

cura, sull’ascolto e sul riconoscimento reciproco.

settembre 2024, che sostituiscono le precedenti.

uno strumento particolarmente efficace.

gestire i conflitti e a sviluppare l’empatia. Svolgimento: Le Fasi del Percorso Didattico L’attività è stata articolata in diverse fasi metodologiche, tutte orientate alla partecipazione attiva, alla riflessione emotiva e alla valorizzazione delle relazioni. Fase 1: La Flipped Classroom e la visione di Wonder: Approccio asincrono e sincrono

Nella prima fase è stata adottata la flipped classroom (o classe capovolta). In modalità asincrona, gli studenti hanno esaminato a casa i materiali didattici in modo indipendente. In modalità sincrona, il tempo in classe è stato utilizzato per attivare le conoscenze, chiarire dubbi e approfondire i contenuti insieme al docente. All'interno di questa cornice, gli studenti hanno assistito alla proiezione di Wonder, film tratto dall’omonimo bestseller di R.J. Palacio. La storia del protagonista, il dodicenne August "Auggie" Pullman – affetto dalla sindrome di Treacher Collins e reduce da numerosi interventi chirurgici che gli hanno lasciato visibili cicatrici sul volto – ha offerto lo spunto per riflettere sull'impatto dei piccoli gesti quotidiani. Il passaggio di Auggie dall'istruzione domiciliare alla scuola media costringe il protagonista a scontrarsi con ansie e atti di bullismo, ma lo conduce anche a scoprire l'amicizia e l'accettazione, offrendo un profondo invito universale alla gentilezza e

al rispetto reciproco. Fase 2: Circle Time e Lavori di Gruppo: Condivisione e fiducia La seconda fase ha visto l'applicazione del circle time, uno spazio di discussione in cerchio finalizzato a stimolare l’ascolto attivo e la libera espressione. In questo clima di fiducia, anche gli alunni più timidi hanno trovato il coraggio di raccontare emozioni ed esperienze personali. Parallelamente, i lavori di gruppo hanno permesso ai bambini di sperimentare una collaborazione reale, imparando a suddividere i compiti e a valorizzare le idee di ciascuno. Fase 3: Role Playing e Didattica Collaborativa: Immedesimazione e gestione dei conflitti Si è passati poi a una didattica focalizzata sull’analisi dei personaggi e sulla simulazione guidata. Il role playing ha consentito agli alunni di immedesimarsi in situazioni problematiche o conflittuali, aiutandoli a comprendere l’importanza di sostituire le reazioni impulsive con comportamenti gentili e a sperimentare concretamente strategie relazionali positive. Fase 4: Scrittura Riflessiva e Strumenti Digitali: Elaborazione e peer tutoring La quarta fase ha previsto attività di scrittura riflessiva attraverso la produzione di testi personali, narrativi ed epistolari, utili all’elaborazione delle emozioni. Grazie al peer tutoring, gli alunni si sono sostenuti a vicenda, mentre l'uso di strumenti digitali come Mentimeter e Kahoot ha permesso di raccogliere le parole chiave e realizzare un quiz finale interattivo, rendendo il percorso ancora più

coinvolgente. Il Compito di Realtà: Il Muro della Gentilezza L’attività si è conclusa con la realizzazione di un cartellone intitolato “Muro della Gentilezza”, un autentico compito di realtà che ha trasformato l’aula in uno spazio di profonda condivisione. I bambini hanno affidato a post-it e cuori di carta pensieri, ricordi e impegni da dedicare a sé stessi e ai compagni, dando vita a un mosaico di valori che testimonia una reale crescita personale e collettiva.

I pensieri più significativi emersi dai post-it: Fare un complimento sincero. Offrire il proprio tempo per aiutare gli altri. Ascoltare senza giudicare. Agire con gentilezza senza aspettarsi nulla in cambio. Imparare a essere gentili prima di tutto con sé stessi. Comprendere che la gentilezza è un valore gratuito ma prezioso. L’osservazione di questo elaborato ha permesso agli alunni di capire che la gentilezza non è un comportamento occasionale, ma una scelta quotidiana, un patto silenzioso capace di trasformare la comunità scolastica in un luogo più inclusivo. Al termine del percorso, il cambiamento più significativo si è registrato proprio sul piano relazionale, dove l'empatia e l'attenzione reciproca si sono trasformate da concetti astratti in uno stile di vita condiviso. Il Collegamento con l'Orientamento e il Quadro Normativo L’inserimento del tema dell’orientamento all’interno dell’UDA risponde pienamente alla normativa nazionale, che lo definisce come un processo continuo, trasversale e formativo.

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Riferimento Normativo

Focus Principale Guida Sviluppo (D.M. consapevolezza di sé e delle decisionale attraverso attività riflessive e cooperative. dell’identità Fornisce i prerequisiti emotivi e civici Nazionali personale e sociale nella essenziali per affrontare il passaggio alla scuola secondaria.

Connessione con l'UDA della Promuove l'autoconoscenza e la capacità

Linee Orientamento 328/2022) Indicazioni

competenze sociali. Costruzione scuola primaria.

(2012)

Centralità sviluppo delle competenze L’UDA cittadinanza collaborazione e partecipazione responsabile inclusione. attraverso metodologie attive e cooperative

della

persona,

promuove

empatia,

ascolto,

Indicazioni (2025)

Nazionali relazionali, democratica

Formazione 92/2019 responsabili, inclusivi

di

cittadini Sviluppa l'empatia e la collaborazione, e competenze chiave del Profilo dello Studente a fine primo ciclo. Le metodologie attive utilizzate (dal circle time al role playing) hanno guidato gli alunni a riconoscere le proprie emozioni e a compiere scelte consapevoli. Questo percorso si configura come un'azione di

Legge (Educazione Civica)

rispettosi.

orientamento precoce, capace di supportare gli studenti nella definizione della propria identità e di fornire loro gli strumenti per affrontare con maggiore sicurezza e maturità le future transizioni

scolastiche e di vita. Le Indicazioni Nazionali 2025 rafforzano ulteriormente questa visione educativa, sottolineando il ruolo della scuola come comunità educante capace di promuovere il benessere emotivo, la partecipazione attiva e la cultura del rispetto. In questo quadro, l’educazione alla gentilezza rappresenta uno strumento fondamentale per la costruzione di ambienti inclusivi e democratici, nei quali ogni alunno possa sentirsi accolto, valorizzato e partecipe della vita scolastica.

Conclusioni L’Unità di Apprendimento “Scegli la Gentilezza” si configura come un percorso educativo interdisciplinare capace di integrare in modo organico educazione civica, orientamento formativo e sviluppo delle competenze socio-emotive. Attraverso metodologie attive e partecipative, gli alunni sono stati accompagnati in un processo di crescita personale finalizzato alla costruzione dell’identità, alla consapevolezza emotiva e alla valorizzazione delle relazioni interpersonali quali fondamento

della convivenza democratica. L’esperienza didattica ha evidenziato come la promozione della gentilezza non possa essere considerata un semplice intervento comportamentale, bensì una vera e propria azione educativa orientata alla formazione integrale della persona. La gentilezza, infatti, assume una profonda valenza pedagogica, poiché favorisce lo sviluppo dell’empatia, del rispetto reciproco, della responsabilità sociale e della partecipazione consapevole alla vita della comunità scolastica. In tale prospettiva, il percorso risulta pienamente coerente con i principi espressi dalla Costituzione della Repubblica Italiana, in particolare con gli articoli 2 e 3, che riconoscono e garantiscono i diritti inviolabili della persona e affermano il principio di uguaglianza sostanziale, richiamando la necessità di rimuovere gli ostacoli che limitano il pieno sviluppo umano e sociale dell’individuo. L’educazione alla gentilezza si traduce, pertanto, in educazione alla dignità della persona e al riconoscimento

dell’altro come valore.

L’UDA trova, inoltre, un significativo fondamento nella Legge 92/2019 sull’Educazione Civica, che attribuisce alla scuola il compito di “formare cittadini responsabili e attivi” e di promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale e sociale. Le attività proposte — dal cooperative learning al role playing, dalla scrittura riflessiva al circle time — hanno consentito agli alunni di sperimentare concretamente competenze di cittadinanza quali la collaborazione, il rispetto delle regole condivise, la gestione positiva dei conflitti e l’ascolto attivo. Anche le Linee Guida per l’Orientamento introdotte con il D.M. 328/2022 valorizzano una didattica centrata sulla persona, sul riconoscimento dei talenti e sulla costruzione progressiva dell’identità individuale e sociale. In questo senso, il percorso realizzato rappresenta una concreta esperienza di orientamento precoce, poiché aiuta gli alunni a sviluppare autoconsapevolezza, capacità relazionali e competenze decisionali indispensabili per affrontare con maggiore sicurezza i futuri percorsi

scolastici e di vita. Ulteriore riferimento imprescindibile è costituito dalle Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo d’Istruzione (2012), che attribuiscono alla scuola il compito di promuovere lo sviluppo armonico e integrale della persona nel rispetto dei principi della Costituzione e della tradizione culturale europea. In tale ottica, la scuola non è soltanto luogo di trasmissione di conoscenze, ma una comunità educante nella quale gli alunni imparano progressivamente a costruire relazioni significative, a riconoscere le emozioni proprie e altrui e a

partecipare responsabilmente alla vita collettiva. Le Nuove Indicazioni Nazionali 2025 confermano e ampliano tale visione educativa, evidenziando la necessità di una scuola capace di coniugare apprendimenti disciplinari, benessere emotivo e costruzione delle competenze di cittadinanza. In particolare, il documento richiama il valore educativo delle relazioni, dell’ascolto e della corresponsabilità, riconoscendo nella dimensione comunitaria della scuola uno spazio fondamentale per la crescita umana e sociale degli alunni. In questa prospettiva, esperienze didattiche come “Scegli la Gentilezza” rappresentano esempi concreti di innovazione pedagogica coerente con le nuove finalità educative del sistema scolastico italiano, poiché favoriscono lo sviluppo di competenze trasversali indispensabili per vivere responsabilmente in una società complessa e interdipendente. Dal punto di vista pedagogico, l’efficacia del percorso trova conferma anche nella letteratura scientifica internazionale. Le ricerche promosse dalla Random Acts of Kindness Foundation evidenziano come i comportamenti gentili incidano positivamente sul benessere psicologico e relazionale, favorendo la riduzione dello stress e il rafforzamento dei legami sociali. Analogamente, Simon Sinek, nel contributo The Scientific Power of Kindness, sottolinea come la gentilezza produca benefici non soltanto in chi compie o riceve l’atto gentile, ma anche in chi vi assiste indirettamente, contribuendo alla costruzione di ambienti sociali più sereni e cooperativi. Alla luce delle osservazioni condotte durante l’intero percorso, è possibile affermare che gli alunni abbiano progressivamente interiorizzato atteggiamenti di maggiore apertura, ascolto ed empatia. Il cambiamento più significativo si è manifestato soprattutto sul piano relazionale: il gruppo classe ha mostrato una crescente capacità di collaborazione, di gestione dei conflitti e di attenzione verso i bisogni emotivi dei compagni. La gentilezza è stata così percepita non come un gesto episodico o astratto, ma come una pratica quotidiana capace di incidere concretamente sul benessere individuale

e collettivo. In conclusione, l’UDA dimostra come la scuola possa e debba assumere un ruolo centrale nella costruzione di una cultura della cura, dell’inclusione e della responsabilità sociale. Educare alla gentilezza significa educare alla cittadinanza democratica, alla pace sociale e al rispetto della persona. In un tempo storico caratterizzato da fragilità relazionali, individualismo e difficoltà comunicative,

promuovere percorsi educativi orientati all’empatia e alla cooperazione rappresenta una scelta pedagogica di straordinaria rilevanza culturale e civile. Il senso profondo di questa esperienza può essere sintetizzato in un’espressione divenuta emblematica nei primi anni Duemila, liberamente ispirata alla poetica di Claudio Baglioni: “La gentilezza è rivoluzionaria”. Anche i gesti più piccoli, quando nascono dal rispetto e dall’attenzione verso l’altro, possono diventare potenti strumenti di cambiamento autentico e duraturo.

Bibliografia

Bruner J., La cultura dell’educazione, Feltrinelli. Dewey J., Democrazia e educazione, La Nuova Italia. Goleman D., Intelligenza emotiva, Rizzoli. Vygotskij L., Pensiero e linguaggio, Laterza. Morin E., I sette saperi necessari all’educazione del futuro, Cortina. MIUR, Indicazioni Nazionali per il Curricolo (2012). Ministero dell’Istruzione e del Merito, Nuove Indicazioni Nazionali per il Curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (2025).

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Legge 92/2019. D.M. 328/2022. D.M. 183/2024.