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Elettra

Sofia Amato

Created on May 31, 2026

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elettra

sofia amato, maria vittoria guddo

Il teatro greco

ùIl teatro greco si sviluppa ad Atene nel VI secolo a.C. in stretta connessione con la democrazia e il culto di Dionysos (Dioniso), trasformando la rappresentazione in un dovere civico e in un rito collettivo finanziato dallo Stato tramite la leitourgia (la liturgia, una tassa per i cittadini più abbienti).L'evento si svolgeva durante le Grandi Dionisie, dove i poeti si sfidavano in un agon davanti all'intera polis. La struttura architettonica era all'aperto e sfruttava il pendio di una collina per la gradinata, il theatron disposta attorno all'ampio spazio circolare in cui si muoveva il coro, chiamato orchestra, al cui centro sorgeva l'thymele . Alle spalle dell'orchestra si trovava la skené , arricchita da espedienti come la mechané e l'ekkyklema

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Sofocle

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Considerato uno dei tre grandi maestri della "tragedia attica " (496-406 a.C) Naque a Colono da una ricca famiglia e ricevette un eccellente educazione. il suo primo trionfo teatrale risale al 468, quando vinse le Grandi Dionisie. compose oltre 120 opere e introdusse innovazioni fondamentali. morì a 90 anni durante la guerra del Peloponneso.

Trama

Il ritorno di Oreste e l'inganno Oreste torna ad Argo con Pilade e il Pedagogo per vendicare il padre Agamennone, seguendo l'oracolo di Apollo. Il piano prevede di usare l'astuzia: il Pedagogo diffonderà a palazzo la falsa notizia che Oreste è morto in una corsa di carri a Delfi. Il dolore e la solitudine di Elettra Elettra vive isolata e disperata, rifiutando di sottomettersi ai nuovi tiranni. A differenza della pragmatica sorella Crisotemi, che preferisce l'obbedienza per vivere tranquilla, Elettra urla il suo odio contro la madre e l'usurpatore Egisto, sperando solo nel ritorno del fratello per ottenere giustizia. Lo scontro tra madre e figlia Clitennestra giustifica l'omicidio di Agamennone come vendetta per il sacrificio della figlia Ifigenia, ma Elettra la accusa di aver agito solo per lussuria con Egisto. Quando il Pedagogo annuncia la finta morte di Oreste, Clitennestra si sente finalmente al sicuro e sollevata, mentre Elettra sprofonda nella disperazione. Il riconoscimento (Anagnorisis) Crisotemi scopre tracce del ritorno di Oreste sulla tomba del padre, ma Elettra, convinta che sia morto, la gela e le propone invano di uccidere i tiranni da sole. Poco dopo arriva Oreste non riconosciuto, portando l'urna con le sue presunte ceneri; davanti al pianto straziante di Elettra, il fratello si rivela mostrandole l'anello del padre, scatenando la sua gioia frenetica. La vendetta Spinti all'azione, Oreste e Pilade entrano nel palazzo e uccidono Clitennestra, mentre Elettra da fuori incita spietatamente il fratello. Subito dopo arriva Egisto: convinto di vedere il cadavere di Oreste, solleva il velo e scopre il corpo della regina. Oreste lo costringe a entrare per ucciderlo nello stesso punto in cui morì Agamennone, e il coro celebra la fine delle sventure della casa di Atreo.

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Personaggi

Pilade

Egisto

Clitennestra

Cristotemi

Oreste

Elettra

Agamennone

Il coro

temi trattati

EROISMO TRAGICO E PRAGMATICO

LA CONDIZIONE FEMMINILE

LA GIUSTIZIA

First Name Last Name

DOLORE COME STRUMENTO DI RESISTENZA

POTERE MANIPOLATORIO DELLA PAROLA

LA FOLLIA DI ELETTRA

La tragedia di Euripide

La tragedia di Euripide si oppone al modello proposto da Sofocle, spoglia i protagonisti della loro regalità. La storia non si svolge davanti alla fastosa reggia di Micene, ma in aperta campagna, davanti alla modesta capanna di un contadino. Elettra è stata costretta in sposa a un umile lavoratore che, per nobiltà d'animo, rispetta la sua verginità. La sofferenza di Elettra scivola verso l'ossessione patologica e il rancore sociale. Più che il dolore per la morte del padre, a muoverla sono l'invidia e la frustrazione materiale. Euripide vede nel matricidio un "peccato" ingiustificabile (in sofocle giustificato)L'atto è spogliato di ogni alone eroico e ridotto a un assassinio efferato. Oreste è un giovane insicuro, tormentato dai dubbi e terrorizzato all'idea di uccidere la madre; è Elettra, con la sua furia manipolatoria, a costringerlo all'azione. Per attirare la madre nella capanna, Elettra le fa credere di aver partorito un bambino, facendo leva sul residuo istinto materno di Clitemnestra, per poi trarla in inganno uccidendola. in Euripide: C'è una critica feroce alla religione tradizionale. Nel finale appaiono come deus ex machina i Dioscuri (fratelli di Clitemnestra). Essi dichiarano apertamente che il matricidio è stato un atto empio e che Apollo ha sentenziato una cosa non saggia. La divinità ha sbagliato, lasciando i due mortali nel baratro della colpa. Non c'è catarsi, ma una dolorosa separazione: Oreste dovrà fuggire ad Atene per subire il processo del tribunale dell'Areopago, mentre Elettra andrà in esilio sposando Pilade.

La tragedia oggi

Nelle messinscene odierne, i registi tendono a ripulire l'opera dalla retorica puramente epica per far emergere tre macro-temi moderni focalizandosi sulla figura della donna e sui sentimenti di Elettra che non è solo l'esecutrice di un disegno divino, ma una donna logorata da un disturbo post-traumatico generato dalla violenza domestica subita. Viene enfatizzato il suo rifiuto radicale di scendere a compromessi con il potere corrotto, ponendola in netto contrasto con l'atteggiamento pragmatico e sottomesso della sorella Crisotemi.ne finale le regie odierne enfatizzano il sentimento di rabbia che rimane invariato anche dopo aver ucciso la madre, che non porta in lei liberazione ma un ciclo infinito di rimorso e condanna

Attualità

Il mito di Elettra continua a dialogare con la società contemporanea attraverso diverse chiavi di lettura: La Sindrome di Elettra: Introdotta da Carl Gustav Jung nel 1913 come controparte del complesso di Edipo di Sigmund Freud, descrive una fase dello sviluppo psicosessuale infantile in cui la bambina sperimenta un forte attaccamento inconscio verso il padre e una forte rivalità verso la madre. Trauma e risentimento: Elettra incarna l'archetipo psicologico della persona traumatizzata che rimane bloccata nel passato, alimentandosi del proprio rancore e della propria sete di giustizia, fino a compromettere la possibilità di vivere il presente. Giustizia e Stato di diritto: La transizione mitologica dalla faida familiare all'istituzione di un tribunale (al centro dell'opera eschilea) risuona oggi nel dibattito tra la giustizia sommaria (come la gogna mediatica e il populismo penale sui social network) e la necessità di affidarsi alle leggi impersonali dello Stato per interrompere le catene d'odio.

Grazie per l'attenzione

Il contrasto tra eroismo tragico e pragmatico

Questo assolutismo etico trova il suo contraltare nel serrato confronto con la sorella Crisotemi, in cui Sofocle mette in scena uno scontro filosofico tra la purezza dell'eroe e il realismo del pragmatismo politico. Crisotemi incarna la saggezza greca, orientata all'autoconservazione e all'accettazione del limite; la sua condotta si piega alle leggi dei più forti non per malvagità, ma per il calcolo razionale che permette di preservare la vita e i privilegi materiali all'interno della corte. Al contrario, Elettra rifiuta ogni compromesso pratico e si fa custode di un imperativo morale che non ammette sconti temporali o convenienze di comodo. Accetta la de-umanizzazione derivante da un odio perenne, preferendo il rischio concreto della morte alla sottomissione. La solitudine di Elettra tocca il suo culmine tragico quando, credendo il fratello morto, decide di tentare il tirannicidio da sola, sancendo la frattura con la sorella. In questa insanabile polarità, Sofocle dimostra come la grandezza dell'eroe tragico risieda proprio nella sua radicale incapacità di abitare il mondo del compromesso.

Il potere manipolatorio della parola

La struttura stessa della tragedia si regge su una menzogna programmata che scardina la percezione della realtà dei personaggi. Il motore dell'azione è la falsa notizia della morte di Oreste, questo racconto fittizio produce effetti antitetici e devastanti: genera il sollievo e la sicurezza illusoria in Clitennestra, ma fa sprofondare Elettra in un dolore totale. Sofocle dimostra come la parola speculativa possa generare una sofferenza reale e manipolare la verità, diventando lo strumento decisivo per il compimento del destino.

il coro: le donne di Micene

il coro è composto da quindici donne di Micene. Questo gruppo svolge un ruolo centrale nel dramma, non limitandosi a fare da spettatore, ma partecipando attivamente alle dinamiche psicologiche e morali della protagonista,Tentano inizialmente di moderare il lamento infinito e l'odio ossessivo di Elettra, ricordandole i limiti della condizione umana

le sue opere...

innovazioni teatrali

Delle oltre 120 opere che si idce abbia scritto ne abbiamo integre solo 7 le possiamo dividere in base a cicli mitologici- Edipo Re - Antigone - Edipo a Colono - Aiace - Elettra - Le Trachinie - Filottete

- Introduzione del terzo attore- Aumento coreuti - introduzione scenografia - abbandono trilogia legata

La giustiza

L'eliminazione del tormento delle Furie nell'Elettra di Sofocle rappresenta una svolta teologica radicale rispetto al modello Euripideo, spostando l'asse della tragedia da una dimensione cosmico-divina a una prettamente politica e umana. Nell'Orestiade la giustizia era il risultato di un processo di civilizzazione che attraverso il matricidio approdava nella legge democratica del tribunale dell'Areopago. Sofocle sceglie invece di considerare la giustizia come un dato di partenza, sancito dall'oracolo di Apollo. Oreste agisce come un esecutore dello Stato. Il matricidio viene presentato come un atto di bonifica istituzionale, necessaria per asportare la patologia politica rappresentata dagli usurpatori. La vendetta si compie senza esitazioni e la tragedia si chiude con la celebrazione della ritrovata libertà della polis, confermando che l'ordine è stato restaurato e che non vi sarà alcuna successiva persecuzione da parte delle divinità.

Egisto

Egisto incarna il Tiranno spietato, : Pur essendo assente per quasi tutta l'opera, la sua presenza opprime costantemente la protagonista. È lui a imporre l'isolamento e i maltrattamenti a Elettra, vietandole di sposarsi per evitare che dia alla luce un legittimo vendicatore della stirpe di Agamennone.

Elettra

Elettra è qui una donna molto diversa da quella che ritroviamo nella omonima tragedia di Euripide, Nell'Elettra euripidea ella è piena dai sensi di colpa, mentre nel dramma di Eschilo è una ragazzina che si dispera, ma è inerme, incapace di ribellarsi. L'Elettra di Sofocle è invece una donna determinata, che non rinuncia ai propri propositi di vendetta né quando, prima del ritorno di Oreste, vive in casa propria come una schiava, né quando le viene detto che suo fratello è morto. Anzi, proprio in quel momento nasce in lei il proposito di farsi giustizia da sola, mossa dal suo incrollabile odio per Egisto e Clitennestra

Dolore come strumento di resistenza

Il lutto di Elettra si trasforma in una forma attiva e radicale di protesta contro il potere illegittimo. Rifiutando l'oblio, la protagonista celebra un lamento funebre pubblico e incessante che scuote la stabilità dei sovrani. Questa fedeltà assoluta alla memoria del padre ha un prezzo devastante: logora il corpo di Elettra, la priva della giovinezza e la confina in una condizione di schiavitù e isolamento. Il patimento diventa così la sua stessa identità, l'unica arma e l'unico spazio di libertà rimasto a una donna privata di ogni diritto politico.

PARODOS e PRIMO EPISODIO (vv. 121-471) Parodo: Il Coro di donne micenee tenta di consolare Elettra, invitandola alla moderazione e a confidare nel ritorno di Oreste. Elettra rifiuta: il suo dolore e il desiderio di giustizia sono eterni.Primo Episodio: Elettra descrive la sua misera vita, costretta a subire le prepotenze della madre Clitemestra e dell'amante Egisto. Giunge la sorella Crisotemi, di temperamento opposto e sottomessa ai potenti, che la avverte: Egisto vuole murarla viva. Crisotemi sta andando a portare libagioni alla tomba di Agamennone per conto di Clitemestra, terrorizzata da un sogno premonitore. Elettra la convince invece a gettare quelle offerte e a sostituirle con ciocche dei loro capelli e preghiere di vendetta.

PROLOGO (vv. 1-120)Parte I-II: Il Precettore, Oreste e Pilade arrivano a Micene. Oreste svela il piano: il Precettore entrerà a palazzo fingendosi un messaggero straniero e annuncerà la sua finta morte in una corsa di carri, mostrando poi un'urna con le false ceneri. Mentre Oreste va a onorare la tomba del padre Agamennone, entra in scena Elettra che intona un lamento disperato (thrènos) per la perdita del padre.

Clitennestra

Il personaggio di Clitennestra incarna una figura complessa, dominata dalla spietatezza e dal rancore, priva del senso di colpa che la caratterizzava invece nell'omonima tragedia di Eschilo. Clitennestra non mostra pentimento per l'assassinio del marito Agamennone, e giustifica l'azione per aver vendicato la figlia. detiene il potere ad Argo con l'amante Egisto e odia i due figli Oreste ed Elettra

Oreste

la figura di Oreste si distingue nettamente dalle versioni degli altri tragediografi per la sua totale mancanza di dubbi morali e per la determinazione con cui persegue il suo obiettivo. Sofocle elimina quasi del tutto il tormento interiore del personaggio, concentrandosi sull'efficacia dell'azione e sul compimento del destino. Oreste si presenta sulla scena non come un assassino tormentato, ma come l'esecutore di un ordine legittimo impartito dall'oracolo di Apollo.

la tragedia classica

le innovazioni

La grande rivoluzione performativa, attribuita al semileggendario Tespi, consiste nell'introduzione del primo attore, l'hypokrites che distaccandosi dal gruppo dà vita al dialogo drammatico. Gli attori, esclusivamente uomini e limitati a un massimo di tre indossavano costumi codificati e le prosopa (maschere), che amplificavano la voce e permettevano di interpretare più ruoli, inclusi quelli femminili.

La tragedia classica (tragoidia), dominata dai maestri Eschilo, Sofocle ed Euripide, attinge al mito per esplorare le grandi contraddizioni umane e l'hybris (l'arroganza dell'uomo che sfida gli dei). Come teorizzato da Aristotele nella Poetica, la trama si sviluppa rigorosamente attraverso momenti chiave come la peripeteia e l'anagnorisis. Questo meccanismo drammatico suscita nel pubblico eleos (pietà) e phobos (terrore), guidando lo spettatore verso la katharsis (catarsi), la purificazione interiore dalle passioni e dai conflitti vissuti sulla scena.

La condizione femminile

Sul piano della condizione femminile, l'isolamento a cui i tiranni condannano Elettra si configura come una strategia perfettamente coerente con le strutture patriarcali dell'Atene. Nella cultura greca la piena realizzazione di una donna di nobile stirpe dipendeva dal passaggio dallo status di vergine a quello di sposa e madre, per garantire la continuità della stirpe. Negandole il matrimonio e la maternità, Clitennestra ed Egisto attuano una sterilizzazione dinastica programmata, per impedire la nascita di un potenziale venditore di sangue. Elettra viene così confinata in uno stato, che logora il suo corpo e la riduce a una reclusa. Tuttavia, esclusa dalle armi e dalle assemblee pubbliche, la protagonista capovolge questa condizione di impotenza politica utilizzando il lamento funebre rituale come uno strumento di guerriglia psicologica. Le leggi della polis limitavano severamente le manifestazioni pubbliche. gridando incessantemente il proprio dolore davanti alle soglie del palazzo, Elettra trasforma l'arma tradizionale delle donne in una costante e intollerabile denuncia pubblica della legittimità del potere costituito.

La follia di Elettra

La dimensione della follia in Sofocle non si manifesta come un delirio clinico o un'allucinazione divina, bensì come una monomania ossessiva e un'alterazione morale distruttiva. Elettra appare folle agli occhi della corte e dei familiari perché il suo pensiero è rigidamente polarizzato sulla sete di sangue, al punto da annullare l'istinto di autoconservazione. questa "follia" tocca il culmine quando commette con oreste il matricidio.

PRIMO STASIMO e SECONDO EPISODIO (vv. 472-870) Primo Stasimo: Il Coro intravede nel sogno di Clitemestra l'imminente arrivo della Giustizia e delle Erinni. Secondo Episodio: Violento scontro verbale tra Clitemestra (che giustifica l'uccisione di Agamennone col sacrificio di Ifigenia) ed Elettra (che le rinfaccia l'adulterio e l'esilio di Oreste). Interviene il Precettore che, eseguendo il piano, narra nei dettagli la finta morte di Oreste. Clitemestra esulta, mentre Elettra sprofonda in una disperazione totale, invocando la propria morte. Commo Lirico: Dialogo lirico di profondo dolore tra Elettra e il Coro per la perdita dell'unica speranza.

QUARTO EPISODIO, TERZO STASIMO ed ESODO (vv. 1098-1510) Quarto Episodio: Oreste e Pilade arrivano recando l'urna. Elettra, disperata, stringe l'urna piangendo; Oreste, commosso dalla sofferenza della sorella, le rivela la propria identità. Segue un duetto di gioia. Il Precettore li richiama all'azione: Oreste ed Elettra rivolgono una preghiera ad Apollo ed entrano nel palazzo. Terzo Stasimo: Il Coro profetizza la strage imminente guidata da Ares e Hermes. Esodo: Mentre Elettra fa la guardia all'esterno, dall'interno si odono le grida di Clitemestra, uccisa da Oreste. Poco dopo giunge Egisto; Elettra lo accoglie con parole a doppio senso. Egisto ordina di scoprire un corpo velato credendo sia Oreste, ma scopre il cadavere di Clitemestra. Compresa la trappola, Egisto tenta di parlare, ma Oreste lo spinge dentro il palazzo per ucciderlo nello stesso punto in cui cadde Agamennone. Il Coro celebra la ritrovata libertà della stirpe.

Cristotemi

Cristotemi incarna il principio della moderazione, della prudenza e del pragmatismo. La sua figura serve da contraltare psicologico e morale all'intransigenza eroica e distruttiva della protagonista, è l'antitesi di Elettra pochè sceglie l'obbedienza ai nuovi sovrani e non si ribella

temi principali

- Centralità eroe tragico- L'inevitabilità del destino - La fragilità umana - La solitudine

Agamennone

agamennone nella tragedia di elettra di sofocleNella tragedia Elettra di Sofocle, Agamennone è il fulcro invisibile dell'intera vicenda: non compare mai come personaggio poichè è già stato ucciso ma è una presenza costatnte per i personaggi

Pilade

Pilade è un personaggio muto in questa traedia, è costantemente sul palco al fianco di Oreste, ma non pronuncia mai nemmeno una singola battuta. parlerà solamente per ricordare a oreste perchè deve uccidere anche la madre