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IL MIO VOLO SULLE PUNTE

Roberta Raja

Created on May 30, 2026

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Transcript

2007/2026

IL MIO VOLO SULLE PUNTE

Ludovica Raja

La bambina che ero si rifletteva nello specchio della scuola di danza con gli occhi pieni di una promessa: diventare una ballerina classica. Per lei, la danza era un paio di scarpette di raso rosa, il tutù vaporoso delle favole e la magia intangibile di volare sul palcoscenico. Il mondo si divideva tra la musica che partiva dal lettore CD e il desiderio assoluto di non toccare mai terra. Il Liceo Coreutico ha trasformato quel sogno infantile in una realtà fatta di carne, sudore e consapevolezza. Negli anni, lo specchio è passato dall' essere il riflesso di una favola al diventare il testimone rigido della mia crescita. Ho scoperto che dietro la leggerezza di un arabesque non c’è la magia, ma la fisica del baricentro. Dietro la fluidità di un adagio si nascondono muscoli che tremano e una disciplina che forgia il carattere prima ancora del corpo.

the best moments together

Cadere fa parte del processo. Ogni livido, ogni pirouette fallita e ogni correzione ripetuta fino allo sfinimento mi hanno insegnato la resilienza. Ho smesso di cercare la perfezione astratta della bambina e ho iniziato a cercare la verità dell'interprete. La danza classica mi ha dato le regole, la struttura e il rigore; la danza contemporanea mi ha restituito la terra, il peso e la libertà di esprimere anche la fragilità. Oggi, guardando quel riflesso, non vedo più solo una ragazzina che rincorre un ideale romantico. Vedo una giovane donna. Una donna che ha imparato a conoscere i propri limiti per poterli superare, che sa cosa significano il sacrificio e la costanza, e che abita il proprio corpo con fierezza. La danza non è più solo un mestiere che sogno di fare: è lo strumento con cui ho scelto di stare al mondo, con i piedi fortemente piantati a terra e lo sguardo sempre rivolto verso l'alto.

Il mio percorso scolastico è stato un percorso di crescita a 360 gradi. La cultura di base che ti permette di essere persona, il rapporto spesso difficile con gli altri, le possibilità da dividere e condividere. Il sogno di “spiccare il volo” attraverso le punte, è diventato scoprire cosa c’è dietro quelle punte, non solo per la bambina che si rifletteva nello specchio, ma per chi quel palcoscenico anelato lo vive, lo calpesta, lo soffre. Ho assistito a spettacoli, ho parlato con i protagonisti, ho fatto lezioni fuori da quella che poteva essere definita una confort zone, ho respirato altri ambienti grazie a viaggi, conoscenze, personalità diverse che hanno attraversato il mio cammino, ho visto e vissuto la stanchezza, lo scoramento, la sconfitta. Non solo mia. Può sembrare banale, ma ho capito cosa significa l’espressione “scuola di vita”. Il tutto è andato oltre l’edificio scolastico ed oltre la danza stessa.

Viaggi

Il primo anno ad Ischia abbiamo partecipato all'Ischia International school festival, portando una coreografia di danza contemporanea.Il secondo, invece, siamo andati a Milano dove abbiamo assistito alle lezioni dell'ottavo corso sia maschile che femminile degli allievi della scuola del Teatro Alla Scala e abbiamo avuto l'opportunità di assistere al balletto di repertorio Le Corsaire in scena nel medesimo teatro. Durante il terzo anno siamo andati a Barcellona, lì abbiamo potuto partecipare a lezioni di Classico, Contemporaneo e Flamenco presso l'Indtitut del Teatre di Barcellona.

Ho capito, sentito e sperimentato, con il mio corpo e con il mio sentire, la differenza sottile tra ballare e danzare. C’è tutta la differenza del mondo. Tra loro c’è la musica, la rappresentazione artistica, l’armonia, la sintonia. C’è ciò che appare e ciò che è, come molti filosofi mi hanno insegnato. La differenza non risiede nella complessità dei passi, ma nell'intenzione, nella consapevolezza e nella destinazione del gesto. Ballare è un atto istintivo, primordiale e sociale. Si balla per celebrare, per divertirsi, per stare insieme agli altri o per liberare l’energia del corpo a ritmo di musica. Quando si balla, il corpo reagisce allo stimolo sonoro in modo spontaneo; è una forma di libertà pura, un dialogo immediato tra l' orecchio, i muscoli e il piacere del movimento. Danzare, al contrario, è una disciplina dello spirito e del corpo che trasforma il movimento in arte. La danza non si limita a seguire il ritmo, ma lo abita, lo interpreta e, a volte, lo contrasta. Danzare richiede un rigore scientifico, anni di studio e una profonda consapevolezza anatomica e spaziale. Se il ballo è espressione di sé, la danza è traduzione dell'invisibile: il danzatore diventa uno strumento coreografico capace di veicolare concetti, emozioni universali, storie o astrazioni geometriche. Mentre il ballerino si muove nello spazio, il danzatore lo plasma. Nel percorso di maturità di un artista coreutico, comprendere questa differenza significa riconoscere che il corpo non è più solo un mezzo per divertirsi, ma un linguaggio colto e consapevole. Ballare è l'impulso vitale da cui tutto parte; danzare è la consapevolezza artistica che eleva quell'impulso a capolavoro.

L’amore per la danza mi ha fatto ricercare ed amare altre forme d’arte, dalla scultura, alla pittura, dalla musica all’architettura. Nei limiti del possibile ho cercato di viaggiare, per toccare con mano la bellezza, tutte le forme del suo essere. Non solo Napoli che ancora devo contemplare del tutto, ma anche Roma, Firenze, Bologna, Verona, alla scoperta di tesori e testimonianze di quello che questo paese è stato e continua ad essere. Chiese, musei, pinacoteche, teatri… continuerò a respirare ciò che mi piace. Ed a raccontarlo. Sì, perché in questi anni ho capito che le emozioni mi piace viverle, ma anche raccontarle. Ho cominciato, infatti, a scrivere, raccontando soprattutto la mia città, il suo essere così speciale, il suo essere arte e sceneggiatura a cielo aperto.

Dopo due anni di lavoro ho presentato quanto scritto all’Ordine dei Giornalisti, attendo valutazione e risposta in modo da poter diventare una giornalista-pubblicista, perché nel mio percorso di crescita voglio si sia anche questo: raccontare agli altri il bello che c’è e che forse non tutti riescono a cogliere e vedere. E voglio continuare a viaggiare, studiare, danzare. Magari attraverso progetti e stage all’estero, o anche solo per pura passione. Non importa se non sarò mai un’étoile, la danza mi ha già dato tantissimo, danzerò ogni volta che ne avrò l’opportunità, così come viaggerò. Oggi è anche più facile rispetto a prima. Grazie all'Unione Europea, noi cittadini godiamo del diritto di libera circolazione nei 29 paesi dell'area Schengen con la sola carta d'identità valida per l'espatrio. LUE ci garantisce tutele, assistenza sanitaria gratuita, “protezione” in caso di ritardi, cancellazioni voli o smarrimento bagagli, adesso, inoltre, per i giovani che compiono 18 anni, c’è un pass per viaggiare gratuitamente in treno alla scoperta dell'Europa. Io, in questi anni di crescita, ho acquisito sicuramente competenze e nozioni, ho consolidato conoscenze, resi più evidenti i miei punti di forza, ma anche compreso lacune, difficoltà, abilità da affinare e andare a completare.

Sono senza dubbio “cresciuta”. Non voglio precludermi alcuna possibilità, sognando con i piedi per terra, magari calpestando ancora la pece. Perché se c’è una cosa che è chiara in me stessa è che se “ Coloro che furono visti danzare vennero giudicati pazzi da quelli che non potevano sentire la musica”, io voglio provare a far sì che tutti gli altri, ma soprattutto io stessa, la senta sempre quella musica.

To Be continued...

Ludovica Raja VPAnno scolastico 2025/2026