Leonardo Bertocchi, Alberto Brambilla, Mattia Dehò, Dylan Mangalus, Valentina Marasco, Martina Redaelli
La seccessione della plebe
Timor inde patres incessit ne, si dimissus exercitus foret, rursus coetus occulti coniurationesque fierent. Itaque quamquam per dictatorem dilectus habitus esset, tamen quoniam in consulum verba iurassent sacramento teneri militem rati, per causam renovati ab Aequis belli educi ex urbe legiones iussere. Quo facto maturata est seditio. Et primo agitatum dicitur de consulum caede, ut solverentur sacramento; doctos deinde nullam scelere religionem exsolvi, Sicinio quodam auctore iniussu consulum in Sacrum montem secessisse. Trans Anienem amnem est, tria ab urbe milia passuum.
La secessione della plebe
Latino
Italiano
Ea frequen-tior fama est quam cuius Piso auctor est, in Aventinum secessionem factam esse. (4)Ibi sine ullo duce vallo fossaque communitis castris quieti, rem nul-lam nisi necessariam ad victum sumendo, per aliquot dies neque lacessiti ne-
que lacessentes sese tenuere.
(5) Pavor ingens in urbe, metuque mutuo suspensa erant omnia. Timere relic-ta ab suis plebis violentiam patrum; timere patres residem in urbe plebem, incerti manere eam an abire mallent: (6) quamdiu autem tranquillam quae secesserit multitudinem fore? Quid futurum deinde si quod externum interim bellum exsistat? (7) Nullam profecto nisi in concordia civium spem reliquam ducere; eam per aequa, per iniqua reconciliandam civitati esse.
questa versione è più diffusa dell'altra, sostenuta da Pisone, secondo cui la secessione sarebbe avvenuta sull'Aventino. (4) Qui, posto il campo senza comandanti né vallo né fossa, non prendendo altra cosa se non il necessario per il vitto, rimasero tranquilli alcuni giorni, senza recar
molestia e senza essere molestati.
(5) Grande era lo sgomento in città, e gli animi di tutti erano sospesi per il reciproco timore. La plebe abbandonata dai suoi uomini temeva violenze da parte dei patrizi: i patrizi temevano la plebe rimasta in città, e non sapevano se desiderare che restasse o se n'andasse. (6) Fino a quando poi sarebbe rimasta tranquilla quella turba che aveva operato la secessione? Che cosa sarebbe avvenuto, se nel frattempo fosse sorta una guerra esterna? (7) Nessuna speranza davvero rimaneva se non nella concordia dei cittadini: questa doveva essere ristabilita in città a qualsiasi condizione.
metafora del corpo
capitolo 33 (contesto)
Prima Secessione della Plebe (494 a.C.)
- Forte contrasto tra patrizi e plebei
- La plebe si ritira sul Monte Sacro (per mesi)
- Obiettivo: ottenere diritti politici e protezione contro l’arbitrio dei consoli
- Risultato: nascita della magistratura plebea più importante della storia romana
Capitolo 33
Negli accordi fu concesso alla plebe:
- Avere propri magistrati inviolabili (Tribuni della Plebe)
- Diritto di intercessio (veto) contro le decisioni dei consoli
- Nessun patrizio poteva accedere a questa magistratura
Elezione dei primi Tribuni
- Furono nominati due tribuni:
Gaio Licinio Lucio Albino
- Essi si scelsero tre colleghi
- Tra questi vi era Sicinio, il promotore della rivolta
Poteri
Struttura e Limiti
Struttura del Tribunale della Plebe
- Natura: Magistratura esclusivamente plebea (i patrizi ne erano esclusi).
- Numero:
Inizialmente 2 (come raccontato da Livio) Poi salì a 5
- Dal 457 a.C. stabilizzato in 10 tribuni
- Elezione: Eletti annualmente dal Concilium Plebis (assemblea della plebe).
- Durata della carica: 1 anno (dal 10 dicembre al 9 dicembre dell’anno successivo).
Limiti dei Tribuni
- Non potevano uscire dal territorio di Roma per più di un giorno (per mantenere il loro potere).
- Il veto di un solo tribuno poteva essere annullato dal veto di un altro tribuno.
- Non avevano potere militare o amministrativo (non comandavano eserciti né governavano province).
CORIOLANO
- Nome originale: Gneo Marcio
- Ottenne il soprannome “Coriolano” dopo la conquista di Corioli
- Patrizio romano, difensore degli interessi dell’aristocrazia
- Ostile alla plebe e ai tribuni della plebe
- Durante una carestia propose di dare il grano solo se il popolo rinunciava ai tribuni
- Fu esiliato da Roma per il suo atteggiamento autoritario
- Si alleò con i Volsci e marciò contro Roma
- Rinunciò all’attacco grazie alle suppliche della madre Veturia e della moglie Volumnia
CORIOLANO NELLA LOTTA POLITICA
LA SECESSIONE DELLA PLEBE
Coriolano si inserisce nello stesso clima di tensione sociale: anche lui, infatti, difendeva il potere dei patrizi e non voleva concedere troppo spazio politico alla plebe.
MENENIO AGRIPPA E IL TRIBUNATO DELLA PLEBE
Dopo il discorso di Agrippa e la secessione venne istituito il tribunato della plebe. Coriolano era contrario proprio a queste concessioni alla plebe. Durante la carestia, infattI propose di togliere ai plebei il diritto ai tribuni in cambio della distribuzione del grano. Questo atteggiamento aumentò l’ostilità del popolo nei suoi confronti e portò al suo esilio.
DECEMVIRI
Coriolano rappresenta questa mentalità aristocratica rigida e ostile alle richieste popolari come quella di decemviri.Per questo la sua figura e centrale nel conflitto tra plebei e patrizi.
I DECEMVIRI
introduzione e problema del diritto orale
- Contesto (V sec. a.C.): Fase acuta del conflitto patrizio-plebeo
- Monopolio patrizio: Leggi solo orali (mores maiorum) in mano alla nobiltà
- Arbitrio giudiziario: Magistrati patrizi liberi di interpretare le norme
- Rivolta plebea: Secessioni e scioperi per ottenere leggi scritte e pubbliche
- Istituzione (451 a.C.): Nomina dei Decemviri (collegio straordinario di 10 uomini)
Il primo anno e la svolta delle XII Tavole
- Pieni poteri: Sospensione temporanea di consoli e tribuni della plebe
- Successo iniziale: Governo equo e pacificazione temporanea tra gli ordini.
- Le prime X Tavole: Leggi incise sul bronzo ed esposte nel Foro Romano
- Principio di Isonomia: Introduzione dell'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge
- Codice incompleto: Necessità di un secondo mandato per terminare l'opera
Il secondo collegio e la tirannia
- II Decemvirato (450 a.C.): Nuova elezione e ascesa di Appio Claudio
- Deriva dispotica: Rifiuto di lasciare la carica e regime di terrore
- "Tavole Inique": Aggiunta di 2 tavole oppressive (es. divieto di matrimoni misti)
- Il caso Virginia: Tentato rapimento e falso processo contro una giovane plebea
- Insurrezione (449 a.C.): Uccisione di Virginia da parte del padre e cacciata dei tiranni
Archetipi a confronto: Lucrezia e Virginia
- Lucrezia (509 a.C.): Nobile matrona patrizia il cui suicidio dopo una violenza subita causò la fine della Monarchia.
- Virginia (449 a.C.): Minacciata dal Decemviroaduta della Tirannia.
- Parallelismo mitico: Il corpo femminile come simbolo della Libertà dello Stato( l'onore e il corpo violato)
- Limite del potere: Il regime crolla quando viola la sfera privata e familiare
- Eredità storica: Ripristino della Repubblica, ma le XII Tavole restano come base del diritto
GRAZIE!
Traduzione
Testo in latino
Allora i senatori furono presi dal timore che, se fosse congedato l'esercito, di nuovo avessero luogo riunioni segrete e complotti. Perciò, quantunque la leva fosse stata ordinata dal dittatore, considerando tuttavia i soldati come legati ancora dal giuramento, poiché avevano giurato nelle mani dei consoli, col pretesto di una nuova guerra da parte degli Equi ordinarono di far uscire le legioni dalla città. Questo fatto affrettò la rivolta. Si dice che dapprima abbiano pensato di uccidere i consoli, in modo da essere sciolti dal giuramento, ma resi edotti poi che con un delitto non si poteva in alcun modo estinguere un obbligo religioso, per consiglio di un certo Sicinio contro gli ordini dei consoli si ritirarono sul monte Sacro, che si trova al di là del fiume Aniene, a tre miglia da Roma;
Timor inde patres incessit ne, si dimissus exercitus foret, rursus coetus occulti coniurationesque fierent. Itaque quamquam per dictatorem dilectus habitus esset, tamen quoniam in consulum verba iurassent sacramento teneri militem rati, per causam renovati ab Aequis belli educi ex urbe legiones iussere. Quo facto maturata est seditio. Et primo agitatum dicitur de consulum caede, ut solverentur sacramento; doctos deinde nullam scelere religionem exsolvi, Sicinio quodam auctore iniussu consulum in Sacrum montem secessisse.
Trans Anienem amnem est, tria ab urbe milia passuum.
Leonardo Bertocchi, Alberto Brambilla, Mattia Dehò, Dylan Mangalus, Valentina Marasco, Martina Redaelli
stefania moiraghi
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Leonardo Bertocchi, Alberto Brambilla, Mattia Dehò, Dylan Mangalus, Valentina Marasco, Martina Redaelli
La seccessione della plebe
Timor inde patres incessit ne, si dimissus exercitus foret, rursus coetus occulti coniurationesque fierent. Itaque quamquam per dictatorem dilectus habitus esset, tamen quoniam in consulum verba iurassent sacramento teneri militem rati, per causam renovati ab Aequis belli educi ex urbe legiones iussere. Quo facto maturata est seditio. Et primo agitatum dicitur de consulum caede, ut solverentur sacramento; doctos deinde nullam scelere religionem exsolvi, Sicinio quodam auctore iniussu consulum in Sacrum montem secessisse. Trans Anienem amnem est, tria ab urbe milia passuum.
La secessione della plebe
Latino
Italiano
Ea frequen-tior fama est quam cuius Piso auctor est, in Aventinum secessionem factam esse. (4)Ibi sine ullo duce vallo fossaque communitis castris quieti, rem nul-lam nisi necessariam ad victum sumendo, per aliquot dies neque lacessiti ne- que lacessentes sese tenuere. (5) Pavor ingens in urbe, metuque mutuo suspensa erant omnia. Timere relic-ta ab suis plebis violentiam patrum; timere patres residem in urbe plebem, incerti manere eam an abire mallent: (6) quamdiu autem tranquillam quae secesserit multitudinem fore? Quid futurum deinde si quod externum interim bellum exsistat? (7) Nullam profecto nisi in concordia civium spem reliquam ducere; eam per aequa, per iniqua reconciliandam civitati esse.
questa versione è più diffusa dell'altra, sostenuta da Pisone, secondo cui la secessione sarebbe avvenuta sull'Aventino. (4) Qui, posto il campo senza comandanti né vallo né fossa, non prendendo altra cosa se non il necessario per il vitto, rimasero tranquilli alcuni giorni, senza recar molestia e senza essere molestati. (5) Grande era lo sgomento in città, e gli animi di tutti erano sospesi per il reciproco timore. La plebe abbandonata dai suoi uomini temeva violenze da parte dei patrizi: i patrizi temevano la plebe rimasta in città, e non sapevano se desiderare che restasse o se n'andasse. (6) Fino a quando poi sarebbe rimasta tranquilla quella turba che aveva operato la secessione? Che cosa sarebbe avvenuto, se nel frattempo fosse sorta una guerra esterna? (7) Nessuna speranza davvero rimaneva se non nella concordia dei cittadini: questa doveva essere ristabilita in città a qualsiasi condizione.
metafora del corpo
capitolo 33 (contesto)
Prima Secessione della Plebe (494 a.C.)
Capitolo 33
Negli accordi fu concesso alla plebe:
- Avere propri magistrati inviolabili (Tribuni della Plebe)
- Diritto di intercessio (veto) contro le decisioni dei consoli
- Nessun patrizio poteva accedere a questa magistratura
Elezione dei primi Tribuni- Furono nominati due tribuni:
Gaio Licinio Lucio AlbinoPoteri
Struttura e Limiti
Struttura del Tribunale della Plebe
- Natura: Magistratura esclusivamente plebea (i patrizi ne erano esclusi).
- Numero:
Inizialmente 2 (come raccontato da Livio) Poi salì a 5Limiti dei Tribuni
CORIOLANO
CORIOLANO NELLA LOTTA POLITICA
LA SECESSIONE DELLA PLEBE
Coriolano si inserisce nello stesso clima di tensione sociale: anche lui, infatti, difendeva il potere dei patrizi e non voleva concedere troppo spazio politico alla plebe.
MENENIO AGRIPPA E IL TRIBUNATO DELLA PLEBE
Dopo il discorso di Agrippa e la secessione venne istituito il tribunato della plebe. Coriolano era contrario proprio a queste concessioni alla plebe. Durante la carestia, infattI propose di togliere ai plebei il diritto ai tribuni in cambio della distribuzione del grano. Questo atteggiamento aumentò l’ostilità del popolo nei suoi confronti e portò al suo esilio.
DECEMVIRI
Coriolano rappresenta questa mentalità aristocratica rigida e ostile alle richieste popolari come quella di decemviri.Per questo la sua figura e centrale nel conflitto tra plebei e patrizi.
I DECEMVIRI
introduzione e problema del diritto orale
Il primo anno e la svolta delle XII Tavole
Il secondo collegio e la tirannia
Archetipi a confronto: Lucrezia e Virginia
GRAZIE!
Traduzione
Testo in latino
Allora i senatori furono presi dal timore che, se fosse congedato l'esercito, di nuovo avessero luogo riunioni segrete e complotti. Perciò, quantunque la leva fosse stata ordinata dal dittatore, considerando tuttavia i soldati come legati ancora dal giuramento, poiché avevano giurato nelle mani dei consoli, col pretesto di una nuova guerra da parte degli Equi ordinarono di far uscire le legioni dalla città. Questo fatto affrettò la rivolta. Si dice che dapprima abbiano pensato di uccidere i consoli, in modo da essere sciolti dal giuramento, ma resi edotti poi che con un delitto non si poteva in alcun modo estinguere un obbligo religioso, per consiglio di un certo Sicinio contro gli ordini dei consoli si ritirarono sul monte Sacro, che si trova al di là del fiume Aniene, a tre miglia da Roma;
Timor inde patres incessit ne, si dimissus exercitus foret, rursus coetus occulti coniurationesque fierent. Itaque quamquam per dictatorem dilectus habitus esset, tamen quoniam in consulum verba iurassent sacramento teneri militem rati, per causam renovati ab Aequis belli educi ex urbe legiones iussere. Quo facto maturata est seditio. Et primo agitatum dicitur de consulum caede, ut solverentur sacramento; doctos deinde nullam scelere religionem exsolvi, Sicinio quodam auctore iniussu consulum in Sacrum montem secessisse. Trans Anienem amnem est, tria ab urbe milia passuum.