Il diritto di espressione
Nell'antica roma
La parola come scudo e come spada
Start
IL PRIVILEGIO DI AVERE UN DIRITTO
Per i Romani, la libertas di parola non era un diritto universale), bensì uno status giuridico e un privilegio politico legato al censo e alla cittadinanza.Il concetto di parrhesia, termine greco, non trova una corretta corrispondenza in latino, in quanto il diritto di critica era riservato esclusivamente a senatori e magistrati. Era molto limitato, inoltre, il potere della Licentia: Roma puniva severamente l'abuso della parola che sfociava nell'offesa o nel disordine sociale.
Plauto e la licentia teatrale
Nelle palliate, Plauto crea una "zona franca" dove le gerarchie vengono sospese. Il servus callidus diventa, infatti, il vero protagonista.Mentre nella realtà una parola di troppo costava la tortura, sulla scena plautina lo schiavo inganna e beffa i padroni e vanta un'assoluta libertà di espressione basata unicamente sull'intelligenza. "Non mihi placent Parmenones, Syri, qui duas aut tris minas auferunt eris. Nequamst illud verbum et vilipes, nullum consilum habere...." "Non mi piacciono questi Parmenoni e Siri che portano via ai padroni solo due o tre mine. È da buoni a nulla e da gente di poco conto non avere ingegno." Bacchides, vv. 649-650
Analisi dei versi
SALLUSTIO E IL DOVERE DI ROMPERE IL SILENZIO
"Multa me dehortantur a vobis, Quirites [...] opes factionis, vestra patientia, ius nullum, ac maxume quod innocentiae plus periculi quam honoris est. [...] Illa vero, quae a patre accepi, libertate certe utar.""Molte ragioni, o Quiriti, mi sconsiglierebbero dal rivolgermi a voi [...] la prepotenza della fazione, la vostra rassegnazione, l'assenza di giustizia, e soprattutto il fatto che l'onestà comporta oggi più pericoli che onori. [...] Tuttavia, io farò certamente uso di quella libertà che ho eriditato da mio padre". Bellum Iugurthinum, capitolo 31
Sallustio affronta il tema della libertà di espressione in modo profondamente etico e politico. Nel Bellum Iugurthinum, analizza la corruzione morale di Roma durante la guerra contro Giugurta. Di fronte a un'aristocrazia ormai corrotta, il popolo tace.Sallustio afferma che la libertà di parola muore quando i cittadini smettono di indignarsi, preferendo la quiete dell'asservimento ai rischi della verità.
Analisi dei versi
Cicerone e il martirio della repubblica
Per Cicerone, la libertà di espressione è il fondamento delle istituzioni repubblicane. Nel suo pensiero, l'oratio e la libertas sono inscidibili: quando viene negata l''una, di conseguenza viene negata anche l'altra e si sfocia nella tirannide.Cicerone è, inoltre, difensore del vir bonus dicendi peritus: l'oratore ha il dovere morale di usare la parola per difendere il bene comune. Tuttavia, egli chiarisce che la libertà di parola non autorizza l'insulto fino a se stesso, che deve essere contenuto nella sola accusatio. Con l'ascesa del secondo triumvirato, Cicerone viene inserito nelle liste di proscrizione: rappresentazione perfetta di come il potere assoluto tratti la libertà di espressione. Dopo che la testa e le mani furono mutilate, esse furono esposte sui Rostri nel Foro Romano, cosicché tutti potessere ammirare(e disprezzare) il pensiero politico di Cicerone. Iniza l'epoca imperiale, in cui la libertà di espressione è in realtà l'adulazione del principe.
"Defendi rem publicam adulescens, non deseram senex: contempsi Catilinae gladios, non pertimescam tuos. Quin etiam corpus libenter obtulerim, si repraesentari morte me libertas civitatis potest...""Ho difeso la Repubblica da giovane, non l'abbandonerò da vecchio: ho disprezzato le spade di Catilina, non mi lascerò spaventare dalle tue. Anzi, offrirei volentieri il mio corpo, se con la mia morte potesse realizzarsi la libertà della cittadinanza.
Analisi dei versi
Sitografia
Sallustio
Introduzione
-treccani.it per il contesto storico, letterario e sociale dell'autore-perseus.tufts.edu per la ricerca dei testi in latino e la traduzione, nonché l'analisi -federica.eu(Università Federico II) per approfondimenti sulla storiografia sallustiana
-treccani.it per la voce libertas e parrhesia-raicultura.it per il contesto letterario e il tema del valore della parola nel Foro
Cicerone
Plauto
-treccani.it per il contesto storico, letterario e sociale dell'autore-perseus.tufts.edu per la ricerca dei testi in latino e la traduzione, nonché l'analisi -federica.eu(Università Federico II) per approfondimenti sull'oratoria ciceroniana Libro di testo
-treccani.it per il contesto storico, letterario e sociale del teatro romano-perseus.tufts.edu per la ricerca dei testi in latino e la traduzione, nonché l'analisi -latin.packhum.org per l'approfondimento dell'interpretazione personale degli autori delle parole libertas e licentia
Analisi dei versi
La libertà qui si manifesta come sovversione letteraria e sociale. Crisalo non solo deruba il padrone, ma si erge a "critico letterario". L'uso di un giudizio estetico catgorico in bocca a uno schiavo è l'essenza della licentia comica: la libertà di parola non deriva dal censo, ma dal consilium (intelligenza).
Analisi dei versi
Memmio smaschera i veri nemici della libertà di parola: non solo i tiranni(opes factionis) , ma la paura e l'indifferenza del popolo stesso(vestra patientia). La libertas viene definita un'eredità paterna, sottolineando che non è una concessione dello stato, ma un patrimonio genetico e morale del cittadino che va difeso anche a costo di rischiare la vita.
Analisi dei versi
Cicerone lega indissolubilmente il concetto di libertas civitatis all'esercizio fisico della parola politica. L'oratore non è un semplice parlatore, ma il difensore ultimo delle istituzioni. Se la parola viene spenta, l'unica espressione politica che resta all'oratore è l'offerta del proprio corpo.
Il diritto di espressione
Andrea Ranucci
Created on May 27, 2026
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Il diritto di espressione
Nell'antica roma
La parola come scudo e come spada
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IL PRIVILEGIO DI AVERE UN DIRITTO
Per i Romani, la libertas di parola non era un diritto universale), bensì uno status giuridico e un privilegio politico legato al censo e alla cittadinanza.Il concetto di parrhesia, termine greco, non trova una corretta corrispondenza in latino, in quanto il diritto di critica era riservato esclusivamente a senatori e magistrati. Era molto limitato, inoltre, il potere della Licentia: Roma puniva severamente l'abuso della parola che sfociava nell'offesa o nel disordine sociale.
Plauto e la licentia teatrale
Nelle palliate, Plauto crea una "zona franca" dove le gerarchie vengono sospese. Il servus callidus diventa, infatti, il vero protagonista.Mentre nella realtà una parola di troppo costava la tortura, sulla scena plautina lo schiavo inganna e beffa i padroni e vanta un'assoluta libertà di espressione basata unicamente sull'intelligenza. "Non mihi placent Parmenones, Syri, qui duas aut tris minas auferunt eris. Nequamst illud verbum et vilipes, nullum consilum habere...." "Non mi piacciono questi Parmenoni e Siri che portano via ai padroni solo due o tre mine. È da buoni a nulla e da gente di poco conto non avere ingegno." Bacchides, vv. 649-650
Analisi dei versi
SALLUSTIO E IL DOVERE DI ROMPERE IL SILENZIO
"Multa me dehortantur a vobis, Quirites [...] opes factionis, vestra patientia, ius nullum, ac maxume quod innocentiae plus periculi quam honoris est. [...] Illa vero, quae a patre accepi, libertate certe utar.""Molte ragioni, o Quiriti, mi sconsiglierebbero dal rivolgermi a voi [...] la prepotenza della fazione, la vostra rassegnazione, l'assenza di giustizia, e soprattutto il fatto che l'onestà comporta oggi più pericoli che onori. [...] Tuttavia, io farò certamente uso di quella libertà che ho eriditato da mio padre". Bellum Iugurthinum, capitolo 31
Sallustio affronta il tema della libertà di espressione in modo profondamente etico e politico. Nel Bellum Iugurthinum, analizza la corruzione morale di Roma durante la guerra contro Giugurta. Di fronte a un'aristocrazia ormai corrotta, il popolo tace.Sallustio afferma che la libertà di parola muore quando i cittadini smettono di indignarsi, preferendo la quiete dell'asservimento ai rischi della verità.
Analisi dei versi
Cicerone e il martirio della repubblica
Per Cicerone, la libertà di espressione è il fondamento delle istituzioni repubblicane. Nel suo pensiero, l'oratio e la libertas sono inscidibili: quando viene negata l''una, di conseguenza viene negata anche l'altra e si sfocia nella tirannide.Cicerone è, inoltre, difensore del vir bonus dicendi peritus: l'oratore ha il dovere morale di usare la parola per difendere il bene comune. Tuttavia, egli chiarisce che la libertà di parola non autorizza l'insulto fino a se stesso, che deve essere contenuto nella sola accusatio. Con l'ascesa del secondo triumvirato, Cicerone viene inserito nelle liste di proscrizione: rappresentazione perfetta di come il potere assoluto tratti la libertà di espressione. Dopo che la testa e le mani furono mutilate, esse furono esposte sui Rostri nel Foro Romano, cosicché tutti potessere ammirare(e disprezzare) il pensiero politico di Cicerone. Iniza l'epoca imperiale, in cui la libertà di espressione è in realtà l'adulazione del principe.
"Defendi rem publicam adulescens, non deseram senex: contempsi Catilinae gladios, non pertimescam tuos. Quin etiam corpus libenter obtulerim, si repraesentari morte me libertas civitatis potest...""Ho difeso la Repubblica da giovane, non l'abbandonerò da vecchio: ho disprezzato le spade di Catilina, non mi lascerò spaventare dalle tue. Anzi, offrirei volentieri il mio corpo, se con la mia morte potesse realizzarsi la libertà della cittadinanza.
Analisi dei versi
Sitografia
Sallustio
Introduzione
-treccani.it per il contesto storico, letterario e sociale dell'autore-perseus.tufts.edu per la ricerca dei testi in latino e la traduzione, nonché l'analisi -federica.eu(Università Federico II) per approfondimenti sulla storiografia sallustiana
-treccani.it per la voce libertas e parrhesia-raicultura.it per il contesto letterario e il tema del valore della parola nel Foro
Cicerone
Plauto
-treccani.it per il contesto storico, letterario e sociale dell'autore-perseus.tufts.edu per la ricerca dei testi in latino e la traduzione, nonché l'analisi -federica.eu(Università Federico II) per approfondimenti sull'oratoria ciceroniana Libro di testo
-treccani.it per il contesto storico, letterario e sociale del teatro romano-perseus.tufts.edu per la ricerca dei testi in latino e la traduzione, nonché l'analisi -latin.packhum.org per l'approfondimento dell'interpretazione personale degli autori delle parole libertas e licentia
Analisi dei versi
La libertà qui si manifesta come sovversione letteraria e sociale. Crisalo non solo deruba il padrone, ma si erge a "critico letterario". L'uso di un giudizio estetico catgorico in bocca a uno schiavo è l'essenza della licentia comica: la libertà di parola non deriva dal censo, ma dal consilium (intelligenza).
Analisi dei versi
Memmio smaschera i veri nemici della libertà di parola: non solo i tiranni(opes factionis) , ma la paura e l'indifferenza del popolo stesso(vestra patientia). La libertas viene definita un'eredità paterna, sottolineando che non è una concessione dello stato, ma un patrimonio genetico e morale del cittadino che va difeso anche a costo di rischiare la vita.
Analisi dei versi
Cicerone lega indissolubilmente il concetto di libertas civitatis all'esercizio fisico della parola politica. L'oratore non è un semplice parlatore, ma il difensore ultimo delle istituzioni. Se la parola viene spenta, l'unica espressione politica che resta all'oratore è l'offerta del proprio corpo.