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La storia dell'abbigliamento

Giulia Marconi

Created on May 26, 2026

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La storia dell'abbigliamento

Cretesi e Micenei

Abbigliamento femminile: gonna stretta sui fianchi che si allargava in fondo a forma di campana o di corno. In origine il parte superiore mancava del tutto e le donne esponevano completamente il seno. Più tardi fu introdotto un corpetto allacciato stretto sui fianchi. Questo indumento aveva le maniche corte ed era allacciato in modo tale da mettere in rilievo il petto, generalmente poco coperto.

Abbigliamento maschile: perizoma sorretto da cinutura di pelle riccamente ornata. Capelli lunghi. Sandali leggeri allacciati alla caviglia con stringhe e in inverno scarpe più alte, che proteggevano anche il polpaccio. Guerrieri: corazze di cuoio.

Durante la ginnastica le ragazze indossavano solo una fascia intorno ai fianchi e si ornavano le braccia con braccialetti colorati. Spesso si coprivano la testa con turbanti. Ai piedi portavano comunemente sandali.

Contents

Il più antico abito dei Greci in epoca preomerica era il rettangolo di stoffa di lana avvolto attorno al corpo senza essere cinto o trattenuto con fermagli alla spalla. Era uguale per entrambi i sessi. Quello maschile era chiamato Chlaina, quello femminile Peplo.

In epoca omerica diventò frequente l'uso del Chitone.

Nella stagione fredda i ricchi indossavano l'Imation, un rettangolo di stoffa piuttosto lungo.I giovani e i soldati indossavano una variante dell'imation detta Chlamys, sempre in lana ma lunga solo fino al ginocchio.

Per strada gli uomini portavano un cappello piatto a tesa larga, il Petaso, o un berretto conico di feltro, il Pileo, oppure un berretto conico di pelle, o il Berretto frigio, conico con la punta pendente in avanti.Le donne non usavano copricapi ma curavano attentamente l'acconciatura.

Gli indumenti greci erano di lana. Filare e tessere la lana costituiva un'attività quotidiana delle donne.

Le donne greche amavano molto portare braccialetti, collane, anelli, cinture gemmate, orecchini pendenti, diademi, anelli sulle dita dei piedi, spille e fibbie di ogni genere, ventagli e specchi d'argento.

Calzature comuni ai due sessi erano i sandali. Per i viaggi invece dei sandali si indossava uno stivaletto morbido allacciato davanti.

Summary / Ideas to remember

I soldati indossavano la lacerna, un indumento indossato anche spesso dai poveri ed equivalente alla clamide greca. Serviva nei giorni piovosi per coprire la toga.

L'abbigliamento tradizionale dell'antica Roma era la toga. Sotto la toge il cittadino portava solo la tunica. La toga era molto imponente e conferiva un aspetto solenne.

Le pettinature dei romani non diventerono mai elaborate come quelle dei Greci, che spesso portavano i capelli lunghi e ondulati artificialmente. A Roma, fino al III secolo a. C. era diffusa la barba di media lunghezza, mentre più tardi andò di moda il mento glabro. La barba fu di nuovo adottata nel 120 d.C., dopo che l'imperatore Adriano ne aveva ripreso l'uso.

Durante l'impero era di moda indossare vari capi d'abbigliamento uno sopra l'altro e cambiarsi frequentemente. Nel tardo impero si portavano spesso contemporaneamente fino a tre tuniche, di cui la prima, generalmente in lino finissimo, acquistò il carattere di biancheria intima.

All'epoca della Repubblica anche le pettinature femminili erano relativamente semplici, ma durante l'Impero si fecero sempre più elaborate e le mogli dei ricchi patrizi giunsero a tenere anche più di una schiava addetta alla cura dei capelli. I capelli rossi erano particolarmente apprezzati e le guerre contro i Germani fecero venire di moda i capelli biondi.

Impero bizantino

All'inizio l'abbigliamento bizantino era legato ai modelli romani, ma ben presto prevalsero influenze orientali, e più tardi arabe, soprattutto per i tessuti e i colori. Il taglio invece continuò a basarsi sulla classsica foggia romana: entrambi i sessi usavano tuniche con maniche e un mantello.

Abbiagliamento dell'imperatore

L'imperatore indossava una stola di seta bianca e un mantello di porpora ricamato in oro, calzature a pantofola e un diadema di perle.

Moritz Heynes, nel libro "Antichità nelle case tedesche" scrive: "è probabile che una veste di lino, la cui foggia metteva in rilievo le forme del corpo, fosse considerata dai benestanti un indumento decorativo. Dev'essersi trattato di un abito con maniche. L'uomo più povero limitava l'ornamento a un collo di pelliccia atttaccato al mantello. La donna del popolo conosceva solo una sottoveste di lana o lino, nella quale si aggirava per la casa.

Tacito, nel libro "Germania" scrive:

le grandi migrazioni

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Tacito, nel libro "Germania" scrive:

L'epoca romanica

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Il vestito, per tutti, è un corto mantello allacciato da una fibbia o, in mancanza, da una spina; il resto del corpo è nudo e passano intere giornate accanto al focolare acceso. I più ricchi si distinguono per una sottoveste, non ampia, come hanno Sarmati e Parti, ma attillata, e che mette in rilievo le forme. Indossano anche pelli di fiere: senza voler apparire eleganti quelli vicini ai fiumi, come segno di raffinatezza invece quelli dell'interno, dove il commercio non porta alcun lusso. Questi ultimi scelgono gli animali adatti, li scuoiano e poi ne screziano le pellicce con pezzi di pelle di altri animali, che l'Oceano più lontano o il mare sconosciuto danno alla luce. Analogo a quello degli uomini è l'abbigliamento delle donne, salvo che queste si coprono spesso con mantelli di lino ricamati di porpora e non allungano la parte superiore della tunica a formare delle maniche; hanno braccia e avambracci scoperti e rimane scoperta anche la parte superiore del petto.

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Le donne nubili si distinguevano nettamente dalle sposate perché queste ultime portavano sempre sulla testa un fazzoletto o un velo.

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