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Composizione del Petrolio Greggio

Giorgia Cannavò

Created on May 24, 2026

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Composizione del Petrolio Greggio

Il petrolio greggio è un liquido oleoso, di colore scuro, con una densità che varia tra 820 e 950 kg/m³. La sua composizione elementare è principalmente carbonio e idrogeno, con piccole quantità di altri elementi come zolfo, azoto e ossigeno.

go!

seguiamo il gattino per questa lezione interessante

Composizione Molecolare

Dal punto di vista molecolare, cioè con riferimento alle varie classi di idrocarburi prima viste (alcani, nafteni e areni), questi sono presenti in misura molto variabile a seconda dell9area geografica del giacimento, della sua età e della sua profondità. Si possono così avere greggi che, in base alla loro composizione, vengono definiti prevalentemente alcanici (paraffinici), o cicloalcanici (naftenici) oppure arenici (aromatici):

- nei greggi PARAFFINICI la presenza di alcani è prevalente (65 ÷ 75%), quella di nafteni modesta (20 ÷ 35%), pochi sono gli areni (3 ÷ 6%) e meno ancora gli asfalteni (2%); - nei greggi NAFTENICI predominano appunto i cicloalcani (70 ÷ 75%), con pochi alcani (10 ÷ 12%), pochi areni (8 ÷ 10%) e pochissimi asfalteni (3%); - nei greggi AROMATICI gli areni sono il 25 ÷ 50%, gli asfalteni consistenti (15 ÷ 25%), gli alcani e i cicloalcani sono presenti in piccole percentuali . Per esempio, i greggi statunitensi (Texas, Pennsylvania ecc.) sono prevalentemente paraffinici, quelli caucasici (Azerbaigian, Georgia ecc.) prevalentemente naftenici e quelli arabi (Arabia Saudita, Irak, Oman ecc.) prevalentemente aromatici. Anche se l9industria di raffinazione non si limita a separare un greggio in frazioni ma, tramite speciali operazioni di conversione, è in grado di modificare la struttura delle molecole, potendo così trasformare un qualsivoglia idrocarburo in un altro, la composizione originaria di un greggio resta pur sempre un fattore fondamentale per stabilirne il migliore utilizzo commerciale

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Tabella della Composizione elementare del petrolio greggio.

distillazione del petrolio greggio (crude oil distillation)

La prima fase di lavorazione del greggio in raffineria (refinery, fig. 14.10) è una distillazione frazionata (fractional distillation), così detta perché lo separa in frazioni (fractions), ognuna delle quali contiene idrocarburi aventi un numero di atomi di carbonio compreso in una certa fascia, fattore dal quale dipendono tutte le proprietà della frazione, come densità, viscosità ecc.

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Tale processo viene effettuato in una colonna di distillazione primaria o di topping che consiste in una torre a piatti (plate tower) cilindrica e verticale, costituita di numerosi piatti di metallo sovrapposti, all9interno dei quali la temperatura è regolata in modo da crescere progressivamente dalla testa (top) fino al fondo (bottom).

MECCANISMO DELLA DISTILLAZIONE FRAZIONATA (fractional distillation mechanism)

, ognuno dei piatti (1) è percorso in orizzontale da una corrente liquida (2) che, provenendo dal piatto immediatamente superiore, scorre fino a uno stramazzo (3), che scavalca per poi ricadere nel piatto sottostante. Allo stesso tempo, una corrente di vapore (4) sale dal basso passando attraverso numerosi fori (5) praticati sul fondo di ogni piatto e provvisti di valvole automatiche le quali, mentre lasciano passare solo il vapore che, dopo aver gorgogliato nel liquido, si libera e sale poi verso l'alto, fanno sì che il liquido in transito non ricada nel piatto sottostante attraverso i fori ma esclusivamente dal prima citato stramazzo posto a fine percorso.

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Poiché tutti i piatti della colonna sono mantenuti a una temperatura che diminuisce dal fondo alla testa, su ognuno di questi avvengono i seguenti processi: - il vapore che sale dal basso, gorgogliando nel liquido, subisce una sottrazione di calore, per cui parte degli idrocarburi più pesanti che contiene condensano; - d9altra parte, il calore ceduto dagli idrocarburi condensanti fa vaporizzare parte di quelli più leggeri e volatili presenti nel liquido, originando un vapore un po9 più povero di idrocarburi pesanti (perché in parte sono condensati) e un po9 più ricco di idrocarburi leggeri (perché liberati per ebollizione dal liquido in transito); - pertanto la corrente di vapore che sale di piatto in piatto è gradualmente sempre più ricca di vapori più leggeri e più volatili, mentre la corrente di liquido che scende verso il basso è gradualmente sempre più ricca di idrocarburi più pesanti e meno volatili. In teoria si potrebbero estrarre dalla colonna tante frazioni quanti sono i piatti, e tutte differirebbero di pochissimo fra loro quanto a composizione. In realtà si effettua solo un numero limitato di estrazioni, le quali danno origine alle sopra citate frazioni.

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principali frazioni petrolifere (principal crude oil fractions)

1. 1. Gas di Raffineria & GPL (I più leggeri)Gas di raffineria: Scarto gassoso usato come combustibile interno alla raffineria o bruciato in torcia. GPL: Miscela di propano e butano liquefatti. Usato per bombole domestiche, auto e, raramente, navi. 2. Benzina & Kerosene (I distillati leggeri) Benzina: Molto volatile. Usata per auto e piccole barche; vietata sulle navi mercantili (troppo infiammabile e costosa). Kerosene: Carburante per aerei a reazione (jet) e riscaldamento. 3. Gasolio (Il distillato medio) Carburante per motori diesel. Nel settore navale si divide in: MGO (Marine Gasoil): Più leggero, per motori veloci e turbine. MDO (Marine Diesel Oil): Poco più denso, per motori a 4 tempi e piccole caldaie. 4. Residuo / Bunker Pesante (Il fondo di barile) Identikit: Liquido nero, densissimo, viscoso e pieno di zolfo, derivato dagli scarti di distillazione. Uso navale: È il combustibile delle grandi navi mercantili. Viene miscelato (blending) con prodotti leggeri per renderlo più fluido e classificato in base alla viscosità a 50 °C (classi IFO, come IFO 380 o 600). Sulle navi richiede un forte riscaldamento e trattamento prima di essere bruciato.

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BREVE STORIA DEI BUNKER NAVALI (short history of the naval bunkers)

:1. Il Passato (Anni '30 - '70)La transizione: Le navi a vapore abbandonano il carbone per passare ai residui pesanti del petrolio (Bunker C). I motori: I motori diesel piccoli usano il gasolio, mentre i grandi motori marini iniziano ad adattarsi alle più economiche nafte grezze e scure. 2. La Crisi del 1973 e gli Anni '80 Lo shock petrolifero: Con la guerra del Kippur e l'embargo arabo, il prezzo del petrolio schizza alle stelle e la qualità del greggio sul mercato peggiora drasticamente Il boom della raffinazione: Per produrre più benzina per auto e aerei, le raffinerie "spremono" al massimo i residui pesanti tramite processi intensi (come Visbreaking e Cracking Catalitico). Lo scarto alle navi: Al settore navale rimangono i fondi di barile peggiori (slurry oil), carichi di zolfo e polveri abrasive di catalizzatore. I costruttori devono inventare motori d'acciaio più resistenti. 3. La Svolta Ecologica (Oggi) Le leggi anti-zolfo: Le severe norme internazionali vietano i fumi acidi e inquinanti delle navi nei porti e negli oceani. Le soluzioni attuali: Per non inquinare, le navi oggi devono lavare i gas di scarico con enormi filtri ad acqua (scrubbers), comprare distillati leggeri molto costosi o passare al metano liquido (GNL), il nuovo carburante marino pulito.

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  1. .concetti Base Densità: Misura quanta massa c'è in un determinato volume.
  2. Peso Specifico: Misura il peso di quel determinato volume.
  3. Valori: Nel petrolio, le frazioni più leggere (benzine) hanno una densità più bassa, mentre quelle pesanti (nafte) hanno la densità maggiore.
  4. . Uso Pratico a Bordo Coincidenza numerica: Sulle navi si usano particolari unità di misura commerciali che fanno coincidere il valore numerico della densità con quello del peso specifico. Per questo nei manuali inglesi si confondono spesso i termini density e specific gravity.
  5. Densità Relativa: È il confronto tra il peso del combustibile a 15 gradi e quello di un uguale volume di acqua dolce a 4 gradi.
  6. . Misurazione e Importanza Utilità: Conoscere la densità serve a trasformare i metri cubi misurati nei serbatoi (volume) nelle tonnellate effettive di carburante comprate o consumate (massa).
  7. Lo strumento: Si usa l'areometro (o densimetro), un tubetto di vetro zavorrato che galleggia nel combustibile. Più il liquido è denso, meno lo strumento affonda; il valore si legge direttamente sulla scala graduata al livello del liquido.

Proprietà dei combustibili liquidi (liquid fuels properties)

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Viscosità Cinematica Cos'è: La viscosità cinematica (spesso indicata con la lettera greca ν ) è una misura di quanto facilmente un fluido scorre. In pratica, è il rapporto tra la viscosità dinamica (la resistenza interna del fluido allo scorrimento) e la sua densità. Pensa a quanto facilmente l'olio d'oliva scorre rispetto al miele: il miele ha una viscosità cinematica più alta. Come si misura: Si misura in unità chiamate centistokes (cSt). Un centistoke è 10 − 6 metri quadrati al secondo ( m 2 / s ).

Effetto della Temperatura sulla Viscosità Regola generale: Come hai scritto, la viscosità di un fluido diminuisce all'aumentare della temperatura. Immagina di scaldare il miele: diventa più liquido e scorre più facilmente. Grafici: Se metti questi dati su un grafico con scale logaritmiche, le linee che rappresentano la viscosità a diverse temperature sono rette. Questo è un modo utile per prevedere la viscosità a temperature non misurate. IFO 380: La viscosità misurata a 50 ∘ C è importante perché viene usata per dare il nome commerciale ad alcune nafte pesanti, come l'IFO 380 (Intermediate Fuel Oil con una viscosità di circa 380 cSt a 50 ∘ C ).

Valori Limite di Viscosità Ci sono due "soglie" importanti per la viscosità dei combustibili: Soglia di Pompaggio: Cosa significa: È la viscosità massima che un combustibile può avere per essere pompato senza problemi dai serbatoi (come i doppi fondi) fino ai sistemi di trattamento. Problema: Se la viscosità è troppo alta, il combustibile diventa "troppo duro" da pompare, richiedendo più energia o addirittura bloccando le pompe.

Zona di Polverizzazione: Cosa significa: È la viscosità ideale che permette al combustibile di essere iniettato e nebulizzato finemente nei motori o nelle caldaie. Una buona nebulizzazione è fondamentale per una combustione efficiente. Come si raggiunge: I distillati leggeri (come il MDO - Marine Diesel Oil) sono già abbastanza fluidi a temperatura ambiente e non richiedono riscaldamento per raggiungere questa zona. Le nafte pesanti (come l'IFO 380) sono molto più viscose e devono essere riscaldate, spesso fino a circa 120 ∘ C , per diventare abbastanza fluide da essere polverizzate correttamente.

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POTERE CALORIFICO (calorific value)

1. Potere Calorifico Esprime il calore sviluppato dalla combustione completa di di combustibile (misurato in o ).Superiore : Comprende il calore di condensazione del vapore acqueo presente nei fumi.Inferiore: Non comprende tale calore. È il valore di riferimento tecnico, poiché sulle navi i fumi vengono espulsi caldi nell'atmosfera senza far condensare il vapore. Misurazione/Calcolo: In passato si usava in laboratorio la bomba di Mahler (laboriosa e impraticabile a bordo). Oggi, secondo la norma ISO 8217, si preferisce un calcolo matematico inserendo in un software dati come densità, zolfo, acqua e ceneri.Valori di riferimento: Passando dalle nafte pesanti ai gasoli fino al metano l'efficienza energetica cresce.2. Contenuto di AcquaL'acqua è un contaminante che ostacola la buona combustione e trasporta altre impurità.Nelle nafte residuali è tollerato un limite massimo dell'1%.Viene eliminata a bordo in due fasi successive: prima per decantazione (nelle casse) e poi, più a fondo, tramite centrifugazione.

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CONTENUTO DI ZOLFO (sulphur content)

1. I Danni dello Zolfo (SO x ​ ) La combustione dello zolfo genera ossidi di zolfo (SO 2 ​ e SO 3 ​ ), responsabili di due problemi principali: Danni ambientali: Causano le piogge acide che danneggiano l'ambiente e i manufatti. Corrosione a bassa temperatura (cold corrosion): Il triossido di zolfo (SO 3 ​ ) si unisce al vapore acqueo formando acido solforico (H 2 ​ O+SO 3 ​ →H 2 ​ SO 4 ​ ). Quando questo acido condensa nei punti più freddi dell'impianto, corrode gravemente i fasci tubieri delle caldaie e le camicie dei cilindri dei motori diesel. 2. Come si combatte la Corrosione Nelle caldaie: Si mantiene la temperatura dei gas di scarico al di sopra del punto di condensazione dell'acido (evitando di scendere sotto i 180÷220 ∘ C). Nei motori diesel: Si utilizzano oli lubrificanti speciali additivati con sostanze alcaline in grado di neutralizzare l'acido solforico. 3. Normative e Soluzioni Attuali L'Annesso VI della Convenzione MARPOL impone rigidi limiti alle emissioni di SO x ​ . Per rispettarli, le navi devono: Bruciare combustibili pregiati a basso tenore di zolfo (come il distillato MDO o nafte pesanti di tipo Low Sulphur come l'IFO 180 LS), che comportano però costi molto più elevati. In alternativa, installare torri di lavaggio dei gas di scarico (scrubbers) per depurare i fumi prima di immetterli nell'atmosfera.

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Stechiometria della combustione (stoichiometry of the combustion) COMPOSIZIONE DELL'ARIA (air composition)

Composizione dell'Aria SeccaL'aria è una miscela di gas che, per scopi tecnici, viene considerata principalmente composta da:Azoto ~78% in volume / ~75,5% in massa.Ossigeno ~21% in volume / ~23,15% in massa.1. Aria Teorica È la quantità minima di aria (in kg) necessaria per bruciare completamente di combustibile 2..Regola empirica: Nelle frazioni petrolifere, l'aria teorica cala al crescere della densità del combustibile. Le frazioni più pesanti (come l'HFO) contengono più carbonio e meno idrogeno, richiedendo quindi meno ossigeno rispetto a quelle leggere (come la benzina o il gasolio). 3. Aria Reale ed Eccesso d'Aria )Nella realtà, per garantire una combustione completa, si immette sempre un'aria reale superiore a quella teorica, introducendo un eccesso d'aria Il coefficiente di eccesso d'aria ) viene gestito in modo opposto a seconda dell'impianto: 4.Nelle caldaie a nafta: Si tiene l'eccesso al minimo per non raffreddare i fumi e ottimizzare lo scambio termico.Nei motori diesel e turbine a gas: Si usa un eccesso molto elevato ) appositamente per contenere le temperature massime dei fumi e proteggere i materiali dallo stress termico.

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1. Distillazione Sotto VuotoScopo: Frazionare il residuo pesante della distillazione atmosferica senza superare i 400 °C, evitando così la decomposizione termica delle molecole (cracking).Prodotti ottenuti (dall'alto al basso): Gasolio pesante, nafta pesante, frazione bituminosa (da cui si ricavano asfalteni e lubrificanti tramite estrazione con solventi) e bitume finale.Utilizzo del bitume: Viene trattato con ulteriori processi di cracking per ricavare frazioni leggere; lo scarto finale produce i bunker pesanti per le navi .2. Composizione dei Fumi Componenti principali: I gas di scarico di un motore diesel marino sono composti in larga maggioranza da Azoto e Ossigeno residuo , seguiti da anidride carbonica e vapore acqueo .Inquinanti: Gli elementi nocivi veri e propri (ossidi di zolfo , ossidi di azoto , particolato, monossido di carbonio) costituiscono appena lo 0,4% in massa, ma sono i responsabili dell'impatto ambientale. 3. Consumo Specifico di Combustibile Definizione: È l'indice di efficienza energetica di un motore. Rappresenta il rapporto tra la massa di combustibile bruciata in un'ora e la potenza sviluppata dal motore . Si esprime in kg/kWh.Valori tipici: L'efficienza varia in base all'apparato. I motori più efficienti (con i consumi specifici più bassi) sono i motori diesel a 2 tempi lenti , mentre le vecchie turbine a vapore degli anni Settanta sono le meno efficienti .Uso pratico: A bordo serve per verificare la salute del motore confrontando i dati reali con i test marini del costruttore. A scuola si usa la formula inversa per stimare il consumo orario partendo dalla potenza del motore.

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Consumi di combustibile e velocità della nave (fuel consumption and ship speed)

1. La Legge del Cubo Come hai giustamente scritto, la potenza richiesta per vincere la resistenza al moto è proporzionale al cubo della velocità ( W 3 ). Poiché il consumo di combustibile ( G ) dipende direttamente dalla potenza erogata, la proporzione che usi è:

2. Come risolvere i problemi (Metodo del rapporto) Non serve conoscere la costante k se conosci già una coppia di dati (Velocità 1 e Consumo 1). Il metodo più veloce è impostare il rapporto tra le due condizioni:

Perché è così importante? Sensibilità: Un piccolo aumento di velocità comporta un aumento del consumo molto più che proporzionale. Passare da 15 a 18 nodi (+20% di velocità) ha fatto aumentare il consumo del 72,8%. Limiti del calcolo: La formula G = k ⋅ W 3 è teorica. Nella realtà, entrano in gioco altri fattori: Dislocamento: Una nave carica (a pieno carico) ha una resistenza diversa rispetto a una in zavorra. Stato del mare: Vento e onde aumentano la resistenza, quindi il consumo reale sarà sempre superiore a quello teorico. Efficienza dell'elica: Il rendimento del propulsore non è costante a ogni velocità. Per questo motivo, a bordo si usano le Curve di Esercizio (Curve di consumo) fornite dal cantiere, che riportano i dati reali misurati durante le prove in mare, distinguendo tra condizioni di carico diverse.

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Biocombustibili per motori diesel (biofuels for diesel engines)

Cosa sono i Biocombustibili? Definizione: Sono combustibili (solidi, liquidi o gassosi) prodotti da biomasse (materiale vegetale o animale) sviluppatesi in tempi recenti (la nostra epoca). Differenza dal petrolio/carbone: Petrolio e carbone derivano da organismi vissuti milioni di anni fa. Sono fonti non rinnovabili e la loro combustione rilascia in atmosfera CO2 accumulata in ere geologiche, alterando l'equilibrio del carbonio. I biocombustibili, invece, riutilizzano CO2 appena fissata dalle piante, creando un ciclo del carbonio più "chiuso". Fonti: Possono essere ottenuti da scarti di legno, residui agricoli, biogas (da digestione anaerobica di vegetali, rifiuti zootecnici, ecc.). Biocombustibili per Motori a Combustione Interna Ci sono due tipi principali di biocombustibili interessanti per i motori: Bioetanolo: Produzione: Si ottiene dalla fermentazione e distillazione di vegetali ricchi di zuccheri o amidi (es. barbabietola, mais, grano). Uso: Principalmente per motori a ciclo Otto (motori a benzina). Il testo dice che il suo contributo energetico è marginale e non lo approfondisce, dato che non stai studiando i motori a benzina. Oli Vegetali Combustibili (Liquid Biofuels - LBF / Vegoil): Produzione: Estratti da piante oleaginose. Uso: Adatti per i motori diesel. Storia: L'idea non è nuova! Lo stesso Rudolf Diesel usò olio di arachidi per il suo motore nel 1900. Anche se poi si è diffuso il gasolio, l'uso di oli vegetali è stato ripreso con forza dagli anni '90 per via dell'aumento dei prezzi del petrolio e delle normative anti-inquinamento più severe. Applicazioni: Vengono usati in agricoltura, trazione civile, aviazione e, appunto, propulsione navale. Motivazioni d'uso: Raramente per un reale risparmio economico. Più spesso per: Rispetto di normative ambientali locali. Immagine "ecologica" (marketing, come nel caso di alcune compagnie aeree o di crociera).

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L'inbarco nafta (bunkering)

Quando una nave deve fare rifornimento di combustibile per un viaggio, si chiama imbarco nafta o bunkering. Il termine "bunker" si usa perché il prodotto che viene caricato sulla nave, prima di essere trattato e diventare il vero combustibile (fuel) per i motori o le caldaie, viene chiamato così nel gergo marinaresco. Il rifornimento può avvenire in due modi: Da una tubazione (pipeline) che arriva da un deposito sulla terraferma . Da una bettolina (barge), che è una specie di piccola nave cisterna che si accosta alla nave da rifornire e si collega tramite una linea di imbarco. Il trasferimento del "bunker" avviene sempre tramite pompe, che possono essere quelle del deposito a terra o quelle della bettolina. La Stazione di Imbarco (Bunker Station) Ogni nave ha una o più "stazioni di imbarco" (bunker stations), che sono i punti dove avviene il rifornimento. La loro posizione varia: Navi da carico: di solito si trovano nella parte posteriore del ponte principale, ai lati del cassero (la sovrastruttura). Navi passeggeri: con fiancate più alte, possono avere le stazioni in nicchie ricavate nella murata. A seconda delle dimensioni, possono averne da quattro a sei. Queste stazioni devono essere isolate dagli altri locali, chiudibili con portelli stagni e protette esternamente. Devono anche avere sistemi per il drenaggio e la ventilazione. A volte, se la bettolina non ha un suo sistema, la stazione di imbarco può avere una gru o un paranco per aiutare a sollevare i tubi flessibili (manichette). All'interno della stazione ci sono gli attacchi per le linee di rifornimento di diversi tipi di combustibile (nafta pesante, nafta leggera) e olio lubrificante. Questi attacchi sono dotati di strumenti come termometri e manometri, e rubinetti per prelevare campioni. Ci sono anche attacchi per lo scarico di liquidi di scarto (acque sporche, acque nere, morchie), che non possono essere rilasciati in mare e devono essere stoccati a bordo per essere poi smaltiti a terra.

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domandineee

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ultima domandina

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risposteeeeeee

Perché il combustibile appena imbarcato viene chiamato "bunker" e non subito "fuel"?

Bunker vs Fuel: Il "bunker" è il prodotto imbarcato; diventa "fuel" solo dopo i trattamenti a bordo.

Quali sono i due modi principali attraverso cui una nave può ricevere il combustibile?

Pipeline: tramite una tubazione collegata a un deposito costiero. Bettolina (barge): tramite una piccola nave cisterna che si affianca alla nave.

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grazie per averci ascoltato

lavoro fatto da:

giorgia cannavòsophie scordiaandrea miragliafrancesco di maurogiuseppe pricocoisaia magro

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Le frazioni estratte sono i cosiddetti tagli petroliferi, che vengono spillati a diverse altezze della torre. In base al punto di ebollizione e al peso molecolare, i vapori si condensano e si raccolgono come correnti liquide separate. I principali sono: Università Bocconi +2 Gas di testa: (metano, etano, GPL), estratti gassosi in cima. Benzina e Nafta: idrocarburi leggeri, condensati nella parte superiore. Cherosene: idrocarburi a media volatilità. Gasolio: idrocarburi medio-pesanti, prelevati nella sezione centrale/bassa. Oli combustibili e Residui: idrocarburi pesanti (bitumi, cere) che non evaporano e si accumulano sul fondo. Mozaik Digital Education and Learning +3 Questi tagli non sono composti puri, ma miscele di idrocarburi con intervalli di ebollizione definiti, successivamente inviati agli impianti di conversione. Per approfondire il funzionamento, consulta l'articolo sulla Colonna di distillazione a piatti.

CONTENUTO DI ZOLFO (sulphur content)

Il contenuto di zolfo si riferisce alla quantità di zolfo presente in un combustibile, espressa solitamente in percentuale in peso (ad esempio, % in peso). Perché è importante? Inquinamento: Quando il combustibile brucia, lo zolfo reagisce con l'ossigeno formando ossidi di zolfo ( S O x ), che sono i principali responsabili delle piogge acide e dell'inquinamento atmosferico. Corrosione: Gli ossidi di zolfo possono anche causare corrosione ai motori e agli impianti dove viene utilizzato il combustibile. Catalizzatori: In molti processi di raffinazione o di trattamento dei gas di scarico, lo zolfo può avvelenare i catalizzatori, rendendoli inefficaci. Come si misura? Ci sono diversi metodi per misurare il contenuto di zolfo, ma i più comuni sono: Metodi di combustione: Il combustibile viene bruciato in condizioni controllate e i gas risultanti vengono analizzati per determinare la quantità di S O x prodotta. Metodi spettroscopici: Si utilizzano tecniche come la spettrometria a fluorescenza X (XRF) o la spettrometria di emissione atomica (ICP-AES) che misurano l'assorbimento o l'emissione di luce da parte degli atomi di zolfo presenti nel campione. Normative: A causa dei problemi ambientali e tecnici legati allo zolfo, ci sono normative molto severe che limitano il suo contenuto nei vari tipi di combustibili (benzina, diesel, oli combustibili, ecc.). Ad esempio, i gasoli per autotrazione hanno limiti di zolfo molto bassi (spesso inferiori a 10 ppm, parti per milione).