dall'albero al satellite
Il barone rampante e la crisi ambientale del XXI secolo
Giada Di Palma, 5^Bs
«Ora, già non si riconoscono più, queste contrade. S'è cominciato quando vennero i Francesi, a tagliar boschi come fossero prati che si falciano tutti gli anni e poi ricrescono. Non sono ricresciuti. Pareva una cosa della guerra, di Napoleone, di quei tempi: invece non si smise più. I dossi sono nudi che a guardarli, noi che li conoscevamo da prima, fa impressione.»
- Italo Calvino, Il barone rampante
Cosa significa la citazione di Calvino?
Quando Italo Calvino pubblicò Il barone rampante nel 1957, la parola "deforestazione" non era ancora di uso quotidiano e i vertici mondiali sul clima erano di là da venire. Eppure, nelle parole del narratore che piange la scomparsa dei fitti boschi di Ombrosa, c’è già tutta la drammatica consapevolezza dell'impatto dell'uomo sull'ambiente. Quella che Calvino descriveva come la miopia di chi tagliava gli alberi pensando che sarebbero ricresciuti da soli, oggi si chiama crisi della resilienza degli ecosistemi. Abbiamo trattato la natura come una risorsa infinita, dimenticando che un bosco non è un semplice insieme di alberi, ma una complessa rete di biodiversità che, una volta spezzata, non si rigenera facilmente.
I monitoraggi dell'ente ISPRA riportano dei valori di defogliazione forte (superiore al 25%) che hanno raggiunto il 45% sia per le latifoglie che per le aghifoglie. La perdita di aghi e foglie non è solo un danno estetico, ma indica la vulnerabilità degli ecosistemi. Deposizioni atmosferiche acide, inquinanti gassosi e siccità estreme stanno erodendo la capacità intrinseca di auto-difesa dei nostri boschi.
la defogliazione
I valori di defogliazione indicano il livello di resilienza o di suscettività delle specie all’impatto causato da deposizioni atmosferiche e inquinanti gassosi. I dati rilevati negli ultimi 28 anni (1997-2024) mostrano un andamento altalenante fino al 2020, con anni di attenuazione e anni di crescita del fenomeno e una maggiore sensibilità delle latifoglie. A partire dal 2021, invece, è stato registrato un peggioramento del fenomeno, con valori di defogliazione molto alti, mai raggiunti prima.
Il dato che emerge in modo immediato e schiacciante è la responsabilità quasi totale dell'uomo nell'origine di questi incendi. La causa dolosa e colposa domina la scena: la striscia blu scuro (Volontaria) oscilla spesso tra il 50% e il 60% del totale. Se a questa si somma la componente arancione (Involontaria/Colposa), si nota come le azioni umane guidino sistematicamente circa l'80-85% dell'interezza dei fenomeni.Al contrario, la componente strettamente naturale è quasi impercettibile, rappresentando stabilmente solo una piccolissima percentuale.
la biodiversità e resilienza degli ecosistemi
Perdita di biodiversità
Il 25% delle specie animali e vegetali a rischio estinzione.
La biodiversità è stata definita dalla Convenzione sulla diversità biologica (CBD) come la “variabilità di tutti gli organismi viventi inclusi negli ecosistemi acquatici, terrestri e marini e nei complessi ecologici di cui essi sono parte”. I numeri sono anche peggiori.
Secondo il Living Planet Index tra il 1970 e il 2016 il
Il mondo ha perso più di
due terzi
73%
della sua popolazione di animali selvatici in meno di 50 anni, principalmente a causa dell’attività umana.
di questa fauna è scomparso.
La resilienza degli ecosistemi
La resilienza degli ecosistemi è la capacità di un ambiente naturale di assorbire perturbazioni (incendi, siccità, inquinamento) e riorganizzarsi, tornando a un equilibrio dinamico senza subire cambiamenti irreversibili. È il "sistema immunitario" della natura ed è strettamente legato alla sua biodiversità. Tuttavia, la perdita di biodiversità rende sempre più difficile questo processo di recupero.
250ha
9.2mln
28mila
sono stati già ripiantati dal WWF nell’Amazzonia peruviana
ettari è il più grande progetto di riforestazione nell’Amazzonia brasiliana
di ettari è la superficie forestale italiana con una crescita dello 0,6% annuo
simbiosiuomo-natura
Il vero rapporto tra uomo e natura
Il rapporto tra uomo e natura è cambiato nel tempo. Inizialmente, gli esseri umani vivevano in armonia con l'ambiente e erano nomadi. Con l'agricoltura, hanno modificato il paesaggio per soddisfare bisogni alimentari, portando a un uso intensivo delle risorse e impoverendo gli ecosistemi. La rivoluzione industriale ha accelerato questo processo, causando inquinamento, distruzione degli habitat, cambiamento climatico e perdita di biodiversità.
Noi non siamo "ospiti" della natura, siamo parte di essa. Se danneggiamo la rete ecologica, stiamo letteralmente tagliando il ramo su cui siamo seduti.
IMPOLLINAZIONEInsetti come le api impollinano colture agricole. Senza di loro diminuirebbero prodotti come mele, fragole, mandorle, pomodori e caffè.
PURIFICAZIONE NATURALE DI ACQUA E ARIA Foreste, suoli e zone umide filtrano l’acqua eliminando impurità.Alberi e piante assorbono parte degli inquinanti e della CO₂.
PRODUZIONE NATURALE DI CIBOPesce, frutta, cereali, miele
I benefici concreti ed economici che l'uomo ottiene dalla natura gratis
casi di cronaca
L'ARRIVO DEL Callinectes sapidus NELL'ADRIATICO
Secondo l'IPBES, una specie aliena diventa invasiva quando impatta negativamente sulla biodiversità e sugli ecosistemi locali, influenzando anche i beni e servizi ecosistemici vitali per le persone. Gianluca Sarà, ecologo marino, sottolinea che il processo di invasione è lungo e complesso, richiedendo la creazione di una popolazione autosufficiente prima che la diffusione possa avvenire. La riproduzione del granchio blu atlantico comporta la produzione di propaguli contenenti milioni di uova, il cui tasso di sopravvivenza diminuisce con l'aumentare della distanza dai luoghi di schiusa. L'innalzamento delle temperature del Mediterraneo ha velocizzato la diffusione del granchio blu, che ha trovato condizioni favorevoli anche nel nord Adriatico. Sarà e il suo gruppo di ricerca hanno studiato la reazione della specie alla temperatura, costruendo la cosiddetta curva di termo-tolleranza. Questa curva indica che anche se il granchio blu sopravvive fino a 40°C, le sue prestazioni metaboliche sono massime intorno a 24°C.
Il granchio blu atlantico è una specie aliena che a partire dall’estate del 2023 ha invaso le aree lagunari a nord del mare Adriatico, sulle coste di Emilia-Romagna e Veneto. Le prime segnalazioni della sua presenza nel mar Mediterraneo risalgono al 1949, e l’ipotesi più accreditata è che sia arrivato nelle acque di zavorra delle navi transatlantiche. Si tratta infatti di una specie nativa della costa atlantica dell’America Settentrionale. L’allarme è stato lanciato dagli allevatori di cozze, vongole e ostriche delle zone lagunari del Delta del Po, preoccupati per l’impatto che questa specie sta avendo sulle loro attività.
La rigenerazione dei coralli attraverso la riproduzione assistita
I coralli globali sono in grave pericolo a causa dei cambiamenti climatici, con un aumento del bleaching. Tuttavia, uno studio pubblicato su PLOS One rivela che nei Caraibi il progetto SECORE ha iniziato a ripopolare le barriere coralline con metodi di riproduzione assistita. Questo metodo consiste nel far riprodurre in laboratorio il corallo, producendo embrioni che vengono poi impiantati su un substrato speciale, e fatti crescere in condizioni controllate. Una volta raggiunta una certa dimensione, questi coralli neonati vengono poi "trasferiti" nella barriera corallina vera e propria. Questo approccio rinfresca il pool genico, producendo coralli più resistenti al bleaching e alle alte temperature.
«La nostra priorità», ha detto il fondatore di SECORE Dirk Petersen «è ora scalare il metodo e allargarlo a livello di ecosistema, per rinforzare le barriere in pericolo in giro per il mondo». Senza mai dimenticare, però, che il metodo più sicuro per salvare i coralli è ridurre le nostre emissioni e contrastare tutto ciò che sta facendo precipitare la situazione climatica del Pianeta.
Fauna italiana in crisi: allarme biodiversità
La fauna italiana è sempre più vulnerabile. A denunciarlo è il rapporto Biodiversità a rischio pubblicato da Legambiente in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità. Gli ecosistemi italiani stanno vivendo una crescente pressione a causa della crisi climatica, dell'alterazione degli habitat e dell'inquinamento. Foreste frammentate e agricoltura intensiva riducono gli spazi vitali per molte specie, mentre incendi ed eventi estremi compromettono la loro rigenerazione.
Tra i mammiferi vulnerabili ci sono il lupo appenninico e l'orso bruno marsicano, entrambi minacciati da bracconaggio e conflitti con l'uomo. Gli uccelli agricoli, come allodole e rondini, accusano un significativo declino a causa dell'agricoltura intensiva. Gli ecosistemi marini del Mediterraneo sono anch’essi compromessi, con specie marine come tartarughe e cetacei in difficoltà, dovute a surriscaldamento, pesca e inquinamento.
agenda 2030e green deal europeo
Per contrastare la perdita di biodiversità, la deforestazione e la fragilità degli ecosistemi, l’Unione europea e l’ONU hanno sviluppato strategie per proteggere la natura e promuovere uno sviluppo sostenibile.
green deal europeo
agenda 2030
Il Green Deal Europeo promuove la tutela della biodiversità, la protezione delle foreste e il ripristino degli ecosistemi danneggiati, con l’obiettivo di rendere il rapporto tra uomo e ambiente più sostenibile. Inoltre, sostiene azioni per ridurre gli effetti del cambiamento climatico e rafforzare la capacità degli ecosistemi di adattarsi e rigenerarsi.
Anche l’Agenda 2030 dell’ONU affronta questi temi attraverso alcuni obiettivi specifici. In particolare, il Goal 13 promuove azioni contro il cambiamento climatico, mentre il Goal 15 punta alla protezione delle foreste, della biodiversità e degli ecosistemi terrestri, contrastando fenomeni come la deforestazione e il degrado ambientale.
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RIFLESSIONE FINALE
Il "Barone rampante" mostra un rapporto con la natura molto diverso da quello contemporaneo. Cosimo vive sugli alberi senza dominarli o distruggerli, instaurando un equilibrio basato sul rispetto e sull’osservazione. Oggi, invece, l’uomo sfrutta spesso l’ambiente senza considerare le conseguenze, contribuendo alla deforestazione e alla perdita di biodiversità. Anche se esistono strategie internazionali come il Green Deal Europeo e l’Agenda 2030, il cambiamento dipende anche dalle scelte quotidiane delle persone. Il romanzo di Calvino invita quindi a riflettere su un rapporto più responsabile con la natura: non come qualcosa da usare, ma come una realtà di cui facciamo parte.
Forse oggi non possiamo vivere sugli alberi come Cosimo, ma possiamo imparare a guardare il mondo con maggiore rispetto e consapevolezza.
dall'albero al satellite
giada di palma
Created on May 21, 2026
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dall'albero al satellite
Il barone rampante e la crisi ambientale del XXI secolo
Giada Di Palma, 5^Bs
«Ora, già non si riconoscono più, queste contrade. S'è cominciato quando vennero i Francesi, a tagliar boschi come fossero prati che si falciano tutti gli anni e poi ricrescono. Non sono ricresciuti. Pareva una cosa della guerra, di Napoleone, di quei tempi: invece non si smise più. I dossi sono nudi che a guardarli, noi che li conoscevamo da prima, fa impressione.»
- Italo Calvino, Il barone rampante
Cosa significa la citazione di Calvino?
Quando Italo Calvino pubblicò Il barone rampante nel 1957, la parola "deforestazione" non era ancora di uso quotidiano e i vertici mondiali sul clima erano di là da venire. Eppure, nelle parole del narratore che piange la scomparsa dei fitti boschi di Ombrosa, c’è già tutta la drammatica consapevolezza dell'impatto dell'uomo sull'ambiente. Quella che Calvino descriveva come la miopia di chi tagliava gli alberi pensando che sarebbero ricresciuti da soli, oggi si chiama crisi della resilienza degli ecosistemi. Abbiamo trattato la natura come una risorsa infinita, dimenticando che un bosco non è un semplice insieme di alberi, ma una complessa rete di biodiversità che, una volta spezzata, non si rigenera facilmente.
I monitoraggi dell'ente ISPRA riportano dei valori di defogliazione forte (superiore al 25%) che hanno raggiunto il 45% sia per le latifoglie che per le aghifoglie. La perdita di aghi e foglie non è solo un danno estetico, ma indica la vulnerabilità degli ecosistemi. Deposizioni atmosferiche acide, inquinanti gassosi e siccità estreme stanno erodendo la capacità intrinseca di auto-difesa dei nostri boschi.
la defogliazione
I valori di defogliazione indicano il livello di resilienza o di suscettività delle specie all’impatto causato da deposizioni atmosferiche e inquinanti gassosi. I dati rilevati negli ultimi 28 anni (1997-2024) mostrano un andamento altalenante fino al 2020, con anni di attenuazione e anni di crescita del fenomeno e una maggiore sensibilità delle latifoglie. A partire dal 2021, invece, è stato registrato un peggioramento del fenomeno, con valori di defogliazione molto alti, mai raggiunti prima.
Il dato che emerge in modo immediato e schiacciante è la responsabilità quasi totale dell'uomo nell'origine di questi incendi. La causa dolosa e colposa domina la scena: la striscia blu scuro (Volontaria) oscilla spesso tra il 50% e il 60% del totale. Se a questa si somma la componente arancione (Involontaria/Colposa), si nota come le azioni umane guidino sistematicamente circa l'80-85% dell'interezza dei fenomeni.Al contrario, la componente strettamente naturale è quasi impercettibile, rappresentando stabilmente solo una piccolissima percentuale.
la biodiversità e resilienza degli ecosistemi
Perdita di biodiversità
Il 25% delle specie animali e vegetali a rischio estinzione.
La biodiversità è stata definita dalla Convenzione sulla diversità biologica (CBD) come la “variabilità di tutti gli organismi viventi inclusi negli ecosistemi acquatici, terrestri e marini e nei complessi ecologici di cui essi sono parte”. I numeri sono anche peggiori.
Secondo il Living Planet Index tra il 1970 e il 2016 il
Il mondo ha perso più di
due terzi
73%
della sua popolazione di animali selvatici in meno di 50 anni, principalmente a causa dell’attività umana.
di questa fauna è scomparso.
La resilienza degli ecosistemi
La resilienza degli ecosistemi è la capacità di un ambiente naturale di assorbire perturbazioni (incendi, siccità, inquinamento) e riorganizzarsi, tornando a un equilibrio dinamico senza subire cambiamenti irreversibili. È il "sistema immunitario" della natura ed è strettamente legato alla sua biodiversità. Tuttavia, la perdita di biodiversità rende sempre più difficile questo processo di recupero.
250ha
9.2mln
28mila
sono stati già ripiantati dal WWF nell’Amazzonia peruviana
ettari è il più grande progetto di riforestazione nell’Amazzonia brasiliana
di ettari è la superficie forestale italiana con una crescita dello 0,6% annuo
simbiosiuomo-natura
Il vero rapporto tra uomo e natura
Il rapporto tra uomo e natura è cambiato nel tempo. Inizialmente, gli esseri umani vivevano in armonia con l'ambiente e erano nomadi. Con l'agricoltura, hanno modificato il paesaggio per soddisfare bisogni alimentari, portando a un uso intensivo delle risorse e impoverendo gli ecosistemi. La rivoluzione industriale ha accelerato questo processo, causando inquinamento, distruzione degli habitat, cambiamento climatico e perdita di biodiversità. Noi non siamo "ospiti" della natura, siamo parte di essa. Se danneggiamo la rete ecologica, stiamo letteralmente tagliando il ramo su cui siamo seduti.
IMPOLLINAZIONEInsetti come le api impollinano colture agricole. Senza di loro diminuirebbero prodotti come mele, fragole, mandorle, pomodori e caffè.
PURIFICAZIONE NATURALE DI ACQUA E ARIA Foreste, suoli e zone umide filtrano l’acqua eliminando impurità.Alberi e piante assorbono parte degli inquinanti e della CO₂.
PRODUZIONE NATURALE DI CIBOPesce, frutta, cereali, miele
I benefici concreti ed economici che l'uomo ottiene dalla natura gratis
casi di cronaca
L'ARRIVO DEL Callinectes sapidus NELL'ADRIATICO
Secondo l'IPBES, una specie aliena diventa invasiva quando impatta negativamente sulla biodiversità e sugli ecosistemi locali, influenzando anche i beni e servizi ecosistemici vitali per le persone. Gianluca Sarà, ecologo marino, sottolinea che il processo di invasione è lungo e complesso, richiedendo la creazione di una popolazione autosufficiente prima che la diffusione possa avvenire. La riproduzione del granchio blu atlantico comporta la produzione di propaguli contenenti milioni di uova, il cui tasso di sopravvivenza diminuisce con l'aumentare della distanza dai luoghi di schiusa. L'innalzamento delle temperature del Mediterraneo ha velocizzato la diffusione del granchio blu, che ha trovato condizioni favorevoli anche nel nord Adriatico. Sarà e il suo gruppo di ricerca hanno studiato la reazione della specie alla temperatura, costruendo la cosiddetta curva di termo-tolleranza. Questa curva indica che anche se il granchio blu sopravvive fino a 40°C, le sue prestazioni metaboliche sono massime intorno a 24°C.
Il granchio blu atlantico è una specie aliena che a partire dall’estate del 2023 ha invaso le aree lagunari a nord del mare Adriatico, sulle coste di Emilia-Romagna e Veneto. Le prime segnalazioni della sua presenza nel mar Mediterraneo risalgono al 1949, e l’ipotesi più accreditata è che sia arrivato nelle acque di zavorra delle navi transatlantiche. Si tratta infatti di una specie nativa della costa atlantica dell’America Settentrionale. L’allarme è stato lanciato dagli allevatori di cozze, vongole e ostriche delle zone lagunari del Delta del Po, preoccupati per l’impatto che questa specie sta avendo sulle loro attività.
La rigenerazione dei coralli attraverso la riproduzione assistita
I coralli globali sono in grave pericolo a causa dei cambiamenti climatici, con un aumento del bleaching. Tuttavia, uno studio pubblicato su PLOS One rivela che nei Caraibi il progetto SECORE ha iniziato a ripopolare le barriere coralline con metodi di riproduzione assistita. Questo metodo consiste nel far riprodurre in laboratorio il corallo, producendo embrioni che vengono poi impiantati su un substrato speciale, e fatti crescere in condizioni controllate. Una volta raggiunta una certa dimensione, questi coralli neonati vengono poi "trasferiti" nella barriera corallina vera e propria. Questo approccio rinfresca il pool genico, producendo coralli più resistenti al bleaching e alle alte temperature.
«La nostra priorità», ha detto il fondatore di SECORE Dirk Petersen «è ora scalare il metodo e allargarlo a livello di ecosistema, per rinforzare le barriere in pericolo in giro per il mondo». Senza mai dimenticare, però, che il metodo più sicuro per salvare i coralli è ridurre le nostre emissioni e contrastare tutto ciò che sta facendo precipitare la situazione climatica del Pianeta.
Fauna italiana in crisi: allarme biodiversità
La fauna italiana è sempre più vulnerabile. A denunciarlo è il rapporto Biodiversità a rischio pubblicato da Legambiente in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità. Gli ecosistemi italiani stanno vivendo una crescente pressione a causa della crisi climatica, dell'alterazione degli habitat e dell'inquinamento. Foreste frammentate e agricoltura intensiva riducono gli spazi vitali per molte specie, mentre incendi ed eventi estremi compromettono la loro rigenerazione.
Tra i mammiferi vulnerabili ci sono il lupo appenninico e l'orso bruno marsicano, entrambi minacciati da bracconaggio e conflitti con l'uomo. Gli uccelli agricoli, come allodole e rondini, accusano un significativo declino a causa dell'agricoltura intensiva. Gli ecosistemi marini del Mediterraneo sono anch’essi compromessi, con specie marine come tartarughe e cetacei in difficoltà, dovute a surriscaldamento, pesca e inquinamento.
agenda 2030e green deal europeo
Per contrastare la perdita di biodiversità, la deforestazione e la fragilità degli ecosistemi, l’Unione europea e l’ONU hanno sviluppato strategie per proteggere la natura e promuovere uno sviluppo sostenibile.
green deal europeo
agenda 2030
Il Green Deal Europeo promuove la tutela della biodiversità, la protezione delle foreste e il ripristino degli ecosistemi danneggiati, con l’obiettivo di rendere il rapporto tra uomo e ambiente più sostenibile. Inoltre, sostiene azioni per ridurre gli effetti del cambiamento climatico e rafforzare la capacità degli ecosistemi di adattarsi e rigenerarsi.
Anche l’Agenda 2030 dell’ONU affronta questi temi attraverso alcuni obiettivi specifici. In particolare, il Goal 13 promuove azioni contro il cambiamento climatico, mentre il Goal 15 punta alla protezione delle foreste, della biodiversità e degli ecosistemi terrestri, contrastando fenomeni come la deforestazione e il degrado ambientale.
Clicca sull'immagine!
RIFLESSIONE FINALE
Il "Barone rampante" mostra un rapporto con la natura molto diverso da quello contemporaneo. Cosimo vive sugli alberi senza dominarli o distruggerli, instaurando un equilibrio basato sul rispetto e sull’osservazione. Oggi, invece, l’uomo sfrutta spesso l’ambiente senza considerare le conseguenze, contribuendo alla deforestazione e alla perdita di biodiversità. Anche se esistono strategie internazionali come il Green Deal Europeo e l’Agenda 2030, il cambiamento dipende anche dalle scelte quotidiane delle persone. Il romanzo di Calvino invita quindi a riflettere su un rapporto più responsabile con la natura: non come qualcosa da usare, ma come una realtà di cui facciamo parte.
Forse oggi non possiamo vivere sugli alberi come Cosimo, ma possiamo imparare a guardare il mondo con maggiore rispetto e consapevolezza.