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Transcript

2 L’impero dopo Carlo Magno

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Evangelario di Godescalco

Commissionato da Carlo Magno tra il 781 e il 783 al monaco Godescalco, questo manoscritto rappresenta meglio di ogni altro documento la rivoluzione culturale della Rinascita carolingia.Come è fattoÈ scritto in inchiostro d’oro e argento su una pergamena tinta di porpora, che era il colore degli imperatori nell’antica Roma. Il manoscritto usa la minuscola carolina. Le miniature hanno uno stile che fonde elementi romani, bizantini e celtici.CuriositàQueste due pagine rappresentano la Fontana della vita e il Vangelo della Vigilia di Natale. L’evangeliario è conservato a Parigi, nella Biblioteca nazionale.

© Pubblico dominio / Wikimedia Commons

Il trono in marmo di Carlo Magno, nella Cappella Palatina di Aquisgrana.

Parigi

Statuetta equestre

Al museo del Louvre, a Parigi, è conservata questa statuetta in bronzo che raffigura Carlo Magno o forse suo nipote Carlo il Calvo, sovrano dei Franchi Orientali dopo la divisione dell’impero.Come è fattaIl piccolo bronzo è alto appena 24 centimetri e raffigura il re a cavallo, con i simboli del potere: la corona e il globo. L’opera è ispirata alla celebre statua romana di Marco Aurelio e testimonia la volontà dei Carolingi di restaurare la grandezza imperiale di Roma.CuriositàIl cavallo e il cavaliere sono stati fusi separatamente. Il cavallo potrebbe essere un pezzo originale di epoca romana «riciclato», mentre il cavaliere è stato fuso nel IX secolo per adattarsi perfettamente alla cavalcatura. La statuetta in origine si trovava a Metz, ma rischiò di andare perduta durante la Rivoluzione francese.

© Berthold Werner / Wikimedia Commons

Spoleto

Il sogno di Guido da Spoleto

Il Ducato di Spoleto era passato ai Franchi nel 774, quando Carlo Magno aveva conquistato l’Italia.Verso l’anno 855 a Spoleto nasce Guido, della dinastia franca dei Lambertingi. Dopo la deposizione di Carlo il Grosso, Guido è l’ultimo a tentare di far rivivere un regno dei Franchi unitario, senza riuscirci. Che cosa faNell’899 Guido di Spoleto sconfigge il rivale Berengario del Friuli, anche lui un nobile dei Franchi, e si proclama re d’Italia. Si fa incoronare imperatore da papa Stefano V e tenta di imporsi come re dei Franchi occidentali, ma prevale Oddone di Parigi. Nell’896 un discendente dei Carolingi, Arnolfo di Carinzia, cala in Italia dal Regno dei Franchi orientali e si fa incoronare re d’Italia, prendendo il posto dei Guidoni. CuriositàSecondo i cronisti dell’epoca i Franchi occidentali rifiutarono Guido come re perché mangiava troppo poco. Per loro, si racconta, un sovrano che mangiava poco non era degno di guidare un popolo di guerrieri.

© Pubblico dominio / Wikimedia Commons

Guido imperatore in una miniatura da una cronaca del XII secolo.

Aquisgrana

Il Trono di Carlo Magno nella Cappella Palatina

Dopo la morte di Carlo Magno (814), la Cappella Palatina di Aquisgrana continua a essere il cuore del potere, prima con il figlio Ludovico il Pio, poi con il nipote Lotario I. Il trono di Carlo Magno diventa così il simbolo del potere regale in Lotaringia.Come è fattoIl trono si trova ancora oggi nella galleria superiore della Cappella Palatina nel Duomo di Aquisgrana, ed è composto da sei lastre di marmo che, secondo la tradizione, provengono dal Santo Sepolcro di Gerusalemme. La sua struttura rialzata su sei gradini richiama il trono di Re Salomone descritto nella Bibbia.CuriositàQui, tra l’814 e il 1531, furono incoronati ben 31 sovrani tedeschi.

© Berthold Werner/wikicommons

Il trono in marmo di Carlo Magno, nella Cappella Palatina di Aquisgrana.

Milano

L’altare di Vuolvinio

Custodito nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, questo altare è tra le eredità più preziose dell’oreficeria carolingia.Come è fattoÈ stato realizzato da un monaco orafo di nome Vuolvinio intorno all’835. Le lastre che ricoprono l’altare sono in oro, argento dorato e smalti colorati. sono lavorate a sbalzo e rappresentano la vita di sant’Ambrogio da un lato e la vita di Gesù dall’altro. L'altare serve da «scrigno» per le reliquie del santo: la basilica milanese è infatti il cuore religioso della Lombardia medievale. CuriositàSul lato posteriore si trova un dettaglio straordinario per l’epoca: Vuolvinio si è raffigurato mentre viene incoronato da sant’Ambrogio. Questo gesto mette in evidenza il nuovo ruolo sociale dell’artista che, pur mettendosi al servizio di Dio e del vescovo, firma la propria opera.

© Sailok / Creative Commons

Particolare dell’altare di Volvinio: sant’Ambrogio incorona il maestro orefice. La «firma» dice, in latino: Vuolvinius magister phaber («Volvinio mastro artigiano»).

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Evangelario di Godescalco

Commissionato da Carlo Magno tra il 781 e il 783 al monaco Godescalco, questo manoscritto rappresenta meglio di ogni altro documento la rivoluzione culturale della Rinascita carolingia.Come è fattoÈ scritto in inchiostro d’oro e argento su una pergamena tinta di porpora, che era il colore degli imperatori nell’antica Roma. Il manoscritto usa la minuscola carolina. Le miniature hanno uno stile che fonde elementi romani, bizantini e celtici.CuriositàQueste due pagine rappresentano la Fontana della vita e il Vangelo della Vigilia di Natale. L’evangeliario è conservato a Parigi, nella Biblioteca nazionale.

© Pubblico dominio / Wikimedia Commons

Il trono in marmo di Carlo Magno, nella Cappella Palatina di Aquisgrana.