IL RISORGIMENTO IN ITALIA
Nell’Ottocento l’Italia non era uno Stato unito. La penisola era divisa in tanti piccoli Stati e alcune zone erano controllate dall’Impero austriaco. Molti italiani volevano unire l’Italia e renderla libera dagli stranieri. Questo periodo storico si chiama Risorgimento. Gli intellettuali, cioè scrittori, poeti e pensatori, aiutarono a diffondere idee di libertà e di unità nazionale. Uno dei più importanti fu Giuseppe Mazzini. Mazzini pensava che il popolo dovesse partecipare alla vita politica e che l’Italia dovesse diventare una nazione unita e libera dal potere del re. Per questo fondò la Giovine Italia, un’associazione segreta che voleva unire gli italiani. Tra il 1848 e il 1849 scoppiarono i moti rivoluzionari, cioè rivolte contro i governi assoluti e contro gli austriaci. Nel 1848 molte città italiane si ribellarono e chiesero libertà e indipendenza. Anche il Regno di Sardegna del re Carlo Alberto combatté contro l’Austria, ma venne sconfitto. I moti del 1848 fallirono. Gli eserciti austriaci erano più forti e gli italiani erano ancora poco uniti tra loro.
NAPOLEONE BONAPARTE
Napoleone invade la Russia, arrivando fino alla capitale Mosca con il suo grande esercito. Purtroppo i francesi sono costretti a ritirarsi per la mancanza di cibo e a causa del freddo al quale non sono abituati. Infatti, gran parte dei suoi soldati muore. Gli Stati europei contro di lui ne approfittano e si uniscono per sconfiggerli a Lipsia, in Germania. Quindi, Napoleone viene esiliato (=allontanato contro la sua volontà) sull'isola d'Elba, un'isola italiana di fronte alla Toscana. Egli riesce a fuggire e torna in Francia dove riprende il suo potere per cento giorni. Gli Stati europei si coalizzano ancora contro di lui e lo sconfiggono insieme al suo esercito nella battaglia di Waterloo. Questa volta Napoleone viene esiliato sull'isola di Sant'Elena, un'isola nel mezzo dell'Oceano Atlantico. Qui muore il 5 maggio 1821.
RISORGIMENTO
Angela Acampora
Created on May 19, 2026
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IL RISORGIMENTO IN ITALIA
Nell’Ottocento l’Italia non era uno Stato unito. La penisola era divisa in tanti piccoli Stati e alcune zone erano controllate dall’Impero austriaco. Molti italiani volevano unire l’Italia e renderla libera dagli stranieri. Questo periodo storico si chiama Risorgimento. Gli intellettuali, cioè scrittori, poeti e pensatori, aiutarono a diffondere idee di libertà e di unità nazionale. Uno dei più importanti fu Giuseppe Mazzini. Mazzini pensava che il popolo dovesse partecipare alla vita politica e che l’Italia dovesse diventare una nazione unita e libera dal potere del re. Per questo fondò la Giovine Italia, un’associazione segreta che voleva unire gli italiani. Tra il 1848 e il 1849 scoppiarono i moti rivoluzionari, cioè rivolte contro i governi assoluti e contro gli austriaci. Nel 1848 molte città italiane si ribellarono e chiesero libertà e indipendenza. Anche il Regno di Sardegna del re Carlo Alberto combatté contro l’Austria, ma venne sconfitto. I moti del 1848 fallirono. Gli eserciti austriaci erano più forti e gli italiani erano ancora poco uniti tra loro.
NAPOLEONE BONAPARTE
Napoleone invade la Russia, arrivando fino alla capitale Mosca con il suo grande esercito. Purtroppo i francesi sono costretti a ritirarsi per la mancanza di cibo e a causa del freddo al quale non sono abituati. Infatti, gran parte dei suoi soldati muore. Gli Stati europei contro di lui ne approfittano e si uniscono per sconfiggerli a Lipsia, in Germania. Quindi, Napoleone viene esiliato (=allontanato contro la sua volontà) sull'isola d'Elba, un'isola italiana di fronte alla Toscana. Egli riesce a fuggire e torna in Francia dove riprende il suo potere per cento giorni. Gli Stati europei si coalizzano ancora contro di lui e lo sconfiggono insieme al suo esercito nella battaglia di Waterloo. Questa volta Napoleone viene esiliato sull'isola di Sant'Elena, un'isola nel mezzo dell'Oceano Atlantico. Qui muore il 5 maggio 1821.