Giardino Jacquard
Realizzato tra il 1859 e il 1878 dall'architetto Antonio Caregaro Negrin, il giardino fu concepito come un'oasi di pace e un luogo ricreativo per gli operai del lanificio e le loro famiglie.
- Un Teatro (il Teatro Jacquard) da 800 posti per il dopolavoro dei lavoratori, decorato con medaglioni di cittadini illustri.
- Un suggestivo sistema di grotte artificiali, giardini pensili, un ninfeo e giochi d'acqua.
- Piante esotiche e una torretta ottagonale con il tetto a pagoda
Fabbrica alta
Costruita nel 1862 dall'imprenditore Alessandro Rossi per il suo lanificio, è il simbolo dell'archeologia industriale italiana. Ispirata ai modelli inglesi, è un colosso di 5 piani, lungo 80 metri, con 330 finestre per illuminare i telai e colonne interne in ghisa. Fece guadagnare a Schio il soprannome di "Manchester d'Italia", segnando la nascita della grande industria moderna nel Paese.
Oggi l'edificio non produce più tessuti, ma resta un monumento nazionale che racconta le origini dell'industria. Rappresenta il passaggio storico dal lavoro artigianale alla produzione di massa e alla modernità economica.
Asilo Rossi
Inaugurato nel 1872 e progettato da Caregaro Negrin, fu uno dei primi asili aziendali d'Italia. Alessandro Rossi lo costruì per ospitare i figli dei dipendenti, permettendo alle madri di lavorare e offrendo ai bambini educazione, cure e pasti gratuiti secondo i metodi pedagogici più moderni dell'epoca.
Quartiere operaio
Realizzato a Schio tra il 1872 e il 1890, sempre in collaborazione con l'architetto Antonio Caregaro Negrin, per dare una risposta concreta al problema dell'alloggio per le migliaia di lavoratori del Lanificio Rossi, fu una "città ideale" creata da Alessandro Rossi per i suoi operai. Offriva case moderne con giardino e servizi igienici, affiancate da scuole, asili e spazi ricreativi, integrando per la prima volta in Italia il lavoro con il benessere sociale della comunità.
Il Tessitore
Inaugurata nel 1879 e scolpita da Giulio Monteverde, rappresenta un operaio fiero con la navetta da tessitura in mano. Fu un'opera rivoluzionaria: per la prima volta in Italia un monumento pubblico celebrava la dignità di un semplice lavoratore anziché di un potente, elevandolo a simbolo del progresso cittadino.
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Tassnim Hedfi
Created on May 19, 2026
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Giardino Jacquard
Realizzato tra il 1859 e il 1878 dall'architetto Antonio Caregaro Negrin, il giardino fu concepito come un'oasi di pace e un luogo ricreativo per gli operai del lanificio e le loro famiglie.
Fabbrica alta
Costruita nel 1862 dall'imprenditore Alessandro Rossi per il suo lanificio, è il simbolo dell'archeologia industriale italiana. Ispirata ai modelli inglesi, è un colosso di 5 piani, lungo 80 metri, con 330 finestre per illuminare i telai e colonne interne in ghisa. Fece guadagnare a Schio il soprannome di "Manchester d'Italia", segnando la nascita della grande industria moderna nel Paese.
Oggi l'edificio non produce più tessuti, ma resta un monumento nazionale che racconta le origini dell'industria. Rappresenta il passaggio storico dal lavoro artigianale alla produzione di massa e alla modernità economica.
Asilo Rossi
Inaugurato nel 1872 e progettato da Caregaro Negrin, fu uno dei primi asili aziendali d'Italia. Alessandro Rossi lo costruì per ospitare i figli dei dipendenti, permettendo alle madri di lavorare e offrendo ai bambini educazione, cure e pasti gratuiti secondo i metodi pedagogici più moderni dell'epoca.
Quartiere operaio
Realizzato a Schio tra il 1872 e il 1890, sempre in collaborazione con l'architetto Antonio Caregaro Negrin, per dare una risposta concreta al problema dell'alloggio per le migliaia di lavoratori del Lanificio Rossi, fu una "città ideale" creata da Alessandro Rossi per i suoi operai. Offriva case moderne con giardino e servizi igienici, affiancate da scuole, asili e spazi ricreativi, integrando per la prima volta in Italia il lavoro con il benessere sociale della comunità.
Il Tessitore
Inaugurata nel 1879 e scolpita da Giulio Monteverde, rappresenta un operaio fiero con la navetta da tessitura in mano. Fu un'opera rivoluzionaria: per la prima volta in Italia un monumento pubblico celebrava la dignità di un semplice lavoratore anziché di un potente, elevandolo a simbolo del progresso cittadino.