IL RISORGIMENTO
LINEA DEL TEMPO
1815 - 1861
1861
1848
1815
1830-1831
1820-1821
Unità d'Italia
MotiRivoluzionari
Congresso di Vienna
Moti Rivoluzionari
Moti Rivoluzionari
ILRISORGIMENTO
Con il termine Risorgimento intendiamo il lungo processo culturale, politico e sociale che ha caratterizzato l'Italia dal 1815, con il Congresso di Vienna, fino al 1861 con l'unità d'Italia.
Il termine Risorgimento venne utilizzato per la prima volta nel 1847 nel titolo del nuovo quotidiano fondato da Camillo Benso, Conte di Cavour. Con questo termine si voleva indicare la necessità di un risveglio del Popolo della penisola italiana dopo il periodo di decadenza.
GIUSEPPEMAZZINI
Giuseppe Mazzini fu il primo a descrivere il concetto di Italia Unita.Per Mazzini la rivoluzione andava condotta attraverso di gruppi di attivisti e l'insurrezione andava eseguita tramite delle bande, con azioni di guerriglia. Il pensiero mazziniano aveva una forte caratterizzazione etico-religiosa: la rivoluzione nazionale era una missione da perseguire con profonda fede.
Vincenzo Gioberti
Vincenzo Gioberti fu il primo a ideare il concetto di Italia Unita come Confederazioni di Stati. Secondo Gioberti l'ipotesi di uno stato unitario era impraticabile poiché vi erano numerose differenze fra i vari abitanti della penisola. Gli Stati Italiani avrebbero potuto avere un sovrano ma sotto il controllo del Papa poichè era l'unico che poteva rifondare eticamente l'Italia sulle basi della religione Cattolica.
ALTREIDEE
Oltre all'idea di Mazzini e di Gioberti vi furono altre persone che teorizzarono un Italia Unita. Cesare Baldo riteneva che alla guida della Confederazione ci dovesse essere il re di Sardegna. Carlo Cattaneo riteneva che il percorso di unificazione dell'Italia avrebbe dovuto articolarsi in tre tappe:
- Trasformazione degli Stati in repubbliche;
- Allargamento della partecipazione politica ai ceti meno abbienti;
- Creazione di uno Stato federale.
Giuseppe Ferrari riteneva che in questa rinascita l'Italia avrebbe potuto contare sulla Francia come unica alleata.
LO STATOPONTIFICIO
Dopo l'elezione del nuovo Pontefice Pio IX, lo Stato Pontificio varò numerose riforme volte all'ampliamento dei diritti dei sudditi. Pontefice promulgò un'amnistia per tutti quanti prigionieri politici, concesse una maggiore libertà di stampa e stabili l'ammissione dei laici alla Consulta di Stato e alla Guardia Civica. Su tutto il territorio italiano sorsero movimenti politici che fecero pressione per fare in modo che pure negli altri Stati della penisola venissero varate riforme come quelle dello Stato pontificio.
I MOTI del 1848 in Italia
I primi moti in Europa e in Italia scoppiarono a Palermo dove i cittadini si ribellarono al Sovrano come nuove riforme politiche, una Costituzione e maggiore giustizia sociale. Inoltre, reclamavano l'indipendenza della Sicilia. Successivamente Ferdinando II concesse una costituzione dove però mancavano il diritto di voto per il popolo e non si parlava di indipendenza per l'isola.
Nello stato pontificio i democratici fecero molta pressione sul Papa poiché pareva orientato a diminuire il ritmo delle riforme.
A nord le principali richieste erano: una costituzione, l'estensione del suffragio e la concessione di maggiori libertà civili.
I sovrani per evitare rivolte e insurrezioni prolungarono nuovi statuti di impostazione moderata e rinunciarono a esercitare, in parte, il potere in modo assolutista.
LO STATUTO ALBERTINO
Nel 1848 in Italia vennero varate numerose carte costituzionali, la più importante fu lo Statuto Albertino, il quale venne promulgato nel Regno di Sardegna. Questo statuto prevedeva che il potere esecutivo era nelle mani del sovrano, egli infatti doveva nominare i ministri, i quali rispondevano soltanto al re. Il potere legislativo era nelle mani del Parlamento e del sovrano. Il Parlamento era composto da due camere, una di queste era elettiva.
IL NORDITALIA
A Venezia, nel 1848, una folla di persone accorse in piazza San Marco chiedendo la liberazione di Niccolò Tommaseo e Daniele Manin. Gli insorti presero d'assalto la residenza del governatore austriaco.Dopo alcuni giorni una rivolta dei lavoratori dell'arsenale costrinse i reparti austriaci ad abbandonare la città (22 marzo). Il 23 marzo naque la Repubblica di Venezia con a capo Daniele Manin.
A Milano dal 18 marzo 1848 iniziarono le "Cinque Giornate di Milano". I milanesi combatterono contro le truppe dell'esercito austriaco comandate dal maresciallo Josef Radetzky.
Dopo 5 giorni, gli austriaci furono costretti ad abbandonare Milano.
LA GUERRA CONTRO L'AUSTRIA
Il 23 marzo 1848 Carlo Alberto di Savoia dichiarò guerra all'Austria e iniziò la Prima Guerra di Indipendenza. Le primavere battaglie si svolsero a maggio presso i villaggi di Curtatone e Montanara dove gli austriaci vinsero. Successivamente a Goito gli italiani sconfissero gli austriaci.
Dopo una serie di sconfitte l'esercito sabaudo si ritirò e il 9 agosto i comandanti dell'esercito piemontese firmarono dall'inizio con gli austriaci. Questo armistizio prevedeva la ritirata dell'esercito sabaudo dalla Lombardia e il ritorno al confine originale.
LA REPUBBLICA ROMANA
Successivamente all'abbandono del Papa La Repubblica romana dovette creare un governo provvisorio. Nel febbraio del 1849 si insediò alla guida della Repubblica romana un triumvirato formato da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini.
Le idee delle correnti democratiche, le quali si basavano su gli ideali della Rivoluzione francese, ispirarono la stesura di una nuova Costituzione.Questa costituzione prevedeva il suffragio universale maschile, la soppressione dei titoli nobiliari, l'abolizione della pena di morte, la libertà di culto e la laicità dello Stato, la libertà di opinione, di domicilio e di associazione.
LA RIPRESA DEL CONFLITTO
Dopo la ripresa del conflitto l'esercito sabaudo venne sconfitto a Novara e così si concluse la prima guerra d'indipendenza.Carlo Alberto di Savoia abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II, fu suo infatti compito di firmare il secondo armistizio con gli austriaci. La sconfitta dei patrioti fu fondamentale per i sovrani legittimi dei regni italiani per riottenere il potere. Leopoldo II riuscii a ritornare al potere a Firenze grazie all'intervento dell'esercito austriaco, mentre Pio IX riuscì a rientrare a Roma grazie alle truppe francesi.
Moti del 1820-1821
I moti del 1820-1821 furono i primi moti rivuoluzionari a prendere piede in Europa.
IL CONGRESSO DI VIENNA
Nel Congresso di Vienna venne stabilitio il nuovo ordine Geo-Politico europeo dopo le guerre napoleoniche.
MOTI DEL 1848
I moti del 1848 furono i moti rivoluzionari che ebboero maggiore successo grazie pure all'ingresso del popolo nelle ribellioni.
IL RISORGIMENTO
Leonardo Baldrocco
Created on May 18, 2026
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IL RISORGIMENTO
LINEA DEL TEMPO
1815 - 1861
1861
1848
1815
1830-1831
1820-1821
Unità d'Italia
MotiRivoluzionari
Congresso di Vienna
Moti Rivoluzionari
Moti Rivoluzionari
ILRISORGIMENTO
Con il termine Risorgimento intendiamo il lungo processo culturale, politico e sociale che ha caratterizzato l'Italia dal 1815, con il Congresso di Vienna, fino al 1861 con l'unità d'Italia.
Il termine Risorgimento venne utilizzato per la prima volta nel 1847 nel titolo del nuovo quotidiano fondato da Camillo Benso, Conte di Cavour. Con questo termine si voleva indicare la necessità di un risveglio del Popolo della penisola italiana dopo il periodo di decadenza.
GIUSEPPEMAZZINI
Giuseppe Mazzini fu il primo a descrivere il concetto di Italia Unita.Per Mazzini la rivoluzione andava condotta attraverso di gruppi di attivisti e l'insurrezione andava eseguita tramite delle bande, con azioni di guerriglia. Il pensiero mazziniano aveva una forte caratterizzazione etico-religiosa: la rivoluzione nazionale era una missione da perseguire con profonda fede.
Vincenzo Gioberti
Vincenzo Gioberti fu il primo a ideare il concetto di Italia Unita come Confederazioni di Stati. Secondo Gioberti l'ipotesi di uno stato unitario era impraticabile poiché vi erano numerose differenze fra i vari abitanti della penisola. Gli Stati Italiani avrebbero potuto avere un sovrano ma sotto il controllo del Papa poichè era l'unico che poteva rifondare eticamente l'Italia sulle basi della religione Cattolica.
ALTREIDEE
Oltre all'idea di Mazzini e di Gioberti vi furono altre persone che teorizzarono un Italia Unita. Cesare Baldo riteneva che alla guida della Confederazione ci dovesse essere il re di Sardegna. Carlo Cattaneo riteneva che il percorso di unificazione dell'Italia avrebbe dovuto articolarsi in tre tappe: - Trasformazione degli Stati in repubbliche; - Allargamento della partecipazione politica ai ceti meno abbienti; - Creazione di uno Stato federale.
Giuseppe Ferrari riteneva che in questa rinascita l'Italia avrebbe potuto contare sulla Francia come unica alleata.
LO STATOPONTIFICIO
Dopo l'elezione del nuovo Pontefice Pio IX, lo Stato Pontificio varò numerose riforme volte all'ampliamento dei diritti dei sudditi. Pontefice promulgò un'amnistia per tutti quanti prigionieri politici, concesse una maggiore libertà di stampa e stabili l'ammissione dei laici alla Consulta di Stato e alla Guardia Civica. Su tutto il territorio italiano sorsero movimenti politici che fecero pressione per fare in modo che pure negli altri Stati della penisola venissero varate riforme come quelle dello Stato pontificio.
I MOTI del 1848 in Italia
I primi moti in Europa e in Italia scoppiarono a Palermo dove i cittadini si ribellarono al Sovrano come nuove riforme politiche, una Costituzione e maggiore giustizia sociale. Inoltre, reclamavano l'indipendenza della Sicilia. Successivamente Ferdinando II concesse una costituzione dove però mancavano il diritto di voto per il popolo e non si parlava di indipendenza per l'isola.
Nello stato pontificio i democratici fecero molta pressione sul Papa poiché pareva orientato a diminuire il ritmo delle riforme. A nord le principali richieste erano: una costituzione, l'estensione del suffragio e la concessione di maggiori libertà civili. I sovrani per evitare rivolte e insurrezioni prolungarono nuovi statuti di impostazione moderata e rinunciarono a esercitare, in parte, il potere in modo assolutista.
LO STATUTO ALBERTINO
Nel 1848 in Italia vennero varate numerose carte costituzionali, la più importante fu lo Statuto Albertino, il quale venne promulgato nel Regno di Sardegna. Questo statuto prevedeva che il potere esecutivo era nelle mani del sovrano, egli infatti doveva nominare i ministri, i quali rispondevano soltanto al re. Il potere legislativo era nelle mani del Parlamento e del sovrano. Il Parlamento era composto da due camere, una di queste era elettiva.
IL NORDITALIA
A Venezia, nel 1848, una folla di persone accorse in piazza San Marco chiedendo la liberazione di Niccolò Tommaseo e Daniele Manin. Gli insorti presero d'assalto la residenza del governatore austriaco.Dopo alcuni giorni una rivolta dei lavoratori dell'arsenale costrinse i reparti austriaci ad abbandonare la città (22 marzo). Il 23 marzo naque la Repubblica di Venezia con a capo Daniele Manin.
A Milano dal 18 marzo 1848 iniziarono le "Cinque Giornate di Milano". I milanesi combatterono contro le truppe dell'esercito austriaco comandate dal maresciallo Josef Radetzky. Dopo 5 giorni, gli austriaci furono costretti ad abbandonare Milano.
LA GUERRA CONTRO L'AUSTRIA
Il 23 marzo 1848 Carlo Alberto di Savoia dichiarò guerra all'Austria e iniziò la Prima Guerra di Indipendenza. Le primavere battaglie si svolsero a maggio presso i villaggi di Curtatone e Montanara dove gli austriaci vinsero. Successivamente a Goito gli italiani sconfissero gli austriaci.
Dopo una serie di sconfitte l'esercito sabaudo si ritirò e il 9 agosto i comandanti dell'esercito piemontese firmarono dall'inizio con gli austriaci. Questo armistizio prevedeva la ritirata dell'esercito sabaudo dalla Lombardia e il ritorno al confine originale.
LA REPUBBLICA ROMANA
Successivamente all'abbandono del Papa La Repubblica romana dovette creare un governo provvisorio. Nel febbraio del 1849 si insediò alla guida della Repubblica romana un triumvirato formato da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini.
Le idee delle correnti democratiche, le quali si basavano su gli ideali della Rivoluzione francese, ispirarono la stesura di una nuova Costituzione.Questa costituzione prevedeva il suffragio universale maschile, la soppressione dei titoli nobiliari, l'abolizione della pena di morte, la libertà di culto e la laicità dello Stato, la libertà di opinione, di domicilio e di associazione.
LA RIPRESA DEL CONFLITTO
Dopo la ripresa del conflitto l'esercito sabaudo venne sconfitto a Novara e così si concluse la prima guerra d'indipendenza.Carlo Alberto di Savoia abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II, fu suo infatti compito di firmare il secondo armistizio con gli austriaci. La sconfitta dei patrioti fu fondamentale per i sovrani legittimi dei regni italiani per riottenere il potere. Leopoldo II riuscii a ritornare al potere a Firenze grazie all'intervento dell'esercito austriaco, mentre Pio IX riuscì a rientrare a Roma grazie alle truppe francesi.
Moti del 1820-1821
I moti del 1820-1821 furono i primi moti rivuoluzionari a prendere piede in Europa.
IL CONGRESSO DI VIENNA
Nel Congresso di Vienna venne stabilitio il nuovo ordine Geo-Politico europeo dopo le guerre napoleoniche.
MOTI DEL 1848
I moti del 1848 furono i moti rivoluzionari che ebboero maggiore successo grazie pure all'ingresso del popolo nelle ribellioni.