(con audiolettura in modalità automatica)
La principessa
da un racconto di don Bruno
Ferrero
Storie, storie e ... ancora storie per narrare ai piccoli le "cose di Dio"!
Indicazioni per una "navigazione"più snella e veloce
Se si clicca con il mouse- su si retrocede o si avanza di una pagina - su si apre la pagina indicata sulla sinistra del bottone - su si apre un audio
Se, dopo aver aperto una pagina, si desidera ritornare all'indice o aprire un'altra pagina, cliccare con il mouse sui tre puntini in basso a destra: si aprirà una fascetta grigia su cui compariranno cinque icone: cliccando sull'icona centrale, si potrà scegliere la pagina in cui navigare.
Indice
1. La principessa 2. Giochi e attività
C'era una volta un re che aveva una figlia di grande bellezza e straordinaria intelligenza.
La principessa soffriva però di una misteriosa malattia. Man mano che cresceva, si indebolivano le sue braccia e le sue gambe, mentre vista e udito si affievolivano.
Molti medici avevano invano tentato di curarla.
Un giorno arrivò a corte un vecchio, del quale si diceva che conoscesse il segreto della vita. Tutti i cortigiani si affrettarono a chiedergli di aiutare la principessa malata.
Il vecchio diede alla fanciulla un cestino di vimini, con un coperchio chiuso, e disse: «Prendilo e abbine cura. Ti guarirà».
Piena di gioia e attesa, la principessa aprì il coperchio, ma quello che vide la sbalordì dolorosamente. Nel cestino giaceva infatti un bambino, devastato dalla malattia, ancor più miserabile e sofferente di lei.
La principessa lasciò crescere nel suo cuore la compassione. Nonostante i dolori prese in braccio il bambino e cominciò a curarlo.
Passarono i mesi: la principessa non aveva occhi che per il bambino. Lo nutriva, lo accarezzava, gli sorrideva. Lo vegliava di notte, gli parlava teneramente. Anche se tutto questo le costava una fatica intensa e dolorosa.
Quasi sette anni dopo, accadde qualcosa di incredibile. Un mattino, il bambino cominciò a sorridere e a camminare.
La principessa lo prese in braccio e cominciò a danzare, ridendo e cantando. Leggera e bellissima come non era più da gran tempo. Senza accorgersene era guarita anche lei.
Mandami qualcuno da amare
Signore, quando ho fame mandami qualcuno che ha bisogno di cibo; quando ho sete, mandami qualcuno che ha bisogno di acqua; quando ho freddo, mandami qualcuno da riscaldare; quando sono nella sofferenza, mandami qualcuno da consolare;
quando la mia croce diviene pesante, dammi la croce di un altro da condividere; quando sono povero, portami qualcuno che è nel bisogno; quando non ho tempo, dammi qualcuno da aiutare per un momento; quando mi sento scoraggiato, mandami qualcuno da incoraggiare; quando sento il bisogno di essere compreso, dammi qualcuno che ha bisogno della mia comprensione;
quando vorrei che qualcuno si prendesse cura di me, mandami qualcuno di cui prendermi cura; quando penso a me stesso, rivolgi i miei pensieri ad altri.
Santa Madre Teresa di Calcutta
Da un racconto di don Bruno Ferrero (tutti i diritti riservati ai rispettivi titolari) Voce narrante : Consuelo Maria Brach del Prever Illustrazioni generate con strumenti di Intelligenza Artificiale (Microsoft Copilot) su prompt originale dell’autore Giochi realizzati con LearningApps, Planet Puzzle e Microsoft Copilot, su prompt e progettazione dell’autore Prodotto da : Consuelo Maria Brach del Prever
Giochi digitali
per divertirsi un po' con gli amici e in famiglia
Puzzle
se desideri giocare, clicca su uno di questi bottoni
Il Memory
Giochi ispirati al racconto
🎭 Il Gioco delle Emozioni in Movimento L’educatore dice un’emozione del racconto: paura, sorpresa, tenerezza, fatica, gioia, speranza.
I bambini devono muoversi nello spazio interpretandola con il corpo.
Al segnale “STOP”, si congelano in una statua emotiva.
Gli altri provano a indovinare l’emozione. 🧺 Il Cestino Misterioso Metti in un cestino vari oggetti simbolici (una piuma, un sassolino, un pezzo di stoffa, un cuoricino di carta…).
Ogni bambino pesca un oggetto senza guardare.
Deve dire:
“Questo oggetto rappresenta la cura perché…”
oppure inventare una mini‑storia collegata al racconto.
🌀 La Danza della Guarigione Metti una musica dolce.
I bambini camminano lentamente come la principessa malata.
A un certo punto la musica cambia e diventa più luminosa.
I bambini iniziano a danzare leggeri, come la principessa quando guarisce. 🎨 Disegna la Cura in 30 Secondi Dai ai bambini foglietti piccoli.
Ogni turno hai 30 secondi per dire: “Disegna… un gesto di cura / un’emozione / un simbolo di guarigione”.
Alla fine si crea un mosaico collettivo.
🤝 La Staffetta della Cura I bambini sono in due file.
Il primo di ogni fila riceve un oggetto fragile (una pallina di carta velina, un ovetto di plastica, un batuffolo).
Deve portarlo al compagno successivo con delicatezza, usando solo due dita o il palmo aperto.
Vince la squadra che arriva in fondo senza far cadere l’oggetto. 🌈 Il Bambino Cambia Colore Dividi i bambini in gruppi da 4–5.
Dai a ogni gruppo tre fogli colorati: grigio, rosa, giallo.
Ogni gruppo deve creare una mini‑scena teatrale in cui il bambino passa:
dal grigio (malattia)
al rosa (cura)
al giallo (guarigione)
Ogni colore deve essere usato come “luce” o “mantello”.
Attività educative ispirate al racconto
Laboratorio delle emozioni — I bambini associano a ogni personaggio un’emozione (paura, speranza, fragilità, coraggio). Usano carte‑emozione, colori e gesti del corpo per rappresentarla. Cestino della cura — Ogni bambino riceve un piccolo cestino (vero o di carta) e lo riempie con “cose che fanno bene”: biglietti gentili, disegni, simboli di cura. Role‑play della guarigione — In piccoli gruppi, i bambini mettono in scena un momento del racconto: l’arrivo del vecchio, la scoperta del bambino, la danza finale.
Simboli della guarigione — Si riflette su quali simboli rappresentano la guarigione: una luce, un fiore, un ponte, un abbraccio. Poi li disegnano o li modellano con la creta. Cerchio della gratitudine — I bambini condividono un gesto di cura che hanno ricevuto o dato. Cura in azione — Si sceglie insieme un piccolo gesto concreto da fare per una settimana: aiutare un compagno, preparare un biglietto, sistemare un angolo della classe.
Laboratoriartistici
La cura che trasforma
🎯 Obiettivi: Tradurre in immagini il percorso emotivo della principessa.
Sperimentare materiali artistici per rappresentare fragilità e guarigione.
Favorire espressione personale, immaginazione e simbolizzazione.
Rafforzare la capacità di vedere la bellezza nelle cose ferite. ⏱️ Durata: 60–75 minuti 📦 Materiali: Cartoncini A4 bianchi o color crema
Acquerelli o tempere diluite
Pennarelli sottili neri
Pezzi di carta velina strappata (colori tenui)
Colla vinilica
Piccoli frammenti di carta dorata o foglia oro (anche finta)
Pennelli morbidi
Stracci o spugne per tamponare
🌟 FASE 1 — Racconta ai bambini:
“Nel racconto, la principessa e il bambino sono fragili, ma proprio lì nasce la luce.”
Chiedi ai bambini di dipingere una macchia irregolare sul foglio, usando colori freddi o spenti (blu, grigi, viola chiaro).
Quella macchia rappresenta la fragilità.
Quando è asciutta, con un pennarello nero tracciano una crepa che attraversa la macchia. ✨ FASE 2 — Distribuisci la carta velina strappata.
Chiedi ai bambini di:
scegliere 2–3 colori caldi (rosa, arancio, giallo)
incollarli dentro o attorno alla crepa, come se la cura entrasse proprio lì
Poi aggiungono piccoli tocchi d’oro lungo la crepa, come nel kintsugi.
💛 FASE 3 — Il volto della guarigione - Ora chiedi ai bambini di osservare la loro crepa dorata e di immaginare:
“Se questa ferita guarita fosse un personaggio, che volto avrebbe?”
Con un pennarello nero, disegnano un volto semplice (occhi, bocca, sopracciglia) che nasce dalla forma della macchia.
Il volto può essere:
sereno
sorridente
ancora un po’ fragile
pieno di luce 🌈 FASE 4 — In cerchio, ogni bambino completa la frase:
“La mia crepa dorata mi ricorda che…”
“La mia immagine parla di…”
LA PRINCIPESSA - da un racconto di don Bruno Ferrero
Consuelo Maria Brach
Created on May 17, 2026
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La principessa
da un racconto di don Bruno Ferrero
Storie, storie e ... ancora storie per narrare ai piccoli le "cose di Dio"!
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1. La principessa 2. Giochi e attività
C'era una volta un re che aveva una figlia di grande bellezza e straordinaria intelligenza.
La principessa soffriva però di una misteriosa malattia. Man mano che cresceva, si indebolivano le sue braccia e le sue gambe, mentre vista e udito si affievolivano.
Molti medici avevano invano tentato di curarla.
Un giorno arrivò a corte un vecchio, del quale si diceva che conoscesse il segreto della vita. Tutti i cortigiani si affrettarono a chiedergli di aiutare la principessa malata.
Il vecchio diede alla fanciulla un cestino di vimini, con un coperchio chiuso, e disse: «Prendilo e abbine cura. Ti guarirà».
Piena di gioia e attesa, la principessa aprì il coperchio, ma quello che vide la sbalordì dolorosamente. Nel cestino giaceva infatti un bambino, devastato dalla malattia, ancor più miserabile e sofferente di lei.
La principessa lasciò crescere nel suo cuore la compassione. Nonostante i dolori prese in braccio il bambino e cominciò a curarlo.
Passarono i mesi: la principessa non aveva occhi che per il bambino. Lo nutriva, lo accarezzava, gli sorrideva. Lo vegliava di notte, gli parlava teneramente. Anche se tutto questo le costava una fatica intensa e dolorosa.
Quasi sette anni dopo, accadde qualcosa di incredibile. Un mattino, il bambino cominciò a sorridere e a camminare.
La principessa lo prese in braccio e cominciò a danzare, ridendo e cantando. Leggera e bellissima come non era più da gran tempo. Senza accorgersene era guarita anche lei.
Mandami qualcuno da amare
Signore, quando ho fame mandami qualcuno che ha bisogno di cibo; quando ho sete, mandami qualcuno che ha bisogno di acqua; quando ho freddo, mandami qualcuno da riscaldare; quando sono nella sofferenza, mandami qualcuno da consolare;
quando la mia croce diviene pesante, dammi la croce di un altro da condividere; quando sono povero, portami qualcuno che è nel bisogno; quando non ho tempo, dammi qualcuno da aiutare per un momento; quando mi sento scoraggiato, mandami qualcuno da incoraggiare; quando sento il bisogno di essere compreso, dammi qualcuno che ha bisogno della mia comprensione;
quando vorrei che qualcuno si prendesse cura di me, mandami qualcuno di cui prendermi cura; quando penso a me stesso, rivolgi i miei pensieri ad altri.
Santa Madre Teresa di Calcutta
Da un racconto di don Bruno Ferrero (tutti i diritti riservati ai rispettivi titolari) Voce narrante : Consuelo Maria Brach del Prever Illustrazioni generate con strumenti di Intelligenza Artificiale (Microsoft Copilot) su prompt originale dell’autore Giochi realizzati con LearningApps, Planet Puzzle e Microsoft Copilot, su prompt e progettazione dell’autore Prodotto da : Consuelo Maria Brach del Prever
Giochi digitali
per divertirsi un po' con gli amici e in famiglia
Puzzle
se desideri giocare, clicca su uno di questi bottoni
Il Memory
Giochi ispirati al racconto
🎭 Il Gioco delle Emozioni in Movimento L’educatore dice un’emozione del racconto: paura, sorpresa, tenerezza, fatica, gioia, speranza. I bambini devono muoversi nello spazio interpretandola con il corpo. Al segnale “STOP”, si congelano in una statua emotiva. Gli altri provano a indovinare l’emozione. 🧺 Il Cestino Misterioso Metti in un cestino vari oggetti simbolici (una piuma, un sassolino, un pezzo di stoffa, un cuoricino di carta…). Ogni bambino pesca un oggetto senza guardare. Deve dire: “Questo oggetto rappresenta la cura perché…” oppure inventare una mini‑storia collegata al racconto.
🌀 La Danza della Guarigione Metti una musica dolce. I bambini camminano lentamente come la principessa malata. A un certo punto la musica cambia e diventa più luminosa. I bambini iniziano a danzare leggeri, come la principessa quando guarisce. 🎨 Disegna la Cura in 30 Secondi Dai ai bambini foglietti piccoli. Ogni turno hai 30 secondi per dire: “Disegna… un gesto di cura / un’emozione / un simbolo di guarigione”. Alla fine si crea un mosaico collettivo.
🤝 La Staffetta della Cura I bambini sono in due file. Il primo di ogni fila riceve un oggetto fragile (una pallina di carta velina, un ovetto di plastica, un batuffolo). Deve portarlo al compagno successivo con delicatezza, usando solo due dita o il palmo aperto. Vince la squadra che arriva in fondo senza far cadere l’oggetto. 🌈 Il Bambino Cambia Colore Dividi i bambini in gruppi da 4–5. Dai a ogni gruppo tre fogli colorati: grigio, rosa, giallo. Ogni gruppo deve creare una mini‑scena teatrale in cui il bambino passa: dal grigio (malattia) al rosa (cura) al giallo (guarigione) Ogni colore deve essere usato come “luce” o “mantello”.
Attività educative ispirate al racconto
Laboratorio delle emozioni — I bambini associano a ogni personaggio un’emozione (paura, speranza, fragilità, coraggio). Usano carte‑emozione, colori e gesti del corpo per rappresentarla. Cestino della cura — Ogni bambino riceve un piccolo cestino (vero o di carta) e lo riempie con “cose che fanno bene”: biglietti gentili, disegni, simboli di cura. Role‑play della guarigione — In piccoli gruppi, i bambini mettono in scena un momento del racconto: l’arrivo del vecchio, la scoperta del bambino, la danza finale.
Simboli della guarigione — Si riflette su quali simboli rappresentano la guarigione: una luce, un fiore, un ponte, un abbraccio. Poi li disegnano o li modellano con la creta. Cerchio della gratitudine — I bambini condividono un gesto di cura che hanno ricevuto o dato. Cura in azione — Si sceglie insieme un piccolo gesto concreto da fare per una settimana: aiutare un compagno, preparare un biglietto, sistemare un angolo della classe.
Laboratoriartistici
La cura che trasforma 🎯 Obiettivi: Tradurre in immagini il percorso emotivo della principessa. Sperimentare materiali artistici per rappresentare fragilità e guarigione. Favorire espressione personale, immaginazione e simbolizzazione. Rafforzare la capacità di vedere la bellezza nelle cose ferite. ⏱️ Durata: 60–75 minuti 📦 Materiali: Cartoncini A4 bianchi o color crema Acquerelli o tempere diluite Pennarelli sottili neri Pezzi di carta velina strappata (colori tenui) Colla vinilica Piccoli frammenti di carta dorata o foglia oro (anche finta) Pennelli morbidi Stracci o spugne per tamponare
🌟 FASE 1 — Racconta ai bambini: “Nel racconto, la principessa e il bambino sono fragili, ma proprio lì nasce la luce.” Chiedi ai bambini di dipingere una macchia irregolare sul foglio, usando colori freddi o spenti (blu, grigi, viola chiaro). Quella macchia rappresenta la fragilità. Quando è asciutta, con un pennarello nero tracciano una crepa che attraversa la macchia. ✨ FASE 2 — Distribuisci la carta velina strappata. Chiedi ai bambini di: scegliere 2–3 colori caldi (rosa, arancio, giallo) incollarli dentro o attorno alla crepa, come se la cura entrasse proprio lì Poi aggiungono piccoli tocchi d’oro lungo la crepa, come nel kintsugi.
💛 FASE 3 — Il volto della guarigione - Ora chiedi ai bambini di osservare la loro crepa dorata e di immaginare: “Se questa ferita guarita fosse un personaggio, che volto avrebbe?” Con un pennarello nero, disegnano un volto semplice (occhi, bocca, sopracciglia) che nasce dalla forma della macchia. Il volto può essere: sereno sorridente ancora un po’ fragile pieno di luce 🌈 FASE 4 — In cerchio, ogni bambino completa la frase: “La mia crepa dorata mi ricorda che…” “La mia immagine parla di…”