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IL BAROCCO

Gaia Gilotti

Created on May 17, 2026

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Transcript

IL BAROCCO

Power Point svolto da: Alessandro Esposito, Giacomo Casale, Gaia Gilotti e Giuliano Spitaleri

Annibale Carracci - Vita

Annibale Carracci nasce a Bologna nel 1560 e viene avviato alla pittura dal cugino Ludovico. Annibale si forma a Parma per assimilare il chiaroscuro e "La grazia" di Correggio, e a Venezia per imparare il colore vibrante di Tiziano e Veronese. Tornato nella sua città, fonda nel 1582 l'Accademia degli Incamminati, una scuola d'arte rivoluzionaria basata sul disegno costante dal vero e sull'osservazione della realtà. In questo periodo, dipinge uno dei disegni più celebri. "Il mangiafagioli".
Nel 1595 si trasferisce a Roma al servizio del cardinale Odoardo Farnese. L'impatto con la città e lo studio di Raffaello e Michelangelo spingono il suo stile verso una nuova monumentalità classica. Tra il 1597 e il 1608 realizza la volta della Galleria di Palazzo Farnese, un immenso ciclo di affreschi mitologici che, grazie alla straordinaria resa dei corpi atletici e alle illusioni prospettiche, inaugura ufficialmente la grande stagione del Barocco. Sempre a Roma, con la "Fuga in Egitto", codifica inoltre il genere del "paesaggio ideale", dove la natura assume un ruolo solenne e ordinato. Gli ultimi anni di Annibale sono tragici, perchè venne umiliato dal cardinale Farnese con un pagamento miserevole per l'immane lavoro al palazzo, Annibale sprofonda in una gravissima depressione malinconica, aggravata da una malattia che gli impedisce quasi di dipingere. Muore isolato a soli 49 anni a Roma nel 1609 e, per suo esplicito desiderio, viene sepolto nel Pantheon accanto a Raffaello.

Annibale Carracci - Stile e tecniche

Lo stile e le tecniche di Annibale Carracci rappresentano una sintesi rivoluzionaria tra la verità della natura e la bellezza ideale classica. Lui rifiuta le pose stereotipate, l'artista fonda il suo linguaggio sullo studio costante del vero, eseguito graficamente a pietra rossa o carboncino su carta. Nella prima fase della sua carriera applica questo approccio realista alla pittura a olio, stesa con pennellate fluide e pastose e rifinita attraverso lo sfumato per rendere vivi i corpi e calde le atmosfere delle scene quotidiane. Con il trasferimento a Roma, lo studio ravvicinato di Michelangelo, Raffaello e dell'antichità spinge il suo stile verso una nuova monumentalità scultorea e geometrica. Questo equilibrio tocca il vertice nell'uso magistrale dell'affresco a Palazzo Farnese, dove Annibale unisce la tecnica del "quadro riportato" (scene sul soffitto incorniciate come fossero tele appese) al trompe-l'œil e alla quadratura, creando un illusionismo prospettico dinamico che inventa il linguaggio decorativo del Barocco. Oltre a nobilitare la pittura di genere e a sperimentare con la tecnica dell'acquaforte, Carracci codifica infine il "paesaggio ideale", strutturando la natura su rigorosi piani prospettici sovrapposti e rifinendola con sottili velature d'olio per infonderle una luce solenne ma reale.

Accademia degli incamminati

Fondata a Bologna nel 1582 dai Carracci, l'Accademia degli Incamminati, prima chiamata Accademia dei Desiderosi, è la prima vera scuola d'arte moderna occidentale, nata per superare l'artificialità del Manierismo e il vecchio sistema delle botteghe. La sua rivoluzione risiedeva in un metodo educativo completo: da un lato lo studio teorico (geometria, letteratura, anatomia), dall'altro la pratica costante del disegno dal vero e l'osservazione della realtà. In un clima democratico e stimolante, i Carracci nobilitarono il paesaggio, la pittura di genere e inventarono la caricatura moderna. Divenuta il centro artistico più importante d'Italia, la scuola formò i grandi maestri del classicismo seicentesco (come Guido Reni e il Domenichino) e divenne il modello per le future Accademie di Belle Arti europee.

Il Mangiafagioli e la galleria di Palazzo Farnese

Annibale CARRACCI

Il Mangiafagioli è uno dei dipinti più celebri di Carracci, rappresentando un momento fondamentale della nascita della pittura di genere italiana

Realizzata intorno al 1584-1585, oggi conservata a Roma

Il quadro mostra un uomo seduto a tavola mentre mangia una scodella di fagioli. L'uomo è colto in un gesto piuttosto naturale: guarda lo spettatore quasi sorpreso mentre porta il cucchiaio alla bocca

Può sembrare una scena ordinaria oggi ma fu piuttosto innovativa nel Cinquecento

Stile e caratteristiche

Perchè è importante?

  • la nascita del realismo quotidiano che anticipa aspetti della pittura di Caravaggio e della pittura realista del seicento
  • la pittura di genere che Caracci contibuisce a rendere soggetto degno di collezionismo aristocratico
  • l'attenzione alla materia evidenziata dall'uso della luce chiara e diretta da parte di Carracci
L'opera unisce:
  • osservazione realistica
  • energia naturale dei gesti
  • composizione semplice ma efficace
La figura è molto vicina allo spettatore, quasi "tagliata", un coinvolgimento diretto abbastanza moderno per l'epoca

Interpretazioni varie

  • semplice scena popolare
  • rappresentazione ironica della golosità
  • celebrazione della vita rustica
  • esercizio di osservazione dal vero

Influenza successiva

Il Mangiafagioli ebbe grande importanza nello sviluppo della pittura barocca e naturalistica. L’attenzione ai soggetti popolari e alla verità quotidiana influenzò:
  • Caravaggio
  • i pittori bamboccianti del Seicento
  • parte della pittura spagnola e olandese

Un dettaglio intressante

Molti osservatori notano il forte senso di immediatezza della scena. L’uomo appare interrotto mentre mangia, come se qualcuno lo avesse chiamato all’improvviso. Questo effetto è uno degli elementi che rende il dipinto ancora molto moderno agli occhi contemporanei.

La Galleria di Palazzo Farnese

Introduzione e contesto storico

La Galleria di Palazzo Farnese è uno dei massimi capolavori della pittura barocca italiana e rappresenta il punto più alto della carriera di Carracci. Venne realizzata tra il 1597 e il 1604, su incarico del cardinale Odoardo Farnese. Dopo il periodo del Manierismo, si cercava una nuova pittura capace di unire:
  • grandiosità classica
  • naturalezza
  • emozione
  • chiarezza narrativa

Il tema della galleria e la struttura della volta

Il ciclo decorativo ha come tema principale gli Amori degli dei, le scene rappresentano amori, passioni, desideri e trasformazioni del mondo mitologico classico. Non si tratta però solo di decorazione erotica o narrativa: il programma iconografico celebra anche:
  • la forza dell’amore
  • il potere della bellezza
  • la cultura classica della famiglia Farnese
L’elemento più spettacolare è la grande volta affrescata della galleria,la quale utilizza utilizza un sistema estremamente complesso di:
  • quadri riportati
  • finte cornici
  • sculture illusionistiche
  • elementi architettonici dipinti

Il trionfo di Bacco e Arianna

Lo stile

La Galleria Farnese è considerata il manifesto del classicismo barocco.Le sue caratteristiche principali sono:
  • equilibrio compositivo
  • corpi idealizzati ma naturali
  • forte studio anatomico
  • colori luminosi
  • monumentalità
  • movimento armonioso
La scena centrale più celebre è il Trionfo di Bacco e Arianna.Qui il dio Bacco avanza in corteo insieme ad Arianna su carri trionfali circondati da: satiri,ninfe,putti,animali,figure mitologiche. L’opera colpisce per:
  • il movimento continuo,
  • la ricchezza cromatica,
  • la sensualità dei corpi,
  • l’energia teatrale.

Il rapporto con Michelangelo e Raffaello

La volta viene spesso paragonata alla Cappella Sistina di Michelangelo.Tuttavia ci sono differenze importanti visto che Michelangelo punta sul dramma titanico e spirituale, mentre Carracci privilegia eleganza, armonia e sensualità narrativa. Da Raffaello invece Carracci riprende:
  • la chiarezza compositiva
  • la grazia delle figure
  • l’equilibrio generale

Guido Reni

detto il "Divino Guido"
Figlio di un musicista, abbandonò precocemente la musica per dedicarsi all'arte. Studiò nella prestigiosa Accademia dei Carracci.
Trasferitosi a Roma nel 1601, divenne uno dei pittori più richiesti dal Papato e dall'aristocrazia, lavorando per figure di spicco come papa Paolo V.
Negli anni successivi divise la sua vita tra Roma e la sua città natale, Bologna, dove visse fino alla morte, avvenuta nel 1642. Divenne il capolista incontrastato della scuola bolognese.

Il suo stile

• Il "Bello Ideale": A differenza del realismo di Caravaggio, Reni ricercava una bellezza pura ed elevata, libera dalle imperfezioni della quotidianità. Le sue figure sono nobili, aggraziate e prive di brutalità anche nelle scene più drammatiche.
• Luce e Colore: Nelle sue opere la luce ha un ruolo fondamentale. Spesso avvolgente e calda (di derivazione correggesca) o chiara e brillante, serve a definire i volumi e a dare alle figure un aspetto quasi etereo.
• Composizione Classica: Le composizioni sono sempre misurate, studiate e armoniose. Spesso i movimenti o le azioni dei soggetti (come in Atalanta e Ippomene) appaiono come "congelati" in pose studiate ed equilibrate, simili a sculture classiche.
• Pennellata: Se nel periodo giovanile le forme erano nette e definite, nell'ultima fase della sua vita il suo tocco divenne più libero, rapido e sfumato, lasciando affiorare una spiritualità ancora più intima.

Strage degli Innocenti

Struttura Compositiva e Geometria

La forza principale della Strage degli Innocenti risiede nell'equilibrio geometrico che Guido Reni riesce a imporre al caos e alla violenza della scena. L'intera composizione è costruita seguendo uno schema a triangolo invertito.
• Il vertice inferiore: La base visiva è drammaticamente occupata dai corpi esanimi dei bambini in primo piano, distesi sopra un panno bianco. Questo elemento agisce come fulcro emotivo stanziale della scena.
• Le linee di forza: Dai corpi dei neonati si dipanano le linee diagonali create dai movimenti dei personaggi. I due carnefici, posti ai lati esterni, convergono verso il centro spingendo lo sguardo dello spettatore verso l'azione, mentre le madri tentano di fuggire in direzioni opposte.

• La simmetria dei gesti: Reni utilizza la tecnica del "contrapposto". Sulla sinistra, un soldato è visto di spalle, sollevato sulle punte mentre afferra una donna; sulla destra, un secondo carnefice è inclinato in avanti, colto nel momento esatto in cui blocca una madre stringendole i capelli. Questa disposizione speculare evita che l'immagine appaia caotica, trasformando il movimento confusionario in una coreografia rigorosa.

Lo Spazio e l'Architettura

Sullo sfondo, l'architettura classica e monumentale funge da quinta teatrale e contribuisce a stabilizzare la scena:
• Le linee verticali e orizzontali dei palazzi offrono un contrasto rigido rispetto alle linee curve e dinamiche dei corpi in movimento. • Gli edifici sono immersi in una penombra fredda, che fa risaltare per contrasto la luce intensa focalizzata sui personaggi in primo piano, aumentando il senso di bidimensionalità e di rilievo scultoreo delle figure.

Espressione del Dolore e "Bellezza Ideale"

L'opera è uno dei massimi esempi di Classicismo barocco, una corrente che mirava a rappresentare le passioni umane senza mai tradire le regole della grazia e della proporzione derivate dall'arte statuaria greca e romana.

• I volti delle madri: Nonostante stiano gridando o piangendo, i loro volti non sono mai deformati o grotteschi. Reni si ispira direttamente alla fisionomia della statuaria antica (come il gruppo del Laocoonte). Le bocche sono aperte nel momento del pianto, ma i lineamenti mantengono una purezza geometrica e ideale.

• I dettagli anatomici: I muscoli tesi dei carnefici e la morbidezza della pelle dei bambini e delle donne sono resi con estrema precisione accademica. La violenza non è mai esplicita nel sangue (che è quasi del tutto assente), ma viene veicolata dalla tensione muscolare e dalla fredda lucentezza delle lame dei pugnali.

Luce, Colore e Dimensione Spirituale

• La Tavolozza: Reni utilizza colori puri e accesi per gli abiti delle donne (il blu intenso, il rosso vibrante, il giallo oro). Questi drappeggi di seta non solo creano un forte impatto cromatico, ma accentuano il movimento dei corpi attraverso le pieghe e i panneggi che fluttuano nell'aria. • Il piano divino: Nell'angolo superiore sinistro, l'atmosfera cupa della terra viene spezzata da uno squarcio di luce da cui emergono due angioletti (putti). Con totale serenità, distribuiscono rametti di palma, simbolo del martirio e della gloria eterna, offrendo una chiave di lettura teologica e di salvezza spirituale all'intera tragedia.

Atalanta e Ippomene - Storia

Guido Reni fece 2 versioni del dipinto "Atalanta e Ippomene", uno che si trova al Museo del Prado a Madrid e l'altro che si trova al Museo Capodimonte a Napoli. La scena è stata ripresa dalle Metamorfosi di Ovidio. Atalanta, principessa veloce, aveva promesso di sposare solo colui che l’avrebbe battuta nella corsa. Ippomene, innamoratosi di lei, la sfida chiedendo aiuto a Venere. Lo sfidante sa che Atalanta è imbattibile nella corsa e chi perdeva la gara con lei veniva ucciso. Venere, per aiutarlo, prende 3 mele d’oro e le dà a Ippomene dicendogli di buttarle durante la corsa. Atalanta era velocissima ma anche curiosa e vanitosa e non resisterà alla tentazione di raccogliere le mele durante la corsa. A sinistra del quadro si trova Atalanta, seminuda, con un drappo azzurro, si china per raccogliere una delle mele d’oro.

Atalanta e Ippomene - Rappresentazione

A sinistra del dipinto, Atalanta, seminuda con un drappo azzurro, si china per raccogliere una delle mele d’oro. Ha il corpo atletico, in tensione, bloccata a metà corsa. A destra Ippomene, anche lui seminudo, con un mantello rosso, corre verso il traguardo, mentre si volta a guardare Atalanta, sicuro di vincere. Per terra e nella mano di Atalanta si vedono le mele che Ippomene ha gettato. Nello sfondo il paesaggio è scuro con alberi e un accenno di cielo. Gli spettatori sono appena accennati e molto più piccoli rispetto ad Atlanta e Ippomene. Ippomene ha muscoli perfetti, con il corpo slanciato in avanti e il viso calmo, sicuro della vittoria. Atalanta ha un corpo atletico ma si piega con grazia, quasi danzando. Reni li dipinge nudi per celebrare la bellezza del corpo umano. Reni era il pittore del "bello ideale" e i due protagonisti appaiono come statue greche che prendono vita.

Grazie per l'attenzione