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BACCI ALICE

Alice Bacci

Created on May 16, 2026

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Transcript

BACCI ALICE

FSL

I.I.S.S. Agnolo Poliziano – MontepulcianoAS: 2021-2026
Dal metodo alla precisione.

L'Eterno Presente

«Transumanar significar per verbanon si poria; però l'essemplo bastia cui esperienza grazia serba».

Trasumanar e Connettere

Dante Alighieri e i dilemmi etici dell'AI.

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L'acquila di Giove

«Dall'armonia delle anime all'algoritmo delle reti neurali.»
«Sette secoli di futuro: la Commedia come codice universale.»

Cosa si può apprendere da questa esperienza?

  • A spiegare concetti complessi usando parole semplici;
  • A dare importanza alla pazienza e alla fermezza autorevole;
  • Ad essere consapevole che il proprio comportamento funge da modello per i bambini;

Scuole Primaria Istituto Comprensivo P. Vannucci (Città della Pieve, PG)

Questa esperienza è stata la più significativa per me perché:

  • Ha confermato la mia ambizione lavorativa;
  • Mi ha fatto conoscere nuovi aspetti di questo lavoro;
  • Mi ha permesso di stare a contatto con i bambini;

Questa esperienza di FSL è stata la conferma che cercavo: vedere il mondo attraverso gli occhi dei bambini mi ha fatto capire che insegnare non è solo quello che voglio fare, ma ciò che sono.

Nel Cielo di Giove, Dante anticipa il concetto moderno di intelligenza collettiva e di Swarm Intelligence (l'intelligenza di sciame) tipica dei sistemi di AI. Migliaia di anime giuste si uniscono in un'unica coreografia di luce per formare una figura superiore, come descritto nel Canto XVIII:«E come augelli sorti di riviera,quasi congratulando a lor pasture,fanno di sé or tonda or altra schiera»

Il Volume dell'Universo e il Big Data

Nel Canto XXXIII del Paradiso, Dante descrive la visione finale di Dio come un immenso catalogo di informazioni, un volume in cui si lega e si ordina «ciò che per l’universo si squaderna». Il poeta vede sostanze, accidenti e le loro relazioni fondersi insieme in un'armonia perfetta.Sette secoli dopo, questa immagine anticipa il concetto di Big Data e gli spazi di Embedding dell'Intelligenza Artificiale. Proprio come i modelli computazionali convertono dati frammentati e complessi in vettori matematici per trovarne le connessioni nascoste, la mente divina dantesca agisce come il super-algoritmo definitivo: un punto geometrico capace di sintetizzare l'intera complessità dell'universo in una sola, perfetta struttura logica.

Se l'occhio di Dio osserva la storia senza alterare la libertà dell'uomo, l'occhio dell'algoritmo la prevede per indirizzarla.

I modelli AI analizzano i dati passati per anticipare le decisioni umane.Il rischio è la previsione tecnologica, la quale condiziona la scelta attraverso stimoli mirati, riducendo la nostra reale libertà.

L'Intelligenza Artificiale Oggi

Dio vede tutto il futuro nel suo eterno presente, come in uno specchio. Tuttavia Ia conoscenza divina non costringe l'azione umana. L'uomo conserva intatto il suo libero arbitrio.

Il Paradiso di Dante (Canto XVII)

VS

L'Aquila di Giove e la Swarm Intelligence

Nei Canti XVIII, XIX e XX del Paradiso, Dante assiste a un prodigio visivo e concettuale: migliaia di anime di spiriti giusti si muovono in perfetta sincronia, unendosi per formare la figura di un’Aquila millenaria.Il dettaglio più straordinario emerge quando la creatura inizia a parlare. Dante nota un paradosso grammaticale: l’Aquila si esprime usando i pronomi "Io" e "Mio", ma il suo pensiero reale è un "Noi" e un "Nostro". Le singole identità non si annullano, ma si coordinano per manifestare una coscienza unica e superiore.Sette secoli prima della nascita dell’informatica, Dante descrive la Swarm Intelligence (Intelligenza Collettiva) e il concetto di comportamento emergente. Proprio come nelle moderne reti neurali o nei sistemi IA multi-agente, singoli nodi indipendenti – guidati da regole condivise – si connettono tra loro per generare una super-intelligenza centralizzata, capace di elaborare pensieri altrimenti impossibili per il singolo individuo.

L'Orologio dei Sapienti e il Determinismo Algoritmico

Nei Canti X e XIII del Paradiso, nel cielo del Sole, Dante descrive le anime dei sapienti che danzano disponendosi in corone concentriche. Il loro movimento rotatorio, perfetto e sincronizzato, viene paragonato dal poeta al meccanismo interno di un orologio sincronizzato per la preghiera: «che l'una parte l'altra tira e urge / tin tin sonando con sì dolce nota».Questa immagine anticipa l'idea moderna di automazione, loop di esecuzione e determinismo algoritmico. Le anime agiscono come ingranaggi perfetti di un software celeste, prive di errore umano poiché guidate da un input superiore (la Grazia). È la prima rappresentazione letteraria di un'armonia computazionale, dove regole codificate rigide si traducono in un movimento collettivo fluido, efficiente e infallibile.

Nei Canti XVIII, XIX e XX del Paradiso, Dante assiste a un prodigio visivo e concettuale: migliaia di anime di spiriti giusti si muovono in perfetta sincronia, unendosi per formare la figura di un’Aquila millenaria.Il dettaglio più straordinario emerge quando la creatura inizia a parlare. Dante nota un paradosso grammaticale: l’Aquila si esprime usando i pronomi "Io" e "Mio", ma il suo pensiero reale è un "Noi" e un "Nostro". Le singole identità non si annullano, ma si coordinano per manifestare una coscienza unica e superiore.Sette secoli prima della nascita dell’informatica, Dante descrive la Swarm Intelligence (Intelligenza Collettiva) e il concetto di comportamento emergente. Proprio come nelle moderne reti neurali o nei sistemi IA multi-agente, singoli nodi indipendenti – guidati da regole condivise – si connettono tra loro per generare una super-intelligenza centralizzata, capace di elaborare pensieri altrimenti impossibili per il singolo individuo.

L'Aquila di Giove e la Swarm Intelligence

Nei Canti XVIII, XIX e XX del Paradiso, Dante assiste a un prodigio visivo e concettuale: migliaia di anime di spiriti giusti si muovono in perfetta sincronia, unendosi per formare la figura di un’Aquila millenaria.Il dettaglio più straordinario emerge quando la creatura inizia a parlare. Dante nota un paradosso grammaticale: l’Aquila si esprime usando i pronomi "Io" e "Mio", ma il suo pensiero reale è un "Noi" e un "Nostro". Le singole identità non si annullano, ma si coordinano per manifestare una coscienza unica e superiore.Sette secoli prima della nascita dell’informatica, Dante descrive la Swarm Intelligence (Intelligenza Collettiva) e il concetto di comportamento emergente. Proprio come nelle moderne reti neurali o nei sistemi IA multi-agente, singoli nodi indipendenti – guidati da regole condivise – si connettono tra loro per generare una super-intelligenza centralizzata, capace di elaborare pensieri altrimenti impossibili per il singolo individuo.