Storia
dell'arte
Leone Rita Rococò, Vedutismo del ‘700, Neoclassicismo, Romanticismo
Periodizzazione
I) le culture primitive e arcaiche: comprendono le prime manifestazioni artistiche
conosciute dell’età preistorica, e quelle delle grandi civiltà dell’antichità, quali l’arte egiziana, l’arte
sumerica, l’arte cretese, l’arte micenea, ecc.; questo periodo copre un arco di tempo molto ampio: va dal
30.000 a.C. fino al 1000 a.C. circa.
II) le culture classiche: comprendono le manifestazioni artistiche nate in Grecia e di lì
diffusesi in tutto l’Occidente prima con le conquiste di Alessandro Magno e poi con l’impero romano;
questo periodo va all’incirca dal 1000 a.C. alla caduta dell’impero romano avvenuta nel 476 e viene in
genere diviso in tre grandi periodi: l’arte greca, l’arte ellenistica, l’arte romana.
III) le culture medievali: comprendono i fenomeni artistici che hanno contraddistinto
l’Europa dal crollo dell’impero romano d’occidente alla nascita dell’umanesimo; è un arco temporale di
circa mille anni, che va dalla caduta dell’impero romano (476) giunge fino agli inizi del 1400. In genere
viene diviso in due grandi blocchi: il periodo fino all’anno Mille viene definito «alto medioevo», il periodo
dopo l’anno Mille è invece chiamato «basso medioevo».
IV) le culture moderne: prendono avvio con l’umanesimo e il rinascimento, per giungere fino
ai giorni nostri. Questo periodo, quindi, copre l’arco temporale dal 1400 ad oggi, e vede il susseguirsi di
numerosissimi periodi: l’arte rinascimentale e manieristica che giunge fino alla fine del XVI secolo, l’arte
barocca che va dagli inizi del Seicento alla metà del Settecento, l’arte neoclassica che copre la seconda
metà del Settecento ai primi decenni dell’Ottocento, l’arte romantica che si sviluppa nella prima metà
dell’Ottocento, e così via.
Il nome "Rococò" deriva dal termine francese "Rocaille", utilizzato per
indicare le rocce artificiali usate per decorare fontane e grotte.
Il nome venne utilizzato per la prima volta nel XVIII secolo dalla critica
contemporanea, come termine peggiorativo, per sottolineare l'eccessiva
elaborazione dello stile formale e decorativo, ma un po' pesante utilizzato
alla corte di Luigi XIV a Versailles.
Oltre ai pittori furono impegnati a fondo gli ornatisti, gli stuccatori, gli
argentieri, gli ebanisti i creatori di mobili, di specchi, cornici, tessuti ed arazzi. Con il termine rococò si intende l’arte che si sviluppa in
Europa nella prima metà del Settecento. Tra barocco e
rococò vi sono molti aspetti omogenei, soprattutto per
l’identico atteggiamento di privilegiare una decorazione
eccessiva e ridondante, ma vi sono anche delle notevoli
differenze. In realtà i tempi sono diversi, e il XVIII secolo si
presenta con caratteri molto diversi dal secolo precedente,
e ciò non poteva non produrre modifiche anche nell’arte.
In pratica il Settecento è decisamente un secolo più laico
rispetto al precedente. Ed anche l’arte si appresta, in quanto
interprete dei tempi, a divenire più laica.Ma le trasformazioni del XVIII secolo non riguardarono solo la
chiesa. Di fatto si produsse, in campo sociale, un’altra
importantissima trasformazione: il declino sempre più
evidente dell’aristocrazia, a favore di nuove classi sociali
emergenti (in particolare la grande borghesia) che
acquisteranno sempre più il ruolo di egemonia politica. Così sia il clero sia la nobiltà, che avevano retto le sorti
dell’Europa fino ad allora, cominciarono a declinare, fino alla
definitiva crisi aperta dalla Rivoluzione Francese alla fine del
secolo. Tuttavia il percorso fu diverso: per quasi tutto il XVIII secolo
l’aristocrazia mantenne, seppure in posizione di declino, la
sua posizione di monopolio sociale. Ed infatti l’arte del XVIII
secolo, soprattutto nella prima metà del secolo, fu
soprattutto laica, mondana ed aristocratica. E così fu lo stile
rococò: laico, mondano ed aristocratico. Niente più
atmosfere cupe ed angosciose, ancora memore di
reminescenze caravaggesche, ma colori vivaci, scene chiare,
immagini di gioiosa allegria e vitalità. Ma rispetto al barocco,
la base estetica rimase la stessa: l’arte è solo e soprattutto
decorazione. È un qualcosa che si aggiunge per abbellire.
La pittura rococò
La pittura del periodo rococò ebbe delle caratteristiche
stilistiche ben precise: innanzitutto l’uso dei motivi che
avevano fatto la fortuna del barocco: linee curve, serpentine,
spirali, eccetera. Altra caratteristica fu soprattutto il ricorso a
colori chiari su tonalità pastello: i rosa e i celesti sono sempre
presenti.Con la pittura rococò nasce, in effetti, la pittura degli
attimi fuggenti. Una pittura che non vuole raccontare
storie, ma vuole comunicare emozioni e sensazioni. In
genere queste sensazioni sono sempre di tipo mondano:
sono le sensazioni che vivono chi fa la dolce vita degli
aristocratici. Feste, balletti, concerti, spettacoli, pranzi
all’aperto, battute di caccia, momenti di corteggiamento
sono i soggetti che più frequentemente si trovano nei
quadri rococò. Il pittore che inaugurò questo genere di
soggetti fu il francese Jean-Antoine Watteau, così come,
dopo di lui, i maggiori interpreti della pittura rococò
furono soprattutto due pittori francesi: François Boucher
e Jean-Honoré Fragonard.
Un dipinto che all'apparenza potrebbe non avere significato: potrebbe trattarsi di una semplice scenetta di vita quotidiana della classe nobiliare del Settecento francese, che era usa passare le proprie giornate tra ozio e divertimenti, e presso la quale l'infedeltà coniugale non era di certo rara. Tuttavia alcuni interpreti pensano che il dipinto possa avere un significato allegorico perché l'altalena potrebbe essere simbolo della volubilità della donna nell'amore. Potrebbe non essere un caso il fatto che le statue siano quelle di Cupido (a sinistra) e di due amorini che tengono un delfino, animale spesso associato alla dea Venere e simbolo, in questi contesti, della passione amorosa.
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Il vedutismo
Con il termine vedutismo si indica il genere pittorico nato nel XVIII secolo e dedicato alla ripresa fedele di paesaggi e scorci urbani. Il vedutismo conobbe un grande successo a Venezia durante il Settecento: le ragioni di tale successo sono da cercarsi soprattutto nell’usanza del Grand Tour: si indicava con questo termine il viaggio compiuto dai giovani rampolli della nobiltà europea alla scoperta del continente, spesso con la guida di un precettore, e che aveva come meta preferita proprio l’Italia (leggi qui la recensione della grande mostra sul Grand Tour a Milano del 2021-2022). Chi compiva il Grand Tour era desideroso di portare con sé, in patria, un ricordo della propria esperienza: e spesso le scelte cadevano o sui ritratti, come quelli “inventati” da Pompeo Batoni, nei quali il soggetto era raffigurato sullo sfondo di rovine antiche, su scorci di città italiane, oppure su vedute di città (e il termine vedutismo infatti deriva, appunto, dalla parola “veduta”). Il fatto che il vedutismo trovasse terreno fertile a Venezia si spiega con il fatto che la città era una delle più gettonate in Italia da parte di questi ricchi committenti, che diventarono anche responsabili della diffusione di queste opere in patria: furono molti i committenti, anche in questo caso soprattutto inglesi, che dall’estero richiedevano opere ai maggiori artisti italiani del tempo.
Il vedutismo inoltre trovava i suoi presupposti anche nella filosofia illuminista, che si proponeva di indagare la realtà nel modo più oggettivo possibile: in effetti la pittura vedutista rispondeva perfettamente ai principî di questo modo di pensare, proprio perché le vedute erano uno specchio fedele di ciò che i pittori vedevano davanti a sé. La stessa abitudine del Grand Tour si diffuse grazie alla filosofia illuminista: scopo del viaggio era infatti quello di conoscere. Tuttavia, il vedutismo non fu genere che nacque nel Settecento (benché nel XVIII secolo conoscesse la sua maggiore diffusione).
Van Wittel dipinse questo soggetto molte volte, variando leggermente l'angolazione (da sud, da est o da ovest) e il formato (olio su tela o tempera su pergamena):Galleria Nazionale d'Arte Antica (Palazzo Barberini, Roma): Conserva una splendida versione del 1707 (olio su tela).Palazzo Colonna (Roma): La collezione della famiglia Colonna, che fu tra i suoi massimi mecenati, ospita diverse sue tempere e vedute romane.Collezioni Private e Aste Intenzionali: Molte varianti del Colosseo (come le versioni del 1711 o del 1716) sono passate nel corso degli anni attraverso aste importanti come Sotheby's e Christie's, superando spesso quotazioni da milioni di euro.
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NEOCLASSICISMO (1750-1815)
La vicenda del neoclassicismo inizia alla metà del XVIII secolo (1750), per concludersi
con la fine dell’impero napoleonico nel 1815.Ciò che contraddistinse lo stile artistico di quegli anni fu l’adesione ai principi
dell’arte classica. Quei principi di armonia, equilibrio, compostezza, proporzione,
serenità, che erano presenti nell’arte degli antichi greci e degli antichi romani che,
proprio in questo periodo, fu riscoperta e ristudiata con maggior attenzione ed
interesse grazie alle numerose scoperte archeologiche. I caratteri principali del neoclassicismo sono diversi:
1. esprime il rifiuto dell’arte barocca e della sua eccessiva irregolarità;
2. fu un movimento teorico, grazie soprattutto al Winckelmann che teorizzò il ritorno al
principio classico del «bello ideale»;
3. fu una riscoperta dei valori etici della romanità, e ciò soprattutto in David e negli
intellettuali della Rivoluzione Francese;
4. fu l’immagine del potere imperiale di Napoleone che ai segni della romanità affidava
la consacrazione dei suoi successi politico-militari;
5. fu un vasto movimento di gusto che finì per riempire con i suoi segni anche gli oggetti
d’uso e d’arredamento.
I principali protagonisti del neoclassicismo furono il:
pittori, storici e teorici d’arte
Anton Raphael Mengs (1728-1779), Johann Joachim Winckelmann (1717-1768),
gli scultori :
Antonio Canova (1757-1822) e Bertel Thorvaldsen (1770-1844),
il pittori:
Francese, Jacques-Louis David (1748-1825),
Italiani, Andrea Appiani (1754-1817) e Vincenzo Camuccini (1771-1844)
Le teorie e lo stile
Le scoperte archeologiche
XVIII
Ercolano, Pompei, Villa Adriana a Tivoli i templi greci di Paestum; ed
infine giunsero dalla Grecia numerosi reperti archeologici che
finirono nei principali musei europei: a Londra, Parigi, Monaco.
Massimo teorico del neoclassicismo fu il Winckelmann. Nel 1755 pubblicava le
Considerazioni sull’imitazione delle opere greche nella pittura e nella scultura, nel
1763 pubblicava la Storia dell’arte nell’antichità. In questi scritti egli affermava il
primato dello stile classico (soprattutto greco che lui idealizzava al di là della realtà
storica), quale mezzo per ottenere la bellezza «ideale» contraddistinta da «nobile
semplicità e calma grandezza». Winckelmann considerava l’arte come espressione di
«un’idea concepita senza il soccorso dei sensi». Un’arte, quindi, tutta cerebrale e
razionale, purificata dalle passioni e fondata su canoni di bellezza astratta. Le sue
teorie artistiche trovarono un riscontro immediato nell’attività scultorea di Antonio
Canova e di Thorvaldsen.
Pietro da Cortona, Trionfo della Divina Provvidenza, 1633-39, Salone di Palazzo Barberini, Roma
premere i pulsanti grigi per vvisualizzare la spiegazione
Il Romanticismo
Il romanticismo è un movimento artistico dai contorni meno definiti
rispetto al neoclassicismo.
Benché si affermi in Europa dopo che il neoclassicismo ha esaurito la sua
vitalità, ossia intorno al 1830, in realtà era nato molto prima. Le prime
tematiche che lo preannunciavano sorsero già verso la metà del XVIII
secolo. Esse, tuttavia, rimasero in incubazione durante tutto lo sviluppo
del neoclassicismo, per riapparire e consolidarsi solo nei primi decenni
dell’Ottocento. Il romanticismo ha poi cominciato ad affievolirsi verso la
metà del XIX secolo, anche se alcune sue suggestioni e propaggini
giungono fino alla fine del secolo.
Differenze Romanticismo e Neoclassicismo
Il neoclassicismo dà importanza alla razionalità umana;
Il romanticismo rivaluta la sfera del sentimento, della passione ed anche
della irrazionalità.
Il neoclassicismo è profondamente laico e persino ateo;
Il romanticismo è un movimento di grandi suggestioni religiose.
Il neoclassicismo aveva preso come riferimento la storia classica;
Il romanticismo invece, guarda alla storia del medioevo, rivalutando questo
periodo che, fino ad allora, era stato considerato buio e barbarico.
Infine, mentre il neoclassicismo impostava la pratica artistica sulle regole e
sul metodo, il romanticismo rivalutava l’ispirazione ed il genio individuale.
È da considerare, inoltre che, mentre il neoclassicismo è uno stile
internazionale, ed in ciò rifiuta le espressioni locali considerandole
folkloristiche, ossia di livello inferiore, il romanticismo si presenta con
caratteristiche differenziate da nazione a nazione. Così, di fatto, risultano
differenti il romanticismo inglese da quello francese, o il
romanticismo italiano da quello tedesco, e così via.
Il romanticismo, in realtà, a differenza del neoclassicismo, non è uno
stile, in quanto non si fonda su dei principi formali definiti. Esso può essere
invece considerato una poetica, in quanto, più che alla omogeneità
stilistica, tende alla omogeneità dei contenuti. Questi contenuti della
poetica romantica sono sintetizzabili in quattro grandi categorie:
1. l’armonia dell’uomo nella natura
2. il sentimento della religione
3. la rivalutazione dei caratteri nazionali dei popoli
4. il riferimento alle storie del medioevo. La natura non produce il bello, ma
produce immagini che possono ispirare
due sentimenti fondamentali: il
pittoresco o il sublime.
Il Bacio di Francesco Hayez
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Grazie
Storia
RITA LEONE
Created on May 15, 2026
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Storia
dell'arte
Leone Rita Rococò, Vedutismo del ‘700, Neoclassicismo, Romanticismo
Periodizzazione
I) le culture primitive e arcaiche: comprendono le prime manifestazioni artistiche conosciute dell’età preistorica, e quelle delle grandi civiltà dell’antichità, quali l’arte egiziana, l’arte sumerica, l’arte cretese, l’arte micenea, ecc.; questo periodo copre un arco di tempo molto ampio: va dal 30.000 a.C. fino al 1000 a.C. circa. II) le culture classiche: comprendono le manifestazioni artistiche nate in Grecia e di lì diffusesi in tutto l’Occidente prima con le conquiste di Alessandro Magno e poi con l’impero romano; questo periodo va all’incirca dal 1000 a.C. alla caduta dell’impero romano avvenuta nel 476 e viene in genere diviso in tre grandi periodi: l’arte greca, l’arte ellenistica, l’arte romana. III) le culture medievali: comprendono i fenomeni artistici che hanno contraddistinto l’Europa dal crollo dell’impero romano d’occidente alla nascita dell’umanesimo; è un arco temporale di circa mille anni, che va dalla caduta dell’impero romano (476) giunge fino agli inizi del 1400. In genere viene diviso in due grandi blocchi: il periodo fino all’anno Mille viene definito «alto medioevo», il periodo dopo l’anno Mille è invece chiamato «basso medioevo». IV) le culture moderne: prendono avvio con l’umanesimo e il rinascimento, per giungere fino ai giorni nostri. Questo periodo, quindi, copre l’arco temporale dal 1400 ad oggi, e vede il susseguirsi di numerosissimi periodi: l’arte rinascimentale e manieristica che giunge fino alla fine del XVI secolo, l’arte barocca che va dagli inizi del Seicento alla metà del Settecento, l’arte neoclassica che copre la seconda metà del Settecento ai primi decenni dell’Ottocento, l’arte romantica che si sviluppa nella prima metà dell’Ottocento, e così via.
Il nome "Rococò" deriva dal termine francese "Rocaille", utilizzato per indicare le rocce artificiali usate per decorare fontane e grotte. Il nome venne utilizzato per la prima volta nel XVIII secolo dalla critica contemporanea, come termine peggiorativo, per sottolineare l'eccessiva elaborazione dello stile formale e decorativo, ma un po' pesante utilizzato alla corte di Luigi XIV a Versailles. Oltre ai pittori furono impegnati a fondo gli ornatisti, gli stuccatori, gli argentieri, gli ebanisti i creatori di mobili, di specchi, cornici, tessuti ed arazzi. Con il termine rococò si intende l’arte che si sviluppa in Europa nella prima metà del Settecento. Tra barocco e rococò vi sono molti aspetti omogenei, soprattutto per l’identico atteggiamento di privilegiare una decorazione eccessiva e ridondante, ma vi sono anche delle notevoli differenze. In realtà i tempi sono diversi, e il XVIII secolo si presenta con caratteri molto diversi dal secolo precedente, e ciò non poteva non produrre modifiche anche nell’arte.
In pratica il Settecento è decisamente un secolo più laico rispetto al precedente. Ed anche l’arte si appresta, in quanto interprete dei tempi, a divenire più laica.Ma le trasformazioni del XVIII secolo non riguardarono solo la chiesa. Di fatto si produsse, in campo sociale, un’altra importantissima trasformazione: il declino sempre più evidente dell’aristocrazia, a favore di nuove classi sociali emergenti (in particolare la grande borghesia) che acquisteranno sempre più il ruolo di egemonia politica. Così sia il clero sia la nobiltà, che avevano retto le sorti dell’Europa fino ad allora, cominciarono a declinare, fino alla definitiva crisi aperta dalla Rivoluzione Francese alla fine del secolo. Tuttavia il percorso fu diverso: per quasi tutto il XVIII secolo l’aristocrazia mantenne, seppure in posizione di declino, la sua posizione di monopolio sociale. Ed infatti l’arte del XVIII secolo, soprattutto nella prima metà del secolo, fu soprattutto laica, mondana ed aristocratica. E così fu lo stile rococò: laico, mondano ed aristocratico. Niente più atmosfere cupe ed angosciose, ancora memore di reminescenze caravaggesche, ma colori vivaci, scene chiare, immagini di gioiosa allegria e vitalità. Ma rispetto al barocco, la base estetica rimase la stessa: l’arte è solo e soprattutto decorazione. È un qualcosa che si aggiunge per abbellire.
La pittura rococò
La pittura del periodo rococò ebbe delle caratteristiche stilistiche ben precise: innanzitutto l’uso dei motivi che avevano fatto la fortuna del barocco: linee curve, serpentine, spirali, eccetera. Altra caratteristica fu soprattutto il ricorso a colori chiari su tonalità pastello: i rosa e i celesti sono sempre presenti.Con la pittura rococò nasce, in effetti, la pittura degli attimi fuggenti. Una pittura che non vuole raccontare storie, ma vuole comunicare emozioni e sensazioni. In genere queste sensazioni sono sempre di tipo mondano: sono le sensazioni che vivono chi fa la dolce vita degli aristocratici. Feste, balletti, concerti, spettacoli, pranzi all’aperto, battute di caccia, momenti di corteggiamento sono i soggetti che più frequentemente si trovano nei quadri rococò. Il pittore che inaugurò questo genere di soggetti fu il francese Jean-Antoine Watteau, così come, dopo di lui, i maggiori interpreti della pittura rococò furono soprattutto due pittori francesi: François Boucher e Jean-Honoré Fragonard.
Un dipinto che all'apparenza potrebbe non avere significato: potrebbe trattarsi di una semplice scenetta di vita quotidiana della classe nobiliare del Settecento francese, che era usa passare le proprie giornate tra ozio e divertimenti, e presso la quale l'infedeltà coniugale non era di certo rara. Tuttavia alcuni interpreti pensano che il dipinto possa avere un significato allegorico perché l'altalena potrebbe essere simbolo della volubilità della donna nell'amore. Potrebbe non essere un caso il fatto che le statue siano quelle di Cupido (a sinistra) e di due amorini che tengono un delfino, animale spesso associato alla dea Venere e simbolo, in questi contesti, della passione amorosa.
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Il vedutismo
Con il termine vedutismo si indica il genere pittorico nato nel XVIII secolo e dedicato alla ripresa fedele di paesaggi e scorci urbani. Il vedutismo conobbe un grande successo a Venezia durante il Settecento: le ragioni di tale successo sono da cercarsi soprattutto nell’usanza del Grand Tour: si indicava con questo termine il viaggio compiuto dai giovani rampolli della nobiltà europea alla scoperta del continente, spesso con la guida di un precettore, e che aveva come meta preferita proprio l’Italia (leggi qui la recensione della grande mostra sul Grand Tour a Milano del 2021-2022). Chi compiva il Grand Tour era desideroso di portare con sé, in patria, un ricordo della propria esperienza: e spesso le scelte cadevano o sui ritratti, come quelli “inventati” da Pompeo Batoni, nei quali il soggetto era raffigurato sullo sfondo di rovine antiche, su scorci di città italiane, oppure su vedute di città (e il termine vedutismo infatti deriva, appunto, dalla parola “veduta”). Il fatto che il vedutismo trovasse terreno fertile a Venezia si spiega con il fatto che la città era una delle più gettonate in Italia da parte di questi ricchi committenti, che diventarono anche responsabili della diffusione di queste opere in patria: furono molti i committenti, anche in questo caso soprattutto inglesi, che dall’estero richiedevano opere ai maggiori artisti italiani del tempo. Il vedutismo inoltre trovava i suoi presupposti anche nella filosofia illuminista, che si proponeva di indagare la realtà nel modo più oggettivo possibile: in effetti la pittura vedutista rispondeva perfettamente ai principî di questo modo di pensare, proprio perché le vedute erano uno specchio fedele di ciò che i pittori vedevano davanti a sé. La stessa abitudine del Grand Tour si diffuse grazie alla filosofia illuminista: scopo del viaggio era infatti quello di conoscere. Tuttavia, il vedutismo non fu genere che nacque nel Settecento (benché nel XVIII secolo conoscesse la sua maggiore diffusione).
Van Wittel dipinse questo soggetto molte volte, variando leggermente l'angolazione (da sud, da est o da ovest) e il formato (olio su tela o tempera su pergamena):Galleria Nazionale d'Arte Antica (Palazzo Barberini, Roma): Conserva una splendida versione del 1707 (olio su tela).Palazzo Colonna (Roma): La collezione della famiglia Colonna, che fu tra i suoi massimi mecenati, ospita diverse sue tempere e vedute romane.Collezioni Private e Aste Intenzionali: Molte varianti del Colosseo (come le versioni del 1711 o del 1716) sono passate nel corso degli anni attraverso aste importanti come Sotheby's e Christie's, superando spesso quotazioni da milioni di euro.
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NEOCLASSICISMO (1750-1815)
La vicenda del neoclassicismo inizia alla metà del XVIII secolo (1750), per concludersi con la fine dell’impero napoleonico nel 1815.Ciò che contraddistinse lo stile artistico di quegli anni fu l’adesione ai principi dell’arte classica. Quei principi di armonia, equilibrio, compostezza, proporzione, serenità, che erano presenti nell’arte degli antichi greci e degli antichi romani che, proprio in questo periodo, fu riscoperta e ristudiata con maggior attenzione ed interesse grazie alle numerose scoperte archeologiche. I caratteri principali del neoclassicismo sono diversi: 1. esprime il rifiuto dell’arte barocca e della sua eccessiva irregolarità; 2. fu un movimento teorico, grazie soprattutto al Winckelmann che teorizzò il ritorno al principio classico del «bello ideale»; 3. fu una riscoperta dei valori etici della romanità, e ciò soprattutto in David e negli intellettuali della Rivoluzione Francese; 4. fu l’immagine del potere imperiale di Napoleone che ai segni della romanità affidava la consacrazione dei suoi successi politico-militari; 5. fu un vasto movimento di gusto che finì per riempire con i suoi segni anche gli oggetti d’uso e d’arredamento.
I principali protagonisti del neoclassicismo furono il: pittori, storici e teorici d’arte Anton Raphael Mengs (1728-1779), Johann Joachim Winckelmann (1717-1768), gli scultori : Antonio Canova (1757-1822) e Bertel Thorvaldsen (1770-1844), il pittori: Francese, Jacques-Louis David (1748-1825), Italiani, Andrea Appiani (1754-1817) e Vincenzo Camuccini (1771-1844)
Le teorie e lo stile
Le scoperte archeologiche XVIII Ercolano, Pompei, Villa Adriana a Tivoli i templi greci di Paestum; ed infine giunsero dalla Grecia numerosi reperti archeologici che finirono nei principali musei europei: a Londra, Parigi, Monaco.
Massimo teorico del neoclassicismo fu il Winckelmann. Nel 1755 pubblicava le Considerazioni sull’imitazione delle opere greche nella pittura e nella scultura, nel 1763 pubblicava la Storia dell’arte nell’antichità. In questi scritti egli affermava il primato dello stile classico (soprattutto greco che lui idealizzava al di là della realtà storica), quale mezzo per ottenere la bellezza «ideale» contraddistinta da «nobile semplicità e calma grandezza». Winckelmann considerava l’arte come espressione di «un’idea concepita senza il soccorso dei sensi». Un’arte, quindi, tutta cerebrale e razionale, purificata dalle passioni e fondata su canoni di bellezza astratta. Le sue teorie artistiche trovarono un riscontro immediato nell’attività scultorea di Antonio Canova e di Thorvaldsen.
Pietro da Cortona, Trionfo della Divina Provvidenza, 1633-39, Salone di Palazzo Barberini, Roma
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Il Romanticismo
Il romanticismo è un movimento artistico dai contorni meno definiti rispetto al neoclassicismo. Benché si affermi in Europa dopo che il neoclassicismo ha esaurito la sua vitalità, ossia intorno al 1830, in realtà era nato molto prima. Le prime tematiche che lo preannunciavano sorsero già verso la metà del XVIII secolo. Esse, tuttavia, rimasero in incubazione durante tutto lo sviluppo del neoclassicismo, per riapparire e consolidarsi solo nei primi decenni dell’Ottocento. Il romanticismo ha poi cominciato ad affievolirsi verso la metà del XIX secolo, anche se alcune sue suggestioni e propaggini giungono fino alla fine del secolo.
Differenze Romanticismo e Neoclassicismo
Il neoclassicismo dà importanza alla razionalità umana; Il romanticismo rivaluta la sfera del sentimento, della passione ed anche della irrazionalità. Il neoclassicismo è profondamente laico e persino ateo; Il romanticismo è un movimento di grandi suggestioni religiose. Il neoclassicismo aveva preso come riferimento la storia classica; Il romanticismo invece, guarda alla storia del medioevo, rivalutando questo periodo che, fino ad allora, era stato considerato buio e barbarico. Infine, mentre il neoclassicismo impostava la pratica artistica sulle regole e sul metodo, il romanticismo rivalutava l’ispirazione ed il genio individuale. È da considerare, inoltre che, mentre il neoclassicismo è uno stile internazionale, ed in ciò rifiuta le espressioni locali considerandole folkloristiche, ossia di livello inferiore, il romanticismo si presenta con caratteristiche differenziate da nazione a nazione. Così, di fatto, risultano differenti il romanticismo inglese da quello francese, o il romanticismo italiano da quello tedesco, e così via.
Il romanticismo, in realtà, a differenza del neoclassicismo, non è uno stile, in quanto non si fonda su dei principi formali definiti. Esso può essere invece considerato una poetica, in quanto, più che alla omogeneità stilistica, tende alla omogeneità dei contenuti. Questi contenuti della poetica romantica sono sintetizzabili in quattro grandi categorie: 1. l’armonia dell’uomo nella natura 2. il sentimento della religione 3. la rivalutazione dei caratteri nazionali dei popoli 4. il riferimento alle storie del medioevo. La natura non produce il bello, ma produce immagini che possono ispirare due sentimenti fondamentali: il pittoresco o il sublime.
Il Bacio di Francesco Hayez
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