Catullo, Liber, carme 86: Odi et amo
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Contesto
Metro
Catullo si rivolge, dialogando, ad un interlocutore non meglio specificato (forse sè stesso, come se si guardasse dall'esterno). Il quare richiama un interrogativo filosofico, che resta però irrisolto: il poeta, sofferente e "preda" della passione amorosa, analizza le sue emozioni, senza riuscire a comprenderle e rimanendo da esse dilaniato.
Figure retoriche
Traduzioni a confronto
LESSICO
Analisi
Gli epigrammi
In che punto del Liber ci troviamo?
Ci troviamo nella sezione degli epigrammi, ultima sezione del Liber, che comprende i carmi dall'81 al 116. Si tratta di componimenti in distici elegiaci, caratterizzati da toni variabili, che spaziano dall’ironico al sentimentale.
Epigramma: componimento poetico breve, di origine greca. Nasce come iscrizione su pietra (funeraria o votiva), ma con gli alessandrini diventa un genere letterario pluritematico, breve ed elegante, spesso dedicato alla trattazione di riflessioni personali.
Distico elegiaco
Forma metrica nata in Grecia. È formata da due versi (perciò il termine distico) e viene utilizzata nelle elegie. I romani lo utilizzeranno nella stesura di componimenti di carattere intimo e personale.
Elegia: genere poetico di origine greca, in origine di argomento e tono vario e poi sempre più improntato ad un tono, meditativo e malinconico, di compianto per una condizione d’infelicità di varia origine (morte o lontananza di persone care, amore non corrisposto, ecc.)
Traduzioni a confronto
Odio e amo. Forse chiederai come sia possibile; non so, ma è proprio così e mi tormento. (S. Quasimodo) Odio e amo. Forse mi chiedi come io faccia.Non so, ma sento che questo mi accade: qui è la mia croce. (F. Della Corte) Odio e amo. Come sia non so dire. Ma tu mi vedi qui crocifissoAl mio odio e amore. (G. Ceronetti)
Figure retoriche
- Ossimoro: "Odi et amo...". Il poeta costruisce il suo componimento su due sentimenti contrastanti: odio e amore. Questa opposizione concettuale rappresenta la spaccatura che si crea nell'animo del poeta, quando il suo foedus è infranto dall'amante.
- Climax: "Odi et amo ... nescio... sentio... excrucior" il componimento si incentra su un crescendo di concetti e situazioni psicologiche: dapprima il poeta prova emozioni contrastanti (odi et amo), poi non le comprende (nescio), ma le prova (sentio) ed infine ne è dilaniato (excrucior).
Analisi
Odi et amo. Quare id faciam fortasse requiris. Nescio sed fieri sentio et excrucior.
Odi et amo...: Con questo ossimoro, il poeta pone all'attenzione del lettore il suo dissidio interiore. Egli prova emozioni contrastanti che non sono tra loro conciliabili. Odi è un perfetto logico, da tradurre con il presente "odio" Quare id faciam...: "perchè" è in genere la domanda filosofico-razionale per eccellenza; ma Catullo non è un filosofo: vinto dalle passioni, il suo quesito resterà insoluto. Requiris...: il poeta si rivolge ad un "tu" non meglio specificato. Forse è in dialogo con sè stesso, come se si osservasse da fuori Nescio sed... sentio...: qui il poeta entra in uno stato di confusione totale: non comprende "la ragione del suo sentire", ma si accorge della situazione in cui si trova. Fieri...: il verbo significa "accadere" e sottolinea che questo stato emotivo è al di fuori del controllo del poeta. Catullo passa da persona che riflette (come indicato dal precedente faciam) e si interroga a "vittima" degli eventi, in un progressivo svanire della razionalità. Excrucior...: in chiusura, il poeta utilizza un verbo medio-passivo, a conferma che si tratta di un'azione subita. Il verbo richiama l'idea della crocifissione.
Lessico
Odi et amo. Quare id faciam fortasse requiris. Nescio sed fieri sentio et excrucior.
Lessico del dolore Lessico del dubbio Lessico del "subire"
Odi et amo
Elisa Ingrosso
Created on May 13, 2026
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Catullo, Liber, carme 86: Odi et amo
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Contesto
Metro
Catullo si rivolge, dialogando, ad un interlocutore non meglio specificato (forse sè stesso, come se si guardasse dall'esterno). Il quare richiama un interrogativo filosofico, che resta però irrisolto: il poeta, sofferente e "preda" della passione amorosa, analizza le sue emozioni, senza riuscire a comprenderle e rimanendo da esse dilaniato.
Figure retoriche
Traduzioni a confronto
LESSICO
Analisi
Gli epigrammi
In che punto del Liber ci troviamo?
Ci troviamo nella sezione degli epigrammi, ultima sezione del Liber, che comprende i carmi dall'81 al 116. Si tratta di componimenti in distici elegiaci, caratterizzati da toni variabili, che spaziano dall’ironico al sentimentale.
Epigramma: componimento poetico breve, di origine greca. Nasce come iscrizione su pietra (funeraria o votiva), ma con gli alessandrini diventa un genere letterario pluritematico, breve ed elegante, spesso dedicato alla trattazione di riflessioni personali.
Distico elegiaco
Forma metrica nata in Grecia. È formata da due versi (perciò il termine distico) e viene utilizzata nelle elegie. I romani lo utilizzeranno nella stesura di componimenti di carattere intimo e personale.
Elegia: genere poetico di origine greca, in origine di argomento e tono vario e poi sempre più improntato ad un tono, meditativo e malinconico, di compianto per una condizione d’infelicità di varia origine (morte o lontananza di persone care, amore non corrisposto, ecc.)
Traduzioni a confronto
Odio e amo. Forse chiederai come sia possibile; non so, ma è proprio così e mi tormento. (S. Quasimodo) Odio e amo. Forse mi chiedi come io faccia.Non so, ma sento che questo mi accade: qui è la mia croce. (F. Della Corte) Odio e amo. Come sia non so dire. Ma tu mi vedi qui crocifissoAl mio odio e amore. (G. Ceronetti)
Figure retoriche
Analisi
Odi et amo. Quare id faciam fortasse requiris. Nescio sed fieri sentio et excrucior.
Odi et amo...: Con questo ossimoro, il poeta pone all'attenzione del lettore il suo dissidio interiore. Egli prova emozioni contrastanti che non sono tra loro conciliabili. Odi è un perfetto logico, da tradurre con il presente "odio" Quare id faciam...: "perchè" è in genere la domanda filosofico-razionale per eccellenza; ma Catullo non è un filosofo: vinto dalle passioni, il suo quesito resterà insoluto. Requiris...: il poeta si rivolge ad un "tu" non meglio specificato. Forse è in dialogo con sè stesso, come se si osservasse da fuori Nescio sed... sentio...: qui il poeta entra in uno stato di confusione totale: non comprende "la ragione del suo sentire", ma si accorge della situazione in cui si trova. Fieri...: il verbo significa "accadere" e sottolinea che questo stato emotivo è al di fuori del controllo del poeta. Catullo passa da persona che riflette (come indicato dal precedente faciam) e si interroga a "vittima" degli eventi, in un progressivo svanire della razionalità. Excrucior...: in chiusura, il poeta utilizza un verbo medio-passivo, a conferma che si tratta di un'azione subita. Il verbo richiama l'idea della crocifissione.
Lessico
Odi et amo. Quare id faciam fortasse requiris. Nescio sed fieri sentio et excrucior.
Lessico del dolore Lessico del dubbio Lessico del "subire"