Relazione di Fine Percorso
Il mio percorso al Besta
Istituto Professionale per i Servizi Socio-Sanitari
Benedetta Lois Sacali
Chi sono: 5 anni di crescita
In questi cinque anni sono cambiata molto.Sono entrata timida e oggi mi sento pronta ad aiutare gli altri.- Inizio: ero insicura e chiusa.
- Percorso: ho imparato tante cose
- Oggi: so chi sono e che posso fare molte cose.
This is an index
1. I diritti dei bambini
2. Rosso Malpelo (un bambino solo e sfruttato)
3. La prima infanzia
4. La disabilità
5. Il mio tirocinio
6. Conclusioni
I diritti dei bambini
Attraverso la storia dello Zio diritto ho imparato quali sono i Diritti dei bambini e degli adolescenti riconosciuti dalla convenzione ONU del 1989. Tutti i bambini e gli adolescenti devono sapere quali sono i loro diritti, e tutti gli adulti devono rispettarli.
Rosso Malpelo
Attraverso la storia di Rosso Malpelo ho approfondito il tema del lavoro minorile, cioè di tutti i bambini che, ancora oggi sono costretti a lavorare e non possono godere dei loro diritti.
Rosso Malpelo
- scritto da Giovanni Verga;
- è un ragazzino che ha i capelli rossi, è considerato cattivo da tutti (ma questo è un pregiudizio);
- lavorava in una miniera della Sicilia;
- quando muore suo padre diventa ancora più triste e arrabbiato;
- arriva Ranocchio e lui se ne prende cura a modo suo;
- Ranocchio si ammala e muore;
- Malpelo si perde in una galleria e non torna più.
Per aiutare un bambino, dobbiamo fornirgli un ambiente che gli consenta di svilupparsi liberamente.
Maria Montessori
Genially
I primi 5 anni di vita sono importantissimi per la crescita dei bambini
Lo sviluppo dipende:
- dal DNA: cioè dalle informazioni che sono già scritte nelle nostre cellule
- dall'ambiente: solo se ci sono gli stimoli positivi il bambino può sviluppare tutte le sue possibilità
1I
L'attaccamento sicuro
J. Bowlby ci ha insegnato che il bambino ha bisogno di una persona che lo protegga. Se si sente sicuro, avrà il coraggio di esplorare il mondo.
Il ruolo del caregiver (chi si prende cura dei bambini) è essere un porto sicuro dove tornare dopo ogni avventura.
1II
Prendersi cura dei bambini
Sono diventata zia
Mentre studiavo queste cose sono diventata zia, allora ho osservato la crescita della mia nipotina - quando veniva allattata - quando ha iniziato a sorridermi - quando ha iniziato a gattonare - quando ha iniziato a camminare - quando ha iniziato a parlare
Io mi sono presa cura di lei - giocando per aiutarla a scoprire il mondo - leggendo per lei libretti per insegnarle a parlare - coccolandola perchè si sentisse al sicuro.
LA DISABILITA'
La disabilità non è un problema della persona. La disabilità nasce quando l'ambiente circostante mette delle barriere, degli ostacoli, che impediscono di fare le cose come gli altri. Se togliamo quelle barriere e aggiungiamo degli strumenti di aiuto, ognuno può esercitare le proprie abilità.
ho cambiato prospettiva
L'ottica bio-psico-sociale
Permette di guardare la persona in tutte le sue caratteristiche. Per aiutare davvero qualcuno, non basta curare il suo corpo (BIO). Bisogna capire come si sente dentro (PSICO) e fare in modo che non sia mai isolato, ma sia parte di un gruppo (SOCIALE). Solo così tutti possono sentirsi in grado di fare le cose come gli altri.
Il mio corpo (bio)
Come partecipo (psico)
L'ambiente in cui vivo e le relazioni (sociale)
Io ho la sindrome di Down
- I cromosomi sono “pacchetti” che contengono il DNA
- Il DNA contiene le istruzioni per far funzionare il corpo (cioè tutte le informazioni sulla persona, il colore degli occhi, dei capelli, della pelle, ecc...)
- Ogni persona ha 46 cromosomi, 23 provengono dalla mamma, 23 dal papà.
- Nel mio caso io ho un cromosoma in più al numero 21, quindi ogni mia cellula ha 47 cromosomi totali.
Posso fare tantissime cose
Viaggiare e stare con gli amici è quello che mi piace di più!
Sono bravissima anche con il pc e con il cellulare
Il mio lavoro fuori da scuola
Durante il terzo e il quarto anno ho svolto il tirocinio presso lo sportello per le attività produttive del Comune di Treviso, con i malati di Alzheimer e nella biblioteca per ragazzi BRAT. Ho imparato
- ad usare bene il computer
- a comportarmi bene in un ambiente di lavoro
- a rispettare gli orari di lavoro
- a prendermi cura degli anziani
- a prendere il pullman da sola per arrivare in centro a Treviso
- (e anche ad ordinare da sola al bar!)
Lo sportello del comune
Ho inserito tantissimi dati al computer (i nomi e gli indirizzi di bar e ristoranti di Treviso)
Il centro sollievo Auser - progetto "Prendiamoci cura dei Nonni Strani"
Siamo stati dagli anziani malati di Alzheimer, abbiamo fatto il tiramisù e poi lo abbiamo mangiato tutti insieme.
La biblioteca per ragazzi - BRAT
Le mie mansioni: igienizzare e riordinare i libri Cosa ho imparato: la gestione delle responsabilità, il rispetto degli orari, lo spostamento in bus, il lavoro in gruppo con i colleghi.
Conclusione e prospettive
Riflessione finale: In questi 5 anni sono diventata più autonoma, meno timida e più responsabile. Il mio sogno: Dopo la scuola mi piacerebbe avere un lavoro negli asili nido o nelle scuole, per stare insieme ai bambini.
E' stato bellissimo!Grazie di tutto!
Ciascuno di noi nasce con un corpo e una mente unici (ad esempio, avere la Sindrome di Down). Questa è solo una caratteristica, come avere i capelli ricci o gli occhi azzurri.
Se l'ambiente è pieno di facilitatori, io posso partecipare alla vita di tutti i giorni, studiare, fare lo stage e lavorare.
È il mondo in cui viviamo. Può essere pieno di barriere (scale senza scivoli, libri senza immagini, persone che non ascoltano) oppure pieno di facilitatori (mappe visive, computer, amici che aiutano, insegnanti di sostegno).
Il mio percorso al Besta
Teresa Cafagno
Created on May 12, 2026
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Relazione di Fine Percorso
Il mio percorso al Besta
Istituto Professionale per i Servizi Socio-Sanitari
Benedetta Lois Sacali
Chi sono: 5 anni di crescita
In questi cinque anni sono cambiata molto.Sono entrata timida e oggi mi sento pronta ad aiutare gli altri.- Inizio: ero insicura e chiusa.
- Percorso: ho imparato tante cose
- Oggi: so chi sono e che posso fare molte cose.
This is an index
1. I diritti dei bambini
2. Rosso Malpelo (un bambino solo e sfruttato)
3. La prima infanzia
4. La disabilità
5. Il mio tirocinio
6. Conclusioni
I diritti dei bambini
Attraverso la storia dello Zio diritto ho imparato quali sono i Diritti dei bambini e degli adolescenti riconosciuti dalla convenzione ONU del 1989. Tutti i bambini e gli adolescenti devono sapere quali sono i loro diritti, e tutti gli adulti devono rispettarli.
Rosso Malpelo
Attraverso la storia di Rosso Malpelo ho approfondito il tema del lavoro minorile, cioè di tutti i bambini che, ancora oggi sono costretti a lavorare e non possono godere dei loro diritti.
Rosso Malpelo
Per aiutare un bambino, dobbiamo fornirgli un ambiente che gli consenta di svilupparsi liberamente. Maria Montessori
Genially
I primi 5 anni di vita sono importantissimi per la crescita dei bambini
Lo sviluppo dipende:
1I
L'attaccamento sicuro
J. Bowlby ci ha insegnato che il bambino ha bisogno di una persona che lo protegga. Se si sente sicuro, avrà il coraggio di esplorare il mondo. Il ruolo del caregiver (chi si prende cura dei bambini) è essere un porto sicuro dove tornare dopo ogni avventura.
1II
Prendersi cura dei bambini
Sono diventata zia
Mentre studiavo queste cose sono diventata zia, allora ho osservato la crescita della mia nipotina - quando veniva allattata - quando ha iniziato a sorridermi - quando ha iniziato a gattonare - quando ha iniziato a camminare - quando ha iniziato a parlare
Io mi sono presa cura di lei - giocando per aiutarla a scoprire il mondo - leggendo per lei libretti per insegnarle a parlare - coccolandola perchè si sentisse al sicuro.
LA DISABILITA'
La disabilità non è un problema della persona. La disabilità nasce quando l'ambiente circostante mette delle barriere, degli ostacoli, che impediscono di fare le cose come gli altri. Se togliamo quelle barriere e aggiungiamo degli strumenti di aiuto, ognuno può esercitare le proprie abilità.
ho cambiato prospettiva
L'ottica bio-psico-sociale
Permette di guardare la persona in tutte le sue caratteristiche. Per aiutare davvero qualcuno, non basta curare il suo corpo (BIO). Bisogna capire come si sente dentro (PSICO) e fare in modo che non sia mai isolato, ma sia parte di un gruppo (SOCIALE). Solo così tutti possono sentirsi in grado di fare le cose come gli altri.
Il mio corpo (bio)
Come partecipo (psico)
L'ambiente in cui vivo e le relazioni (sociale)
Io ho la sindrome di Down
Posso fare tantissime cose
Viaggiare e stare con gli amici è quello che mi piace di più!
Sono bravissima anche con il pc e con il cellulare
Il mio lavoro fuori da scuola
Durante il terzo e il quarto anno ho svolto il tirocinio presso lo sportello per le attività produttive del Comune di Treviso, con i malati di Alzheimer e nella biblioteca per ragazzi BRAT. Ho imparato
Lo sportello del comune
Ho inserito tantissimi dati al computer (i nomi e gli indirizzi di bar e ristoranti di Treviso)
Il centro sollievo Auser - progetto "Prendiamoci cura dei Nonni Strani"
Siamo stati dagli anziani malati di Alzheimer, abbiamo fatto il tiramisù e poi lo abbiamo mangiato tutti insieme.
La biblioteca per ragazzi - BRAT
Le mie mansioni: igienizzare e riordinare i libri Cosa ho imparato: la gestione delle responsabilità, il rispetto degli orari, lo spostamento in bus, il lavoro in gruppo con i colleghi.
Conclusione e prospettive
Riflessione finale: In questi 5 anni sono diventata più autonoma, meno timida e più responsabile. Il mio sogno: Dopo la scuola mi piacerebbe avere un lavoro negli asili nido o nelle scuole, per stare insieme ai bambini.
E' stato bellissimo!Grazie di tutto!
Ciascuno di noi nasce con un corpo e una mente unici (ad esempio, avere la Sindrome di Down). Questa è solo una caratteristica, come avere i capelli ricci o gli occhi azzurri.
Se l'ambiente è pieno di facilitatori, io posso partecipare alla vita di tutti i giorni, studiare, fare lo stage e lavorare.
È il mondo in cui viviamo. Può essere pieno di barriere (scale senza scivoli, libri senza immagini, persone che non ascoltano) oppure pieno di facilitatori (mappe visive, computer, amici che aiutano, insegnanti di sostegno).