Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

La Nuova Età del Ferro

Francesco Pio Ziella

Created on May 12, 2026

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Momentum: Manager Guide

Corporate Fluid Presentation

Corporate Culture Presentation

Executive Presentation

Professional Presentation

Creative Presentation

Bricks Quiz

Transcript

La Nuova Età

Del

Ferro

Carmen Di Giacomo e Ziella Francesco

Il Chrystal Palace

Il Crystal Palace era un’enorme costruzione di vetro in stile vittoriano, eretta a Londra nel 1851 per ospitare la prima Esposizione Universale. Fu installato a Hyde Park e successivamente smontato e ricostruito a Sydenham Hill nel 1852. È considerato uno degli esempi più celebri di architettura del ferro.

La struttura e l'uso del Chrystal Palace

L’edificio aveva una struttura modulare formata da elementi quadrati ripetuti tra loro. L’uso del ferro permetteva di eliminare grossi pilastri e muri portanti, lasciando spazio a enormi pareti di vetro. La trasparenza della costruzione creava un forte rapporto tra spazio interno ed esterno. Dopo l’Esposizione Universale, il palazzo fu smontato e ricostruito in forma ampliata. La volta a botte venne estesa a tutta la costruzione e furono aggiunte torricelle laterali per immagazzinare l’acqua necessaria alle piante. Nel tempo ospitò esposizioni, manifestazioni sportive e una delle prime mostre sui dinosauri.

Nel 1850 venne organizzato un concorso per costruire il Palazzo delle Esposizioni. Parteciparono circa 240 candidati, ma molti progetti furono considerati irrealizzabili. Joseph Paxton, famoso costruttore di serre, propose una struttura in ferro e vetro composta da elementi prefabbricati prodotti in serie. Grazie a questo sistema, il palazzo venne costruito in soli quattro mesi.

Il concorso e Joseph Paxton

L'incendio del 1936

Nel corso del Novecento l’interesse per edifici di questo tipo diminuì. Durante la Prima guerra mondiale il Crystal Palace venne utilizzato per esercitazioni della marina, mentre nel periodo interbellico ospitò studi televisivi. Il 30 novembre 1936 il Crystal Palace venne distrutto da un violento incendio. Le fiamme si diffusero rapidamente tra gli elementi in legno presenti all’interno dell’edificio. La luce e il fumo erano visibili a chilometri di distanza. Winston Churchill dichiarò che quell’incendio segnava la fine di un’epoca.

La Tour Eiffel

La torre Eiffel è una torre metallica costruita nel 1889 per l’Esposizione Universale di Parigi. Grazie all’uso di nuovi materiali come ferro e acciaio, divenne il simbolo del progresso industriale e dell’architettura moderna. Oggi è il monumento più famoso di Parigi e uno dei simboli della Francia.

La progettazione e la costruzione

La torre venne progettata dagli ingegneri Maurice Koechlin ed Émile Nouguier, dipendenti della Compagnie des Établissements Eiffel, diretta da Gustave Eiffel. L’idea era quella di costruire un enorme pilastro metallico formato da quattro travi reticolari che si congiungevano in cima. Successivamente Stephen Sauvestre modificò il progetto rendendo la torre più elegante e armoniosa. La costruzione iniziò il 28 gennaio 1887. Le fondamenta furono realizzate con enormi blocchi di pietra e cemento, mentre i segmenti metallici venivano preparati con grande precisione nelle acciaierie. Gli operai lavoravano ad altezze elevatissime utilizzando gru, impalcature e reti di sicurezza. La torre crebbe rapidamente fino a diventare l’edificio più alto del mondo.

La struttura e l'inaugurazione

La torre Eiffel fu inaugurata nel 1889 durante l’Esposizione Universale. Gustave Eiffel salì fino alla cima con giornalisti e politici e issò la bandiera francese. Dalla sommità, i visitatori poterono ammirare Parigi da un’altezza mai raggiunta prima. La forma della torre è studiata per resistere al vento. La struttura reticolare in ferro riduce la pressione dell’aria e garantisce stabilità. La sua curvatura non è solo estetica, ma il risultato di calcoli matematici e fisici molto precisi.

La Mole Antonelliana

La Mole Antonelliana è uno dei monumenti più riconoscibili e amati d’Italia, simbolo della città di Torino e punto di riferimento nel panorama architettonico, artistico e culturale nazionale. La sua storia, che affonda le radici nell’Ottocento, è segnata da sfide tecniche, trasformazioni d’uso e una costante reinvenzione del suo significato simbolico. Oggi è anche un centro culturale di primaria importanza, sede del Museo Nazionale del Cinema e protagonista di innumerevoli rappresentazioni artistiche, fotografiche e cinematografiche

Architettura

Struttura

La Mole Antonelliana è costruita prevalentemente in mattoni, con l’ultilizzo di ferro per catene di contenimento e tiranti, soprattutto nella cupola e nella guglia. La base quadrata (50 metri per lato) sostiene una struttura che si restringono progressivamente verso l’alto.

Il pronao esastilo in granito di Baveno introduce il tema classico, mentre la cupola, la lanterna e la guglia sono caratterizzate da una complessa articolazione di colonnati, terrazzi e scale interne.

La Cupola e la Guglia

  • La cupola è composta da due calotte sottili separate da un’intercapedine, unite da nervature e corridoi orizzontali, secondo un sistema “cellulare” che garantisce leggerezza e resistenza.
  • La guglia, originariamente in muratura, viene ricostruita nel 1960 in acciaio rivestito di pietra, dopo il crollo del 1953.

Galleria Vittorio Emanuele II

Il Salotto di Milano

La Galleria Vittorio Emanuele II nasce nel clima dell’Italia post‑unitaria, quando Milano vuole affermarsi come capitale morale e moderna metropoli europea. Nel 1860 il Comune bandisce un concorso internazionale per una grande galleria coperta che colleghi piazza Duomo a piazza della Scala. Il progetto è affidato al bolognese Giuseppe Mengoni: i lavori iniziano nel 1865 e si concludono con il completamento dell’arcone nel 1878. La Galleria è intitolata a Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, e assume fin da subito un valore politico: celebra la monarchia sabauda e l’orgoglio di una nazione appena unificata.

La Galleria fra XX e XXI secolo

La Galleria fu tra i monumenti simbolo di Milano a essere maggiormente colpiti dalle incursioni alleate: i bombardamenti avvenuti nel 15 e 16 agosto 1943 distrussero ovviamente la copertura in vetro e parte della copertura metallica, andando quindi a danneggiare le decorazioni interne. I progetti per la ricostruzione non cominciarono prima del 1948. Da marzo 2014 ad aprile 2015 la Galleria è stata soggetta al più profondo restauro dalla seconda guerra mondiale, in vista dell'Expo 2015. Il restauro, preceduto da delle profonde analisi precedenti al cantiere in cui si è indagato sui materiali e sulla loro successione storica, ha consentito di riportare gli intonaci della Galleria ai colori originari. Sono seguiti interventi di restauro e pulitura delle superfici in pietra e cemento decorativo. Per tutelare le attività commerciali e per esigenze di tempo limitato i restauri sono stati portati avanti senza l'uso di impalcature fisse, bensì con un portale semovente ispirato all'impalcatura usata dal Brunelleschi nella costruzione della cupola di Santa Maria del Fiore.

Semi‑lunette della cupola:

sono quattro grandi allegorie dei continenti (Europa, Asia, Africa, America), realizzate originariamente come dipinti da Angelo Pietrasanta, Bartolomeo Giuliano, Eleuterio Pagliano e Raffaele Casnedi, poi sostituiti nel 1921 da mosaici che ne riproducono i soggetti.

Curiosità

La tragica morte di Mengoni, che precipitato dalle impalcature il 30 dicembre 1877, alla vigilia dell’inaugurazione dell’arcone. La vicende entra nel mito cittadino, circondando l’opera di un’aura ambivalente, tra splendore e malinconia.

Sculture, cariatidi e decorazione plastica

L’apparato plastico comprende cariatidi, telamoni, stemmi e stucchi che incorniciano le aperture e i piani superiori, rafforzando il carattere monumentale e “civico” della Galleria. Queste decorazion, legate al gusto neorinascimentale, creano però un dialoga con la leggerezza della struttura metallica e con la trasparenza del vetro, dando vita a un ambiente in cui gli ornamenti convivono con la luminosità e la percezione spaziale continua.

Struttura

Pianta e materiali

La Galleria presenta una pianta a croce: due bracci perpendicolari (circa 196 m e 105 m) si incrociano in un grande spazio centrale ottagonale.

  • Struttura portante in muratura per le facciate esterne, in stile neorinascimentale;
  • Come copertura presenta grandi volte in ferro e vetro per i bracci e una cupola ottagonale in ferro e vetro alta circa 47 m, con diametro di circa 39 m.
Questa combinazione di facciate storiciste e struttura metallica vetrata divenne uno dei più celebri esempi di architettura del ferro in Europa e un archetipo della galleria commerciale ottocentesca.

Apparato decorativo e iconografia

Mosaici, allegorie e stemmi

L’interno della Galleria è un vero programma iconografico:

  • Il pavimento è un grande tappeto musivo in marmi policromi (Bardiglio, Rosso Verona, Nero Assoluto, Bianco del Grappa, ecc.) e vetro smaltato, con al centro lo stemma di Casa Savoia e, ai lati, gli stemmi di Milano, Torino, Firenze e Roma, le quattro capitali del Regno d’Italia.

Negli ultimi anni della sua vita, Antonelli lavora instancabilmente alla Mole, ideando una guglia e scegliendo come coronamento una statua di “Genio Alato” (simbolo dei Savoia), realizzata dallo scultore Fumagalli. La statua, viene posata il 10 aprile 1889, portando l’edificio all’altezza di 167,35 metri

La storia della Mole Antonelliana inizia nel 1862, quando la comunità ebraica di Torino, dopè concessione della libertà di culto sancita dallo Statuto Albertino del 1848, decide di edificare un nuovo tempio con annessa scuola nella Contrada del Cannon d’Oro (oggi via Montebello).

La scelta dell’architetto ricade su Alessandro Antonelli, già noto per aver progettato la Basilica di San Gaudenzio a Novara. Il progetto iniziale prevedeva un edificio alto circa 47 metri, in linea con altre sinagoghe europee, ma Antonelli, spinto da una visione monumentale, propone una serie di modifiche che portano l’altezza prevista a 113 metri

Nel 1904, un violento temporale abbatte la statua del Genio Alato, che viene sostituita nel 1906 da una stella a cinque punte in rame, simbolo nazionale, prevede una struttura in acciaio rivestita in pietra e una nuova stella tridimensionale a 12 punte. Nel corso del Novecento, la Mole ospita il Museo del Risorgimento (1908-1938), viene utilizzata per mostre temporanee e, dal 2000, diventa sede permanente del Museo Nazionale del Cinema

VS

La progettazione, portò all’aumento dei costi e alle difficoltà tecniche, genera tensioni con la committenza. Nel 1869, dopo sei anni di lavori, la comunità ebraica, insoddisfatta e priva di fondi, cedere l’edificio incompiuto al Comune di Torino, ottenendo in cambio un terreno nel quartiere San Salvario dove sorgerà la nuova sinagoga

Il Comune di Torino, riconoscendo il valore simbolico dell’opera, decide di completare la costruzione, destinandola a monumento nazionale e dedicandola a Vittorio Emanuele II, re d’Italia. Antonelli riprende il progetto, aggiungendo il cosiddetto “Tempietto” (un colonnato neoclassico a due piani) e la “Lanterna” (colonnato circolare in granito), portando l’altezza a 113 metri nel 1887.

Curiosità sul Toro di Torino

La celebre tradizione di ruotare il tallone sul toro di Torino come gesto scaramantico ha consumato nel tempo il mosaico, rendendo necessari restauri periodici: un esempio di come il rito collettivo incida fisicamente sull’opera

Stile

L’impianto decorativo esterno e interno è dominato da uno stile neorinascimentale con richiami alla tradizione lombarda: cornici, paraste, cariatidi, telamoni, stucchi e un uso calibrato dell’ordine architettonico. Allo stesso tempo, la Galleria è un manifesto di modernità:

  • Ferro, ghisa e vetro sono usati in modo sistematico nelle volte e nella cupola;
  • Il cantiere diventa un’attrazione pubblica, simbolo del progresso tecnico e della Milano industriale.
Questa tensione tra tradizione formale e innovazione strutturale è uno dei tratti più interessanti dal punto di vista artistico: la Galleria si pone come ponte tra il linguaggio storico e la città moderna.