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El chiflon del diablo; Vicenzi-Putzu-Puggioni

Sara Putzu

Created on May 11, 2026

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Transcript

El chiflon del diablo

Baldomero Lillo

1904

Vicenzi, Putzu, Puggioni

Narrazione

PERSONAGGI

Tempo

Linguaggio

SPazio

temi

1 narrazione

Narratore

Nel testo il narratore è extradiegetico-eterodiegetico, descrive i protagonisti e altri personaggi utilizzando la terza persona ed è esterno alla storia, descrive con distacco l'intorno ostile e precario

Stile naturista

Lillo utilzza un tono di denuncia, la miniera e gli appartamenti ("habitaciones") determinano la situazione dei personaggi e sono descritte in un modo fortemente immersivo, permettendo al lettore di avere un contatto profondo con l'ambiente e il messaggio del racconto

Narrazione lineare a posteriori

Il tempo della narrazione è sincronico con il tempo della storia, e l'ordine della sequenza degli eventi coincide. Uso dei tempi verbali in passato «Los obreros se volvieron sorprendidos» «Conocían la táctica»

1NARRAZIONE

Pause descrittive

Le descrizioni del paesaggio, personaggi, e momenti in cui il narratore si sommerge nel monologo interno dei protagonisti dilatano la narrazione e TH = 0, la storia si arresta completamente mentre che TR > 0

Cambio di punto di vista

A metà del racconto la voce narrante transiziona, inoltrandosi nel punto di vista di María de los Ángeles, il cambio viene indicato dal cambio di paragrafo e le descrizioni dell'ambiente

Climax e conclusione

Lillo ricorre a elementi del realismo magico per intensificare la scena. Quando trova il figlio morto, María de los Ángeles è invasa da una visione soprannaturale in cui viene rivelato il momento dove Cabeza de Cobre viene schiacciato nella galleria. La tensione culmina con il suo salto verso l'abisso che conclude la narrazione.

tempo della storia (th) e tempo del racconto (tr)

2. tempo

La narrazione è lineare, il th e il tr coincidono. Il grado zero, il momento presente, inizia nell'ufficio del caposquadra, e finisce col suicidio di Maria de los Angeles. Nel testo è presente un'analessi, o flashback, quando si introduce la figura di Maria de los Angeles, in particolare quando si parla della sua vita passata e delle perdite che ha subito insieme al figlio. Si potrebbe trovare una prolessi implicita nel fatto che il lettore in qualche modo sa che nel Chiflon inevitailmente accadrà un disastro. Per quanto riguarda il ritmo narrativo, troviamo un rallentamento durante i dialoghi tra i minatori o tra Maria e la vicina. Il tempo della storia invece si ferma nella descrizione di Cabeza de Cobre o nella descrizione del Chiflon. C'è poi un riassunto, un'accelerazione verso la tragedia, durante con la descrizione dei lavori di puntellamento che la Compagnia ha fatto andando "a risparmio". C'è poi un piccolo salto quando si passa dal sapere che Cabeza de Cobre è andato a lavoro agli accadimenti del mattino seguente.

2 TEMPO

Per quanto riguarda la frequenza invece, è singolare negli eventi come la morte di madre e figlio, mentre la descrizione della routine mattutina dei minatori è iterativa, racconta qualcosa che avviene ogni giorno ma che viene raccontato solo una volta.

Si può infine individuare il cronotopo della mina, lo spazio è suddiviso nella superficie, un mondo di povertà, attesa angosciante delle donne e impotenza; e nel Chiflon, un labirinto "insaziabile", una creatura mitologica, un mostro che si sazia di esseri umani (e che può essere identificato nella figura dei britannici).

2 TEMPO

Analessi: "Hija y madre de mineros, terribles desgracias la habían envejecido prematuramente. Su marido y dos hijos, muertos uno tras otro por los derrumbes y las explosiones del grisú, habían sido el tributo que los suyos pagaron a la insaciable codicia de la mina." Iterazione: "Los mineros llegaban en pequeños grupos y, mientras descolgaban de los garfios fijados en las paredes sus lámparas ya encendidas, el escribiente les dirigía una mirada penetrante, trazando con el lápiz una breve raya al margen de cada nombre." Sommario: "Se entibaba siempre, sí, pero con descuido, ahorrando todo lo que se podía. Los resultados de este sistema no se hicieron esperar. A cada paso había que extraer de allí un contuso, un herido y a veces también algún muerto..."

Il Mostro-abisso: "Unos segundos después, un ruido sordo y lejano subió por la boca del pozo, de la que salían bocanadas de vapor: era el aliento del monstruo, ya saciado de sangre en el fondo de su guarida."

EL CHIFLON DEL DIABLO

3 spazio

L’elemento spaziale principale scelto da Lillo Baldomero coincide con la miniera che oltre a rappresentare lo spazio sul quale si dispiega la narrazione, impersonifica la volontà dell’autore di trasmettere paura, oppressione e tragedia in una seconda coordinata, in questo caso di natura geografica, ovvero il Cile che, come avremo modo di vedere e approfondire a breve, è luogo di sfruttamento. La miniera che in particolare è stata pensata come simbolo per veicolare la denuncia e la rappresentazione della realtà prende il nome di “Chiflòn Nuevo” chiamata però dagli operai in maniera più auto-esplicativa “Chiflòn del Diablo” sottolineando già a partire dalla nomenclatura la differenza di come venga percepita la tragica e brutale realtà nella quale verte il Cile. Lillo Baldomero non lascia spazio all’immaginazione né ci risparmia le descrizioni crude e realistiche della galleria mineraria sotterranea e delle conseguenze che la fisicità del luogo comporta: in aggiunta alle tipiche caratteristiche di una miniera quali di essere buia, stretta, umida, soffocante e pericolosa il “Chiflòn del Diablo” viene raffigurata anche come luogo dal quale “No habia medio de evadirse” e ancora come “porosa e inconsistente” a causa delle infiltrazioni che avevano reso il soffitto precario causando feriti e morti. L’autore decide dunque di rendere un luogo inanimato un personaggio vivo e con un ruolo ben specifico come fosse capace d’intendere e di volere raccontandoci testualmente de “el aliento del monstruo ahito de sangre en el fondo de su cubil” Ciò nonostante le condizioni disumane alle quali erano costretti spingevano gli operai a preferire il destino fatale ma più rapido e indolore della mina alla fame, dimostrandoci che l’umano sceglie la morte alla perdita di dignità e facendo così acquisire allo spazio un valore simbolico; l’autore si affida dunque ad uno stile realista utilizzando lo spazio come emblema e le descrizioni cariche di immagini metafore e similitudini come mezzo di trasmissione per rendere partecipe e cosciente il lettore e come invettiva contro il sistema.

3 SPAZIO

Contrasto reale e simbolico tra superficie e oscurità descritta come luogo oscuro e infernale “A medida que descendían, la luz del día iba desapareciendo lentamente…” “Allá arriba brillaba el sol, mientras abajo reinaban las tinieblas...” Descrizione del senso di soffocamento e oppressione “El aire era caliente y pesado, impregnado de carbón y humedad...” Presagi dati dalla precarietà e pericolosità della miniera “Un crujido sordo recorrió las galerías…” Similitudine adoperata per paragonare le gallerie a tombe aperte riconducendo ad una morte priva di umanità e dignità “Aquellos estrechos túneles eran como sepulcros abiertos...”

EL CHIFLON DEL DIABLO

CABEZA DE COBRE Il personaggio principale del racconto è soprannominato Cabeza de Cobre descritto come “El màs joven, muchacho de veinte años escasos, pecoso, con una abundante cabellera rojiza, a la que debia el apodo de Cabeza de Cobre con que todo el mundo lo designaba, era de baja estatura, fuerte y robusto”:nelle ultime due caratteristiche fisiche figurate possiamo carpire un’assimilazione con la tipica narrazione da parte dei conquistadores al momento della scoperta nei riguardi degli indigeni rappresentati sempre come forti e robusti; elementi che tra gli altri hanno permesso e indotto l’europeo a sottomettere e sfruttare l’autoctono. è uno dei tanti operai sfruttati nelle miniere di carbone del Cile, colui scelto per rappresentare la classe degli oppressi che continua a lavorare nonostante possa risultargli fatale a causa della povertà e in assenza di alternative economiche. Difatti pur di non rimanere senza lavoro in seguito alla comunicazione della diminuzione dello sfruttamento per la poca domanda di carbone e nonostante la disposizione ad incaricarsi di qualsiasi altra mansione, l’unica soluzione che viene offerta è quella di spostarsi al Chiflòn del Diablo la quale viene accettata senza indugi. Cabeza de Cobre ci viene raccontato come un ragazzo che malgrado la sua giovane età è già stanco, spogliato anche dell’ultima briciola di speranza e con un triste destino segnato che, privato della sua libertà e natura umana, è costretto a scegliere la morte pur di non perdere il lavoro per poter portare a casa il pane all’unica persona che gli è rimasta, sua madre. L’autore non ci racconta storie inventate e non vuole illuderci con finali piacevoli per cui, utilizzando un climax ,ci fa realizzare che Cabeza de Cobre muore schiacciato dal previsto crollo del soffitto della miniera, lasciando una vita ingiusta ma inevitabile in cui non ha fatto altro che crescere prematuramente assoggettato dal lavoro e dagli oppressori.

4 personaggi

4 PERSONAGGI

MARIA DE LOS ANGELES Madre di Cabeza de Cobre, figura angosciata e in pena per il povero figlio vittima e schiavo del sistema opprimente. Come Baldomero Lillo ci narra “La madre del minero era una mujer alta,delgada, de cabellos blancos. Su rostro, muy palido, tenia una expresion resignada y dulce que hacia mas suave aun el brillo de sus ojos humedos, donde las Iagrimas parecian estar siempre prontas a resbalar. Llamabase Maria de los Angela. Hija y madre de mineros, terribles desgracias la habian envejecido prematuramente...” dunque già sofferente per le previe sciagure e perdite tra cui anche quelle del marito e altri due figli; tutto ciò che le rimane è Cabeza de Cobre e vive quotidianamente nella paura e nel dolore sopportando a fatica la vita che conduce il figlio. La decisione del particolare del nome “Maria” si potrebbe considerare elemento religioso che riconduce alla Vergine Maria trovando il parallelismo oltre che nella suddetta scelta anche nel medesimo sofferente destino di perdita del proprio bambino che si sacrifica in un certo modo,riproponendo lo stesso schema di rapporto madre-figlio. Il suo tormento si placa il giorno in cui scopre della morte del ragazzo precipitandosi sul luogo della sventura convinta che lui non fosse nemmeno lì dato che non le era stato comunicato il cambio di mansione e nel momento della rivelazione, dato dal dettaglio della ciocca di capelli rossi che spuntava tra le pieghe della tela, ci viene descritta l’ultima visione di Maria de los Angeles, paralizzata come colpita da un fulmine prima di lasciarsi cadere nel pozzo facendo la stessa fine del figlio mentre la figura metaforica del Chiflon del Diablo miete imperterrita e senza remore l’ennesima vittima. La sua raffigurazione ci racconta di una ferita che non si limita al lavoratore ma si ripercuote sui cari che soffrono la violenza sulla loro pelle, un sopruso non solo di natura fisica ma anche psicologica che fa sprofondare le famiglie in stati d’animo di angoscia, ansia, preoccupazione e sofferenza per poi spesso sottrarre la vita anche a loro stessi per sfinimento e strazio.

4 PERSONAGGI

JUANA La vicina della donna che compare brevemente come sostegno alla realtà che l’autore ci vuole rappresentare, raccontandoci dell’infortunio del marito estratto dalla miniera con una gamba rotta e della crudeltà dei capi che la liquidano dopo la sua richiesta di aiuto: “Me dijeron que no tenia derecho a nada, que bastante hacian con darnos el cuarto; pero que si él se morìa fuera a buscar una orden para que en el despacho me entregaran cuatro velas y una mortaja.”

4 PERSONAGGI

I MINATORI E I PROPRIETARI DELLA MINIERA I due gruppi agli antipodi, gli oppressi e gli oppressiori. I primi rappresentati sempre in gruppo, non ne conosciamo le identità (a parte il protagonista) ma nonostante non siano individui distinti la potenza del racconto della collettività ci comunica la smisurata e indefinita quantità di persone che sopravvivono in condizioni di povertà,stanchezza e disumanità ormai rassegnate al crudele e ingiusto destino di morte assicurata. Dei secondi nemmeno se ne conosce l’identità poiché sembrano non essere presenti nel racconto se non nel tragico finale “En la puerta de los departamentos de las maquinas se presentò con la pipa entre los dientes uno de los ingenieros,un ingles corpulento, de patillas rojas, y con la indiferencia que da la costumbre, paseò una mirada sobre aquella escena. Una formidable imprecaciòn lo saludò y centenares de voces aullaron: -Asesinos, asesinos! Las mujeres levantaban los brazos por encima de sus cabezas y mostraban los puños ebrias de furor.” La loro figura a dispetto della loro fievole presenza è dominante e potente: come possiamo percepire dalla descrizione della scena sono avidi, indifferenti e interessati unicamente al profitto tanto che le condizioni precarie e pericolose in cui lavorano i minatori non sono un loro cruccio come si può ad esempio notare nella mancata sicurezza della miniera che porta alla morte; il prezzo da pagare per i mancati miglioramenti è il sacrificio della vita dei lavoratori: questa è la dinamica perpetrata dagli oppressori come fonte di guadagno e potere.

5 linguaggio

Lessico formale e sintassi ipotattica

L'uso della forma enclitica dei verbi rende il linguaggio del narratore più arcaico e formale. Inoltre, Lillo costruisce attentamente frasi articolate lungo il racconto, compone frasi coordinate e subordinate—in questo modo aggiunge dettagli e sfumature, dotando le descrizioni e riflessioni filosofiche di livelli di significati che perforano il lettore.

Linguaggio descrittivo, uso di immagini

Lillo utilizza un tono mesto e aspro per descrivere l'atmosfera, stabilisce una sensazione di malinconia che si mantiene lungo il racconto. La voce narrante descrive con distacco ma il linguaggio ricco di dettagli sommerge al lettore nel paesaggio e nella situazione dei personaggi.

Metafora, personificazione e similitudine

La presenza di metafore permettono la trasmissione del messaggio inteso dall'autore, Lillo rappresenta l'avidità degli inglesi attraverso "la fame" della miniera, che a sua volta viene raffigurata come un mostro spettante. Lillo fa uso di similitudini al momento di descrivere il dolore dei personaggi, inserisce immagini grotesche, rincorrendo alla descrizione di un dolore fisico per illustrare la profondità della disperazione dei personaggi

5LINGUAGGIO

Ironia e presagio

Lillo associa l'ironia, carica di critiche, per trasmettere l'ingiustizia e l'inevitabilità delle disgrazie con il presagio: nella prima parte del racconto semina indizi della morte di Cabeza de Cobre, chi decide di non raccontare alla madre di lavorare nel Chiflón del Diablo perché ci sarebbe "tanto tempo" per dirglielo

Intertestualità

Inserisce riferimenti intertestuali per rappresentare la precarietà della situazione dei personaggi. L'inverno viene personificato nel famoso antagonista di Il Mercante di Venezia, Shylock. L'inverno, inevitabile e affamato, divora la luce e i colori

Discorso indiretto libero

I pensieri e riflessioni dei personaggi si esprimono senza l'uso di verbi reggenti, fonde il flusso di coscienza di Cabeza de Cobre e María de los Ángeles con la voce narrante, riducendo la distanza del lettore con i personaggi

5LINGUAGGIO

Lessico formale e sintassi ipotattica

uso di verbi enclitici: «Llamábase María de los Ángeles» «[...] cada vez que la sombra de un pájaro deslizábase junto a él» «siguióse un chasquido seco y desapareció la misión» frasi arricchite da espansioni e dettagli «Bandadas de aves cruzaban, allá lejos, el sereno azul, y un gallo de plunas tornasoladas desde lo alto de un montículo de arena lanzaba una alerta estridente cada vez que la sombra de un pa´jaro deslizábase junto a él»

Linguaggio descrittivo, uso di immagini

«Las tormentas de viento y lluvia, que convertían en torrentes los lánguidos arroyuelos, dejaban los campos desolados y yermos. Las tierras bajas eran inmensos pantanos de aguas cenagosas, y en las colinas y en las laderas de los montes los árboles sin hojas ostentaban bajo el cielo eternamente opaco la desnudez de sus ramas y troncos» «un nimbo de oro circundaba el disco de sol que se levantaba sobre el horizonte enviando torrentes de sus vívidos rayos sobre la húmeda tierra»

Metafora, personificazione e similitudine

«El aguijón del terror galvanizaba sus viejos músculos» «todo su cuerpo se estremecía y vibraba como la cuerda del arco en su máximum de tensión» «Como los polluelos que [...] corren lanzando pitíos desesperados» «palpitaba y gemía como una res desangrada y moribunda»

5LINGUAGGIO

Ironia e presagio

«No quiero que te traigan un día como trajeron a tu padre y a tus hermanos» e ironia:«tiempo de sobra habría siempre para darle [a María de los Ángeles] aquella mala noticia»

Intertestualità e metafora

«Todo había sido arrebatado por ese Shylock inexorable que [...] iba recogiendo en ella los tesoros de color y luz que encontraba sobre la faz de la tierra»

Discorso indiretto libero

«Fatalista, como todos sus camaradas, creía que era inútil tratar de sustraerse al destino que cada cual tenía designado»

5LINGUAGGIO

Ironia e denuncia sociale

Lillo narra con distacco, ma implicitamente esprime una forte denuncia sociale ««En las chozas de los campesinos el hambre asomaba su pálida faz a través de los rostros famélicos de sus habitantes» «estaban ya resueltos a seguir su destino» «era inútil tratar de sustraerse al destino que cada cual tenía designado» «Había, pues, que someterse a llenar los huecos que el fatídico corredor abría constantemente»

Spostamento del punto di vista e cambio nell'atmosfera

Quando il narratore si sposta nella prospettiva di María de los Ángeles, l'atmosfera cambia fondamentalmente sebbene il paesaggio si mantiene arido e consumato: «la luz del astro, suave como una caricia, derramaba un soplo de vida sobre la naturaleza muerta» «un nimbo de oro circundaba el circo de sol que se levantaba sobre el horizonte enviando torrentes de sus vívidos rayos sobre la húmeda tierra» il contrasto tra cielo e luce, con la natura e le miniere che vengono "rianimate" dall'improvisa ricomparsa del sole, é carico di una allusione religiosa: «[...] seguían siempre en la misma actitud, con los turbios ojos fijos en un más allá invisible y ajenos a cuanto no fuera aquella férvida irradiación que infiltraba en sus yertos organismos un poco de energía y de aquel tibio calor que hacía renacer la vida sobre los campos desiertos» «Aquella rendija, semejante al tubo de un colosal anteojo, puso a la vista de María de los Ángeles un mundo desconocido: un laberinto de corredores abiertos en la roca viva, sumergidos en tinieblas impenetrables y en los cuales el rayo del sol esparcía una claridad vaga y difusa»»

La costruzione dell'America Latina: il prezzo del progressoTra il XIX e il XX secolo, la "costruzione" delle nazioni latinoamericane (e del Cile in particolare) si è basata sul modello agro-esportatore e sull'estrazione mineraria, fondamentali per inserire il continente nel mercato capitalistico globale. Il testo mostra il lato oscuro di questa costruzione nazionale, la modernità che passa sulla pelle dei subalterni. Per far sì che il Cile appaia "moderno" e competitivo verso l'estero, all'interno del paese stesso si crea un sistema di sfruttamento brutale. La ricchezza della nazione si fonda sulla distruzione fisica della sua forza lavoro. Questo avviene attraverso la gerarchia burocratica: nella figura del caposquadra vediamo la burocrazia fredda e matematica dello stato-nazione moderno, che conta i corpi non come cittadini ma come pezzi continuamente sostituibili della macchina economica.

6. temi

"...¡el porqué de aquellas odiosas desigualdades humanas que condenaban a los pobres, al mayor número, a sudar sangre para sostener el fausto de la inútil existencia de unos pocos!"

6 TEMI

Mistificazione e demistificazione della Conquista:La "Conquista" dell'America Latina non è un evento concluso nel XVI secolo; è un processo continuo di appropriazione violenta delle risorse e dei corpi. Anche se in passato le risorse erano altre, adesso i nuovi padroni cercano il carbone (fondamentale nel periodo dell'Industrializzazione) sottomettendo il popolo cileno: una "nuova conquista". Avviene anche una mistificazione del linguaggio: se i conquistadores usavano il Requerimiento, nel testo don Pedro usa qualcosa di simile, il libero mercato, concetto che l'autore demistifica subito. La "libertà" dell'operaio è una menzogna: la scelta è tra morire di fame o morire schiacciati in una galleria, e quest'ultima sarebbe più veloce e indolore. Questo discorso maschera la stessa violenza della Conquista coloniale. "—Aquí no se obliga a nadie. Así como ustedes son libres para rechazar el trabajo que no les agrade, la Compañía, por su parte, está en su derecho para tomar las medidas que más convengan a sus intereses."

6 TEMI

Indipendenza vs Emancipazione:In America Latina, i paesi hanno ottenuto l'Indipendenza politica dalla Spagna, ma le strutture sociali ed economiche non hanno subito una vera emancipazione. Il Neo-colonialismo economico: l'ingegnere inglese osserva la tragedia con indifferenza. L'Inghilterra (e più tardi gli Stati Uniti) ha sostituito la Spagna nel controllo economico del continente. Il Cile è indipendente sulla carta, ma le sue miniere sono in mano al capitale straniero o a un'oligarchia locale che si comporta esattamente come i vecchi colonizzatori. L'emancipazione implica l'acquisizione di diritti umani e civili. I minatori del testo, definiti esplicitamente come un "docile e mansueto gregge", non sono cittadini emancipati, ma carne da macello. "—Aceptamos el trabajo que se nos dé, seremos torneros, apuntaladores, lo que Ud. quiera... No había medio de evadirse. Entre morir de hambre o morir aplastado por un derrumbe, era preferible lo último: tenía la ventaja de la rapidez."

6 TEMI

Mestizaje e Transculturación:La chiusura del racconto è un esempio di transculturazione, dove la realtà industriale della miniera viene riletta dal popolo attraverso un'immagine mitica: la miniera-mostro. Il macchinario industriale (il pozzo) diventa quindi una divinità antropomorfa e cannibale ("el monstruo ahíto de sangre"). La cultura popolare "traduce" la violenza dello straniero in termini mitologici ricollegabili alle divinità antiche che esigono sacrifici umani. "...el ruido sordo, lejano, casi imperceptible, brotó de la hambrienta boca del pozo de la cual se escapaban bocanadas de tenues vapores: era el aliento del monstruo ahíto de sangre en el fondo de su cubil."

6 TEMI

La donna e il corpo-territorio:la colonizzazione e l'estrattivismo non si impossessano solo della terra, ma passano in primis attraverso il controllo, lo sfruttamento e la violenza sul corpo della donna. Nella struttura coloniale e capitalistica della miniera, la donna non scende a lavorare nel pozzo, ma è la riproduttrice biologica e sociale della forza lavoro. Il sistema coloniale/minerario ha bisogno che il corpo femminile produca costantemente "carne da macello" per sostituire gli operai che muoiono. La maternità, in questo contesto, viene colonizzata: non è un atto di vita libero, ma la sottomissione del proprio grembo a un ciclo economico che trasforma i figli in carbone. Esiste un legame indissolubile tra lo stupro della terra (la miniera che penetra il sottosuolo in modo insicuro per profitto) e la distruzione psicofisica delle donne in superficie. Il terrore "galvanizza i vecchi muscoli" di Maria de los Angeles, le provoca visioni profetiche: la violenza della miniera si ripercuote direttamente sul sistema nervoso e sul corpo della donna, che subisce l'impatto collaterale di ogni singolo crollo, che viene scavata e svuotata, così come la miniera, ogni volta che ha perde marito e figli.

6 TEMI

La figura della vicina Juana invece mostra come il potere coloniale gestisca il corpo e il destino della donna una volta che l'uomo (la forza lavoro) è stato consumato. Infatti, le viene detto che non ha diritto a nulla per il marito ferito, ma se muore le daranno "quattro candele e un sudario".Il sistema quindi le concede solo gli strumenti minimi per seppellire il morto e gestire il lutto, per poi abbandonarla alla miseria o costringerla a generare altri figli per la miniera. La colonizzazione passa per la svalutazione totale della vita e del tempo della donna.Il finale del racconto è l'apice di questo discorso: Maria de los Angeles, dopo la perdita del suo ultimo figlio, si getta nel pozzo della miniera. Da un lato, la colonizzazione ha trionfato, cancellando ocmpletamente l'intera famiglia. Dall'altro, il suicidio era l'ultimo atto di autodeterminazione che le fosse rimasto, decidendo così il destino del suo corpo e ricongiungendolo sia alla terra che alla famiglia. "—Sí, estuve allí. Me dijeron que no tenía derecho a nada, que bastante hacían con darnos el cuarto; pero, que si él moría fuera a buscar una orden para que en despacho me entregaran cuatro velas y una mortaja." "—Será así como dices, pero yo no podría vivir si trabajaras allá; preferiría irme a mendigar por los campos. No quiero que te traigan un día como me trajeron a tu padre y a tus hermanos."