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Pablo Picasso

Azzurra De Pace

Created on May 9, 2026

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Transcript

Pablo Picasso

1881-1973

cubismo

Il "Ritratto di Gertrude Stein" è un dipinto a olio su tela realizzato nel 1905-1906 dal pittore spagnolo Pablo Picasso. Conservato nel Metropolitan Museum of Art di New York, il quadro è considerato dai critici come l'opera che precorse il Cubismo. Nel saggio dedicato a Picasso, Gertrude Stein, scrittrice statiunitense e collezionista di opere d'arte, individua tre presupposti teorici fondamentali alla base della nascita del Cubismo.

  • Composizione: l’opera diviene una costruzione autonoma di forme, volumi e rapporti cromatici.
  • Caduta delle certezze: la realtà è relativa e rappresentabile da molteplici punti di vista.
  • Cornice della vita: l’esigenza che un quadro vivesse e si esaurisse nella sua cornice era terminata.

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“Bizzarìe cubiste“

"Les Demoiselles d'Avignon" realizzato ad olio su tela tra la fine del 1906 e il luglio del 1907 è conservato al MoMA di New York. È considerato il manifesto del Cubismo, nonché l'opera che ne segnò l'avvio. Il dipinto affronta il soggetto delle prostitute di una casa chiusa di Barcellona, ma lo fa attraverso una radicale decontestualizzazione narrativa, riprendendo "Olympia" e "Colazione sull'Erba" di Manet. Inoltre, la superficie pittorica non è più organizzata secondo un punto di vista unico e stabile, ma secondo una simultaneità di prospettive che si sovrappongono e si intersecano, generando una percezione instabile e dinamica della forma.

Arte Primitiva

Iconografie

primitivismo

Tra fine Ottocento e inizio Novecento si sviluppa in molti artisti europei un forte interesse per la cosiddetta “cultura primitiva”, intesa non in senso etnografico neutro, ma come ricerca di una forma d’arte considerata più autentica, originaria e non contaminata dalle convenzioni accademiche occidentali, sulla base del concetto illuminista di "Buon Selvaggio” di Rousseau. Questo orientamento è fondamentale per comprendere la nascita della modernità e trova uno snodo decisivo in "Les Demoiselles d’Avignon" di Pablo Picasso. Risulta inoltre chiaro il riferimento a opere come "Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?" di Paul Gauguin o "Testa di Donna" di Amedeo Modigliani.

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cubismo analitco

Il Cubismo analitico, sviluppato tra il 1909 e il 1912 da Pablo Picasso in stretta collaborazione con Georges Braque, rappresenta la fase più rigorosa e concettuale della scomposizione della realtà visiva. Un esempio particolarmente significativo di questa ricerca è il "Ritratto di Daniel-Henry Kahnweiler" (1910), conservato all'Art Institute of Chicago, opera dedicata al celebre mercante d’arte e teorico dell’avanguardia Daniel-Henry Kahnweiler, figura centrale nella diffusione del Cubismo. La prospettiva tradizionale è abolita e sostituita da una visione polifocale, in cui ogni elemento è contemporaneamente osservato da più angolazioni. Anche in "Il Portoghese" di Georges Braque la figura umana è completamente scomposta in una griglia di piani frammentati. Le due opere manifestano la dissoluzione dell’unità prospettica rinascimentale e la costruzione di una nuova immagine fondata sulla simultaneità percettiva e sulla scomposizione sistematica della realtà.

Futurismo

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CUBISMO SINTETICO

Il Cubismo sintetico di Pablo Picasso si configura come la fase culminante e, per certi versi, più consapevolmente teorica dell’intera esperienza cubista, sviluppatasi a partire dal 1912. Il Cubismo sintetico opera una ricomposizione dell’immagine attraverso procedimenti di selezione, semplificazione e arbitraria ricostruzione della realtà visiva. In tale contesto si colloca emblematicamente Pablo Picasso con l’opera "I Tre Musici" (MoMA, 1921), in cui la figurazione si presenta come un complesso intreccio di superfici piane, campiture cromatiche nette e volumi schematicamente ridotti a geometrie essenziali.

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Avanguardie

In una prospettiva più ampia, il linguaggio del Cubismo sintetico si pone in dialogo con le coeve ricerche sull’astrazione, anticipando e influenzando sensibilmente le esperienze delle avanguardie successive. In particolare, le opere di Wassily Kandinsky e di Piet Mondrian rappresenta uno sviluppo ulteriore di quella progressiva emancipazione della forma dalla referenzialità naturalistica già intravista nel cubismo picassiano. In questo orizzonte, il legame con il Surrealismo si manifesta invece nella tensione verso la dimensione onirica e destabilizzante dell’immagine, rintracciabile ad esempio in Salvador Dalí, la cui opera "La persistenza della memoria" dissolve la logica spazio-temporale in una visione allucinata e metamorfica.

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Guernica

L'opera "Guernica" di Pablo Picasso è uno dei capolavori assoluti del Novecento e una delle più potenti denunce artistiche contro la guerra e la violenza. Realizzato nel 1937 in seguito al bombardamento della città basca di Guernica durante la guerra civile spagnola. Il linguaggio adottato è caratterizzato da una scomposizione violenta delle forme, da una drammatica frammentazione dello spazio e da una totale assenza di colore, sostituito da una gamma monocromatica di grigi, bianchi e neri. Questa scelta cromatica accentua il senso di lutto e di tragedia, trasformando la scena in una sorta di visione atemporale e universale della sofferenza.

Guerra Civile Spagnola

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Biblografia Sitografia

  • "Arteologia, dal Neoclassicismo al Contemporaneo", E. Pulvirenti
  • "Arte: artisti, opere, temi" G. Dorfles - A. Vettese
  • finestresullarte./edvard-munch.it
  • didatticarte.it/storiadellarte/picasso.pdf
  • treccani.it/enciclopedia/pablo-picasso/
  • hubscuola.it/artepablo-picasso/
  • finestresullarte.info/arte-base/pablo-picasso-cubismo-vita-opere
  • raicultura.it/arte/articoli/Pablo-Picasso.html
  • didatticarte.it/storiadellarte/cubismo.pdf
  • arte.it/il-cubismo-una-rivoluzione-nella-percezione-artistica

Schiavo Morente

Venere di Milo

Il dipinto di Salvador Dalì a rappresentazione è profondamente surrealista: la figura mostruosa e autocannibalica che si lacera da sola allude a una violenza non ancora compiuta ma già inevitabile, come una visione profetica e psichica del conflitto.

"Premonizione della Guerra Civile", Salvador Dalí, 1936, Philadelphia Museum of Art

In Goya la scena è ancora legata a una narrazione storica precisa, con un realismo drammatico che enfatizza il sacrificio individuale e l’orrore immediato della fucilazione. Picasso invece trasforma l’episodio contemporaneo della guerra di Corea in una rappresentazione allegorica e universale: la deformazione delle figure e la loro nudità meccanizzata eliminano ogni riferimento specifico, rendendo la violenza un sistema astratto e disumanizzante.

"Il 3 maggio 1808", Francisco Goya, 1814, Madrid, Museo del Prado

"Massacro in Corea", 1951, olio su tela, Musée Picasso, Parigi, Francia.

"Natura Morta con Mele e Arance", Paul Cezanne, 1899, Museo d'Orasay, Parigi

Espressionismo

L’espressionismo porta all’estremo l’idea che la pittura non debba rappresentare la realtà esterna, ma uno stato psicologico interiore. La figura centrale non è un individuo realistico, ma una presenza deformata e quasi scheletrica, immersa in un paesaggio ondulato e instabile. Il colore del cielo, acceso e innaturale, insieme alle linee che sembrano vibrare, traduce visivamente un sentimento di angoscia e crisi esistenziale.

Edvard Munch, L’urlo, 1893, Galleria Nazionale, Oslo, Norvegia.

Futurismo

Il rapporto tra Cubismo analitico e Futurismo si configura come uno dei nodi più fecondi e dialettici delle avanguardie storiche del primo Novecento, in cui la dissoluzione della forma tradizionale si traduce in due esiti solo apparentemente divergenti. Tale destrutturazione della visione trova una singolare risonanza nel linguaggio del Futurismo, in particolare nell’opera plastica di Umberto Boccioni, dove la celebre Forme uniche della continuità nello spazio si pone come sintesi estrema della tensione dinamica che investe la figura umana

Forme Uniche della Continuità nello Spazio, 1913, Bronzo, Museo del Novecento, Milano