Sant'Agostino
354d.C. -430D.C.
Indice
Biografia di sant'agostino
Pag. III
Confessioni
Pag. VI
Altre opere dell'autore
Pag. XX
Excursus storico
375 d.C.
374 d.C.
410 d.C.
Ambrogio è vescovo di Milano
I Visigoti di Alarico saccheggiano Roma
Nasce a Tagaste
361 d.C.
380 d.C.
Giuliano l'Apostata diventa imperatore
Editto di Tessalonica
La vita di un'anima inquieta
La vita
Aurelio Agostino nasce a Tagaste in Numidia nel 354>>la madre Monica era una fervente cristiana mentre il padre Patrizio era un modesto funzionario pagano. Dopo essersi formato nella città natale e a Madaura si trasferisce a Cartagine per proseguire gli studi di retorica. Nel frattempo il padre muore ed egli va a convivere con una donna da cui avrà un figlio: Adeodato. Egli si interessa anche di filosofia e si avvicina alla setta del manicheismo che frequentò per 9 anni e sarà motivo di conflitto con la madre. Nel 375 è insegnante di retorica a Tagaste e poi viene chiamato come insegnante a Cartagine >> studio astrologia e pensiero gnostico. Nel 383, durante un viaggio a Roma, si avvicina allo scetticismo.
La vita di un'anima inquieta
Nel 384 Agostino viene chiamato a Milano come professore di retorica e ottiene incarichi pubblici prestigiosi nel frattempo la sua ricerca interiore proseguiva. Egli incontra Ambrogio, uno degli uomini più autorevoli della Chiesa del tempo, e dopo un confronto con il sacerdote Sempliciano nel 386 si converte al cristianesimo. Abbandona l'insegnamento e la carriera pubblica e trascorre un periodo di raccoglimento a Cassiciacum. Nel 387 si fa battezzare da Ambrogio dopodiché vende i suoi beni e si chiude in un ritiro spirituale. Egli diventa sacerdote di Ippona e fonda un monastero. Nel 396 diventa vescovo di Ippona. Nel frattempo i barbari avevano forzato le frontiere e saccheggiato Roma. I Vandali invasero l'Africa e prima che raggiungessero Ippona, Agostino muore nel 430 dopo una breve malattia.
«Le Confessioni...non è una autobiografia, è la prima autobiografia, è un romanzo, un collage di testi sacri, pura ermeneutica, un canovaccio di opera teatrale, uno sfogo dell'inconscio, un trattato mistico, un piagnisteo, una difesa della scienza empirica, un trattato di fisica, e si potrebbe continuare. In verità è alle Confessioni che si potrebbe attribuire il gioco di parole che nel libro undicesimo introduce all'esperienza del tempo: se nessuno me lo chiede so cos'è, ma se mi chiede che cos'è, non lo so più»
Maria Bettetini
STRUTTURA DELL'OPERA
L’opera si divide in due parti principali. I libri I-IX hanno carattere prevalentemente autobiografico e narrano la vita dell’autore dalla nascita fino alla morte della madre Monica; i libri X-XIII sono invece più filosofici e riflessivi.
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TESTI SCELTI
Ci sono innumerevoli passi significativi all'interno delle Confessioni, tuttavia abbiamo selezionato il celebre episodio legato al furto delle pere, il momento della conversione e le parole dolci con cui Sant'Agostino decide di ricordare la madre.
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LA MODERNITA' DI SANT'AGOSTINO
Le Confessioni di S. Agostino sono una delle opere di più sconcertante modernità che l'antichità ci abbia lasciato."
La loro straordinaria novità deriva soprattutto dalla forte centralità dell’io dell’autore: è del tutto nuova l’intensità con cui Agostino racconta sé stesso, mettendo la propria esperienza personale al centro dell’opera. La modernità dell’opera emerge anche dal fatto che la dimensione autobiografica principale non riguarda tanto gli eventi esteriori quanto la vita interiore dell’anima. Gli avvenimenti della sua esistenza vengono infatti reinterpretati attraverso lo sguardo del peccatore pentito, che rilegge con severità le proprie colpe e debolezze. Raramente, nelle opere autobiografiche dell’antichità, si era assistito a un’introspezione così profonda e a una rappresentazione tanto sincera e personale della propria interiorità.
De civitate Dei
Il De civitate Dei (“La città di Dio”) è una delle opere più importanti di Agostino di Ippona. Fu scritta tra il 413 e il 426 ed è composta da 22 libri. Non è soltanto un testo religioso, ma anche una riflessione sulla storia dell’uomo, sul male, sul destino umano e sul rapporto tra Dio e il mondo terreno.
Critica all'impero romano
Le due città
Contesto storico
- La città terrena è formata dagli uomini che vivono seguendo l’egoismo, l’orgoglio e l’amore esclusivo per se stessi. È legata al desiderio di potere, alla ricchezza e alla gloria terrena. Secondo Agostino questa città nasce con il peccato originale e con la ribellione degli angeli guidati da Lucifero. - La città di Dio, invece, è composta da coloro che vivono secondo l’amore per Dio e per il bene comune. È la città della giustizia, della carità e della grazia.
Agostino scrive quest’opera dopo il sacco di Roma del 410, compiuto dai Visigoti guidati da Alarico. Questo evento sconvolse profondamente il mondo romano, perché Roma era considerata una città eterna e invincibile. Molti pagani accusavano i cristiani della caduta dell’Impero: secondo loro, abbandonando gli antichi dèi, i Romani avevano provocato la loro ira. Agostino, parlando con i superstiti fuggiti da Roma, vedeva soprattutto paura e disperazione. Per questo decide di scrivere il De civitate Dei, con lo scopo di difendere il cristianesimo e ridare speranza ai fedeli.
Nella prima parte dell’opera Agostino critica il paganesimo e ridimensiona il mito della grandezza di Roma. Secondo lui, l’Impero romano non è mai stato perfetto: anche Roma si è fondata su guerre, violenze e desiderio di potere.Agostino sostiene che Dio si sia servito di Roma per realizzare il proprio disegno, ma questo non significa che Roma sia eterna o sacra. Anche le invasioni barbariche possono avere un significato all’interno della Provvidenza divina, anche se gli uomini non riescono a comprenderlo. Per questo Agostino invita i cristiani a non fermarsi agli eventi politici e materiali, ma a guardare alla dimensione spirituale della vita.
Il destino finale
Il problema del male
Nel De civitate Dei Agostino riflette anche sull’origine del male. Egli sostiene che il male non sia una realtà autonoma, ma una mancanza di bene, cioè un allontanamento da Dio. Il male nasce dalla libertà degli uomini e degli angeli, che scelgono di ribellarsi a Dio mettendo se stessi al centro.
Nella seconda parte dell’opera Agostino interpreta tutta la storia dell’umanità come un conflitto continuo tra bene e male, tra città terrena e città di Dio. Tutti gli imperi fondati sul dominio e sulla forza sono destinati a cadere, compresa Roma. Solo la città di Dio durerà per sempre. Alla fine dei tempi ci sarà il Giudizio Universale: i giusti saranno separati dai peccatori e la città di Dio raggiungerà la felicità eterna nella contemplazione divina.
I DIALOGHI DI CASSICIACO
le atre opere
Contra Academicos: Agostino critica gli scettici, sostenendo che la verità esiste e che l’uomo può raggiungerla grazie alla ragione e all’aiuto di Dio
De vita beata: riflette sul tema della felicità, che secondo lui non dipende dai beni materiali ma dall’unione con Dio
Soliloquia: riflette sul tema della felicità, che secondo lui non dipende dai beni materiali ma dall’unione con Dio
De ordine: spiega che il mondo segue un ordine stabilito da Dio, anche se gli uomini non riescono sempre a comprenderlo
le altre opere
Le opere contro le eresie
Una parte importante della produzione di Agostino è dedicata alla lotta contro le eresie, cioè le dottrine considerate contrarie al cristianesimo.Nel Contra Faustum Manichaeum combatte il manicheismo, religione a cui lui stesso aveva aderito in gioventù. Agostino critica questa dottrina e difende la visione cristiana.
Le opere pedagogiche
Agostino scrisse anche opere dedicate all’educazione e all’insegnamento della fede.Nel De catechizandis rudibus spiega come insegnare il cristianesimo ai principianti. Molto importante è anche il De magistro, dove riflette sul significato dell’insegnamento. Secondo Agostino il vero maestro è Dio, perché la verità nasce interiormente nell’anima dell’uomo. L’opera pedagogica più importante è però il De doctrina christiana. Qui Agostino spiega come deve essere formato un giovane cristiano e sostiene che anche la cultura classica, come la retorica e la filosofia, possa essere utile per comprendere e difendere la fede cristiana.
IL DE TRINITATE, SERMIONI E LETTERE
le altre opere
Tra le opere teologiche più importanti c’è il De Trinitate, scritto tra il 399 e il 419. In quest’opera Agostino riflette sul mistero della Trinità, cioè sull’esistenza di un solo Dio in tre persone: Padre, Figlio e Spirito Santo.L’opera è anche una risposta contro l’eresia ariana, che negava la piena divinità di Cristo.La parte più originale del testo è il collegamento tra Dio e l’anima umana. Agostino sostiene infatti che nell’uomo esistano immagini della Trinità, come memoria, intelligenza e volontà.
Importantissima fu anche l’attività di predicatore di Agostino. Ci sono rimasti più di cinquecento Sermoni, scritti con uno stile semplice e vicino al linguaggio parlato, per essere compresi da tutti i fedeli.Molto importante è anche il suo epistolario, formato da oltre duecento lettere. Attraverso queste lettere Agostino affronta temi filosofici, religiosi e morali, ma parla anche dei problemi concreti della vita quotidiana e della società del suo tempo.
LO STILE
Per quanto riguarda la lingua e lo stile, Agostino di Ippona è uno scrittore molto versatile, capace di adattare il linguaggio ai diversi argomenti e al pubblico. In alcune opere usa uno stile semplice e vicino al parlato, mentre in altre adotta un linguaggio più complesso e filosofico. Nelle Confessioni il tono è spesso personale ed emotivo, ricco di riflessioni interiori e dialoghi con Dio. Nei trattati teologici, come il De Trinitate e il De civitate Dei, prevalgono invece ragionamenti più elaborati e argomentativi. Nei Sermoni e nelle opere pedagogiche Agostino cerca soprattutto chiarezza e semplicità, per farsi comprendere da tutti i fedeli. Anche quando scrive in modo semplice, però, mantiene sempre una certa eleganza retorica, grazie alla sua formazione classica. Per questo Agostino riesce a unire la cultura latina e il messaggio cristiano, diventando uno dei più importanti scrittori della tarda antichità.
Fine
Sant'Agostino
Irene Bressan
Created on May 8, 2026
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Sant'Agostino
354d.C. -430D.C.
Indice
Biografia di sant'agostino
Pag. III
Confessioni
Pag. VI
Altre opere dell'autore
Pag. XX
Excursus storico
375 d.C.
374 d.C.
410 d.C.
Ambrogio è vescovo di Milano
I Visigoti di Alarico saccheggiano Roma
Nasce a Tagaste
361 d.C.
380 d.C.
Giuliano l'Apostata diventa imperatore
Editto di Tessalonica
La vita di un'anima inquieta
La vita
Aurelio Agostino nasce a Tagaste in Numidia nel 354>>la madre Monica era una fervente cristiana mentre il padre Patrizio era un modesto funzionario pagano. Dopo essersi formato nella città natale e a Madaura si trasferisce a Cartagine per proseguire gli studi di retorica. Nel frattempo il padre muore ed egli va a convivere con una donna da cui avrà un figlio: Adeodato. Egli si interessa anche di filosofia e si avvicina alla setta del manicheismo che frequentò per 9 anni e sarà motivo di conflitto con la madre. Nel 375 è insegnante di retorica a Tagaste e poi viene chiamato come insegnante a Cartagine >> studio astrologia e pensiero gnostico. Nel 383, durante un viaggio a Roma, si avvicina allo scetticismo.
La vita di un'anima inquieta
Nel 384 Agostino viene chiamato a Milano come professore di retorica e ottiene incarichi pubblici prestigiosi nel frattempo la sua ricerca interiore proseguiva. Egli incontra Ambrogio, uno degli uomini più autorevoli della Chiesa del tempo, e dopo un confronto con il sacerdote Sempliciano nel 386 si converte al cristianesimo. Abbandona l'insegnamento e la carriera pubblica e trascorre un periodo di raccoglimento a Cassiciacum. Nel 387 si fa battezzare da Ambrogio dopodiché vende i suoi beni e si chiude in un ritiro spirituale. Egli diventa sacerdote di Ippona e fonda un monastero. Nel 396 diventa vescovo di Ippona. Nel frattempo i barbari avevano forzato le frontiere e saccheggiato Roma. I Vandali invasero l'Africa e prima che raggiungessero Ippona, Agostino muore nel 430 dopo una breve malattia.
«Le Confessioni...non è una autobiografia, è la prima autobiografia, è un romanzo, un collage di testi sacri, pura ermeneutica, un canovaccio di opera teatrale, uno sfogo dell'inconscio, un trattato mistico, un piagnisteo, una difesa della scienza empirica, un trattato di fisica, e si potrebbe continuare. In verità è alle Confessioni che si potrebbe attribuire il gioco di parole che nel libro undicesimo introduce all'esperienza del tempo: se nessuno me lo chiede so cos'è, ma se mi chiede che cos'è, non lo so più»
Maria Bettetini
STRUTTURA DELL'OPERA
L’opera si divide in due parti principali. I libri I-IX hanno carattere prevalentemente autobiografico e narrano la vita dell’autore dalla nascita fino alla morte della madre Monica; i libri X-XIII sono invece più filosofici e riflessivi.
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TESTI SCELTI
Ci sono innumerevoli passi significativi all'interno delle Confessioni, tuttavia abbiamo selezionato il celebre episodio legato al furto delle pere, il momento della conversione e le parole dolci con cui Sant'Agostino decide di ricordare la madre.
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LA MODERNITA' DI SANT'AGOSTINO
Le Confessioni di S. Agostino sono una delle opere di più sconcertante modernità che l'antichità ci abbia lasciato."
La loro straordinaria novità deriva soprattutto dalla forte centralità dell’io dell’autore: è del tutto nuova l’intensità con cui Agostino racconta sé stesso, mettendo la propria esperienza personale al centro dell’opera. La modernità dell’opera emerge anche dal fatto che la dimensione autobiografica principale non riguarda tanto gli eventi esteriori quanto la vita interiore dell’anima. Gli avvenimenti della sua esistenza vengono infatti reinterpretati attraverso lo sguardo del peccatore pentito, che rilegge con severità le proprie colpe e debolezze. Raramente, nelle opere autobiografiche dell’antichità, si era assistito a un’introspezione così profonda e a una rappresentazione tanto sincera e personale della propria interiorità.
De civitate Dei
Il De civitate Dei (“La città di Dio”) è una delle opere più importanti di Agostino di Ippona. Fu scritta tra il 413 e il 426 ed è composta da 22 libri. Non è soltanto un testo religioso, ma anche una riflessione sulla storia dell’uomo, sul male, sul destino umano e sul rapporto tra Dio e il mondo terreno.
Critica all'impero romano
Le due città
Contesto storico
- La città terrena è formata dagli uomini che vivono seguendo l’egoismo, l’orgoglio e l’amore esclusivo per se stessi. È legata al desiderio di potere, alla ricchezza e alla gloria terrena. Secondo Agostino questa città nasce con il peccato originale e con la ribellione degli angeli guidati da Lucifero. - La città di Dio, invece, è composta da coloro che vivono secondo l’amore per Dio e per il bene comune. È la città della giustizia, della carità e della grazia.
Agostino scrive quest’opera dopo il sacco di Roma del 410, compiuto dai Visigoti guidati da Alarico. Questo evento sconvolse profondamente il mondo romano, perché Roma era considerata una città eterna e invincibile. Molti pagani accusavano i cristiani della caduta dell’Impero: secondo loro, abbandonando gli antichi dèi, i Romani avevano provocato la loro ira. Agostino, parlando con i superstiti fuggiti da Roma, vedeva soprattutto paura e disperazione. Per questo decide di scrivere il De civitate Dei, con lo scopo di difendere il cristianesimo e ridare speranza ai fedeli.
Nella prima parte dell’opera Agostino critica il paganesimo e ridimensiona il mito della grandezza di Roma. Secondo lui, l’Impero romano non è mai stato perfetto: anche Roma si è fondata su guerre, violenze e desiderio di potere.Agostino sostiene che Dio si sia servito di Roma per realizzare il proprio disegno, ma questo non significa che Roma sia eterna o sacra. Anche le invasioni barbariche possono avere un significato all’interno della Provvidenza divina, anche se gli uomini non riescono a comprenderlo. Per questo Agostino invita i cristiani a non fermarsi agli eventi politici e materiali, ma a guardare alla dimensione spirituale della vita.
Il destino finale
Il problema del male
Nel De civitate Dei Agostino riflette anche sull’origine del male. Egli sostiene che il male non sia una realtà autonoma, ma una mancanza di bene, cioè un allontanamento da Dio. Il male nasce dalla libertà degli uomini e degli angeli, che scelgono di ribellarsi a Dio mettendo se stessi al centro.
Nella seconda parte dell’opera Agostino interpreta tutta la storia dell’umanità come un conflitto continuo tra bene e male, tra città terrena e città di Dio. Tutti gli imperi fondati sul dominio e sulla forza sono destinati a cadere, compresa Roma. Solo la città di Dio durerà per sempre. Alla fine dei tempi ci sarà il Giudizio Universale: i giusti saranno separati dai peccatori e la città di Dio raggiungerà la felicità eterna nella contemplazione divina.
I DIALOGHI DI CASSICIACO
le atre opere
Contra Academicos: Agostino critica gli scettici, sostenendo che la verità esiste e che l’uomo può raggiungerla grazie alla ragione e all’aiuto di Dio
De vita beata: riflette sul tema della felicità, che secondo lui non dipende dai beni materiali ma dall’unione con Dio
Soliloquia: riflette sul tema della felicità, che secondo lui non dipende dai beni materiali ma dall’unione con Dio
De ordine: spiega che il mondo segue un ordine stabilito da Dio, anche se gli uomini non riescono sempre a comprenderlo
le altre opere
Le opere contro le eresie
Una parte importante della produzione di Agostino è dedicata alla lotta contro le eresie, cioè le dottrine considerate contrarie al cristianesimo.Nel Contra Faustum Manichaeum combatte il manicheismo, religione a cui lui stesso aveva aderito in gioventù. Agostino critica questa dottrina e difende la visione cristiana.
Le opere pedagogiche
Agostino scrisse anche opere dedicate all’educazione e all’insegnamento della fede.Nel De catechizandis rudibus spiega come insegnare il cristianesimo ai principianti. Molto importante è anche il De magistro, dove riflette sul significato dell’insegnamento. Secondo Agostino il vero maestro è Dio, perché la verità nasce interiormente nell’anima dell’uomo. L’opera pedagogica più importante è però il De doctrina christiana. Qui Agostino spiega come deve essere formato un giovane cristiano e sostiene che anche la cultura classica, come la retorica e la filosofia, possa essere utile per comprendere e difendere la fede cristiana.
IL DE TRINITATE, SERMIONI E LETTERE
le altre opere
Tra le opere teologiche più importanti c’è il De Trinitate, scritto tra il 399 e il 419. In quest’opera Agostino riflette sul mistero della Trinità, cioè sull’esistenza di un solo Dio in tre persone: Padre, Figlio e Spirito Santo.L’opera è anche una risposta contro l’eresia ariana, che negava la piena divinità di Cristo.La parte più originale del testo è il collegamento tra Dio e l’anima umana. Agostino sostiene infatti che nell’uomo esistano immagini della Trinità, come memoria, intelligenza e volontà.
Importantissima fu anche l’attività di predicatore di Agostino. Ci sono rimasti più di cinquecento Sermoni, scritti con uno stile semplice e vicino al linguaggio parlato, per essere compresi da tutti i fedeli.Molto importante è anche il suo epistolario, formato da oltre duecento lettere. Attraverso queste lettere Agostino affronta temi filosofici, religiosi e morali, ma parla anche dei problemi concreti della vita quotidiana e della società del suo tempo.
LO STILE
Per quanto riguarda la lingua e lo stile, Agostino di Ippona è uno scrittore molto versatile, capace di adattare il linguaggio ai diversi argomenti e al pubblico. In alcune opere usa uno stile semplice e vicino al parlato, mentre in altre adotta un linguaggio più complesso e filosofico. Nelle Confessioni il tono è spesso personale ed emotivo, ricco di riflessioni interiori e dialoghi con Dio. Nei trattati teologici, come il De Trinitate e il De civitate Dei, prevalgono invece ragionamenti più elaborati e argomentativi. Nei Sermoni e nelle opere pedagogiche Agostino cerca soprattutto chiarezza e semplicità, per farsi comprendere da tutti i fedeli. Anche quando scrive in modo semplice, però, mantiene sempre una certa eleganza retorica, grazie alla sua formazione classica. Per questo Agostino riesce a unire la cultura latina e il messaggio cristiano, diventando uno dei più importanti scrittori della tarda antichità.
Fine