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Donne Resilienti: Trasformare le Sfide in Successi

Manuela Gallo

Created on May 5, 2026

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Donne Resilienti: Trasformare le Sfide in Successi

“Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza.” Rita Levi-Moltalcini

Donne Resilienti: Trasformare le Sfide in Successi

“Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza.” Rita Levi-Moltalcini
video

Introduzione Perché le donne resilienti??

Il mio lavoro nasce da una riflessione sulla straordinaria forza delle donne: la capacità di resistere e ricostruire la propria vita dopo un dolore o un’ingiustizia, di come sia possibile trasformare la sofferenza in una nuova forma di energia e di coraggio.

Situazione 1861

AL NORD:

AL SUD:

  • L'agricoltura era ben organizzata e offiva ai contadini condizioni di vite discrete.
  • Poche fabbriche.
  • La maggior parte delle ferrovie in Italia(appena di 2000 chilometri) si trovava al Nord.
  • L'agricoltura era insufficente.
  • L'industria era inestistente.
  • Esistevano poche decine di chilometri.

Destra Storica

StoriA

UNITA' D'ITALIA

DIVISIONE POLITICA

CONDIZIONI DI VITA

Limiti Democratici

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Dopo la morte di Cavour, i suoi successori puntarono su ferrovie, industrializzazione e pareggio di bilancio. Per ottenere fondi vennero vendute terre ecclesiastiche e aumentate le tasse, e riusci anche a uniformando leggi e monete (tranne in Piemonte).

Il diritto di voto era estremamente ristretto: solo uomini sopra i 25 anni, alfabetizzati e con un determinato censo (40 lire di imposte). Votava meno del 2% della popolazione.

L'Italia era una monarchia costituzionale sotto Vittorio Emanuele II, regolata dallo Statuto Albertino. Il Parlamento era diviso tra Destra (nobiltà e ricca borghesia, fedeli alla corona) e Sinistra (monarchici favorevoli a riforme sociali).

Su 24 milioni di abitanti, la miseria era diffusa. La mortalità infantile toccava il 20%, la speranza di vita era di soli 35-40 anni e malattie da denutrizione come la pellagra erano comuni, insieme a un analfabetismo altissimo.

L'Italia fu proclamata Unita d'Italia. La capitale era Torino e mancano il Lazio, il Trentino e il Friuli Venezia-Giulia. L'Italia non aveva possedimenti coloniali e la legge di stato era quella cattolica

Title

C'era un gran rivario tra Nord e Sud

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rivolta

I contadini rimasero delusi dalla mancata ridistribuzione delle terre promessa da Garibaldi. L'introduzione della leva obbligatoria, le nuove tasse pesanti e l'atteggiamento dei piemontesi alimentarono il risentimento.

StoriA

Nasce la prima guerra civil chiamata il brigantaggio ( il termine fu usato ufficialmente per criminalizzare quella che era una rivolta popolare legata alla difesa dei propri diritti e alla fedeltà al vecchio sovrano spodestato).

  • Contadini delle zone rurali;
  • Ex soldati dell'esercito borbonico sciolto.
  • Rinunciatari (giovani che fuggivano dalla leva) e disertori.
  • Banditi di professione o braccianti disperati.
  • Le donne

Le brigantesse furono guerrigliere determinate che scelsero la macchia per ribellarsi alla miseria e alla sottomissione patriarcale. Nonostante fossero disprezzate dai piemontesi come semplici "drude" (amanti), esse furono combattenti feroci: vestite da uomini e armate di pistole, partecipavano a scontri a fuoco e guidavano bande con una risolutezza che spesso superava quella dei compagni, trasformando la rivolta in un'occasione di violento riscatto personale e politico.

le Brigantesse

  • Profilo logistico;
  • auito ai briganti;
  • prestavano ricovero;
  • consigliere;
  • nascondevano i loro uomini.

StoriA

Lo sport femminile

Lo sport è una sfida basata sulla resilienza, capacità che per le donne ha assunto un valore straordinario. Per decenni le atlete hanno dovuto combattere non solo contro i propri limiti, ma anche contro pregiudizi e discriminazioni che le escludevano da un mondo considerato prettamente maschile. Sfidando le convenzioni e superando pressioni sociali e barriere culturali, queste donne hanno ottenuto successi memorabili, ridefinendo il concetto di forza e aprendo la strada alle future generazioni. La loro tenacia ha trasformato lo sport in un potente strumento di emancipazione e valore sociale.

EDUcazione FISICA

alfonsina strada

La storia di Alfonsina Strada è il simbolo della resilienza femminile nello sport. Nata in una famiglia umile nel 1891, scoprì la passione per il ciclismo da bambina, sfidando i pregiudizi di un’epoca che considerava scandaloso vedere una donna in sella. Nonostante l'opposizione sociale, continuò a gareggiare, sostenuta dal marito Luigi Strada, e stabilì record mondiali di velocità.Il suo nome passò alla storia per la partecipazione al Giro di Lombardia e, soprattutto, al Giro d’Italia del 1924, dove fu l'unica donna a competere contro i colleghi maschi. Nonostante cadute, guasti tecnici e fatiche estreme, Alfonsina completò l'intero percorso di oltre 3.600 km, dimostrando una tenacia che conquistò il pubblico e la stampa. Pioniera della parità di genere, con la sua forza interiore ha abbattuto barriere culturali, diventando un modello di riferimento per le generazioni future e trasformando lo sport in uno spazio di emancipazione e uguaglianza.

EDUcazione FISICA

Frida Kahlo

Frida Kahlo è il simbolo della resilienza perché ha trasformato ogni trauma in arte. Il momento cruciale fu l'incidente del 1925: costretta a letto con il corpo frantumato, iniziò a dipingere se stessa usando uno specchio, trasformando la sua prigione fisica in un mezzo di libertà espressiva. È stata resiliente reagendo alla malattia, all'invalidità e ai tradimenti affettivi con una vitalità indomabile, scegliendo di mostrare le proprie ferite sulla tela invece di nasconderle. La sua forza culmina nell'ultimo atto di vita: nonostante il fisico distrutto, partecipò alla sua mostra finale dal suo letto, celebrando la vita fino all'ultimo colore.

arte

viva la vida

In quest'opera, Frida compie il suo ultimo atto di resilienza trasformando l'imminenza della morte in un inno alla vita. Attraverso le angurie, simbolo messicano di vitalità e fragilità, l'artista accetta il declino del proprio corpo ma ribadisce la forza indomabile del suo spirito. La scritta "Viva la Vida", incisa sulla polpa rossa, sintetizza la sua straordinaria capacità di celebrare l'esistenza e la gioia nonostante il dolore fisico e psicologico, lottando con il colore fino all'ultimo respiro.

arte

Rita levi-montalcini

Rita Levi-Montalcini ha incarnato una resilienza straordinaria, trasformando l'oppressione delle leggi razziali in una spinta creativa senza precedenti. Negata la carriera accademica, scelse di non arrendersi e allestì un laboratorio clandestino nella propria camera da letto: fu proprio in quel rifugio precario, tra mille privazioni, che pose le basi per la scoperta del Nobel. La sua storia dimostra che nessuna discriminazione, di genere o politica, può fermare una volontà di ferro capace di trasformare l'ostilità del mondo in un’occasione di riscatto e progresso per l'intera umanità.

Scienze

nina simone

Nina Simone è il simbolo di una resilienza feroce, capace di trasformare ogni rifiuto in una rivoluzione. Quando il razzismo le sbarrò la carriera classica, lei non si spezzò, ma reinventò se stessa e la musica, fondendo Bach con il blues per dare voce ai diritti civili. La sua forza risiede nell'aver scelto la coerenza politica e l'attivismo radicale a discapito del successo facile, resistendo a un sistema oppressivo, a un matrimonio violento e alle ferite della salute mentale. Nina ha saputo abitare il dolore della discriminazione facendone un’arma di emancipazione, dimostrando che l'identità non si subisce, ma si rivendica con orgoglio.

Musica

Felling good

*Feeling Good* è la voce della resilienza: non una gioia leggera, ma il trionfo di chi si rialza dopo l'oppressione. Il brano parte dal silenzio della solitudine per esplodere in un crescendo potente, simbolo della riappropriazione del proprio destino. Per Nina, cantare "è una nuova alba" significava trasformare le ferite del razzismo e della violenza in un urlo di libertà, celebrando il diritto di esistere e di essere padroni di se stessi nonostante tutto.

Musica

80 anni dal voto delle donne

ed. civ ica

Il cammino verso il suffragio universale rappresenta la straordinaria resilienza delle donne italiane, capaci di trasformare secoli di marginalizzazione in un’inarrestabile forza di cambiamento. Dopo essere state relegate a ruoli accessori e poi costrette al ritorno tra le mura domestiche dal fascismo, le donne hanno saputo resistere alle avversità dei conflitti mondiali, dimostrando il proprio valore prima nel lavoro e poi nel coraggio della Resistenza. Questa tenacia ha trasformato il 1946 in un punto di non ritorno: dalle prime sei sindache pioniere fino alle cittadine che stringevano la scheda elettorale come un tesoro prezioso, la donna ha saputo attendere, lottare e infine conquistare il proprio posto nella storia, rendendo la democrazia italiana finalmente compiuta.

"C'é ANCORA DOMANI"

La resilienza di Delia è una forza silenziosa che trasforma i lividi in coraggio e la sottomissione in una strategia di libertà per sua figlia. In una Roma patriarcale, lei non sceglie la fuga, ma il diritto di esistere: il suo voto nel 1946 è l'atto estremo di chi smette di subire per diventare cittadina. È il ritratto di una donna che, nonostante le macerie, trova nella dignità del diritto civile la forza di rialzarsi e cambiare il proprio destino.

ed. civ ica

"LAS MADRES EN LA PLAZA DE MAYO"

SPAGNOLO

ZAHA HADID

Zaha Hadid ha incarnato una resilienza femminile senza precedenti, lottando per decenni in un ambiente profondamente maschilista che tentava di marginalizzare il suo genio definendolo "irrealizzabile". La sua forza è stata quella di non farsi piegare dai pregiudizi di genere né dallo scetticismo tecnico: ha trasformato l'isolamento in un'occasione per ridefinire gli standard mondiali, abbattendo il soffitto di cristallo con la prima vittoria femminile del Pritzker. La sua carriera non è stata solo una successione di progetti, ma una battaglia vinta per dimostrare che l'audacia e la visione di una donna potevano riscrivere le regole del mondo costruito.

tecnologia

stazione TAV di Afragola

La stazione di Afragola è il simbolo della resilienza femminile di Zaha Hadid: un "serpente" di cemento che sfida la rigidità maschile dell'ingegneria tradizionale. Nonostante i pregiudizi che volevano le sue forme irrealizzabili, lei ha imposto una struttura che non divide il territorio, ma lo connette. È la prova tangibile che la determinazione di una donna può trasformare un'opera tecnica in un'emozione fluida, abbattendo ogni stereotipo e dimostrando che nessun limite può fermare una visione coraggiosa.

tecnologia

Le donne nelle “Primavere Arabe”

La resilienza femminile durante la Primavera Araba è stata una forza trasformativa capace di abbattere due muri: quello della dittatura politica e quello del pregiudizio sociale. Le donne non si sono limitate a scendere in piazza, ma hanno trasformato la minaccia e la violenza subita in una spinta per rivendicare diritti legali e dignità. Questa resistenza non è stata solo fisica, ma profondamente politica: lo dimostra la lotta in Tunisia per l'uguaglianza costituzionale, dove le donne hanno rifiutato di essere "complementari" per affermarsi come cittadine alla pari. La loro storia ci insegna che la resilienza non è solo resistere ai colpi, ma avere il coraggio di costruire un nuovo modello di libertà proprio mentre tutto sembra crollare.

geografia

Le leonesse di vergine MARIA

Vanessa Ambrosecchio, nata a Palermo nel 1970, è una scrittrice e insegnante. Dopo aver insegnato per anni nella scuola secondaria di Palermo, si è trasferita in Umbria ed è diventata la mia prof di geografia per quest’anno scolastico.

ITALIANO

Le leonesse di vergine MARIA

Ambrosecchio avrebbe potuto scriverci un romanzo, ma non lo ha fatto: ha preferito, con onestà intellettuale, non declinare in narrazione qualcosa di incandescente che si nascondeva sotto la cenere. Lei ha preferito la via più impervia di un racconto vissuto, evitando gli ammiccamenti e quel pathos che spesso la finzione utilizza per relegare la letteratura a intrattenimento. Ma Ambrosecchio non vuole intrattenere, vuole piuttosto scuotere le coscienze e così preferisce ricorrere al reportage, anzi, direi, a una narrazione ibrida. Ma, su questo, ci tornerò dopo

ITALIANO

Questo libro mi è piaciuto perché descrive la resilienza femminile a livelli di un’intera comunità di donne che unendosi riescono a dare al dolore delle madri, colpite in prima persona dalla perdita del proprio figlio, una sorta di riscatto a favore dell’intera collettività attraverso la forza d’animo di ribellarsi. Mi ha colpito come queste madri, partendo dalle macerie delle proprie vite, siano riuscite a contrastare poteri enormi per amore dei figli. Il racconto dimostra che la determinazione delle protagoniste può trasformare una ferita incurabile in un seme di speranza: nessuno è mai troppo debole per lottare contro l’ingiustizia.

My aunt donatella

Inglese

Grazie mille per la visione

Grazie

Fatto da Claudia Faticoni

Michelina De Cesare

Michelina De Cesare ha dimostrato una grande resilienza trasformando la sua condizione di donna povera e vedova in quella di una leader coraggiosa e intelligente. Invece di arrendersi alle difficoltà di un'epoca che non offriva opportunità alle donne, ha usato la sua conoscenza del territorio per diventare la mente strategica della sua banda. La sua capacità di reagire alle avversità si è vista soprattutto nella sua abilità tattica: è stata lei a inventare trucchi e travestimenti per sconfiggere nemici molto più forti e numerosi, dimostrando che con l'ingegno si può ribaltare una situazione di svantaggio.La sua resilienza è stata però visibile soprattutto nel momento della fine. Nonostante il tradimento del fratello, che l'ha consegnata ai soldati, Michelina non si è arresa psicologicamente. Ha combattuto "come una leonessa" fino all'ultimo istante, mantenendo la sua fierezza e la sua rabbia anche di fronte alla morte.

Filomena Pennecchio

Filomena Pennacchio è stata un esempio di resilienza perché è riuscita a cambiare la sua vita ogni volta che il destino sembrava schiacciarla. Nata poverissima e analfabeta, non ha accettato una vita di sofferenza, ma ha reagito diventando una brigantessa per sentirsi protagonista e non più una vittima. La sua vera forza, però, si è vista nei momenti più difficili: dopo la morte del suo compagno e l'arresto, non si è arresa. In carcere ha studiato e ha imparato a leggere e scrivere, usando quel tempo per migliorare se stessa invece di disperarsi. Una volta libera, è stata capace di ricominciare da capo un'altra volta, trasformandosi da donna violenta in una persona generosa che aiutava i poveri. La sua resilienza è stata proprio questa: la capacità di trasformare le sue ferite in una nuova vita dedicata agli altri.

TRAMA

Il libro ripercorre la straordinaria vicenda delle Leonesse" di Vergine Maria, una borgata palermitana che ha saputo trasformare una tragedia privata in una forma di resistenza collettiva. Il cuore della narrazione è la resilienza femminile, che esplode inizialmente nel 1964 dopo la morte di due cuginetti, Rosalia e Settimo, travolti da un camion che trasportava le macerie del "sacco di Palermo" verso la discarica locale. In una società profondamente patriarcale, sono le donne a prendere il comando della protesta, consapevoli che il loro ruolo di madri le ponga in prima linea nella difesa della vita contro la violenza del cemento e della speculazione mafiosa. Questa forza interiore si manifesta con determinazione ancora maggiore nel 1979, quando le donne decidono di non accettare più il silenzio delle istituzioni. La loro resilienza si fa creativa e politica: passano dai blocchi stradali al sabotaggio dei mezzi, fino all'audace occupazione della Sala Gialla del Comune di Palermo. Guidate da Gisella Taormina, queste donne sfidano apertamente il potere maschilista e la corruzione, resistendo per giorni dentro il palazzo comunale. La loro lotta non è solo una difesa del territorio, ma un atto di autodeterminazione che riesce a unire le borgate e a piegare la politica, portando alla chiusura definitiva della discarica e dimostrando che il coraggio delle donne può scardinare sistemi di potere apparentemente intoccabili.