Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

IL CRISTO NELL' ARTE

Emma Santibacci

Created on May 4, 2026

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Practical Microsite

Essential Microsite

Akihabara Microsite

Essential CV

Akihabara Resume

Momentum: Manager Guide

Momentum: First Operational Steps

Transcript

IL CRISTO NELL' ARTE

Next

Emma Santibacci e Alice Bracarda 4^E

LA CROCIFISSIONE

Di Renato Guttuso
  • Data: 1941
  • Tecnica: olio su tela
  • Collocazione attuale: galleria nazionale d'arte moderna, Roma

Contesto storico

Impegno civile

Il soggetto

Stile

-LA NATURA MORTA (Il "Tavolo del Supplizio")

-I PERSONAGGI

-I GLI ANIMALI E GLI STRUMENTI

Next

-lo sfondo e l'ambiente

Il ponte e la città

Le montagne rocciose

Iil cielo livido

- Elementi cromatici finali

Luce e contrasti

Next

Quale immagine di uomo viene fuori?

Quale immagine di Dio viene fuori?

Quale accadimento di attualità assoceresti?

Qual è il messaggio finale che offre alla Storia?

Next

Quella croce rappresenta tutti

Di Natalia Ginzburg

La Maddalena

Rappresenta l'amore carnale che si fa spirituale attraverso il dolore. La sua nudità richiama Eva: come una donna ha dato origine al peccato, una donna (la Chiesa, simboleggiata dalla Maddalena) abbraccia lo strumento della salvezza. È la sposa che piange lo sposo, l'umanità che si aggrappa disperatamente alla speranza della Resurrezione.

il tavolo giallo

Il giallo è il colore del tradimento (la veste di Giuda). Poggiare gli strumenti del martirio su questo colore significa che ogni elemento della Passione è frutto di un tradimento originario dell'uomo verso il suo Creatore e verso i propri fratelli.

Il Cielo Livido

Rappresenta l'eclissi del sole descritta nei Vangeli ("si fece buio su tutta la terra"). È l'assenza di luce divina, il momento del "sabato santo" dove sembra che il male abbia vinto. Il cielo fumoso indica che il sacrificio di Cristo è avvolto dalla nebbia dell'incomprensione umana..

Luce e Contrasti

La luce non viene dall'alto (Dio), ma dai corpi martirizzati. Questo indica una teologia profondamente incarnata: la luce della speranza oggi brilla solo attraverso la testimonianza di chi soffre per la giustizia. Il contrasto tra i colori primari (rosso, blu, giallo) serve a sottolineare che la Crocifissione non è un evento sbiadito dal tempo, ma una realtà cruda, violenta e sempre attuale..

Domanda n 2

Viene fuori un "Dio tra noi", un Dio che si è fatto uomo fino in fondo, accettando l'umiliazione totale. È un Dio silenzioso e nascosto (il volto di Cristo coperto dalla croce), che non interviene con miracoli ma sceglie di condividere il destino delle vittime. Non è il Dio trionfante dei cieli, ma un Dio che "abita" nel braccio di chi viene torturato o nella disperazione di chi perde una persona amata. Guttuso ci dice che Dio si manifesta nel dolore degli innocenti; è un'immagine profondamente umana e laica, che sposta la sacralità dal cielo alla terra..

Il cavallo blu

Il blu soprannaturale indica l'origine "non umana" del male quando diventa sistema. Rappresenta l'idolo, la divinità falsa (il potere politico/militare) che si sostituisce a Dio e calpesta la terra con indifferenza assoluta..

La donna che piange

È l'immagine della Mater Dolorosa. Il blu è il colore mariano per eccellenza, ma qui è incupito. Rappresenta la Chiesa che non può far altro che piangere e coprirsi gli occhi davanti allo scempio della creazione. È il dolore dignitoso che si contrappone alla ferocia dei carnefici.

Il soggetto

Sacro o Profano?

Il soggetto è ovviamente la morte di Gesù sul Golgota, ma Guttuso lo interpreta in modo totalmente laico. Non ci sono angeli, non c'è luce divina e non c'è pace. È un'esecuzione brutale. Questo approccio fece così tanto scandalo che persino il Vaticano condannò il quadro, vietando ai religiosi di guardarlo perché considerato 'blasfemo'. In realtà, per Guttuso, Cristo è il simbolo universale di chiunque venga perseguitato per le proprie idee, che sia un partigiano, un prigioniero politico o una vittima della guerra.

L'impegno civile dell'autore

Guttuso era un antifascista convinto e un intellettuale impegnato

Per lui, l'artista non poteva stare a guardare mentre avvenivano massacri in Abissinia o esecuzioni nelle piazze. Con quest'opera, lui inaugura quello che chiamiamo 'Realismo Sociale': l'idea che l'arte debba denunciare le ingiustizie della società. Lui stesso diceva di voler dipingere il supplizio di Cristo come una 'scena d'oggi', rendendo il Vangelo un fatto di cronaca attuale.

L'Uomo con la lancia e la spugna

Rappresenta il braccio secolare del male. È colui che somministra il fiele. Spiritualmente è la tentazione finale: l'offerta di un sollievo illusorio (l'aceto/droga) che non toglie il dolore ma offusca la coscienza della vittima..

Domanda n 1

Dall'opera di Guttuso emerge un'immagine dell'uomo fragile, carnale e profondamente sofferente. Non ci sono eroi, ma corpi nudi che mostrano tutta la loro vulnerabilità. L'uomo è visto sia come vittima (i condannati, la donna che piange) che come carnefice indifferente (il soldato che gioca a dadi). I pugni chiusi dei ladroni e di Cristo suggeriscono però che, anche nel dolore estremo, l'uomo conserva una dignità fatta di resistenza e ribellione contro l'ingiustizia. È un'umanità sporca di terra e sangue, lontana da ogni idealizzazione, che lotta per non essere annientata dalla violenza..

La Ciotola Bianca e il Panno Rosso

La ciotola richiama il bacile di Ponzio Pilato che si lava le mani, simbolo del rifiuto della responsabilità morale. Il panno rosso è la "tunica inconsutile" di Cristo, intrisa di sangue e calpestata. Rappresenta la dignità violata di Dio che si fa uomo e accetta lo spregio delle sue vesti.

Il Martello e i Chiodi

Oltre alla "banalità del male", rappresentano i peccati dell'uomo che inchiodano Dio alla storia. Il martello è lo strumento della volontà umana che si oppone a quella divina; i chiodi sono il simbolo della sofferenza fisica necessaria per la Redenzione. In ambito religioso, ricordano che la Passione non è un concetto astratto, ma un dolore inflitto da mani umane.

Il cristo

La scelta di coprirne il volto con la croce trasversale ha un valore teologico immenso: è il "Cristo Nascosto". Rappresenta il silenzio di Dio di fronte all'orrore, ma anche l'identificazione di Dio con ogni vittima senza volto. Il colore pallido indica lo svuotamento (kenosis) totale della divinità nella morte.

Domanda n 3

Oggi potremmo associare quest'opera a tutte le immagini che arrivano dai conflitti contemporanei, come quelli in Ucraina o in Medio Oriente. In particolare, la scena ricorda i palazzi sventrati dalle bombe (le rocce e le case sullo sfondo) e il dolore delle civili nude di fronte alla tragedia (la Maddalena). Come Guttuso vedeva nel Cristo le vittime del fascismo, oggi potremmo vederci i prigionieri politici o i civili che subiscono oltraggi e torture per le loro idee o semplicemente per la loro presenza in zone di guerra. È il fermo immagine di ogni crisi umanitaria dove la dignità della persona viene calpestata dalla "meccanica" della guerra..

La bottiglia di vino/aceto

Simboleggia l'Eucaristia capovolta. Se il vino è il sangue della Nuova Alleanza, qui la bottiglia da osteria riporta il sacro nella sporcizia del quotidiano. Rappresenta anche l'ultimo atto di scherno: l'offerta dell'aceto invece dell'acqua, simbolo della sete di giustizia che rimane inascoltata.

Il Soldato che gioca ai dadi

Biblicamente, rappresenta la cecità spirituale. Mentre si compie il sacrificio supremo, lui è attratto dai beni materiali. È il simbolo di chi "non sa quello che fa", perso nella trivialità del gioco d'azzardo mentre la Storia della Salvezza passa accanto a lui inosservata..

Il Ladrone di Destra

Identificato tradizionalmente con il "Buon Ladrone" (Disma), il suo colore rosso rappresenta il fuoco della penitenza e la passione del pentimento. Le sue membra contratte mostrano lo sforzo di volgere lo sguardo (anche se il corpo è bloccato) verso la Verità, rappresentando l'anima che brucia dal desiderio di perdono..

Questa visione di Guttuso si sposa con un articolo di Natalia Ginzburg del 1988. La Ginzburg, pur essendo una laica, sostiene che il crocifisso non dovrebbe sparire dalle scuole perché, oltre il valore religioso, è il segno del dolore umano. Proprio come nel quadro di Guttuso, la Ginzburg vede in Cristo l’immagine di chiunque sia stato venduto, tradito o martoriato. Lei scrive che il crocifisso 'rappresenta tutti' perché prima di Cristo nessuno aveva mai detto con tanta forza che siamo tutti uguali e fratelli. Entrambi, l'artista e la scrittrice, ci dicono la stessa cosa: la croce è il simbolo della nostra sventura umana, ma anche della nostra dignità.

Lorem ipsum dolor sit

Contesto storico

dipingere sotto il fascismo

Siamo nel 1941, l'anno in cui l'Italia è nel pieno della Seconda Guerra Mondiale. Guttuso dipinge quest'opera mentre il mondo sta letteralmente crollando. In quel periodo, il regime fascista voleva un'arte che celebrasse la forza e la vittoria, ma Guttuso fa l'esatto opposto: decide di mostrare la morte, il sangue e la sconfitta dell'uomo. Esporre un quadro del genere in quel momento storico non era solo una scelta artistica, ma un atto di ribellione politica vera e propria.

Domanda n 4

Il messaggio finale è un monito contro l'indifferenza. Guttuso ci insegna che la Crocifissione non è un evento del passato, ma un fatto che si ripete ogni volta che restiamo a guardare un sopruso senza reagire (come l'uomo che gioca a dadi mentre Dio muore). L'opera offre alla Storia un'etica della responsabilità: l'arte e l'uomo devono denunciare il male. Il messaggio è che la sofferenza dell'altro ci riguarda sempre e che la vera "bestemmia" non è dipingere corpi nudi, ma permettere che la violenza e la guerra continuino a crocifiggere l'umanità.

Lo stile

e le influenze

Dal punto di vista dello stile, Guttuso si ispira moltissimo a Picasso, specialmente per come deforma i corpi per esprimere il dolore. Usa colori 'espressionisti' — cioè colori che non sono reali ma che servono a trasmettere emozioni forti, come i gialli acidi e i rossi violenti che abbiamo visto. Tutto nel quadro è fatto per creare tensione e coinvolgere emotivamente chi guarda, impedendogli di rimanere indifferente.

Il cavallo bianco

Rappresenta la Creazione che geme e soffre per il peccato dell'uomo. Il suo occhio sbarrato è lo specchio della coscienza che vede l'orrore. In senso biblico, richiama il cavallo bianco dell'Apocalisse, ma qui appare sconfitto e terrorizzato, indicando che la guerra ha ribaltato anche le promesse di trionfo divino..

Le forbici

Nella simbologia religiosa, possono richiamare il taglio dei legami terreni. Guttuso le pone aperte per indicare una vita interrotta bruscamente. Rappresentano la crudeltà di chi ha "reciso" la speranza, un richiamo alla fragilità della condizione umana di fronte alla violenza che non rispetta la sacralità della vita..

Le Montagne Rocciose

Richiamano il Golgota, ma hanno la forma di macerie. Rappresentano la durezza del cuore dell'uomo. Le rocce spigolose indicano che la natura stessa è stata ferita dal peccato, diventando inospitale e tagliente.

Il Ponte e la Città

Il ponte è il simbolo del passaggio tra la vita e la morte, o tra l'Antica e la Nuova Alleanza. La città rappresenta la civiltà che ha costruito il patibolo. Teologicamente, indica che Cristo viene ucciso "fuori dalle mura", escluso dalla società civile che lo ritiene un pericolo o un rifiuto..

Il ladrone di sinistra

Rappresenta il "Cattivo Ladrone" (Gesta). Il colore verdastro è quello dell'invidia e della disperazione che porta alla morte dell'anima prima ancora che del corpo. È l'umanità che rifiuta la salvezza anche nel momento estremo, rimanendo chiusa nel proprio odio e nella propria sconfitta.