Friuli Venezia Giulia 1976
TERREMOTO
CAUSE IN ITALIA, IN VENETO NELLA NOSTRA PROVINCIA ALCUNE INFORMAZIONI COMPORTAMENTO DA TENERE IN CASO DI SCOSSE
Sono le 21 del 6 maggio 1976 quando un terremoto di magnitudo 6.5 colpisce duramente il Friuli e in particolare la media valle del Fiume Tagliamento, con epicentro localizzato a qualche chilometro ad est di Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Il sisma, l' “Orcolat” - cioè l’orco del folklore locale che si ritiene essere responsabile dei terremoti - fu avvertito in quasi tutta l’Italia centro-settentrionale e nella vicina Slovenia e fece registrare un valore compreso tra il nono e il decimo grado della scala Mercalli.
La scossa interessò oltre 100 comuni delle province di Udine e di Pordenone, per una popolazione complessiva di circa 500.000 persone. Gli effetti più distruttivi si ebbero nella zona a nord di Udine lungo la media valle del Tagliamento, dove interi paesi e cittadine subirono estese distruzioni: fra questi Gemona, Forgaria, Osoppo, Venzone, Trasaghis, Artegna, Buia, Magnano in Riviera, Majano, Moggio Udinese, solo per citarne alcuni.
I danni al patrimonio edilizio furono rilevanti.
La scossa provocò 990 morti e oltre 45.000 senza tetto.
La leggenda dell’OrcolatSecondo l'antica leggenda tradizionale del Friuli, l’Orcolat era un essere mitologico dal
carattere difficile che viveva pascolando animali in una grotta profonda ai piedi del monte San
Simeone. Un giorno mentre raccoglieva dei funghi ne trovò alcuni velenosi e li mangiò e,
stremato per il terribile mal di pancia, cadde in un sonno profondo. Tuttavia, dei malviventi
scesero dalle montagne e distrussero la città fino a che l'orco non venne svegliato perché
disturbato da quel frastuono e cacciò via i briganti. Come segno di riconoscimento, gli abitanti
di Bordano salirono sulla montagna portando doni per l’Orcolat, ma lo trovarono
addormentato, circondato da migliaia di farfalle. Le scosse avvenute nel 1976 nel territorio
friulano vengono attribuite da alcuni al risveglio e al brusco muoversi dell’Orcolat.
IL TERREMOTO O SISMA E’ UN MOVIMENTO IMPROVVISO DELLA CROSTA TERRESTRE. IN ALCUNI CASI E’ TALMENTE DEBOLE CHE SOLO ALCUNI STRUMENTI RIESCONO A PERCEPIRLO, IN ALTRI CASI E’ COSI’ FORTE CHE SI SENTE E PUO’ CAUSARE ANCHE DANNI. L’EFFETTO DI UN TERREMOTO E’ SIMILE A QUELLO CHE SI AVVERTE QUANDO SI E’ IN PIEDI IN UN AUTOBUS CHE PERCORRE UNA STRADA DISESTATA.
La Geofisica studia il comportamento fisico della Terra nei suoi tre ambienti (solido, liquido e gassoso). La Sismologia è quella parte della Geofisica che studia i movimenti improvvisi dell’interno della Terra, ovvero i terremoti.
I fenomeni sismici possono essere: - Vulcanici (legati alla presenza di vulcani e dalla loro attività). - Locali o di franamento (originati dal crollo di cavità sotterranee). - Tettonici (causati dal movimento delle zolle, i più frequenti).
FENOMENI SISMICI TETTONICI
Le rocce che formano la crosta e il mantello sono sottoposte a sforzi, detti sforzi tettonici, che sono il risultato dei movimenti reciproci delle grandi placche in cui è suddiviso lo strato più superficiale della Terra. Tali sforzi sono massimi nelle regioni poste in prossimità dei confini tra le placche, come l’Italia ed in generale tutta l’area Mediterranea, e minimi all’interno delle placche stesse, come nel Canada e nell’Africa centrale.
LE PLACCHE TERRESTRI
LE PLACCHE POSSONO: allontanarsi (margini divergenti)
avvicinarsi (margini convergenti)
scorrere lateralmente (margini trascorrenti) IN QUESTO CASO SI POSSONO VERIFICARE I TERREMOTI
Quando tali sforzi raggiungono il limite della resistenza offerta dalle rocce che formano la crosta, si forma una frattura e si genera un terremoto.
POSIZIONE ORIGINALE
ACCUMOLO DI ENERGIA
ROTTURA CON RILASCIO DI ENERGIA E TERREMOTO
Talvolta, ma non sempre, tale frattura si manifesta in maniera visibile anche sulla superficie terrestre, formando scalini (scarpate di faglia) e/o discontinuità topografiche che rappresentano l’effetto in superficie del processo avvenuto in profondità.
Un terremoto si manifesta come moto vibratorio del terreno che ha origine in un punto più o meno profondo dellaTerra (ipocentro) da cui si sprigionano onde sismiche, e per questo può essere definito anche scossa sismica. L’intensità e la vastità degli effetti di un terremoto dipendono strettamente dalla profondità dell’ ipocentro, dall’energia liberata e dalle caratteristiche geologiche dell’area interessata.
EPICENTRO: PUNTO SULLA SUPERFICIE TERRESTRE, IN VERTICALE RISPETTO ALL’IPOCENTRO, IN CUI SI SENTE IL TERREMOTO CON MAGGIOR INTENSITA’.
IPOCENTRO: PUNTO SOTTERRANEO DA CUI HA ORIGINE IL TERREMOTO
LE ONDE SISMICHE SONO LE VIBRAZIONI CHE FANNO MUOVERE LE ROCCE E IL TERRENO A PARTIRE DALL’IPOCENTRO
LE ONDE SISMICHE Le onde sismiche, che si propagano nel terreno, si avvertono in superficie come scosse, che vengono definite sussultorie o ondulatorie, secondo che prevalga nel movimento la componente verticale o quella orizzontale.
L'energia accumulata si propaga con diversi tipi di onde (onde sismiche):
- Onde primarie (in modo concentrico
con velocità 5,10 km/sec) ondulatorie-effetti di taglio.
- Onde secondarie (vibrazioni perpendicolari
con velocità 4 km/sec) sussultorie-effetti di compressione.
- Onde terziarie (originate dalle primarie o
dalle secondarie al loro arrivo in superficie velocità 3 km/sec).
QUADRO SISMICO DELLA DISPOSIZIONE DELLE FAGLIE NEL BACINO DEL MEDITERRANEO
ZONE SISMICHE IN ITALIA
ZONE SISMICHE IN VENETO
ZONE SISMICHE IN PROVINCIA DI TREVISO E A VITTORIO VENETO
COME SI MISURA IL SISMA? LO STRUMENTO CHE MISURA IL TERREMOTO E’ IL SISMOGRAFO Le scosse sismiche vengono calcolate in base all'intensità ed alla magnitudo. Per misurare l'intensità si utilizza la Scala Mercalli, elaborata da Giuseppe Mercalli, naturalista e vulcanologo vissuto dal 1850 al 1914. Essa va dal I al XII grado. Per misurare la magnitudo si utilizza la Scala Richter, elaborata da Charles Francis Richter, sismologo statunitense vissuto dal 1900 al 1985. Essa va dal 1° all'8° grado.
La scala MERCALLI
- I - rilevata solo dagli strumenti.
- II - avvertita quasi esclusivamente negli ultimi piani delle case, da singole persone che si trovino in assoluto stato di quiete.
- III - avvertita da poche persone nelle case, con vibrazioni simili a quelle prodotte da un'autovettura veloce,
- IV - avvertita, da molte persone all'interno delle case, e da alcune all'aperto senza però destare spavento. Si ha lieve tremolio di suppellettili e oggetti sospesi, scricchiolio di porte e finestre, tintinnio di vetri
- V - avvertita da tutte le persone nelle case e da quasi tutte all'aperto con oscillazioni di oggetti sospesi. Si hanno spostamento degli oggetti piccoli, scricchiolio di mobili, sbattere di porte e finestre
- VI - avvertita da tutti con spostamento di mobili leggeri con eventuale caduta di alcuni di essi; in singole case crepe negli intonaci, possibile caduta di qualche tegola o comignolo.
- VII - considerevoli danni per urto o caduta delle suppellettili, anche pesanti, lievi frane in terreni sabbiosi e ghiaiosi. danni moderati in case solide, con lievi incrinature nelle pareti, considerevole caduta di intonaci e slittamento della copertura dei tetti; singole distruzioni in case mal costruite o vecchie.
- VIII - Gravi distruzioni a circa il 25% degli edifici, caduta di ciminiere, campanili e mura di cinta; costruzioni in legno vengono spostate o spazzate via.
- IX - distruzioni e gravi danni a circa il 50% degli edifici.
- X - distruzioni e gravi danni a circa il 75% degli edifici, gran parte dei quali diroccano; distruzioni di alcuni ponti e dighe; lieve spostamento delle rotaie
- XI - distruzione generale degli edifici e ponti coi loro pilastri; vari cambiamenti notevoli nel terreno numerosissime frane.
- XII - ogni opera dell'uomo viene distrutta grandi trasformazioni topografiche; deviazioni di fiumi e scomparsa di laghi.
La Magnitudo del terremoto La Magnitudo misura la forza di un terremoto attraverso le registrazioni (sismogrammi) degli strumenti
intensità: magnitudo: III-IV 2.8-3.1 IV 3.2-3.4 IV-V 3.5-3.7 V 3.7-3.9 V-VI 4.0-4.1 VI 4.2-4.4 VI-VII 4.5-4.6 VII 4.7-4.9 VII-VIII 5.0-5.1 VIII 5.2-5.6 IX 5.7-6.1 X, XI ≥6.2
La scala RICHTER ( Confrontata con la Mercalli) .
I maggiori terremoti (per intensità e magnitudo) dal 1900
OSSERVAZIONE DEI FENOMENI SISMICI
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha installato oltre 100 stazioni sismometriche distribuite su tutto il territorio nazionale a costituire la Rete Sismica Nazionale Centralizzata (RSNC) con sede a Roma
.stazioni della RSNC . nodi di smistamento dei segnali sismici
Cosa devo fare quando avverto una scossa di terremoto?
autoprotezione
Prima del terremoto • Informati sulla classificazione sismica del comune in cui risiedi e quali misure sono previste in caso di emergenza • Informati su dove si trovano e su come si chiudono i rubinetti di gas, acqua e gli interruttori della luce.
Tali impianti potrebbero subire danni durante il terremoto
• Evita di tenere gli oggetti pesanti su mensole e scaffali particolarmente alti.
Fissa al muro gli arredi più pesanti perché potrebbero caderti addosso
• Tieni in casa una cassetta di pronto soccorso, una torcia elettrica, una radio a pile, un estintore ed assicurati che ogni componente della famiglia sappia dove sono riposti
• A scuola o sul luogo devi conoscere il piano di emergenza perché seguendo le istruzioni puoi collaborare alla gestione dell’emergenza
Durante il terremoto • Se sei in casa cerca riparo nel vano di una porta inserita in un muro portante (quelli più spessi) o sotto una trave. Ti può proteggere da eventuali crolli
Riparati sotto un tavolo. E’ pericoloso stare vicino ai mobili, oggetti pesanti e vetri che potrebbero caderti addosso
Confrontati con i tuoi genitori e chiedi quali sono i posti piu’ sicuri a casa tua.
• Non precipitarti verso le scale e non usare l’ascensore. Talvolta le scale sono la parte più debole dell’edificio e l’ascensore può bloccarsi e impedirti di uscire Anche terrazze e balconi sono posti molto pericolosi.
ANCHE A SCUOLA VALGONO LE STESSE REGOLE
SEGUI LE ISTRUZIONI DATE DALL’INSEGNANTE E NON FARTI PRENDERE DAL PANICO
• Se sei in auto, non sostare in prossimità di ponti, di terreni franosi o di spiagge. Potrebbero lesionarsi o crollare o essere investiti da onde di tsunami
• Se sei all’aperto, allontanati da costruzioni e linee elettriche. Potrebbero crollare . Stai seduto a terra il terremoto ti potrebbe far cadere.
PASSATA LA SCOSSA….
Per questa volta sono ancora in piedi!
• Esci con prudenza indossando le scarpe. In strada potresti ferirti con vetri rotti e calcinacci
• Raggiungi uno spazio aperto, lontano da edifici e da strutture pericolanti.
Potrebbero caderti addosso
• Informati su dove si trovano e su come si chiudono i rubinetti di gas, acqua e gli interruttori della luce. Tali impianti potrebbero subire danni durante il terremoto
• Evita di andare in giro a curiosare e raggiungi le aree di attesa individuate dal piano di emergenza comunale. Bisogna evitare di avvicinarsi ai pericoli
• Evita di usare il telefono e l’automobile.
E’ necessario lasciare le linee telefoniche e le strade libere per non intralciare i soccorsi
COSA FARE SE QUALCUNO SI E’ FERITO O SE TU RIMANI BLOCCATO SOTTO LE MACERIE.
Assicurati dello stato di salute delle persone attorno a te. Così aiuti chi si trova in difficoltà ed agevoli l’opera di soccorso. Aiuta chi riesce a camminare ad uscire.
Non cercare di muovere persone ferite gravemente. Potresti aggravare le loro condizioni. Coprile con qualcosa, ma non mettergli un cuscino sotto la testa potrebbero soffocare. Non dargli da bere o da mangiare. Parla con loro e rassicurale.
Se tu rimani bloccato all’interno di un edificio, se puoi, invece di urlare, usa una pietra e batti forte contro dei tubi o parti in metallo, il rumore viene maggiormente sentito all’esterno rispetto alle urla. Ricordati è più importante bere che mangiare e se puoi bevi qualcosa.
TERREMOTO
cridn10@gmail.com
Created on May 3, 2026
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Friuli Venezia Giulia 1976
TERREMOTO
CAUSE IN ITALIA, IN VENETO NELLA NOSTRA PROVINCIA ALCUNE INFORMAZIONI COMPORTAMENTO DA TENERE IN CASO DI SCOSSE
Sono le 21 del 6 maggio 1976 quando un terremoto di magnitudo 6.5 colpisce duramente il Friuli e in particolare la media valle del Fiume Tagliamento, con epicentro localizzato a qualche chilometro ad est di Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Il sisma, l' “Orcolat” - cioè l’orco del folklore locale che si ritiene essere responsabile dei terremoti - fu avvertito in quasi tutta l’Italia centro-settentrionale e nella vicina Slovenia e fece registrare un valore compreso tra il nono e il decimo grado della scala Mercalli. La scossa interessò oltre 100 comuni delle province di Udine e di Pordenone, per una popolazione complessiva di circa 500.000 persone. Gli effetti più distruttivi si ebbero nella zona a nord di Udine lungo la media valle del Tagliamento, dove interi paesi e cittadine subirono estese distruzioni: fra questi Gemona, Forgaria, Osoppo, Venzone, Trasaghis, Artegna, Buia, Magnano in Riviera, Majano, Moggio Udinese, solo per citarne alcuni. I danni al patrimonio edilizio furono rilevanti. La scossa provocò 990 morti e oltre 45.000 senza tetto.
La leggenda dell’OrcolatSecondo l'antica leggenda tradizionale del Friuli, l’Orcolat era un essere mitologico dal carattere difficile che viveva pascolando animali in una grotta profonda ai piedi del monte San Simeone. Un giorno mentre raccoglieva dei funghi ne trovò alcuni velenosi e li mangiò e, stremato per il terribile mal di pancia, cadde in un sonno profondo. Tuttavia, dei malviventi scesero dalle montagne e distrussero la città fino a che l'orco non venne svegliato perché disturbato da quel frastuono e cacciò via i briganti. Come segno di riconoscimento, gli abitanti di Bordano salirono sulla montagna portando doni per l’Orcolat, ma lo trovarono addormentato, circondato da migliaia di farfalle. Le scosse avvenute nel 1976 nel territorio friulano vengono attribuite da alcuni al risveglio e al brusco muoversi dell’Orcolat.
IL TERREMOTO O SISMA E’ UN MOVIMENTO IMPROVVISO DELLA CROSTA TERRESTRE. IN ALCUNI CASI E’ TALMENTE DEBOLE CHE SOLO ALCUNI STRUMENTI RIESCONO A PERCEPIRLO, IN ALTRI CASI E’ COSI’ FORTE CHE SI SENTE E PUO’ CAUSARE ANCHE DANNI. L’EFFETTO DI UN TERREMOTO E’ SIMILE A QUELLO CHE SI AVVERTE QUANDO SI E’ IN PIEDI IN UN AUTOBUS CHE PERCORRE UNA STRADA DISESTATA.
La Geofisica studia il comportamento fisico della Terra nei suoi tre ambienti (solido, liquido e gassoso). La Sismologia è quella parte della Geofisica che studia i movimenti improvvisi dell’interno della Terra, ovvero i terremoti.
I fenomeni sismici possono essere: - Vulcanici (legati alla presenza di vulcani e dalla loro attività). - Locali o di franamento (originati dal crollo di cavità sotterranee). - Tettonici (causati dal movimento delle zolle, i più frequenti).
FENOMENI SISMICI TETTONICI
Le rocce che formano la crosta e il mantello sono sottoposte a sforzi, detti sforzi tettonici, che sono il risultato dei movimenti reciproci delle grandi placche in cui è suddiviso lo strato più superficiale della Terra. Tali sforzi sono massimi nelle regioni poste in prossimità dei confini tra le placche, come l’Italia ed in generale tutta l’area Mediterranea, e minimi all’interno delle placche stesse, come nel Canada e nell’Africa centrale.
LE PLACCHE TERRESTRI
LE PLACCHE POSSONO: allontanarsi (margini divergenti)
avvicinarsi (margini convergenti)
scorrere lateralmente (margini trascorrenti) IN QUESTO CASO SI POSSONO VERIFICARE I TERREMOTI
Quando tali sforzi raggiungono il limite della resistenza offerta dalle rocce che formano la crosta, si forma una frattura e si genera un terremoto.
POSIZIONE ORIGINALE
ACCUMOLO DI ENERGIA
ROTTURA CON RILASCIO DI ENERGIA E TERREMOTO
Talvolta, ma non sempre, tale frattura si manifesta in maniera visibile anche sulla superficie terrestre, formando scalini (scarpate di faglia) e/o discontinuità topografiche che rappresentano l’effetto in superficie del processo avvenuto in profondità.
Un terremoto si manifesta come moto vibratorio del terreno che ha origine in un punto più o meno profondo dellaTerra (ipocentro) da cui si sprigionano onde sismiche, e per questo può essere definito anche scossa sismica. L’intensità e la vastità degli effetti di un terremoto dipendono strettamente dalla profondità dell’ ipocentro, dall’energia liberata e dalle caratteristiche geologiche dell’area interessata.
EPICENTRO: PUNTO SULLA SUPERFICIE TERRESTRE, IN VERTICALE RISPETTO ALL’IPOCENTRO, IN CUI SI SENTE IL TERREMOTO CON MAGGIOR INTENSITA’.
IPOCENTRO: PUNTO SOTTERRANEO DA CUI HA ORIGINE IL TERREMOTO
LE ONDE SISMICHE SONO LE VIBRAZIONI CHE FANNO MUOVERE LE ROCCE E IL TERRENO A PARTIRE DALL’IPOCENTRO
LE ONDE SISMICHE Le onde sismiche, che si propagano nel terreno, si avvertono in superficie come scosse, che vengono definite sussultorie o ondulatorie, secondo che prevalga nel movimento la componente verticale o quella orizzontale.
L'energia accumulata si propaga con diversi tipi di onde (onde sismiche):
- Onde primarie (in modo concentrico
con velocità 5,10 km/sec) ondulatorie-effetti di taglio.- Onde secondarie (vibrazioni perpendicolari
con velocità 4 km/sec) sussultorie-effetti di compressione.- Onde terziarie (originate dalle primarie o
dalle secondarie al loro arrivo in superficie velocità 3 km/sec).QUADRO SISMICO DELLA DISPOSIZIONE DELLE FAGLIE NEL BACINO DEL MEDITERRANEO
ZONE SISMICHE IN ITALIA
ZONE SISMICHE IN VENETO
ZONE SISMICHE IN PROVINCIA DI TREVISO E A VITTORIO VENETO
COME SI MISURA IL SISMA? LO STRUMENTO CHE MISURA IL TERREMOTO E’ IL SISMOGRAFO Le scosse sismiche vengono calcolate in base all'intensità ed alla magnitudo. Per misurare l'intensità si utilizza la Scala Mercalli, elaborata da Giuseppe Mercalli, naturalista e vulcanologo vissuto dal 1850 al 1914. Essa va dal I al XII grado. Per misurare la magnitudo si utilizza la Scala Richter, elaborata da Charles Francis Richter, sismologo statunitense vissuto dal 1900 al 1985. Essa va dal 1° all'8° grado.
La scala MERCALLI
La Magnitudo del terremoto La Magnitudo misura la forza di un terremoto attraverso le registrazioni (sismogrammi) degli strumenti
intensità: magnitudo: III-IV 2.8-3.1 IV 3.2-3.4 IV-V 3.5-3.7 V 3.7-3.9 V-VI 4.0-4.1 VI 4.2-4.4 VI-VII 4.5-4.6 VII 4.7-4.9 VII-VIII 5.0-5.1 VIII 5.2-5.6 IX 5.7-6.1 X, XI ≥6.2
La scala RICHTER ( Confrontata con la Mercalli) .
I maggiori terremoti (per intensità e magnitudo) dal 1900
OSSERVAZIONE DEI FENOMENI SISMICI
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha installato oltre 100 stazioni sismometriche distribuite su tutto il territorio nazionale a costituire la Rete Sismica Nazionale Centralizzata (RSNC) con sede a Roma
.stazioni della RSNC . nodi di smistamento dei segnali sismici
Cosa devo fare quando avverto una scossa di terremoto?
autoprotezione
Prima del terremoto • Informati sulla classificazione sismica del comune in cui risiedi e quali misure sono previste in caso di emergenza • Informati su dove si trovano e su come si chiudono i rubinetti di gas, acqua e gli interruttori della luce. Tali impianti potrebbero subire danni durante il terremoto • Evita di tenere gli oggetti pesanti su mensole e scaffali particolarmente alti. Fissa al muro gli arredi più pesanti perché potrebbero caderti addosso • Tieni in casa una cassetta di pronto soccorso, una torcia elettrica, una radio a pile, un estintore ed assicurati che ogni componente della famiglia sappia dove sono riposti • A scuola o sul luogo devi conoscere il piano di emergenza perché seguendo le istruzioni puoi collaborare alla gestione dell’emergenza
Durante il terremoto • Se sei in casa cerca riparo nel vano di una porta inserita in un muro portante (quelli più spessi) o sotto una trave. Ti può proteggere da eventuali crolli
Riparati sotto un tavolo. E’ pericoloso stare vicino ai mobili, oggetti pesanti e vetri che potrebbero caderti addosso
Confrontati con i tuoi genitori e chiedi quali sono i posti piu’ sicuri a casa tua.
• Non precipitarti verso le scale e non usare l’ascensore. Talvolta le scale sono la parte più debole dell’edificio e l’ascensore può bloccarsi e impedirti di uscire Anche terrazze e balconi sono posti molto pericolosi.
ANCHE A SCUOLA VALGONO LE STESSE REGOLE
SEGUI LE ISTRUZIONI DATE DALL’INSEGNANTE E NON FARTI PRENDERE DAL PANICO
• Se sei in auto, non sostare in prossimità di ponti, di terreni franosi o di spiagge. Potrebbero lesionarsi o crollare o essere investiti da onde di tsunami • Se sei all’aperto, allontanati da costruzioni e linee elettriche. Potrebbero crollare . Stai seduto a terra il terremoto ti potrebbe far cadere.
PASSATA LA SCOSSA….
Per questa volta sono ancora in piedi!
• Esci con prudenza indossando le scarpe. In strada potresti ferirti con vetri rotti e calcinacci • Raggiungi uno spazio aperto, lontano da edifici e da strutture pericolanti. Potrebbero caderti addosso
• Informati su dove si trovano e su come si chiudono i rubinetti di gas, acqua e gli interruttori della luce. Tali impianti potrebbero subire danni durante il terremoto
• Evita di andare in giro a curiosare e raggiungi le aree di attesa individuate dal piano di emergenza comunale. Bisogna evitare di avvicinarsi ai pericoli • Evita di usare il telefono e l’automobile. E’ necessario lasciare le linee telefoniche e le strade libere per non intralciare i soccorsi
COSA FARE SE QUALCUNO SI E’ FERITO O SE TU RIMANI BLOCCATO SOTTO LE MACERIE.
Assicurati dello stato di salute delle persone attorno a te. Così aiuti chi si trova in difficoltà ed agevoli l’opera di soccorso. Aiuta chi riesce a camminare ad uscire. Non cercare di muovere persone ferite gravemente. Potresti aggravare le loro condizioni. Coprile con qualcosa, ma non mettergli un cuscino sotto la testa potrebbero soffocare. Non dargli da bere o da mangiare. Parla con loro e rassicurale.
Se tu rimani bloccato all’interno di un edificio, se puoi, invece di urlare, usa una pietra e batti forte contro dei tubi o parti in metallo, il rumore viene maggiormente sentito all’esterno rispetto alle urla. Ricordati è più importante bere che mangiare e se puoi bevi qualcosa.