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Pavia

sabrina.crovini

Created on May 2, 2026

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ENAC EMILIA ROMAGNA ETS

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PAVIA

Durata

13 Maggio 2026

1 h e 30 - circa

PERCORSO IN AUTONOMIA

COME FUNZIONA

  • Segui le tappe in ordine
  • Quando arrivi → premi “Ascolta”
  • Muoviti con il tuo gruppo

In ogni slide toverai sempre sia l’audio da ascoltare che il testo da seguire.

Inoltre se vuoi approfondire maggiormente puoi cliccare su "+Info" (lente): sarai reindirizzato ad un video o ad una pagina internet.

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BUONA VISITA

Castello Visconteo

Ingresso del Castello

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“Questo castello è stato costruito nel Trecento dalla famiglia Visconti, che in quel periodo controllava Milano e gran parte della Lombardia. Pavia era una città strategica, quindi costruire una residenza qui significava dimostrare potere sul territorio. Non era solo una fortezza militare: era anche una residenza signorile. Qui viveva la corte, quindi doveva essere sicuro, ma anche elegante e rappresentativo. Il potere, in questo periodo, non si nasconde: si mette in scena. Una curiosità interessante è che questo castello era collegato a un enorme parco, chiamato Parco Visconteo, che arrivava fino alla Certosa di Pavia, a diversi chilometri da qui. Era uno spazio controllato dal signore, quasi una riserva privata. Oggi lo vedete spoglio, ma nel Medioevo era pieno di affreschi, arredi, persone: soldati, servitori, funzionari. Guardandolo adesso, provate a chiedervi: vi sembra più una struttura fatta per difendersi o per impressionare chi arrivava?”

Università di Pavia

Cortile interno

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“L’Università di Pavia è una delle più antiche d’Europa, attiva già dal Trecento. Qui hanno studiato e insegnato persone importanti, tra cui Alessandro Volta, legato alle prime scoperte sull’elettricità. La cosa interessante è che Pavia, pur essendo una città piccola, è da secoli un centro universitario. Questo cambia completamente l’atmosfera: è una città costruita anche per studenti, non solo per abitanti. Non esiste un unico campus: l’università è diffusa dentro la città, in palazzi storici adattati nel tempo. Se riuscite a entrare in un cortile, guardate come sono fatti: chiusi verso l’esterno, ma aperti all’interno. Sono spazi pensati per studiare, incontrarsi, vivere la vita universitaria. Noterete anche diverse statue: rappresentano professori e figure importanti legate all’università. Sono un modo per ricordare chi ha contribuito alla storia del sapere qui dentro. Curiosità: per secoli gli studenti arrivavano qui da tutta Europa, quando viaggiare era lento, costoso e complicato. Secondo voi, cosa significa vivere in una città organizzata attorno allo studio e alla conoscenza?”

Duomo di Pavia

Davanti all'ingresso

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“Questo è il Duomo di Pavia, iniziato nel Quattrocento, in pieno Rinascimento. È un periodo in cui si cerca equilibrio, proporzione, ma anche grandezza e ambizione. La cupola è una delle più grandi d’Italia, e costruirla è stata una sfida tecnica enorme per l’epoca. Non era solo un edificio religioso, ma anche una dimostrazione di capacità ingegneristica. Il progetto è legato all’ambiente culturale di architetti come Bramante, che lavoravano su proporzioni e armonia degli spazi. Entrando, tutto è pensato per farvi alzare lo sguardo: luce, altezza, spazio. Curiosità: le grandi cupole rinascimentali servivano anche a comunicare potere e prestigio della città. Fermatevi un attimo: questo spazio vi mette a vostro agio o vi fa sentire piccoli?”

Piazza della Vittoria

Centro della piazza

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“Questa è la piazza principale di Pavia, il centro della vita cittadina da secoli. In passato qui si svolgeva il mercato, si incontravano le persone, si prendevano decisioni importanti. Le piazze italiane sono progettate per essere vissute, non solo attraversate. Sono spazi sociali prima ancora che urbanistici. Curiosità: sotto questa piazza esistono ancora strutture legate al mercato medievale, segno che questo luogo è sempre stato un punto centrale per la città. In pratica, sotto i vostri piedi c’è ancora una parte della città di secoli fa.” Guardatevi intorno: bar, persone sedute, gente che parla, che si ferma. Anche oggi, in modo diverso, la funzione è simile. Secondo voi le piazze oggi hanno ancora questo ruolo oppure sono cambiate rispetto al passato?”

Ponte coperto

Inizio del ponte

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“Questo è uno dei simboli di Pavia: il Ponte Coperto. Quello che vedete oggi è stato ricostruito dopo la Seconda guerra mondiale, ma riprende la forma del ponte medievale. È particolare perché è coperto e perché non è solo un passaggio: è uno spazio dove si può sostare, fermarsi, guardare il fiume. A metà del ponte trovate anche una piccola cappella, segno che questo luogo aveva anche un valore simbolico, non solo pratico. Curiosità: i ponti coperti servivano a proteggere dal clima, ma anche a controllare meglio il passaggio delle persone. Fermatevi a guardare il Ticino: il fiume è sempre stato fondamentale per la città, per i commerci e per la vita quotidiana. Secondo voi questo ponte è più una struttura utile o un simbolo dell’identità della città?”

Borgo Ticino

Subito dopo il ponte

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“Ora siete nel Borgo Ticino, una zona più popolare e meno monumentale rispetto al centro storico. Qui vivevano soprattutto pescatori, barcaioli e persone legate al fiume. La differenza si vede subito: case più basse, colori diversi, atmosfera più tranquilla e meno formale. Curiosità: questa zona è stata spesso colpita dalle piene del Ticino, quindi è sempre stata più esposta e fragile rispetto al resto della città. È una parte di Pavia più quotidiana, meno pensata per rappresentare il potere e più per vivere. Guardate bene i dettagli: balconi, colori, spazi. Secondo voi questo quartiere vi sembra più autentico o semplicemente meno curato rispetto al centro?”