Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

fisica-macc. foto./occhio/occhiali-Lavinia e Sara 4f '26

lavinia lattanzio

Created on May 1, 2026

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Math Lesson Plan

Primary Unit Plan 2

Animated Chalkboard Learning Unit

Business Learning Unit

Corporate Signature Learning Unit

Code Training Unit

History Unit plan

Transcript

l'occhio, gli occhiali e la macchina fotografica

Lavinia Lattanzio e Sara Mirabelli 4F '26

Anatomia dell'occhio

è la parte bianca e anteriormente è in continuità con la cornea.

sclera

è la lente principale dell’occhio, è fondamentale per la rifrazione grazie alle sue caratteristiche: trasparenza, assenza di vascolarizzazione, struttura concavo-convessa

cornea

iride

funziona come un diaframma: regola la quantità di luce che entra nell'occhio.

pupilla

reagisce alla luce che entra regolandone l'intensità.

concentra la luce che entra dalla pupilla e consente di formare un'immagine nitida sulla retina. Quando guardiamo da vicino, il cristallino si incurva; quando osserviamo da lontano, si appiattisce.

cristallino

nervo ottico

trasporta le informazioni visive dalla retina al cervello.

La retina trasforma gli stimoli luminosi e cromatici in impulsi elettrici che vengono inviati al cervello tramite il nervo ottico. Contiene cellule sensoriali specializzate: i coni (per la visione dei colori) e i bastoncelli (per la visione in condizioni di scarsa illuminazione).

retina

Funzionamento della vista

Funzionamento dell'occhio

L’occhio funziona come un sistema ottico che trasforma la luce in immagini. Tutto ciò che vediamo riflette la luce, che entra nell’occhio passando attraverso cornea e pupilla, viene poi messa a fuoco dal cristallino e attraversa il corpo vitreo fino ad arrivare alla retina.Sulla retina la luce viene trasformata in impulsi nervosi grazie ai fotorecettori (coni e bastoncelli). Questi segnali vengono inviati al cervello tramite il nervo ottico, dove viene costruita l’immagine finale che percepiamo. Il cristallino può modificare la sua forma per mettere a fuoco oggetti vicini o lontani (processo di accomodazione). La retina contiene due tipi principali di cellule: -i coni, responsabili della visione dei colori e dei dettagli -i bastoncelli, più sensibili alla luce e importanti per vedere al buio Infine, la visione dipende anche dalla pupilla, che si dilata o si restringe per regolare la quantità di luce che entra nell’occhio.

Lo spettro del visibile

Funzionamento della vista

Perché si realizzi il meccanismo della visione è fondamentale che i raggi luminosi, provenienti dal mondo esterno, arrivino sulla cornea, passino attraverso il cristallino ed il vitreo, e convergano sulla retina. Appare chiaro, quindi, che la prerogativa di una visione chiara e distinta sia costituita dalla’integrità anatomo-funzionale di tutte le strutture oculari deputate (mezzi diottrici).La luce è una forma di energia radiante costituita da un insieme di piccole particelle energetiche chiamate quanti o fotoni. Trattandosi di una radiazione elettromagnetica, è costituita da onde con diversa lunghezza, frequenza ed ampiezza; quando la lunghezza d’onda risulti compresa tra 390 e 760 nm, la luce può essere rilevata dal nostro sistema visivo rientrando nello spettro delle radiazioni visibili.

Funzionamento della vista

Per poter percepire nitidamente un’immagine, il nostro occhio deve far confluire i raggi di luce sulla retina in un unico punto focale. Per questo motivo, spesso il nostro occhio viene paragonato ad una fotocamera. È vero che il sistema ottico del nostro occhio funziona come una fotocamera che, attraverso obiettivo e diaframma trattiene la luce incidente come foto su una pellicola. Tuttavia, è solo sulla retina che inizia il prodigio della visione e solo nel cervello si forma l’immagine come noi la percepiamo. In questo processo svolgono un ruolo importante anche le esperienze e le emozioni.

Il sistema ottico del nostro occhio è costituito da cornea, umor acqueo, cristallino e corpo vitreo. Insieme, questi componenti dell’occhio agiscono come una lente convergente con un potere diottrico di circa 60 diottrie oppure, facendo ancora riferimento alla fotocamera, con una distanza focale di circa 22 mm. Un’immagine nitida si forma in seguito alla corretta convergenza della luce incidente. La luce si sposta – riflessa dall’oggetto osservato – attraverso la pupilla che, come il diaframma della fotocamera, attraverso il riflesso pupillare può modificare le dimensioni di apertura, e raggiunge l’estremità posteriore dell’occhio, in direzione della retina. In questo modo, attraverso il sistema di lenti costituito da cornea, umor acqueo, cristallino e corpo vitreo, la luce viene raccolta in un unico punto.

Funzionamento della vista

Processo di accomodazione

L’accomodazione è il processo attraverso cui l’occhio riesce a mettere a fuoco oggetti posti a distanze diverse. Il protagonista principale di questo meccanismo è il cristallino, una lente elastica situata dietro l’iride. Quando osserviamo un oggetto lontano, il muscolo ciliare è rilassato e il cristallino assume una forma più piatta, sufficiente per focalizzare sulla retina i raggi luminosi provenienti da lontano. Quando invece guardiamo un oggetto vicino, i raggi luminosi arrivano più divergenti e l’immagine tenderebbe a risultare sfocata. Per correggere questo problema il muscolo ciliare si contrae, le fibre zonulari si rilassano e il cristallino diventa più convesso e bombato. In questo modo aumenta il suo potere di convergenza e permette ai raggi luminosi di concentrarsi correttamente sulla retina.L’accomodazione è un riflesso automatico controllato dal cervello ed è accompagnata da altri due fenomeni: la convergenza degli assi visivi verso l’interno, necessaria per fissare lo stesso punto vicino, e la miosi, cioè il restringimento della pupilla, che migliora la nitidezza dell’immagine. Con l’avanzare dell’età il cristallino perde progressivamente elasticità e diventa più rigido. Di conseguenza la capacità di accomodazione diminuisce e compare la presbiopia, cioè la difficoltà a vedere bene da vicino, spesso corretta con occhiali da lettura.

Funzionamento della vista

Riflesso pupillare rispetto alla luce

Sulla retina si trovano milioni di cellule visive: i coni e i bastoncelli. I bastoncelli sono in numero superiore e sono più sensibili alla luce dei coni. Reagiscono già in presenza di un’intensità luminosa limitata e inviano i propri impulsi al cervello. Tuttavia, in caso di affievolimento della luce, viene persa la nitidezza dei dettagli. Inoltre, con il buio, non siamo più in grado di percepire i colori: tutto è grigio e sfocato. Più diventa buio, più le pupille si dilatano per catturare più luce possibile. L’immagine perde di profondità di campo. L’adeguamento all’oscurità viene definito adattamento. In presenza di molta luce, la pupilla si restringe automaticamente .

MIOPIA

disturbi visivi

La miopia è un difetto della vista che rende difficile vedere chiaramente gli oggetti lontani. I sintomi principali includono visione offuscata, bisogno di strizzare gli occhi per mettere a fuoco, mal di testa e affaticamento visivo. Le cause principali sono la predisposizione genetica e alcune abitudini di vita, come l’uso prolungato di schermi e il poco tempo trascorso all’aperto. Esistono due tipi di miopia: -Miopia semplice: l’occhio è sano e, con lenti adeguate, si può raggiungere una visione normale. -Miopia elevata o patologica: la retina può essere danneggiata e la vista rimane ridotta anche con occhiali o lenti correttive. Per questo problema di vista è necessario usare una lente negativa(divergente) per spostare il punto focale sulla retina e aumentare la profondità del fuoco.

Miopia con lente (a sinistra) e senza lente (a destra)

IPERMETROPIA

disturbi visivi

L’ipermetropia è un difetto visivo in cui le immagini si formano dietro la retina, causando difficoltà soprattutto nella visione da vicino. È dovuta a un occhio troppo corto oppure a una cornea o un cristallino con scarso potere di messa a fuoco. I sintomi principali sono visione sfocata da vicino, affaticamento visivo, bruciore agli occhi e mal di testa dopo lettura o uso del computer. Nei giovani l’occhio riesce spesso a compensare il difetto attraverso l’accomodazione del cristallino, ma questo provoca stanchezza visiva. Con l’età, il cristallino perde elasticità e l’ipermetropia diventa più evidente, rendendo necessaria una correzione con lenti positive(convergenti).

Ipermetropia con lente (a sinistra) e senza lente (a destra).

ASTIGMATISMO

disturbi visivi

L’astigmatismo è un difetto visivo causato da una curvatura irregolare della cornea o del cristallino, che provoca una visione sfocata e distorta sia da vicino sia da lontano. I sintomi principali includono difficoltà a mettere a fuoco i dettagli, affaticamento visivo, bruciore agli occhi, mal di testa e problemi nella visione notturna. La causa più comune è ereditaria, ma può dipendere anche da traumi, interventi chirurgici o malattie della cornea. La correzione avviene principalmente tramite occhiali con lenti cilindriche o toriche, progettate per compensare l’irregolarità dell’occhio.

PRESBIOPIA

disturbi visivi

La presbiopia è la perdita naturale di elasticità del cristallino che rende difficile vedere bene da vicino. Compare generalmente dopo i 40-45 anni e tende a stabilizzarsi intorno ai 65 anni. I sintomi principali sono difficoltà nella lettura, necessità di allontanare gli oggetti per metterli a fuoco, affaticamento visivo, bruciore agli occhi e mal di testa, soprattutto dopo lettura o uso del computer. La causa è l’invecchiamento naturale dell’occhio, che riduce la capacità del cristallino di adattare la messa a fuoco. La correzione più comune avviene tramite occhiali da lettura con lenti positive.

CATARATTA

Patologie oculari

La cataratta è l’opacizzazione del cristallino, la lente naturale dell’occhio, che causa una progressiva diminuzione della vista. I sintomi principali sono visione offuscata, sensibilità alla luce, aloni intorno alle luci, colori meno vividi e frequenti cambiamenti della vista. La causa più comune è l’invecchiamento, ma possono contribuire anche esposizione ai raggi UV, traumi oculari, diabete e uso prolungato di cortisone. L’unica cura è l’intervento chirurgico, consigliato quando la cataratta compromette le attività quotidiane. L’operazione è rapida e mini-invasiva: il cristallino opaco viene rimosso e sostituito con una lente artificiale (monofocale, multifocale o torica).

La degenerazione maculare senile (o legata all'età) è una malattia oculare che colpisce la macula, la parte centrale della retina. È la principale causa di grave perdita della visione centrale dopo i 55 anni

Altre patologie oculari

Il glaucoma è una patologia oculare cronica e progressiva caratterizzata dal danneggiamento irreversibile del nervo ottico, spesso causato da un aumento della pressione intraoculare. È definita "il ladro silenzioso della vista" perché asintomatica fino agli stadi avanzati, quando la perdita visiva è già estesa

Il cheratocono è una patologia oculare degenerativa che provoca l'assottigliamento e la deformazione progressiva della cornea, che assume una forma conica anziché sferica. Colpisce solitamente in età giovanile (tra i 10 e i 25 anni) e genera un astigmatismo irregolare con forte distorsione visiva.

Il distacco della retina è una grave emergenza oculistica in cui la retina (la membrana che riceve le immagini) si separa dagli strati sottostanti. Richiede un intervento chirurgico tempestivo per evitare danni visivi irreversibili. I sintomi includono lampi di luce e una tenda scura nel campo visivo

funzionamento delle lenti degli occhiali da vista

Quando i raggi incidono sulla lente da vista, vengono deviati secondo la legge di Snell. Essa mette in relazione i coefficienti di rifrazione della luce nei due mezzi (ovvero l'aria e la lente), l'angolo della luce incidente e l'angolo della luce uscente (angolo di rifrazione). In base alla configurazione della lente (divergente o convergente), si hanno spessori differenti al centro della lente rispetto ai bordi. Nel caso di lenti positive (dette anche convesse o convergenti) la parte centrale della lente è più spessa, per farli convergere tutti in un solo punto, chiamato fuoco. Nel caso di lenti divergenti (dette anche concave o divergenti) la parte centrale della lente è più fina rispetto ai bordi, per allontanare il punto focale dalla lente stessa.

funzionamento delle lenti degli occhiali da vista

Esistono poi le lenti a contatto toriche, la cui forma è allungata: questa presenta poteri diottrici differenti in base all'asse e all'orientamento. Queste lenti servono per correggere la curvatura della cornea o del cristallino, quindi si utilizzano per risolvere problemi legati all'astigmatistmo. Esistono infine le lenti multifocali e le lenti progressive, che uniscono due funzioni: le visione da lontano e quella da vicino. Per gli occhiali progressivi, la parte superiore della lente è divergente, mentre quella inferiore convergente. Per le lenti a contatto invece si parla di "cerchi concentrici", cioè zone convergenti e divergenti intervallate (dette anche "lenti multifocali"). Le lenti progressive invece sono formate da una parte divergente centrale e una convergente sul contorno.

come vengono prodotte le lenti da vista?

Le lenti da vista sono spesso fatte di vetro (chiamato vetro minerale) o di materiale plastico (chiamato vetro organico). Le lenti in vetro minerale si producono tramite il processo di fusione dei materiali componenti ad alte temperature. Successivamente, a freddo, si applicano i processi di sgrassatura, smerigliatura e lucidatura, per dar forma alle lenti e renderle trasparenti. Le lenti in materiale plastico si producono a partire da componenti plastici (monomeri) che vengono colati e fusi in stampi tramite un processo noto come polimerizzazione.

La macchina fotografica

Quando scattiamo una fotografia, stiamo letteralmente facendo una cosa straordinaria: stiamo scrivendo con la luce. Questa è l'etimologia stessa della parola. Tutto il funzionamento di una macchina fotografica, dalle reflex più vecchie agli smartphone più moderni, si basa su un unico grande obiettivo: catturare e controllare la luce che attraversa l'obiettivo per stamparla sul sensore, trasformandola nell'immagine che vedete sullo schermo

che cos'é l'esposizione?

Il concetto fondamentale da capire è l'esposizione, che non è altro che la quantità totale di luce che decidiamo di far entrare nella fotocamera. Se indoviniamo la quantità, avremo un'esposizione corretta, con una foto bilanciata e piacevole. Se invece esageriamo e facciamo entrare troppa luce, la foto sarà sovraesposta, cioè sbiadita e con i dettagli bruciati dal bianco. Al contrario, se siamo troppo avari e non facciamo entrare abbastanza luce, la foto sarà sottoesposta, cioè buia, scura e con i dettagli persi nel nero. Per aiutarci c'è un indicatore interno, l'esposimetro: quando il cursore è perfettamente sullo zero, la luce è quella giusta.

i tre parametri della luce

sensore

il diaframma .

l'otturatore

Ma come facciamo a regolare questa luce? Abbiamo a disposizione tre strumenti eccezionali che lavorano sempre insieme, come una squadra, e che formano il cosiddetto triangolo dell'esposizione. Questi tre parametri sono il diaframma, l'otturatore e il sensore. La cosa incredibile è che sono interconnessi: se per motivi artistici decidiamo di modificare uno di questi valori, possiamo compensare la luce modificando gli altri due, ottenendo la stessa identica luminosità ma con effetti visivi completamente differenti

il diaframma e la profondità di campo

Il primo elemento è il diaframma, che potete immaginare come la pupilla del nostro occhio. Si tratta di un foro posizionato dentro l'obiettivo che può allargarsi o stringersi. Qui c'è un piccolo trucco che all'inizio confonde tutti: i numeri piccoli, come f/1.4, indicano un foro grandissimo che fa entrare un'infinità di luce, mentre i numeri grandi, come f/22, indicano un foro minuscolo che fa passare solo uno spiraglio di luce. Oltre alla luminosità, il diaframma regola la profondità di campo, cioè quanto spazio della foto è a fuoco. Se usate un foro grande avrete lo sfondo completamente sfocato e il soggetto nitido, effetto ideale per i ritratti. Se usate un foro piccolo, avrete tutto perfettamente a fuoco, dal primo piano alle montagne sullo sfondo.

+ info

l'otturatore e il tempo di scatto

Il secondo elemento è l'otturatore, una sorta di saracinesca posizionata davanti al sensore. Quando premiamo il pulsante di scatto, questa saracinesca si apre, fa entrare la luce e poi si richiude. Noi possiamo decidere la velocità di questo movimento, misurata in frazioni di secondo. Se impostiamo un tempo brevissimo, ad esempio un millesimo di secondo, la saracinesca si apre e chiude in un lampo: entra pochissima luce ma riusciamo a congelare il movimento, come un atleta in volo o un'auto da corsa. Se invece teniamo la saracinesca aperta per secondi interi, entrerà tantissima luce, ma ogni minima cosa che si muove lascerà una scia, creando quel bellissimo effetto di movimento sfocato che vediamo spesso nelle foto notturne delle strade

il sensore e la sensibilità ISO

Il terzo e ultimo elemento è il sensore, che ha preso il posto della vecchia pellicola e che ha una sensibilità regolabile chiamata ISO. Più il valore ISO è alto, più il sensore si sforza di essere ricettivo, permettendoci di scattare foto anche quando la scena è molto buia o di notte. C'è però un prezzo da pagare per questo superpotere: quando alziamo troppo l'ISO, la foto perde nitidezza e compare il cosiddetto rumore, rendendo l'immagine visibilmente sgranata. Per questo motivo, quando c'è una bella giornata di sole, si imposta sempre l'ISO al valore più basso possibile per avere immagini pulitissime.

l'esposimetro esterno

Per chiudere in bellezza, i fotografi professionisti non si affidano solo alla fotocamera, ma usano uno strumento speciale chiamato esposimetro esterno. Questo dispositivo analizza le sorgenti di luce circostanti in modo incredibilmente preciso, molto più di quanto possa fare il computer interno della macchina fotografica. Può essere usato in modalità semiautomatica, dove calcola e suggerisce istantaneamente al fotografo i valori migliori da impostare, oppure in modalità manuale, lasciando al professionista il controllo totale e creativo su ogni singolo parametro per ottenere uno scatto perfetto e senza compromessi.

formule relative alla macchina fotografica

la legge delle lenti sottili

Questa è la formula fondamentale che lega la distanza dell'oggetto dalla lente, la distanza dell'immagine dalla lente e la lunghezza focale della lente.--La lunghezza focale (f) è una proprietà della lente. Determina quanto la lente è "potente" nel deviare la luce. Un f più piccolo significa una lente più potente e un angolo di campo più ampio (grandangolo). Un f più grande significa una lente meno potente e un angolo di campo più stretto (teleobiettivo). --Per ottenere un'immagine a fuoco sulla pellicola/sensore, la somma dei reciproci della distanza oggetto (P) e della distanza immagine (9) deve essere uguale al reciproco della lunghezza focale (f). -- Nella macchina fotografica, 9 e essenzialmente la distanza tra la lente e il sensore/pellicola, che è fissa. Per mettere a fuoco oggetti a distanze diverse (P), si regola la posizione della lente rispetto al sensore, oppure si usano sistemi di lenti più complessi che modificano la lunghezza focale effettiva.

Dove:-- p è la distanza dell'oggetto dalla lente (distanza oggetto). -- q è la distanza dell'immagine dalla lente (distanza immagine). Sulla pellicola/ sensore, 9 è solitamente fisso e corrisponde alla distanza focale dell'obiettivo. -- f è la lunghezza focale della lente (o dell'obiettivo).

ingrandimento o abbassamento

Questa formula ci dice quanto è grande l'immagine rispetto all'oggetto e se è dritta o capovolta. segno negativo di M indica che l'immagine è capovolta (come dicevamo prima, le immagini formate da lenti convergenti su uno schermo sono reali e capovolte). Se MI > 1, l'immagine è più grande dell'oggetto. - Se |M| < 1, l'immagine è più piccola dell'oggetto. - Se [MI = 1, l'immagine ha la stessa dimensione dell'oggetto. Nella macchina fotografica, l'immagine dell'oggetto viene sempre proiettata molto più piccola dell'oggetto reale, quindi M| è solitamente molto minore di 1.
Dove: - M è l'ingrandimento. - hi è l'altezza dell'immagine. - ho è l'altezza dell'oggetto.

Sitografia

https://www.zeiss.it/vision-care/benessere-occhi/comprendere-la-visione/anatomia-occhio-umano-come-fatto-e-come-funziona.htmlhttps://www.geopop.it/come-funzionano-le-lenti-degli-occhiali-da-vista/ https://www.divelitalia.it/it/news/come-funzionano-le-lenti-correttive https://www.stileitalianoocchiali.com/tipologie-di-lenti-correttive-per-ogni-difetto-visivo/ https://www.nadir.it/tecnica/COLORIMETRIA/visione-umana-spazi-colore.htm https://fisicaperlascuola.wordpress.com/wp-content/uploads/2017/03/cose_per_vedere.pdfhttps://fattinonfake.federchimica.it/articolo/chimica-inside-macchina-fotografica/ dalla pag 402:https://online.scuola.zanichelli.it/cutnellelementi-files/pdf/RifrazioneLuce_Cutnell_Zanichelli.pdf https://profcerrocchi.weebly.com/uploads/5/6/0/9/56093855/le_lenti_sottili.pdf

Sitografia

https://www.sedesoi.com/occhio-vista-refrazione/https://www.fielmann.it/guida/informazioni-generali/funzionamento-dell-occhio/ https://www.chimica-online.it/download/spettro-del-visibile.htm

Grazie dell'attenzione!

Lorem ipsum dolor

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua, sed do eiusmod.

  • Lorem ipsum dolor sit amet.
  • Consectetur adipiscing elit.
  • Sed do eiusmod tempor incididunt ut.
  • Labore et dolore magna aliqua.