BINGE EATING:
l'abbuffata compulsiva
MARTINA COSSU 1A
Cos'è il BINGE EATING?
Il termine inglese significa "abbuffata compulsiva". Non si tratta di mangiare un po' di più rispetto al solito, ma di perdere completamente il controllo. Chi ne soffre mangia grandissime quantità di cibo in pochissimo tempo (ad esempio in meno di due ore), continuando anche quando si sente esageratamente pieno. A differenza della bulimia, dopo l'abbuffata la persona non cerca di "eliminare" il cibo (non vomita), ma resta con un fortissimo senso di colpa.
L'adolescenza è un'età di grandi cambiamenti e il Binge Eating diventa spesso un modo sbagliato per affrontarli:-Le emozioni forti: come l'ansia per la scuola, litigi con gli amici, prime delusioni in amore. Se non si sa come sfogarle, si usa il cibo come un "anestetico" per non soffrire.-Insicurezza sul corpo: confrontandosi spesso con modelli perfetti che vedono sui social. Se non si sentono all'altezza, possono iniziare diete troppo rigide o il digiuno che poi portano il cervello a "ribellarsi" con un'abbuffata. -Il cervello "in costruzione": Il cervello di noi adolescenti sta ancora imparando a gestire gli impulsi. Questo rende più difficile dire di no a un desiderio immediato di cibo.
Quali sono le principali cause?
Non c'è mai una sola causa, ma di solito è un insieme di fattori:-Diete drastiche: Saltare i pasti o vietarsi intere categorie di cibo (come i dolci o i carboidrati) crea una fame biologica così forte che il corpo "obbliga" a mangiare tutto ciò che trova.-Stress e solitudine: Il cibo diventa un "amico" che riempie i momenti di vuoto o tristezza. -Ambiente familiare: Se in famiglia c'è molta tensione o si dà troppa importanza al peso, il cibo diventa l'unico ambito dove sente di potersi sfogare.
Ma cosa prova la persona?
Dopo: Un crollo totale. Arrivano vergogna, tristezza, senso di fallimento e un malessere fisico dovuto alla troppa quantità di cibo.
Durante: La persona si sente come se fosse scollegata dal mondo, non sente i sapori, vuole solo riempirsi il più velocemente possibile.
Prima: Un'agitazione fortissima, quasi un prurito interno che non passa finché non si inizia a mangiare.
Quali possono essere le conseguenze?
Oltre al danno psicologico,come la depressione o il desiderio di isolarsi dagli amici per non farsi vedere,ci sono problemi fisici:-Stanchezza: Il corpo consuma troppa energia per digerire. -Problemi di salute: Come aumento della pressione, dolori alle articolazioni e rischio di diabete già da giovani. -Effetto yo-yo: Il peso oscilla continuamente, creando confusione nel metabolismo.
Come "scappare" da questa trappola?
Uscire dal Binge Eating è assolutamente possibile, ma serve aiuto:-Non fare diete fai-da-te: Le restrizioni alimentari sono controproducenti. Serve imparare a mangiare tutto, ma in modo regolare. -Parlarne: Il segreto è il miglior amico del disturbo. Confidarsi con un adulto di riferimento come un professore o un genitore è molto importante -Cercare specialisti: Esistono psicologi e nutrizionisti esperti proprio in disturbi alimentari che insegnano come gestire le emozioni senza usare il cibo.
BINGE EATING:
Marty
Created on April 30, 2026
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BINGE EATING:
l'abbuffata compulsiva
MARTINA COSSU 1A
Cos'è il BINGE EATING?
Il termine inglese significa "abbuffata compulsiva". Non si tratta di mangiare un po' di più rispetto al solito, ma di perdere completamente il controllo. Chi ne soffre mangia grandissime quantità di cibo in pochissimo tempo (ad esempio in meno di due ore), continuando anche quando si sente esageratamente pieno. A differenza della bulimia, dopo l'abbuffata la persona non cerca di "eliminare" il cibo (non vomita), ma resta con un fortissimo senso di colpa.
L'adolescenza è un'età di grandi cambiamenti e il Binge Eating diventa spesso un modo sbagliato per affrontarli:-Le emozioni forti: come l'ansia per la scuola, litigi con gli amici, prime delusioni in amore. Se non si sa come sfogarle, si usa il cibo come un "anestetico" per non soffrire.-Insicurezza sul corpo: confrontandosi spesso con modelli perfetti che vedono sui social. Se non si sentono all'altezza, possono iniziare diete troppo rigide o il digiuno che poi portano il cervello a "ribellarsi" con un'abbuffata. -Il cervello "in costruzione": Il cervello di noi adolescenti sta ancora imparando a gestire gli impulsi. Questo rende più difficile dire di no a un desiderio immediato di cibo.
Quali sono le principali cause?
Non c'è mai una sola causa, ma di solito è un insieme di fattori:-Diete drastiche: Saltare i pasti o vietarsi intere categorie di cibo (come i dolci o i carboidrati) crea una fame biologica così forte che il corpo "obbliga" a mangiare tutto ciò che trova.-Stress e solitudine: Il cibo diventa un "amico" che riempie i momenti di vuoto o tristezza. -Ambiente familiare: Se in famiglia c'è molta tensione o si dà troppa importanza al peso, il cibo diventa l'unico ambito dove sente di potersi sfogare.
Ma cosa prova la persona?
Dopo: Un crollo totale. Arrivano vergogna, tristezza, senso di fallimento e un malessere fisico dovuto alla troppa quantità di cibo.
Durante: La persona si sente come se fosse scollegata dal mondo, non sente i sapori, vuole solo riempirsi il più velocemente possibile.
Prima: Un'agitazione fortissima, quasi un prurito interno che non passa finché non si inizia a mangiare.
Quali possono essere le conseguenze?
Oltre al danno psicologico,come la depressione o il desiderio di isolarsi dagli amici per non farsi vedere,ci sono problemi fisici:-Stanchezza: Il corpo consuma troppa energia per digerire. -Problemi di salute: Come aumento della pressione, dolori alle articolazioni e rischio di diabete già da giovani. -Effetto yo-yo: Il peso oscilla continuamente, creando confusione nel metabolismo.
Come "scappare" da questa trappola?
Uscire dal Binge Eating è assolutamente possibile, ma serve aiuto:-Non fare diete fai-da-te: Le restrizioni alimentari sono controproducenti. Serve imparare a mangiare tutto, ma in modo regolare. -Parlarne: Il segreto è il miglior amico del disturbo. Confidarsi con un adulto di riferimento come un professore o un genitore è molto importante -Cercare specialisti: Esistono psicologi e nutrizionisti esperti proprio in disturbi alimentari che insegnano come gestire le emozioni senza usare il cibo.