Oltre lo schermo: bullismo, cyberbullismo e molestie tra realtà e digitale
Alice Chiara Pisano
QUANDO UNO SCHERZO DIVENTA VIOLENZA
01-
ROMPERE IL SILENZIO
09-
IL BULLISMO: UNA VIOLENZA QUOTIDIANA
02-
CYBERBULLISMO: LA VIOLENZA CHE NON SI FERMA
03-
I LUOGHI DEL CYBERBULLISMO
04-
MOLESTIE: QUANDO SI SUPERA IL LIMITE
05-
LA LEGGE PROTEGGE
06-
QUANDO DIVENTA REATO
07-
LE CONSEGUENZE:FERITE INVISIBILI
08-
Tipi di
Bullismo
Bullismo sociale
Bullismo fisico
Cyberbullismo
Bullismo psicologico
SexualBullying
Bullismo sessuale
Cittadini o spettatori? La mia riflessione sul bullismo.
A quindici anni ti dicono che il mondo è nelle tue mani, che sei nel pieno della tua crescita e che la scuola è la tua piccola società. Se questo è vero, allora dobbiamo ammettere che questa società è spesso malata di un virus silenzioso: il bullismo. Spesso si pensa al bullismo come a un gesto eclatante, un pugno o un insulto urlato nei corridoi. Ma io credo che la forma più pericolosa sia quella personale e invisibile. È quella sensazione di sentirsi "di troppo" ogni volta che entri in una stanza, è il peso di uno sguardo che ti giudica senza conoscerti, è il vuoto che si crea intorno a te in una chat di gruppo. Per me, Educazione Civica non è solo studiare gli articoli della Costituzione; è capire che la dignità citata nell'Articolo 3 non è un concetto astratto sui libri, ma è il diritto che ho io, che hanno i miei compagni, di venire a scuola senza lo stomaco chiuso dall'ansia. Quando un gruppo decide di isolare qualcuno, sta commettendo un furto: sta rubando a quella persona la libertà di essere se stessa. C'è una cosa che mi fa riflettere più di tutte: il silenzio. Il bullismo non vive solo della cattiveria di chi attacca, ma soprattutto dell'indifferenza di chi guarda. In questo senso, siamo tutti chiamati a una scelta. Restare in silenzio per paura di diventare il prossimo bersaglio ci rende cittadini passivi, complici di un sistema che schiaccia i più fragili. Essere cittadini attivi, invece, significa avere il coraggio di dire "basta", anche quando non siamo noi la vittima. Significa capire che la sofferenza di un mio compagno è anche una mia sconfitta, perché rompe quel patto di rispetto che dovrebbe tenerci uniti. A questa età, stiamo costruendo chi saremo da grandi. Se impariamo che per sentirci forti dobbiamo spegnere la luce degli altri, avremo fallito come persone ancora prima che come studenti. La vera forza non sta nel branco che aggredisce, ma nell'individuo che ha il coraggio di restare umano, di tendere una mano, di difendere l'unicità di ognuno. Perché alla fine, dietro ogni vittima di bullismo, non c'è solo un "bersaglio", ma una persona con i suoi sogni, le sue paure e lo stesso identico diritto di cittadinanza di chiunque altro. Proteggere questo diritto è il primo, vero compito di civiltà che ci viene richiesto.
#NOALBULLISMO
Grazie a tutti della visione!
Oltre il limite: il reato
Molti comportamenti legati al bullismo e al cyberbullismo possono diventare veri e propri reati, come la diffamazione, le minacce o le lesioni personali. In Italia, a partire dai 14 anni, una persona può essere ritenuta penalmente responsabile delle proprie azioni, anche se commesse online. Inoltre, quando si tratta di minorenni, possono esserci conseguenze anche per i genitori e per gli insegnanti, dal punto di vista civile. Questo significa che le azioni compiute, anche dietro uno schermo, hanno conseguenze reali e non devono essere sottovalutate.
Il silenzio che parla
Di fronte al bullismo e al cyberbullismo è fondamentale non restare in silenzio. Parlare con genitori, insegnanti o persone di fiducia è il primo passo per uscire da una situazione difficile. È importante anche segnalare i contenuti offensivi e chiedere la loro rimozione, senza rispondere alla violenza con altra violenza. Ancora oggi il problema è molto diffuso e colpisce anche persone famose, come la pugile Imane Khelif, che è stata vittima di attacchi sui social. Questo dimostra che ognuno di noi ha una responsabilità: scegliere il rispetto significa contribuire a costruire un ambiente più sicuro per tutti Le parole possono ferire più delle mani: scegli sempre da che parte stare
Il bullismo non è mai un gioco
Il bullismo è un comportamento aggressivo,intenzionale e ripetuto nel tempo, in cui una persona o un gruppo esercita il proprio potere su una vittima più debole. Non si tratta di un episodio isolato,ma di una situazione continua che può assumere diverse forme, come violenza fisica ,insulti o esclusione sociale. Chi subisce bullismo spesso prova paura, vergogna e solitudine, e può avere difficoltà a chiedere aiuto. Questo fenomeno nasce spesso in ambienti come la scuola o lo sport e, se non viene fermato,può evolversi in situazioni ancora più gravi.
5. Sexual Bullying
When we are told a story, it touches us emotionally, it can even move us, making us remember the stories up to 20 times more than any other content we may consume.
Dal post al dolore: le conseguenze del cyberbullismo
Il cyberbullismo è la forma di bullismo che avviene attraverso internet e le tecnologie digitali, come social network, chat e piattaforme online. A differenza del bullismo tradizionale, non si limita a un luogo o a un momento preciso, ma può continuare in ogni momento della giornata, raggiungendo la vittima ovunque si trovi. Messaggi offensivi, diffusione di foto o video senza consenso e commenti umilianti possono diffondersi rapidamente e coinvolgere un numero enorme di persone. Nel caso di Carolina Picchio, proprio la condivisione di un video ha generato una catena di odio impossibile da controllare, dimostrando quanto il mondo digitale possa amplificare la violenza.
2.BULLISMO SOCIALE
Il bullismo sociale, noto anche come bullismo relazionale, è un comportamento aggressivo e ripetuto che colpisce una persona percepita come più debole o vulnerabile, non attraverso la violenza fisica, ma tramite esclusione, isolamento, diffusione di pettegolezzi o manipolazione delle relazioni sociali
4. BULLISMO PSICOLOGICO
Il bullismo psicologico è una forma di aggressione molto comune che sfrutta le parole per infliggere danni psicologici a un individuo. Solitamente si manifesta come insulti, minacce, derisioni, esclusione dal gruppo ma anche diffondere notizie false su qualcuno. Questo comportamento può manifestarsi in molteplici modi, creando un ambiente ostile e dannoso.
Senza rispetto., la Legge interviene
In Italia il fenomeno del cyberbullismo è riconosciuto come un problema serio e viene affrontato dalla legge n. 71 del 2017, che ha l’obiettivo di proteggere i minori. Questa legge permette di richiedere la rimozione rapida dei contenuti offensivi e prevede l’intervento del Garante della Privacy nei casi più gravi. È stata introdotta anche in seguito a episodi drammatici come quello di Carolina Picchio, per evitare che situazioni simili possano ripetersi. Questo dimostra che il cyberbullismo non è solo un comportamento scorretto, ma può avere conseguenze anche dal punto di vista legale.
Quando il no non viene ascoltato
Le molestie sono comportamenti indesiderati che provocano disagio, fastidio o paura, andando a violare la dignità della persona. Possono essere parole offensive, atteggiamenti insistenti oppure messaggi continui e invadenti, soprattutto nel mondo digitale. Quando questi comportamenti si ripetono nel tempo, diventano ancora più gravi e possono trasformarsi in una vera forma di persecuzione. È importante capire che non si tratta mai di semplici scherzi, perché chi li subisce vive una situazione di forte disagio e sofferenza.
Ferite che non guariscono subito
Le conseguenze del bullismo e del cyberbullismo possono essere molto profonde e difficili da superare. Le vittime spesso sviluppano ansia, paura, perdita di autostima e tendono a isolarsi dagli altri. In alcuni casi, il dolore psicologico diventa così intenso da influenzare ogni aspetto della vita quotidiana. La storia di Carolina Picchio dimostra quanto queste situazioni possano arrivare a esiti tragici, facendo capire che anche le parole, soprattutto online, possono ferire quanto e più delle azioni.
3. CyberbulLISMO
Il cyberbullismo consiste in comportamenti aggressivi e intenzionali messi in atto attraverso strumenti elettronici come social network, chat, email, messaggi istantanei, foto e video, con l’obiettivo di molestare, minacciare, denigrare o isolare la vittima, spesso minorenne, che ha difficoltà a difendersi a causa dell’asimmetria di potere tra bullo e vittima.
1. BULLISMO FISICO
Il bullismo fisico è una forma di prevaricazione che si manifesta attraverso atti di violenza fisica ripetuti, come colpire, calciare, mordere o spingere. Questi atti non sono isolati, ma si verificano in modo sistematico e intenzionale, con l'obiettivo di esercitare potere e controllo sulla vittima. La chiave del bullismo fisico è la ripetizione: non si tratta di un singolo episodio, ma di un comportamento che si ripete nel tempo.
Il confine sottile tra divertimento e danno
Bullismo,cyberbullismo e molestie sono fenomeni sempre più diffusi tra i giovani e spesso vengono sottovalutati o considerati come semplici scherzi. In realtà si tratta di comportamenti che possono causare gravi danni alla persona,sia dal punto di vista psicologico che sociale, arrivando a compromettere il benessere e la serenità quotidiana. Un caso molto importante in Italia è quello di Carolina Picchio,che ha mostrato quanto l'odio online possa trasformarsi in qualcosa di estremamente grave. Comprendere questi fenomeni è fondamentale per riconoscerli e imparare a combatterli.
Dove avviene il cyberbullismo
Il cyberbullismo può manifestarsi in molti spazi della rete, anche in quelli che sembrano più innocui o utilizzati quotidianamente dai ragazzi. Può avvenire sui social network, nei gruppi WhatsApp o Telegram, nelle chat private oppure attraverso applicazioni anonime come NGL, dove è possibile inviare messaggi senza rivelare la propria identità. In questi contesti è facile condividere foto private, screenshot di conversazioni o video registrati senza consenso, aumentando l’umiliazione della vittima. L’anonimato e la distanza rendono più semplice colpire gli altri senza assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
5. BULLISMO SESSUALE
Il bullismo sessuale si riferisce a qualsiasi comportamento indesiderato di natura sessuale che fa sentire la vittima imbarazzata, insicura o intimidita. Può manifestarsi attraverso atti fisici, verbali o psicologici e si verifica in diversi contesti, come scuole, luoghi di lavoro e online
Oltre lo schermo: bullismo, cyberbullismo e molestie tra realtà e digitale
Alice pisano
Created on April 29, 2026
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Oltre lo schermo: bullismo, cyberbullismo e molestie tra realtà e digitale
Alice Chiara Pisano
QUANDO UNO SCHERZO DIVENTA VIOLENZA
01-
ROMPERE IL SILENZIO
09-
IL BULLISMO: UNA VIOLENZA QUOTIDIANA
02-
CYBERBULLISMO: LA VIOLENZA CHE NON SI FERMA
03-
I LUOGHI DEL CYBERBULLISMO
04-
MOLESTIE: QUANDO SI SUPERA IL LIMITE
05-
LA LEGGE PROTEGGE
06-
QUANDO DIVENTA REATO
07-
LE CONSEGUENZE:FERITE INVISIBILI
08-
Tipi di
Bullismo
Bullismo sociale
Bullismo fisico
Cyberbullismo
Bullismo psicologico
SexualBullying
Bullismo sessuale
Cittadini o spettatori? La mia riflessione sul bullismo.
A quindici anni ti dicono che il mondo è nelle tue mani, che sei nel pieno della tua crescita e che la scuola è la tua piccola società. Se questo è vero, allora dobbiamo ammettere che questa società è spesso malata di un virus silenzioso: il bullismo. Spesso si pensa al bullismo come a un gesto eclatante, un pugno o un insulto urlato nei corridoi. Ma io credo che la forma più pericolosa sia quella personale e invisibile. È quella sensazione di sentirsi "di troppo" ogni volta che entri in una stanza, è il peso di uno sguardo che ti giudica senza conoscerti, è il vuoto che si crea intorno a te in una chat di gruppo. Per me, Educazione Civica non è solo studiare gli articoli della Costituzione; è capire che la dignità citata nell'Articolo 3 non è un concetto astratto sui libri, ma è il diritto che ho io, che hanno i miei compagni, di venire a scuola senza lo stomaco chiuso dall'ansia. Quando un gruppo decide di isolare qualcuno, sta commettendo un furto: sta rubando a quella persona la libertà di essere se stessa. C'è una cosa che mi fa riflettere più di tutte: il silenzio. Il bullismo non vive solo della cattiveria di chi attacca, ma soprattutto dell'indifferenza di chi guarda. In questo senso, siamo tutti chiamati a una scelta. Restare in silenzio per paura di diventare il prossimo bersaglio ci rende cittadini passivi, complici di un sistema che schiaccia i più fragili. Essere cittadini attivi, invece, significa avere il coraggio di dire "basta", anche quando non siamo noi la vittima. Significa capire che la sofferenza di un mio compagno è anche una mia sconfitta, perché rompe quel patto di rispetto che dovrebbe tenerci uniti. A questa età, stiamo costruendo chi saremo da grandi. Se impariamo che per sentirci forti dobbiamo spegnere la luce degli altri, avremo fallito come persone ancora prima che come studenti. La vera forza non sta nel branco che aggredisce, ma nell'individuo che ha il coraggio di restare umano, di tendere una mano, di difendere l'unicità di ognuno. Perché alla fine, dietro ogni vittima di bullismo, non c'è solo un "bersaglio", ma una persona con i suoi sogni, le sue paure e lo stesso identico diritto di cittadinanza di chiunque altro. Proteggere questo diritto è il primo, vero compito di civiltà che ci viene richiesto.
#NOALBULLISMO
Grazie a tutti della visione!
Oltre il limite: il reato
Molti comportamenti legati al bullismo e al cyberbullismo possono diventare veri e propri reati, come la diffamazione, le minacce o le lesioni personali. In Italia, a partire dai 14 anni, una persona può essere ritenuta penalmente responsabile delle proprie azioni, anche se commesse online. Inoltre, quando si tratta di minorenni, possono esserci conseguenze anche per i genitori e per gli insegnanti, dal punto di vista civile. Questo significa che le azioni compiute, anche dietro uno schermo, hanno conseguenze reali e non devono essere sottovalutate.
Il silenzio che parla
Di fronte al bullismo e al cyberbullismo è fondamentale non restare in silenzio. Parlare con genitori, insegnanti o persone di fiducia è il primo passo per uscire da una situazione difficile. È importante anche segnalare i contenuti offensivi e chiedere la loro rimozione, senza rispondere alla violenza con altra violenza. Ancora oggi il problema è molto diffuso e colpisce anche persone famose, come la pugile Imane Khelif, che è stata vittima di attacchi sui social. Questo dimostra che ognuno di noi ha una responsabilità: scegliere il rispetto significa contribuire a costruire un ambiente più sicuro per tutti Le parole possono ferire più delle mani: scegli sempre da che parte stare
Il bullismo non è mai un gioco
Il bullismo è un comportamento aggressivo,intenzionale e ripetuto nel tempo, in cui una persona o un gruppo esercita il proprio potere su una vittima più debole. Non si tratta di un episodio isolato,ma di una situazione continua che può assumere diverse forme, come violenza fisica ,insulti o esclusione sociale. Chi subisce bullismo spesso prova paura, vergogna e solitudine, e può avere difficoltà a chiedere aiuto. Questo fenomeno nasce spesso in ambienti come la scuola o lo sport e, se non viene fermato,può evolversi in situazioni ancora più gravi.
5. Sexual Bullying
When we are told a story, it touches us emotionally, it can even move us, making us remember the stories up to 20 times more than any other content we may consume.
Dal post al dolore: le conseguenze del cyberbullismo
Il cyberbullismo è la forma di bullismo che avviene attraverso internet e le tecnologie digitali, come social network, chat e piattaforme online. A differenza del bullismo tradizionale, non si limita a un luogo o a un momento preciso, ma può continuare in ogni momento della giornata, raggiungendo la vittima ovunque si trovi. Messaggi offensivi, diffusione di foto o video senza consenso e commenti umilianti possono diffondersi rapidamente e coinvolgere un numero enorme di persone. Nel caso di Carolina Picchio, proprio la condivisione di un video ha generato una catena di odio impossibile da controllare, dimostrando quanto il mondo digitale possa amplificare la violenza.
2.BULLISMO SOCIALE
Il bullismo sociale, noto anche come bullismo relazionale, è un comportamento aggressivo e ripetuto che colpisce una persona percepita come più debole o vulnerabile, non attraverso la violenza fisica, ma tramite esclusione, isolamento, diffusione di pettegolezzi o manipolazione delle relazioni sociali
4. BULLISMO PSICOLOGICO
Il bullismo psicologico è una forma di aggressione molto comune che sfrutta le parole per infliggere danni psicologici a un individuo. Solitamente si manifesta come insulti, minacce, derisioni, esclusione dal gruppo ma anche diffondere notizie false su qualcuno. Questo comportamento può manifestarsi in molteplici modi, creando un ambiente ostile e dannoso.
Senza rispetto., la Legge interviene
In Italia il fenomeno del cyberbullismo è riconosciuto come un problema serio e viene affrontato dalla legge n. 71 del 2017, che ha l’obiettivo di proteggere i minori. Questa legge permette di richiedere la rimozione rapida dei contenuti offensivi e prevede l’intervento del Garante della Privacy nei casi più gravi. È stata introdotta anche in seguito a episodi drammatici come quello di Carolina Picchio, per evitare che situazioni simili possano ripetersi. Questo dimostra che il cyberbullismo non è solo un comportamento scorretto, ma può avere conseguenze anche dal punto di vista legale.
Quando il no non viene ascoltato
Le molestie sono comportamenti indesiderati che provocano disagio, fastidio o paura, andando a violare la dignità della persona. Possono essere parole offensive, atteggiamenti insistenti oppure messaggi continui e invadenti, soprattutto nel mondo digitale. Quando questi comportamenti si ripetono nel tempo, diventano ancora più gravi e possono trasformarsi in una vera forma di persecuzione. È importante capire che non si tratta mai di semplici scherzi, perché chi li subisce vive una situazione di forte disagio e sofferenza.
Ferite che non guariscono subito
Le conseguenze del bullismo e del cyberbullismo possono essere molto profonde e difficili da superare. Le vittime spesso sviluppano ansia, paura, perdita di autostima e tendono a isolarsi dagli altri. In alcuni casi, il dolore psicologico diventa così intenso da influenzare ogni aspetto della vita quotidiana. La storia di Carolina Picchio dimostra quanto queste situazioni possano arrivare a esiti tragici, facendo capire che anche le parole, soprattutto online, possono ferire quanto e più delle azioni.
3. CyberbulLISMO
Il cyberbullismo consiste in comportamenti aggressivi e intenzionali messi in atto attraverso strumenti elettronici come social network, chat, email, messaggi istantanei, foto e video, con l’obiettivo di molestare, minacciare, denigrare o isolare la vittima, spesso minorenne, che ha difficoltà a difendersi a causa dell’asimmetria di potere tra bullo e vittima.
1. BULLISMO FISICO
Il bullismo fisico è una forma di prevaricazione che si manifesta attraverso atti di violenza fisica ripetuti, come colpire, calciare, mordere o spingere. Questi atti non sono isolati, ma si verificano in modo sistematico e intenzionale, con l'obiettivo di esercitare potere e controllo sulla vittima. La chiave del bullismo fisico è la ripetizione: non si tratta di un singolo episodio, ma di un comportamento che si ripete nel tempo.
Il confine sottile tra divertimento e danno
Bullismo,cyberbullismo e molestie sono fenomeni sempre più diffusi tra i giovani e spesso vengono sottovalutati o considerati come semplici scherzi. In realtà si tratta di comportamenti che possono causare gravi danni alla persona,sia dal punto di vista psicologico che sociale, arrivando a compromettere il benessere e la serenità quotidiana. Un caso molto importante in Italia è quello di Carolina Picchio,che ha mostrato quanto l'odio online possa trasformarsi in qualcosa di estremamente grave. Comprendere questi fenomeni è fondamentale per riconoscerli e imparare a combatterli.
Dove avviene il cyberbullismo
Il cyberbullismo può manifestarsi in molti spazi della rete, anche in quelli che sembrano più innocui o utilizzati quotidianamente dai ragazzi. Può avvenire sui social network, nei gruppi WhatsApp o Telegram, nelle chat private oppure attraverso applicazioni anonime come NGL, dove è possibile inviare messaggi senza rivelare la propria identità. In questi contesti è facile condividere foto private, screenshot di conversazioni o video registrati senza consenso, aumentando l’umiliazione della vittima. L’anonimato e la distanza rendono più semplice colpire gli altri senza assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
5. BULLISMO SESSUALE
Il bullismo sessuale si riferisce a qualsiasi comportamento indesiderato di natura sessuale che fa sentire la vittima imbarazzata, insicura o intimidita. Può manifestarsi attraverso atti fisici, verbali o psicologici e si verifica in diversi contesti, come scuole, luoghi di lavoro e online