01
02
Le corse
i salti
dai movimenti fondamentali all'atletica leggera(corse,salti e lanci)
classe 2e anno scolastico 2025-2026
04
03
Conclusioni finali
I lanci
Cerminara Matteo, Catrambone Giovanni, Daniel D,S, Costantino Giuseppe
Corsa veloce
Le gare di corsa veloce sono i 100, 200 e 400 m, tutti corsi in corsia. Chi esce dalla propria corsia viene squalificato. Nei 200 m i corridori partono sfalsati per compensare la curva. I blocchi di partenza si usano fino ai 400 m; nelle gare più lunghe non sono previsti. La partenza avviene con il colpo di pistola, con i piedi sui blocchi. Il velocista assume una posizione raccolta, busto inclinato in avanti, in una partenza "in piedi", con i blocchi che offrono stabilità e spinta. All'aumentare della velocità, i tempi di spinta diminuiscono e quelli di volo aumentano.
Corsa a ostacoli
La corsa a ostacoli si corre in pista sui 100, 110 o 400 m e prevede il superamento di 10 ostacoli (hurdles). L'abbattimento dell'ostacolo non comporta la squalifica, poiché gli ostacoli sono strutture metalliche ad angolo retto che si ribaltano senza causare danni.
Gli atleti devono correre in corsia e mantenere un numero fisso di passi costante tra un ostacolo e l'altro (nelle gare sui 110 m e 100 m, tipicamente 3 passi), per mantenere sempre lo stesso ritmo. Se il ritmo si interrompe, l'atleta perde velocità nella fase di sospensione.
La tecnica corretta non prevede un vero salto, ma un passo più lungo, con un'azione orizzontale e radente che permette di minimizzare la fase di sospensione. Un buon ostacolista riesce a correre quasi ignorando gli ostacoli.
Staffetta
La staffetta è una corsa a squadre con 4 frazionisti che si passano un testimone (un tubo). Le gare principali sono la 4×100 m e la 4×400 m.
Nella 4×100 m le partenze sono sfalsate; i frazionisti corrono per 100 m ciascuno mantenendo la propria corsia. Il passaggio avviene nella zona di cambio (30 m), preceduta da una zona di precambio (10 m) dove il ricevente inizia ad accelerare. Il testimone si passa senza fermarsi, mentre il compagno è già in corsa. I primi 10 m del passaggio sono i più delicati: la pista è divisa in zone per ogni corsia e il giudice verifica che il cambio avvenga correttamente.
Nella 4×400 m solo il primo frazionista corre in corsia; gli altri si dispongono liberamente. Il primo frazionista corre all'esterno (rettilineo), il secondo riceve con la mano destra correndo lungo il rettilineo, il terzo aspetta con la mano sinistra all'interno della curva. Dopo 120 m il secondo deve mantenere la corsia; il terzo e il quarto possono scendere alla corda.
Il passaggio del testimone è il momento più delicato della staffetta: va eseguito con precisione senza rallentare la corsa.
Corsa di resistenza
La corsa di resistenza si distingue da quella veloce per il passo più ampio, frequente e per l'adattamento fisiologico allo sforzo. Le principali conseguenze sull'organismo sono: l'aumento dei battiti cardiaci e del ritmo respiratorio, la carenza di ossigeno e di sostanze energetiche, il fegato che si gonfia e duole (epatopatia da sforzo) e la milza che spreme i globuli rossi abbassando l'emoglobina.
Durante la corsa prolungata i processi biologici di riequilibrio richiedono una notevole sudorazione, con perdita di sali minerali che vanno reintegrati bevendo acqua e cibi ricchi di sali, specialmente dopo la prestazione.
La corsa campestre si differenzia dalla pista per le superfici varie (erba, sterrato, montagna), che richiedono un maggiore superlavoro dei tendini e un maggiore impatto col terreno. Le sollecitazioni muscolari sono diverse: caviglie, muscoli adduttori e abduttori devono essere più elastici e forti. In salita il ritmo dei passi diminuisce ma lo sforzo muscolare aumenta; in discesa i muscoli della coscia lavorano di più per frenare.
Ma cosa vuol dire saltare?
Saltare è il movimento fondamentale che produce un volo del corpo grazie alla spinta degli arti inferiori. È uno degli schemi motori più complessi perché richiede di contrastare la forza di gravità e dipende da capacità come velocità, forza, equilibrio, coordinazione e ritmo.
I salti possono essere diretti verso l'alto (salto in alto, con l'asta), verso il basso o in lungo (salto lungo, triplo), eseguiti da fermi o con rincorsa, con stacco su uno o due piedi.
Il salto da fermo usa la spinta simultanea di entrambi gli arti: se la spinta è verticale il salto va in alto, se è in avanti va in lungo.
Il salto con rincorsa usa generalmente la spinta di un solo piede sull'arto più avanzato. Solo quando serve un forte impulso verticale (es. schiacciata nella pallavolo) si usano entrambi gli arti.
I passi della corsa sono anch'essi considerati salti: sono balzi in serie, dove ogni appoggio a terra carica il balzo successivo. Alcuni atleti li usano nella rincorsa del salto triplo e del salto in alto per migliorare il salto finale.
Tipi di salto:
salto in alto salto in lungo
Ma cosa vuol dire lanciare?
Il lancio è un movimento che serve a far volare un oggetto nell'aria. Per farlo bene servono coordinazione e precisione. Questo gesto si divide in due modi diversi: il lancio vero e proprio, dove il braccio rimane sempre dritto (come nel lancio del disco o del giavellotto), e il getto, dove il braccio parte piegato e poi si allunga di colpo (come nel getto del peso). Questo movimento è importantissimo sia nell'atletica sia nei giochi di squadra come basket, rugby e baseball. A seconda dello scopo, possiamo fare un lancio di forza, se vogliamo mandare l'oggetto il più lontano possibile, oppure un lancio di precisione, se vogliamo fare canestro o colpire un punto preciso regolando bene la mira con il braccio e la mano.
Tipi di lanci\getti:
getto del peso lancio del disco tiro del giavellotto
L'atletica leggera dai movimenti fondamentali
L'atletica, considerata la regina degli sport, rappresenta l'evoluzione agonistica dei gesti naturali dell'uomo: camminare, correre, saltare e lanciare. Storicamente, si distingue tra atletica leggera (che comprende corse, marcia, salti, lanci e prove multiple) e atletica pesante, categoria che include discipline di forza e contatto come il sollevamento pesi e il pugilato.Presente fin dai primi Giochi Olimpici del 776 a.C., questo sport trasforma i movimenti spontanei in capacità motorie specializzate. La sua pratica garantisce importanti benefici fisiologici, poiché coinvolge l'apparato articolare e muscolare, migliorando al contempo la coordinazione e la concentrazione attraverso il sistema nervoso.
Il lancio del disco
Il lancio del disco consiste nello scagliare un attrezzo a lente (2 kg per uomini, 1 kg per donne) il più lontano possibile da una pedana circolare. La tecnica si basa su una progressione che trasforma la rotazione in velocità d'uscita. Si parte con le spalle alla direzione di lancio e si effettuano oscillazioni preliminari per stabilire il ritmo. Segue la fase di traslocazione e rotazione: l'atleta ruota sul piede sinistro ed esegue un balzo radente verso il centro della pedana, mantenendo il braccio che regge il disco ben disteso e arretrato per massimizzare la leva.Nella posizione di lancio, con entrambi i piedi a terra, inizia la spinta esplosiva che risale dalle gambe al busto. Il finale avviene quando il corpo è rivolto frontalmente: il braccio scatta in avanti e il disco viene rilasciato all'altezza della spalla con una forte rotazione impressa dall'indice. Per evitare il lancio nullo (che avviene toccando il bordo o uscendo dalla parte anteriore), l'atleta conclude con un rapido cambio di appoggio dei piedi per frenare l'inerzia e mantenere l'equilibrio
Conclusioni finali di gruppo:
In conclusione, abbiamo visto come l’atletica leggera unisca la velocità della corsa, l’elevazione dei salti e la potenza dei lanci in un unico grande racconto di coordinazione e forza. Queste discipline ci insegnano che il vero obiettivo non è solo vincere, ma sfidare i propri limiti con costanza e passione, d'altronde questo è il fascino dell'atletica leggera. Grazie per l’attenzione!"
Diversi tipi di corsa
Esistono diversi tipi di corsa nell'atletica leggera:corsa veloce corsa a ostacoli staffetta corsa di resistenza
Come si esegue un lancio:
L'azione del lancio o del getto si divide in tre fasi principali: una preliminare di avvio, una di traslocazione o rincorsa per accelerare l'atleta e l'attrezzo, e una finale (doppio appoggio). In quest'ultima fase si crea una "catena cinematica": la spinta parte dagli arti inferiori, passa per il busto e arriva infine alle braccia. Le gambe sono infatti fondamentali per imprimere forza e direzione, mentre le braccia intervengono solo per ultime. Per un risultato efficace, oltre alla forza, sono determinanti la tecnica, la velocità di esecuzione e l'angolo di uscita dell'oggetto, che deve essere adeguato alla distanza da raggiungere.
Ma come si esegue un salto?
Il salto è un gesto motorio composto da 4 fasi:
Rincorsa: di lunghezza variabile, serve a raggiungere la velocità ottimale. L'ultimo passo deve essere il più rapido perché l'accelerazione finale è fondamentale per l'efficacia del salto. Stacco: spinta singola o simultanea degli arti inferiori, trasmessa dal piede fino a bacino, spalle e braccia. Richiede coordinazione tra arti inferiori e superiori; può essere preceduto da rincorsa o eseguito da fermo. Volo: richiede controllo dell'equilibrio, dello spazio e del tempo. La coordinazione di tutti gli arti è essenziale per sfruttare al meglio la traiettoria. È un gesto innaturale che richiede coraggio. Atterraggio: deve ammortizzare la caduta per evitare traumi a muscoli, articolazioni e legamenti, e permettere di riprendere subito il movimento successivo in equilibrio
Getto del peso
Il getto del peso consiste nello scagliare una sfera metallica (7,26 kg per gli uomini e 4 kg per le donne) il più lontano possibile da una pedana circolare. La tecnica moderna più efficace è la O'Brien, che si distingue per la partenza con il dorso rivolto alla direzione di lancio. Questa posizione permette di aumentare la velocità di traslocazione e la forza applicata all'attrezzo, richiedendo potenza, agilità e coordinazione. Il gesto si divide in fasi precise: dopo un caricamento del peso sulla gamba destra, l'atleta esegue una traslocazione (uno scivolamento radente all'indietro) verso il centro della pedana per accumulare energia. Nella fase finale di doppio appoggio, la spinta esplosiva parte dalle gambe, attraversa il busto e arriva al braccio, che si distende scagliando il peso con una frustata del polso. Per evitare il lancio nullo (che avviene se si esce dalla parte anteriore della pedana o se il peso cade fuori dal settore), l'atleta conclude con un rapido cambio di appoggio tra i piedi per mantenere l'equilibrio.
Il lancio del giavellotto
Il lancio del giavellotto (800 g per uomini, 600 g per donne) si basa su una rincorsa divisa in due fasi: una corsa frontale (8-14 passi) e una serie di 5-7 passi speciali (incrociati), durante i quali l'atleta porta il braccio all'indietro (sfilata). Il momento chiave è il passo d'impulso, un balzo più lungo che prepara il puntello: la gamba sinistra blocca bruscamente la rincorsa, permettendo al corpo di caricarsi come una fionda.Nella fase finale, l'energia accumulata viene trasmessa all'attrezzo attraverso una potente spallata e una rapida torsione del busto. Il giavellotto viene rilasciato con un angolo di circa 36°. Per evitare il lancio nullo, l'atleta deve fermarsi entro il limite anteriore della pedana e uscire lateralmente o dal retro solo dopo l'atterraggio dell'attrezzo.
Il vortex
Il salto in alto
Il salto in alto moderno si articola in quattro fasi cicliche: rincorsa, stacco, volo e atterraggio. Tutto inizia con una rincorsa di circa 8-10 passi che parte in linea retta e diventa curva in chiusura; è essenziale aumentare gradualmente la velocità e inclinare il busto verso l'interno della curva per preparare la spinta. Al momento dello stacco, l'atleta trasforma la velocità orizzontale in elevazione flettendo l'arto libero verso l'alto e coordinando le braccia: questo movimento imprime al corpo una rotazione che permette di volgere la schiena all'asticella.Nella fase di volo, l'atleta valica l'asta in posizione trasversale e, una volta superata, effettua lo "svincolo" distendendo gambe e cosce per non abbatterla. Infine, l'atterraggio avviene obbligatoriamente di schiena, sulla parte alta del dorso. Per ragioni di sicurezza, è fondamentale cadere al centro del materasso e mantenere le gambe flesse e leggermente divaricate, evitando così che le ginocchia colpiscano il viso durante l'impatto.
Il salto in lungo
Il salto in lungo si divide in quattro fasi: rincorsa, stacco, volo e atterraggio. La rincorsa (da 11 a 24 passi) serve a raggiungere la massima velocità controllabile; negli ultimi due appoggi, il penultimo passo si allunga per abbassare il bacino, mentre l'ultimo è più rapido per preparare l'elevazione.Lo stacco deve avvenire entro l'asse di battuta (20 cm), pena l'annullamento del salto se si tocca la plastilina. In questa fase, la velocità orizzontale si trasforma in spinta verso l'alto. Durante il volo, l'atleta mantiene l'equilibrio usando tecniche come i passi in aria o il veleggiamento. L'atterraggio avviene nella sabbia proiettando busto e ginocchia in avanti (fase di chiusura): è fondamentale non cadere all'indietro, poiché la misura viene presa dall'impronta più vicina alla linea di stacco. Ogni atleta ha tre tentativi, più tre finali per i migliori otto.
03
Matteo2010
Created on April 27, 2026
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01
02
Le corse
i salti
dai movimenti fondamentali all'atletica leggera(corse,salti e lanci)
classe 2e anno scolastico 2025-2026
04
03
Conclusioni finali
I lanci
Cerminara Matteo, Catrambone Giovanni, Daniel D,S, Costantino Giuseppe
Corsa veloce
Le gare di corsa veloce sono i 100, 200 e 400 m, tutti corsi in corsia. Chi esce dalla propria corsia viene squalificato. Nei 200 m i corridori partono sfalsati per compensare la curva. I blocchi di partenza si usano fino ai 400 m; nelle gare più lunghe non sono previsti. La partenza avviene con il colpo di pistola, con i piedi sui blocchi. Il velocista assume una posizione raccolta, busto inclinato in avanti, in una partenza "in piedi", con i blocchi che offrono stabilità e spinta. All'aumentare della velocità, i tempi di spinta diminuiscono e quelli di volo aumentano.
Corsa a ostacoli
La corsa a ostacoli si corre in pista sui 100, 110 o 400 m e prevede il superamento di 10 ostacoli (hurdles). L'abbattimento dell'ostacolo non comporta la squalifica, poiché gli ostacoli sono strutture metalliche ad angolo retto che si ribaltano senza causare danni. Gli atleti devono correre in corsia e mantenere un numero fisso di passi costante tra un ostacolo e l'altro (nelle gare sui 110 m e 100 m, tipicamente 3 passi), per mantenere sempre lo stesso ritmo. Se il ritmo si interrompe, l'atleta perde velocità nella fase di sospensione. La tecnica corretta non prevede un vero salto, ma un passo più lungo, con un'azione orizzontale e radente che permette di minimizzare la fase di sospensione. Un buon ostacolista riesce a correre quasi ignorando gli ostacoli.
Staffetta
La staffetta è una corsa a squadre con 4 frazionisti che si passano un testimone (un tubo). Le gare principali sono la 4×100 m e la 4×400 m. Nella 4×100 m le partenze sono sfalsate; i frazionisti corrono per 100 m ciascuno mantenendo la propria corsia. Il passaggio avviene nella zona di cambio (30 m), preceduta da una zona di precambio (10 m) dove il ricevente inizia ad accelerare. Il testimone si passa senza fermarsi, mentre il compagno è già in corsa. I primi 10 m del passaggio sono i più delicati: la pista è divisa in zone per ogni corsia e il giudice verifica che il cambio avvenga correttamente. Nella 4×400 m solo il primo frazionista corre in corsia; gli altri si dispongono liberamente. Il primo frazionista corre all'esterno (rettilineo), il secondo riceve con la mano destra correndo lungo il rettilineo, il terzo aspetta con la mano sinistra all'interno della curva. Dopo 120 m il secondo deve mantenere la corsia; il terzo e il quarto possono scendere alla corda. Il passaggio del testimone è il momento più delicato della staffetta: va eseguito con precisione senza rallentare la corsa.
Corsa di resistenza
La corsa di resistenza si distingue da quella veloce per il passo più ampio, frequente e per l'adattamento fisiologico allo sforzo. Le principali conseguenze sull'organismo sono: l'aumento dei battiti cardiaci e del ritmo respiratorio, la carenza di ossigeno e di sostanze energetiche, il fegato che si gonfia e duole (epatopatia da sforzo) e la milza che spreme i globuli rossi abbassando l'emoglobina. Durante la corsa prolungata i processi biologici di riequilibrio richiedono una notevole sudorazione, con perdita di sali minerali che vanno reintegrati bevendo acqua e cibi ricchi di sali, specialmente dopo la prestazione. La corsa campestre si differenzia dalla pista per le superfici varie (erba, sterrato, montagna), che richiedono un maggiore superlavoro dei tendini e un maggiore impatto col terreno. Le sollecitazioni muscolari sono diverse: caviglie, muscoli adduttori e abduttori devono essere più elastici e forti. In salita il ritmo dei passi diminuisce ma lo sforzo muscolare aumenta; in discesa i muscoli della coscia lavorano di più per frenare.
Ma cosa vuol dire saltare?
Saltare è il movimento fondamentale che produce un volo del corpo grazie alla spinta degli arti inferiori. È uno degli schemi motori più complessi perché richiede di contrastare la forza di gravità e dipende da capacità come velocità, forza, equilibrio, coordinazione e ritmo. I salti possono essere diretti verso l'alto (salto in alto, con l'asta), verso il basso o in lungo (salto lungo, triplo), eseguiti da fermi o con rincorsa, con stacco su uno o due piedi. Il salto da fermo usa la spinta simultanea di entrambi gli arti: se la spinta è verticale il salto va in alto, se è in avanti va in lungo. Il salto con rincorsa usa generalmente la spinta di un solo piede sull'arto più avanzato. Solo quando serve un forte impulso verticale (es. schiacciata nella pallavolo) si usano entrambi gli arti. I passi della corsa sono anch'essi considerati salti: sono balzi in serie, dove ogni appoggio a terra carica il balzo successivo. Alcuni atleti li usano nella rincorsa del salto triplo e del salto in alto per migliorare il salto finale.
Tipi di salto:
salto in alto salto in lungo
Ma cosa vuol dire lanciare?
Il lancio è un movimento che serve a far volare un oggetto nell'aria. Per farlo bene servono coordinazione e precisione. Questo gesto si divide in due modi diversi: il lancio vero e proprio, dove il braccio rimane sempre dritto (come nel lancio del disco o del giavellotto), e il getto, dove il braccio parte piegato e poi si allunga di colpo (come nel getto del peso). Questo movimento è importantissimo sia nell'atletica sia nei giochi di squadra come basket, rugby e baseball. A seconda dello scopo, possiamo fare un lancio di forza, se vogliamo mandare l'oggetto il più lontano possibile, oppure un lancio di precisione, se vogliamo fare canestro o colpire un punto preciso regolando bene la mira con il braccio e la mano.
Tipi di lanci\getti:
getto del peso lancio del disco tiro del giavellotto
L'atletica leggera dai movimenti fondamentali
L'atletica, considerata la regina degli sport, rappresenta l'evoluzione agonistica dei gesti naturali dell'uomo: camminare, correre, saltare e lanciare. Storicamente, si distingue tra atletica leggera (che comprende corse, marcia, salti, lanci e prove multiple) e atletica pesante, categoria che include discipline di forza e contatto come il sollevamento pesi e il pugilato.Presente fin dai primi Giochi Olimpici del 776 a.C., questo sport trasforma i movimenti spontanei in capacità motorie specializzate. La sua pratica garantisce importanti benefici fisiologici, poiché coinvolge l'apparato articolare e muscolare, migliorando al contempo la coordinazione e la concentrazione attraverso il sistema nervoso.
Il lancio del disco
Il lancio del disco consiste nello scagliare un attrezzo a lente (2 kg per uomini, 1 kg per donne) il più lontano possibile da una pedana circolare. La tecnica si basa su una progressione che trasforma la rotazione in velocità d'uscita. Si parte con le spalle alla direzione di lancio e si effettuano oscillazioni preliminari per stabilire il ritmo. Segue la fase di traslocazione e rotazione: l'atleta ruota sul piede sinistro ed esegue un balzo radente verso il centro della pedana, mantenendo il braccio che regge il disco ben disteso e arretrato per massimizzare la leva.Nella posizione di lancio, con entrambi i piedi a terra, inizia la spinta esplosiva che risale dalle gambe al busto. Il finale avviene quando il corpo è rivolto frontalmente: il braccio scatta in avanti e il disco viene rilasciato all'altezza della spalla con una forte rotazione impressa dall'indice. Per evitare il lancio nullo (che avviene toccando il bordo o uscendo dalla parte anteriore), l'atleta conclude con un rapido cambio di appoggio dei piedi per frenare l'inerzia e mantenere l'equilibrio
Conclusioni finali di gruppo:
In conclusione, abbiamo visto come l’atletica leggera unisca la velocità della corsa, l’elevazione dei salti e la potenza dei lanci in un unico grande racconto di coordinazione e forza. Queste discipline ci insegnano che il vero obiettivo non è solo vincere, ma sfidare i propri limiti con costanza e passione, d'altronde questo è il fascino dell'atletica leggera. Grazie per l’attenzione!"
Diversi tipi di corsa
Esistono diversi tipi di corsa nell'atletica leggera:corsa veloce corsa a ostacoli staffetta corsa di resistenza
Come si esegue un lancio:
L'azione del lancio o del getto si divide in tre fasi principali: una preliminare di avvio, una di traslocazione o rincorsa per accelerare l'atleta e l'attrezzo, e una finale (doppio appoggio). In quest'ultima fase si crea una "catena cinematica": la spinta parte dagli arti inferiori, passa per il busto e arriva infine alle braccia. Le gambe sono infatti fondamentali per imprimere forza e direzione, mentre le braccia intervengono solo per ultime. Per un risultato efficace, oltre alla forza, sono determinanti la tecnica, la velocità di esecuzione e l'angolo di uscita dell'oggetto, che deve essere adeguato alla distanza da raggiungere.
Ma come si esegue un salto?
Il salto è un gesto motorio composto da 4 fasi: Rincorsa: di lunghezza variabile, serve a raggiungere la velocità ottimale. L'ultimo passo deve essere il più rapido perché l'accelerazione finale è fondamentale per l'efficacia del salto. Stacco: spinta singola o simultanea degli arti inferiori, trasmessa dal piede fino a bacino, spalle e braccia. Richiede coordinazione tra arti inferiori e superiori; può essere preceduto da rincorsa o eseguito da fermo. Volo: richiede controllo dell'equilibrio, dello spazio e del tempo. La coordinazione di tutti gli arti è essenziale per sfruttare al meglio la traiettoria. È un gesto innaturale che richiede coraggio. Atterraggio: deve ammortizzare la caduta per evitare traumi a muscoli, articolazioni e legamenti, e permettere di riprendere subito il movimento successivo in equilibrio
Getto del peso
Il getto del peso consiste nello scagliare una sfera metallica (7,26 kg per gli uomini e 4 kg per le donne) il più lontano possibile da una pedana circolare. La tecnica moderna più efficace è la O'Brien, che si distingue per la partenza con il dorso rivolto alla direzione di lancio. Questa posizione permette di aumentare la velocità di traslocazione e la forza applicata all'attrezzo, richiedendo potenza, agilità e coordinazione. Il gesto si divide in fasi precise: dopo un caricamento del peso sulla gamba destra, l'atleta esegue una traslocazione (uno scivolamento radente all'indietro) verso il centro della pedana per accumulare energia. Nella fase finale di doppio appoggio, la spinta esplosiva parte dalle gambe, attraversa il busto e arriva al braccio, che si distende scagliando il peso con una frustata del polso. Per evitare il lancio nullo (che avviene se si esce dalla parte anteriore della pedana o se il peso cade fuori dal settore), l'atleta conclude con un rapido cambio di appoggio tra i piedi per mantenere l'equilibrio.
Il lancio del giavellotto
Il lancio del giavellotto (800 g per uomini, 600 g per donne) si basa su una rincorsa divisa in due fasi: una corsa frontale (8-14 passi) e una serie di 5-7 passi speciali (incrociati), durante i quali l'atleta porta il braccio all'indietro (sfilata). Il momento chiave è il passo d'impulso, un balzo più lungo che prepara il puntello: la gamba sinistra blocca bruscamente la rincorsa, permettendo al corpo di caricarsi come una fionda.Nella fase finale, l'energia accumulata viene trasmessa all'attrezzo attraverso una potente spallata e una rapida torsione del busto. Il giavellotto viene rilasciato con un angolo di circa 36°. Per evitare il lancio nullo, l'atleta deve fermarsi entro il limite anteriore della pedana e uscire lateralmente o dal retro solo dopo l'atterraggio dell'attrezzo.
Il vortex
Il salto in alto
Il salto in alto moderno si articola in quattro fasi cicliche: rincorsa, stacco, volo e atterraggio. Tutto inizia con una rincorsa di circa 8-10 passi che parte in linea retta e diventa curva in chiusura; è essenziale aumentare gradualmente la velocità e inclinare il busto verso l'interno della curva per preparare la spinta. Al momento dello stacco, l'atleta trasforma la velocità orizzontale in elevazione flettendo l'arto libero verso l'alto e coordinando le braccia: questo movimento imprime al corpo una rotazione che permette di volgere la schiena all'asticella.Nella fase di volo, l'atleta valica l'asta in posizione trasversale e, una volta superata, effettua lo "svincolo" distendendo gambe e cosce per non abbatterla. Infine, l'atterraggio avviene obbligatoriamente di schiena, sulla parte alta del dorso. Per ragioni di sicurezza, è fondamentale cadere al centro del materasso e mantenere le gambe flesse e leggermente divaricate, evitando così che le ginocchia colpiscano il viso durante l'impatto.
Il salto in lungo
Il salto in lungo si divide in quattro fasi: rincorsa, stacco, volo e atterraggio. La rincorsa (da 11 a 24 passi) serve a raggiungere la massima velocità controllabile; negli ultimi due appoggi, il penultimo passo si allunga per abbassare il bacino, mentre l'ultimo è più rapido per preparare l'elevazione.Lo stacco deve avvenire entro l'asse di battuta (20 cm), pena l'annullamento del salto se si tocca la plastilina. In questa fase, la velocità orizzontale si trasforma in spinta verso l'alto. Durante il volo, l'atleta mantiene l'equilibrio usando tecniche come i passi in aria o il veleggiamento. L'atterraggio avviene nella sabbia proiettando busto e ginocchia in avanti (fase di chiusura): è fondamentale non cadere all'indietro, poiché la misura viene presa dall'impronta più vicina alla linea di stacco. Ogni atleta ha tre tentativi, più tre finali per i migliori otto.