L'Europa in recessione
Viola pontevolpe, alessia lugli, giorgia russo
La crisi in EuropaXVII
Periodo di profonda instabilità che ha colpito l'Europa, caratterizzato da un intreccio di fattori economici, demografici, climatici e politici, spesso definito dagli storici come una "crisi generale" o un "secolo di ferro".
Ha profondamente trasformato il modo di fare la guerra in Europa, accelerando quella che gli storici chiamano Rivoluzione Militare.
Crisi del XVII
Crisi Agricola Il sistema agricolo del Seicento subì un forte rallentamento dovuto a diverse cause:
- Cambiamento Climatico
- Limiti Tecnologici
- Effetto delle Guerre
Ritorno della Peste e PandemieLe carestie indebolirono il fisico della popolazione, rendendola una facile preda per le epidemie. Dinamiche della PopolazioneA differenza della crescita costante del '500, l'andamento demografico del '600 fu caratterizzato da una stagnazione generale
Unit 01
Crisi del XVII
Fu un fenomeno di lungo periodo caratterizzato da un progressivo aumento dei prezzi in Europa, in particolare per i beni di prima necessità come grano, orzo e segale.
Fu caratterizzata da un aumento esponenziale della povertà, che ha spinto un numero crescente di persone verso il vagabondaggio e la marginalità. La povertà era intesa non solo come mancanza di mezzi, ma come incapacità di mantenere il proprio status sociale, e i vagabondi erano spesso visti come una minaccia all'ordine pubblico.
A differenza delle sommosse medievali, queste videro spesso contadini e nobili uniti contro il crescente potere delle monarchie assolute e la pressione fiscale.
Produzione e mercati
La produzione agricola si apre a nuovi prodotti:
Il seicento fu anche un secolo di importanti cambiamenti che segnano in senso positivo la storia economica europea, in particolare nel settore agricolo dove si assiste a un notevole incremento della produzione cerealicola. In Inghilterra le rese dei terreni coltivati a grano triplicarono e successivamente crebbero del 25.
Questo miglioramento fu dovuto all’intensificazione di nuove colture alternative al grano, quali la patata nell’europa centro-settentrionale e il mais e il riso in quella meridionale , e nelle zone dove si affermarono ci fu una limitazione degli effetti delle carestie grazie all’aumento di disponibilità di cibo.
Il declino del primato italiano
I paesi del Mediterraneo conobbero nel corso del Seicento un consistente declino economico rispetto alle nuove potenze dell’Europa atlantica
La situazione in Italia
In particolare, le imprese italiane vissero una grave crisi di competitività, sfavorite da molteplici fattori:
- il malgoverno spagnolo negli Stati italiani sottoposti alla dominazione della monarchia iberica, caratterizzato da forte pressione fiscale, corruzione amministrativa e scarso investimento nelle attività produttive;
- l’assenza di solide reti mercantili nel contesto atlantico, dove si stavano spostando i principali traffici commerciali grazie alle rotte oceaniche verso America, Africa e Asia;
- la concorrenza sempre più agguerrita delle nuove potenze europee, come Inghilterra, Olanda e Francia, dotate di flotte moderne, compagnie commerciali efficienti e sistemi finanziari più avanzati;
- la crisi delle manifatture italiane, soprattutto tessili, che non riuscivano più a sostenere la competizione internazionale;
- il calo dei commerci mediterranei, ormai meno centrali rispetto ai traffici oceanici.
L’ascesa di nuove potenze economiche
I paesi favoriti dalle nuove rotte atlantiche, Province Unite (Olanda e Belgio), Francia e Inghilterra, grazie alla borghesia conobbero una straordinaria prosperità. I governi locali attuarono politiche mercantilistiche, fecero massicci investimenti nella marina commerciale riuscendo a ridurre i costi di produzione dei beni e di conseguenza riuscendo a imporsi nei mercati internazionale.
Le province Unite non conobbero crisi puntando su un’agricoltura che permetteva di ridurre la superficie coltivata a cereali per lasciare spazio a coltivazioni più redditizie (lino e canapa).
In Inghilterra contribuì a incrementare la produttività l’introduzione della rotazione quadriennale. In questa parte d’Europa le crisi di sussistenza furono limitate anche grazie alle vie di comunicazione e trasporto.
nuovi imperi coloniali
Nel XVII secolo le grandi scoperte geografiche modificarono gli equilibri mondiali: Spagna e Portogallo entrarono in crisi, mentre Inghilterra, Olanda e Francia divennero nuove potenze coloniali.Gli europei conquistarono territori in America, Asia e Africa per controllare commerci e materie prime, creando vasti imperi coloniali. In Nord America inglesi, francesi e olandesi fondarono colonie; tra i coloni vi erano anche gruppi religiosi perseguitati, come i “padri pellegrini” inglesi arrivati con la Mayflower nel 1620.
Le popolazioni indigene americane furono considerate inferiori dai coloni europei: molte tribù vennero private delle loro terre e costrette a spostarsi verso aree meno fertili.I missionari cattolici, soprattutto gesuiti e cappuccini, diffusero il cristianesimo nei territori extraeuropei, cercando di evangelizzare le popolazioni locali. Figura importante fu il gesuita Matteo Ricci, che favorì il dialogo culturale con la Cina e diffuse le conoscenze europee presso la corte imperiale.
Unit 03
Scienza in Europa
Rivoluzione scientifica
Tra il XVI e il XVII secolo in Europa cambiò profondamente il modo di studiare la realtà. Nacque un nuovo spirito scientifico basato sull’osservazione, sull’esperimento e sull’uso della ragione. Il primo grande passo fu la teoria eliocentrica di Niccolò Copernico, secondo cui il Sole si trova al centro del sistema. Questa teoria superò la visione aristotelico-tolemaica, dominante da quasi duemila anni. Gli studiosi iniziarono ad analizzare i fenomeni naturali con metodi qualitativi e quantitativi, utilizzando strumenti sempre più precisi come termometro, barometro, orologio di precisione, cannocchiale e microscopio. Lo scienziato moderno univa lavoro teorico e pratico, diventando una figura fondamentale della società. I protagonisti della rivoluzione scientifica furono Galileo e Copernico.
Galileo Galilei
Copernico
Scienza in Europa
Unit 03
In Italia si distinsero anche Giordano Bruno, sostenitore dell’infinità dell’universo e della pluralità dei mondi, e Tommaso Campanella, che proponeva una società fondata sull’armonia cristiana. Nel frattempo nacque una comunità scientifica internazionale: gli studiosi comunicavano in latino, collaboravano tra loro e introdussero il sistema dei brevetti. Le ricerche venivano spesso finanziate da governi e committenti interessati ai vantaggi economici delle nuove scoperte. Importanti contributi arrivarono anche da René Descartes, fondatore della geometria analitica e del razionalismo con il “Discorso sul metodo”, e da Isaac Newton, che formulò la legge della gravitazione universale, spiegando il movimento dei corpi celesti.
Un nuovo pensiero politico
Unit 03
Contrattualismo
Secondo il contrattualismo, lo Stato nasce da un contratto sociale: gli uomini decidono di vivere insieme e di creare delle regole per garantire ordine e convivenza civile.
Giusnaturalismo
Il giusnaturalismo sostiene invece che tutti gli uomini possiedono diritti naturali e inalienabili, cioè che nessuno può togliere: - diritto alla vita; - diritto alla libertà; - diritto alla proprietà.
Un nuovo pensiero politico
Unit 03
Due idee diverse di stato
Thomas Hobbes
John Locke
SITOGRAFIA
Sitografia
- Libro di testo "Noi di ieri, Noi di domani"
Fine
Viola pontevolpe, alessia lugli, giorgia russo
Galileo Galilei
Galileo sviluppò il metodo sperimentale, basato su:- osservazione e formulazione di ipotesi; - verifica tramite esperimenti; - analisi dei risultati e formulazione delle conclusioni. Le sue idee però entrarono in contrasto con la Chiesa e fu costretto all’abiura, trascorrendo gli ultimi anni agli arresti domiciliari nella villa di Arcetri.
Niccolò Copernico
La sua teroia eliocentrica fù il punto di partenza della rivoluzione scientifica.Grazie ad essa si superò la visione del mondo aristotelico-tolemaica che per 2000 anni aveva dominato in occidente. Affermava che la Terra ruota sul proprio asse e orbita attorno al Sole. Questa nuova teoria andava in contrasto con la precedente che affermava che la Terra fosse al centro e gli altri pianeti gli orbitavano intorno.
L'Europa in recessione
VIOLA PONTEVOLPE
Created on April 23, 2026
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L'Europa in recessione
Viola pontevolpe, alessia lugli, giorgia russo
La crisi in EuropaXVII
Periodo di profonda instabilità che ha colpito l'Europa, caratterizzato da un intreccio di fattori economici, demografici, climatici e politici, spesso definito dagli storici come una "crisi generale" o un "secolo di ferro".
Ha profondamente trasformato il modo di fare la guerra in Europa, accelerando quella che gli storici chiamano Rivoluzione Militare.
Crisi del XVII
Crisi Agricola Il sistema agricolo del Seicento subì un forte rallentamento dovuto a diverse cause:
- Cambiamento Climatico
- Limiti Tecnologici
- Effetto delle Guerre
Ritorno della Peste e PandemieLe carestie indebolirono il fisico della popolazione, rendendola una facile preda per le epidemie. Dinamiche della PopolazioneA differenza della crescita costante del '500, l'andamento demografico del '600 fu caratterizzato da una stagnazione generaleUnit 01
Crisi del XVII
Fu un fenomeno di lungo periodo caratterizzato da un progressivo aumento dei prezzi in Europa, in particolare per i beni di prima necessità come grano, orzo e segale.
Fu caratterizzata da un aumento esponenziale della povertà, che ha spinto un numero crescente di persone verso il vagabondaggio e la marginalità. La povertà era intesa non solo come mancanza di mezzi, ma come incapacità di mantenere il proprio status sociale, e i vagabondi erano spesso visti come una minaccia all'ordine pubblico.
A differenza delle sommosse medievali, queste videro spesso contadini e nobili uniti contro il crescente potere delle monarchie assolute e la pressione fiscale.
Produzione e mercati
La produzione agricola si apre a nuovi prodotti:
Il seicento fu anche un secolo di importanti cambiamenti che segnano in senso positivo la storia economica europea, in particolare nel settore agricolo dove si assiste a un notevole incremento della produzione cerealicola. In Inghilterra le rese dei terreni coltivati a grano triplicarono e successivamente crebbero del 25.
Questo miglioramento fu dovuto all’intensificazione di nuove colture alternative al grano, quali la patata nell’europa centro-settentrionale e il mais e il riso in quella meridionale , e nelle zone dove si affermarono ci fu una limitazione degli effetti delle carestie grazie all’aumento di disponibilità di cibo.
Il declino del primato italiano
I paesi del Mediterraneo conobbero nel corso del Seicento un consistente declino economico rispetto alle nuove potenze dell’Europa atlantica
La situazione in Italia
In particolare, le imprese italiane vissero una grave crisi di competitività, sfavorite da molteplici fattori:
L’ascesa di nuove potenze economiche
I paesi favoriti dalle nuove rotte atlantiche, Province Unite (Olanda e Belgio), Francia e Inghilterra, grazie alla borghesia conobbero una straordinaria prosperità. I governi locali attuarono politiche mercantilistiche, fecero massicci investimenti nella marina commerciale riuscendo a ridurre i costi di produzione dei beni e di conseguenza riuscendo a imporsi nei mercati internazionale.
Le province Unite non conobbero crisi puntando su un’agricoltura che permetteva di ridurre la superficie coltivata a cereali per lasciare spazio a coltivazioni più redditizie (lino e canapa). In Inghilterra contribuì a incrementare la produttività l’introduzione della rotazione quadriennale. In questa parte d’Europa le crisi di sussistenza furono limitate anche grazie alle vie di comunicazione e trasporto.
nuovi imperi coloniali
Nel XVII secolo le grandi scoperte geografiche modificarono gli equilibri mondiali: Spagna e Portogallo entrarono in crisi, mentre Inghilterra, Olanda e Francia divennero nuove potenze coloniali.Gli europei conquistarono territori in America, Asia e Africa per controllare commerci e materie prime, creando vasti imperi coloniali. In Nord America inglesi, francesi e olandesi fondarono colonie; tra i coloni vi erano anche gruppi religiosi perseguitati, come i “padri pellegrini” inglesi arrivati con la Mayflower nel 1620.
Le popolazioni indigene americane furono considerate inferiori dai coloni europei: molte tribù vennero private delle loro terre e costrette a spostarsi verso aree meno fertili.I missionari cattolici, soprattutto gesuiti e cappuccini, diffusero il cristianesimo nei territori extraeuropei, cercando di evangelizzare le popolazioni locali. Figura importante fu il gesuita Matteo Ricci, che favorì il dialogo culturale con la Cina e diffuse le conoscenze europee presso la corte imperiale.
Unit 03
Scienza in Europa
Rivoluzione scientifica
Tra il XVI e il XVII secolo in Europa cambiò profondamente il modo di studiare la realtà. Nacque un nuovo spirito scientifico basato sull’osservazione, sull’esperimento e sull’uso della ragione. Il primo grande passo fu la teoria eliocentrica di Niccolò Copernico, secondo cui il Sole si trova al centro del sistema. Questa teoria superò la visione aristotelico-tolemaica, dominante da quasi duemila anni. Gli studiosi iniziarono ad analizzare i fenomeni naturali con metodi qualitativi e quantitativi, utilizzando strumenti sempre più precisi come termometro, barometro, orologio di precisione, cannocchiale e microscopio. Lo scienziato moderno univa lavoro teorico e pratico, diventando una figura fondamentale della società. I protagonisti della rivoluzione scientifica furono Galileo e Copernico.
Galileo Galilei
Copernico
Scienza in Europa
Unit 03
In Italia si distinsero anche Giordano Bruno, sostenitore dell’infinità dell’universo e della pluralità dei mondi, e Tommaso Campanella, che proponeva una società fondata sull’armonia cristiana. Nel frattempo nacque una comunità scientifica internazionale: gli studiosi comunicavano in latino, collaboravano tra loro e introdussero il sistema dei brevetti. Le ricerche venivano spesso finanziate da governi e committenti interessati ai vantaggi economici delle nuove scoperte. Importanti contributi arrivarono anche da René Descartes, fondatore della geometria analitica e del razionalismo con il “Discorso sul metodo”, e da Isaac Newton, che formulò la legge della gravitazione universale, spiegando il movimento dei corpi celesti.
Un nuovo pensiero politico
Unit 03
Contrattualismo
Secondo il contrattualismo, lo Stato nasce da un contratto sociale: gli uomini decidono di vivere insieme e di creare delle regole per garantire ordine e convivenza civile.
Giusnaturalismo
Il giusnaturalismo sostiene invece che tutti gli uomini possiedono diritti naturali e inalienabili, cioè che nessuno può togliere: - diritto alla vita; - diritto alla libertà; - diritto alla proprietà.
Un nuovo pensiero politico
Unit 03
Due idee diverse di stato
Thomas Hobbes
John Locke
SITOGRAFIA
Sitografia
- Libro di testo "Noi di ieri, Noi di domani"
Fine
Viola pontevolpe, alessia lugli, giorgia russo
Galileo Galilei
Galileo sviluppò il metodo sperimentale, basato su:- osservazione e formulazione di ipotesi; - verifica tramite esperimenti; - analisi dei risultati e formulazione delle conclusioni. Le sue idee però entrarono in contrasto con la Chiesa e fu costretto all’abiura, trascorrendo gli ultimi anni agli arresti domiciliari nella villa di Arcetri.
Niccolò Copernico
La sua teroia eliocentrica fù il punto di partenza della rivoluzione scientifica.Grazie ad essa si superò la visione del mondo aristotelico-tolemaica che per 2000 anni aveva dominato in occidente. Affermava che la Terra ruota sul proprio asse e orbita attorno al Sole. Questa nuova teoria andava in contrasto con la precedente che affermava che la Terra fosse al centro e gli altri pianeti gli orbitavano intorno.