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Diritto alla vita

Gabriele

Created on April 21, 2026

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Transcript

Aprile 2026

INTRODUZIONE

Educazione civica | Gabriele Protopapa

Diritto alla vita

I diritti umani sono un'eredità comune che troppo spesso viene ignorata, sono la bussola per una convivenza pacifica, ma il cammino verso il loro pieno rispetto è ancora segnato da profonde ombre e sfide aperte.

INIZIO ➛

INTRODUZIONE

In un mondo governato da logiche infantili e mercati manipolati, il diritto alla vita sta diventando il prezzo da pagare per i capricci di pochi. Verso il collasso, o verso un risveglio della coscienza?

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Introduzione del caso e norme violate

Il conflitto a Gaza non si limita a un confronto bellico, ma si è trasformato in una sistematica aggressione ai diritti umani fondamentali. La violazione del Diritto alla Vita e all'integrità fisica è eseguita attraverso l’uso di armi devastanti come il fosforo bianco, che provoca ustioni chimiche incurabili, e le bombe termobariche, progettate per vaporizzare l'ossigeno e annientare chiunque si trovi nei rifugi civili.In questo scenario, Israele mette in atto una strategia della privazione che colpisce i bisogni primari:

  • Diritto all'Acqua (Risoluzione ONU 64/292): Si assiste all'inquinamento delle falde acquifere tramite lo scarico di acque reflue non trattate, una tattica usata per rendere inutilizzabile l'unica fonte potabile della Striscia.
  • Carestia come Arma di Guerra: Violando la IV Convenzione di Ginevra, viene attuato un blocco sistematico degli aiuti alimentari. Anche quando il cibo arriva dal cielo, le forze armate spesso aprono il fuoco sui civili che tentano di avvicinarsi, trasformando i punti di distribuzione in zone di massacro usando il cibo come esca per persone affamate da giorni.
  • Inviolabilità dei Confini (Art. 2.4 Carta ONU): L’occupazione di aree e la distruzione capillare di edifici civili mirano a modificare i confini per fatto compiuto, rendendo il territorio inabitabile e calpestando il diritto di sovranità Palestinese, e attualmente anche quello Libanese.

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Introduzione del caso

La sproporzione tecnologica tra i due paesi ha introdotto una questione inquietante. Delegare la scelta di chi muore a sistemi di Intelligenza Artificiale, che operano con una velocità e una freddezza industriale. Questo processo solleva il sospetto di un intento genocida, volto a distruggere la popolazione e la società di Gaza.I sistemi di questa automazione sono:

  • Lavender è un software che genera liste di migliaia di sospetti basandosi su probabilità algoritmiche. La supervisione umana è ridotta a pochi secondi (eliminando il concetto di “Human in the loop”, facendo spazio a “Human out of the loop”), accettando consapevolmente il massacro di interi nuclei familiari pur di colpire un singolo obiettivo.
  • The Gospel (Habsora) è una vera e propria "fabbrica di sterminio di massa" (detto da varie testate giornalistiche) che identifica obiettivi civili e infrastrutture a ritmo incessante, radendo al suolo quartieri in pochi minuti.
Queste atrocità sono una violazione dello Statuto di Roma e della Convenzione sul Genocidio del 1948. Mentre queste tecnologie riducono l’uomo a un dato da cancellare, i giganti della difesa come Leonardo S.p.A. vedono i propri indicatori economici brillare, la solidità del bilancio di chi produce tecnologia bellica cresce proporzionalmente alla violazione del diritto internazionale e della dignità umana sul campo.

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Il ruolo dell'Italia in questo conflitto.

Il ruolo dell’Italia nel conflitto mediorientale rivela una frattura profonda tra i principi etici dichiarati e le scelte concrete del Paese. Sul piano diplomatico, il gemellaggio Milano-Tel Aviv normalizza i rapporti istituzionali mentre si consuma una catastrofe umanitaria, sollevando interrogativi sul consenso degli italiani. Sul piano economico, colossi della difesa a partecipazione statale come Leonardo S.p.A. continuano a fornire assistenza tecnica e componenti, traendo profitto diretto dalla domanda bellica.Ancora più grave è il caso del nitrato di potassio, dopo che la Spagna ha bloccato le forniture per non rendersi corresponsabile del massacro, l’Italia ne ha preso strategicamente il posto. Formalmente registrato come fertilizzante, questo composto viene riconvertito in esplosivo ad alto potenziale. A completare il quadro, la vendita italiana di micce e sistemi di innesco, queste tecnologie sono utilizzate non per difesa, ma per demolire sistematicamente abitazioni e infrastrutture civili a Gaza, provocando sfollamenti di massa a fini di controllo territoriale. Tutto ciò pone l’Italia in aperto contrasto con la propria Costituzione. Viola l’Art. 11 (ripudio della guerra come strumento di offesa), l’Art. 2 (tutela dei diritti inviolabili dell’uomo) e l’Art. 10 (rispetto del diritto internazionale), anteponendo le logiche di mercato alla salvaguardia della vita umana.

NON IN MIO NOME!

Quando un fertilizzante diventa esplosivo e una miccia diventa profitto, la democrazia ha perso la sua anima.

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contesto storico

Le radici del conflitto

Il conflitto non nasce oggi, ma affonda le radici nel 1948 con la nascita dello Stato di Israele e la Nakba palestinese.Il punto di svolta recente è l'escalation attuale che inizia il 7 ottobre 2023, dopo l'attacco di Hamas. Tuttavia, il contesto è quello di un'occupazione militare che dura da decenni e di un blocco sulla Striscia di Gaza attivo dal 2007, che ha trasformato l'area in quella che molte organizzazioni definiscono "una prigione a cielo aperto".

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Nell'immagine vediamo Gaza prima e dopo i bombardamenti (che sono ancora in corso).

contesto Geografico

Un territorio frammentato

La Striscia di Gaza è un territorio minuscolo (circa 360 km2) e uno dei più densamente popolati al mondo.I confini di Gaza sono formati da barriere fisiche controllate da Israele (e in parte dall'Egitto). Questo isolamento geografico permette a Israele di controllare l'accesso a cibo, acqua, medicinali ed energia elettrica, rendendo possibile la carestia controllata di cui parlavamo. Geograficamente, Gaza non ha fiumi perenni, l'unico corso d'acqua è il Wadi Gaza. Un tempo era una risorsa vitale e un ecosistema ricco. Negli anni, Israele ha costruito dighe e deviazioni a monte (nel proprio territorio) per raccogliere l'acqua piovana, lasciando il letto del fiume a Gaza quasi sempre asciutto. La popolazione dipende da un acquifero ormai contaminato dal mare e dalle forniture israeliane, usate spesso come strumento di pressione. Questa è la negazione fisica del diritto alla vita: senza acqua non c'è agricoltura, non c'è igiene, non c'è sopravvivenza.

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contesto Politico

Lo scontro di poteri

Israele ha un sistema democratico che però sta attraversando una fase di forte spinta nazionalista, con un governo che sostiene l'espansione degli insediamenti, con il progetto "Grande israele/Great Israel" (violazione del diritto internazionale).Gaza è governata da Hamas (organizzazione considerata terroristica da molti stati occidentali), il che complica la diplomazia internazionale e giustifica, agli occhi di alcuni, l'uso di tecnologie estreme come Lavender e The Gospel. Il conflitto non è isolato, coinvolge gli Stati Uniti (principali fornitori di armi), l'Iran(sostenitore di Hamas) e l'Unione Europea, divisa tra il sostegno a Israele e la condanna per i diritti umani violati.

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INDICE

Indice

DIRITTO | DIRITTO INTERNAZIONALE

ITALIANO | LA CENSURA DI PASOLINI

ECONOMIA AZIENDALE | BILANCIO SOCIALE LEONARDO S.P.A

FRANÇAIS | LIBRE ÉCHANGE ET L'INDUSTRIE DE LA DÉFENSE

ENGLISH | POLYMARKET AND THE RIGHT TO LIFE (SCOMMETTERE SULLA GUERRA)

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diritto | Diritto internazionale

Diritto Internazionale

Il Diritto Internazionale è l’insieme delle norme e dei principi che regolano i rapporti tra gli Stati sovrani e gli altri soggetti della comunità internazionale (come le organizzazioni internazionali). A differenza del diritto interno, si basa sulla parità giuridica tra gli Stati: non esiste un "governo mondiale" superiore, ma trattati e accordi volontari.Il sistema attuale nasce nel 1945, dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale, con la firma della Carta di San Francisco. L'obiettivo era creare un ordine basato sulla pace, la cooperazione e la tutela dei diritti umani fondamentali, superando la logica della forza bruta.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU): È il fulcro del sistema. I suoi organi principali sono:1. Assemblea Generale: Organo deliberativo dove ogni Stato ha un voto. Rappresenta la voce democratica del mondo. 2. Consiglio di Sicurezza: L'organo con il potere di adottare decisioni vincolanti (sanzioni, interventi militari). È composto da 15 membri, di cui 5 permanenti (USA, Russia, Cina, Francia, UK) dotati del diritto di veto. 3. Segretariato: Gestisce l'amministrazione quotidiana, guidato dal Segretario Generale. 4. Corte Internazionale di Giustizia (CIG) Il Ruolo dei Trattati: Il sistema si regge sul principio "Pacta sunt servanda" (i patti devono essere rispettati). Come vedremo dopo l’applicazione di queste regole è complessa, perchè "facoltativa".

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DIRITTO | DIRITTO INTERNAZIONALE

"Le leggi sono come le ragnatele: se vi cade qualcosa di leggero, lo trattengono; ma se cade qualcosa di pesante, lo strappano e fuggono via." - Solone, Supremo Magistrato di Atene (594 a.C)

Il Diritto Internazionale: Un sistema sotto stress

Tuttavia, come ricordava Solone, questa fragilità trova conferma nella realtà attuale, segnata dall'assenza di un potere esecutivo superiore capace di imporre il rispetto delle norme indipendentemente dalla forza dello Stato che le viola. Spesso, il peso degli interessi economici e la manipolazione dei mercati prevalgono sulle ragioni dell’etica, trasformando i trattati in semplici dichiarazioni. Quando le potenze mondiali scelgono di agire per puro capriccio, ignorando il diritto, si crea una crepa profonda che mina la fiducia nelle istituzioni, trascinando il sistema verso un pericoloso punto di non ritorno.

Regole e Garanzie Il diritto internazionale si basa sulla convivenza civile, basata su un'insieme di norme e trattati che regolano i rapporti tra Stati e proteggono i diritti inalienabili dell'individuo. Per mettere in atto queste norme e trattati sono stati istituiti diversi organi di garanzia: La Corte Internazionale di Giustizia (CIG) e la Corte Penale Internazionale (CPI) che agiscono come arbitri globali per risolvere dispute e punire crimini contro l’umanità.

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Introduzione prossima materia | documentato dalle principali organizzazioni internazionali CPJ - Committee to Protect Journalists e Reporter Senza Frontiere, riportato anche dal fatto quotidiano.
Un record di cui non avrei mai voluto parlare:

e più giornalisti uccisi nel mondo, di cui 70% per mano di Israele

120

Nel 2025 e nei primi mesi del 2026, il conflitto a Gaza è stato definito il più letale di sempre per i giornalisti, i numeri sono senza precedenti Mai in un singolo conflitto così tanti operatori dell'informazione sono stati uccisi in un lasso di tempo così breve e in un'area così ristretta (territori palestinesi). La censura è attiva, oltre alle morti, c'è il blocco dell'accesso alla stampa estera (che può entrare a Gaza solo sotto scorta militare) e la chiusura di testate come Al Jazeera. Questo serve a controllare la narrazione e impedire che il "capriccio" o gli interessi dei mercati vengano messi a nudo da testimoni oculari.

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"Sono stato colpito da un proiettile... e sono rimasto completamente paralizzato. I colleghi che mi chiamavano... sono stati martirizzati. Non esiste libertà di stampa. La mia ferita ne è la prova più lampante. Ma la voce... è ancora qui... e rimarrà."

- FADI AL-WAHIDI, giornalista di Al Jazeera

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Il 9 ottobre 2024, nel campo profughi di Jabalia, il giornalista di Al Jazeera Fadi Al-Wahidi stava documentando gli attacchi e lo sfollamento dei civili. Nonostante indossasse il giubbotto con la scritta "PRESS" e fosse chiaramente identificabile come stampa, è stato colpito al collo dal fuoco dei cecchini israeliani. Fadi è sopravvissuto, ma il proiettile gli ha causato una lesione midollare gravissima, lasciandolo completamente paralizzato.La crudeltà di questo evento non finisce con lo sparo. Per mesi, Israele ha negato i permessi per il suo trasferimento medico urgente, nonostante gli appelli disperati di medici e organizzazioni per la libertà di stampa. Fadi è rimasto intrappolato in una condizione di pericolo di vita fino al 10 febbraio 2025, quando è stato finalmente evacuato. Questo rappresenta multiple violazioni del diritto internazionale, ma lui non ha mai mollato, e ancora oggi, lavora come giornalista per Al Jazeera.

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Italiano | la censura di pasolini

La censura di Pasolini

Mentre oggi la censura esplode nella violenza dei conflitti, nell'Italia del dopoguerra il potere colpiva Pasolini che non è stato un semplice scrittore, ma un uomo che ha messo tutto sé stesso al servizio della verità, diventando la voce del dissenso più pura e pericolosa per il potere dell'epoca.Per la sua totale onestà intellettuale, fu l’autore più perseguitato e processato della storia d'Italia. Subì oltre trenta procedimenti giudiziari e aggressioni solo perché mostrava ciò che la società borghese e la politica volevano nascondere. La sua vicenda ci insegna un fatto fondamentale. Il potere ha sempre paura di chi racconta la realtà senza filtri e senza riscritture di comodo. Ieri il potere silenziava Pasolini attraverso i tribunali e il sequestro delle opere, oggi, nei teatri di guerra come Gaza, la censura diventa fisica e brutale. Colpire un giornalista chiaramente identificato come PRESS, come Fadi Al-Wahidi, risponde allo stesso identico obiettivo. Spegnere la voce del dissenso per impedire al mondo di vedere la verità.

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Oltre 30 processi su un solo uomo: quando il diritto diventa persecuzione.

Italiano | la censura di pasolini

Il Consumismo come Nuovo Fascismo

Negli anni '60 e '70, durante il pieno boom economico italiano, Pasolini è il solo a intuire un pericolo invisibile. Denuncia il consumismo non come un semplice progresso materiale, ma come una nuova forma di totalitarismo, persino più profonda e distruttiva del fascismo.Questa forza economica ha cambiato radicalmente la mente e la natura stessa degli italiani. Ha distrutto le culture popolari e contadine (storicamente fondate su solidarietà, empatia e dignità) per sostituirle con un'unica massa di consumatori omologati, guidati dall'edonismo e dall'individualismo. Per Pasolini, il trionfo del mercato ha impoverito l'anima umana. L'uomo moderno, privato delle sue radici etiche, smarrisce la capacità di indignarsi e di riconoscersi nel dolore dei propri simili. Questa mutazione culturale è la radice dell’apatia generale che viviamo. È ciò che oggi ci permette di osservare un conflitto umanitario attraverso lo schermo di uno smartphone, anestetizzati, riducendo le atrocità e la sofferenza a fredde variabili economiche o geopolitiche, senza più provare alcuna vera empatia.

Nel buio dell'apatia, le prime a scomparire sono le lucciole.

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Italiano | la censura di pasolini

La scomparsa delle lucciole (1975)

Pubblicato sul Corriere della Sera il 1° febbraio 1975 con il titolo originale 'Il vuoto del potere in Italia', questo pezzo è una delle sue denunce più importanti, scritto pochi mesi prima del suo tragico assassinio.Pasolini individua un preciso momento storico nei primi anni '60. A causa dell'inquinamento dell'aria, dovuto a un'industrializzazione selvaggia, sono scomparse le lucciole. Questo dato reale diventa immediatamente un simbolo poetico. La sparizione di questi piccoli insetti luminosi rappresenta la morte della purezza, dell'innocenza, della poesia e dei legami umani autentici. Al loro posto sono subentrate le "luci artificiali”, i riflettori dei palazzi del potere, il bagliore della televisione e i fari del capitalismo, che illuminano una realtà artificiale e violenta. Pasolini spiega che il vero potere non ha più il volto dei vecchi politici (la Democrazia Cristiana), ma è diventato un'entità astratta, globale e legata alle leggi del mercato. È il "Nuovo Fascismo" che non impone l'obbedienza con le armi, ma colonizza le coscienze attraverso il desiderio del possesso materiale.

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Italiano | la censura di pasolini

Dalla Scomparsa delle Lucciole al Buio degli Algoritmi

Pasolini parte dalla Voce della Verità, ovvero l’uso della scrittura come un atto d'accusa contro i lati oscuri della modernità, una scelta coraggiosa pagata con il prezzo dell'isolamento e della censura. Questa verità svela gli effetti devastanti dell’Omologazione, un processo guidato unicamente dal profitto economico che finisce per azzerare le diversità culturali e mutare profondamente l'essere umano, rendendolo gradualmente insensibile ai valori morali.Si compie così il Buio della Coscienza, la nascita di un mondo privo di empatia dove, con la scomparsa delle comunità locali, si smarrisce il senso del sacro e della giustizia. Questo scenario trova oggi una nuova e inquietante conferma. Le "luci artificiali" denunciate da Pasolini si sono evolute negli schermi freddi che gestiscono gli algoritmi di guerra come The Gospel e Lavender. In questa transizione, la luce naturale della coscienza e della solidarietà umana è stata spenta per fare spazio alla logica del profitto, portandoci ad accettare la sofferenza di un popolo o il ferimento di un giornalista come se fossero semplici e inevitabili conseguenze.

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Spente le lucciole, restano solo gli schermi della guerra.

Se i Diritti Umani fossero una voce di Bilancio, molti dei giganti che governano i mercati oggi sarebbero in bancarotta.

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Economia aziendale | BILANCIO SOCIALE

Bilancio Sociale: Obbligo di Legge o Esame di Coscienza

Il Bilancio Sociale non è più una scelta volontaria dettata dal marketing, ma un obbligo giuridico sancito dal D.Lgs. 254/2016 per le grandi imprese di interesse pubblico come Leonardo S.p.A. Questo documento integra il tradizionale bilancio d'esercizio, spostando il focus dal solo profitto alla creazione di valore per gli stakeholder e all'impatto prodotto su collettività e ambiente.Il cuore del bilancio sociale risiede nell’analisi di materialità, un processo rigoroso per identificare i temi critici che influenzano le decisioni degli investitori e della società. Per garantire l'oggettività dei dati, la rendicontazione deve seguire gli standard internazionali GRI (Global Reporting Initiative) ed è soggetta alla verifica di una società di revisione indipendente. In un settore complesso come quello della Difesa, il Bilancio Sociale serve a giustificare l'operato dell'impresa davanti alla comunità, rendendo conto della coerenza tra le strategie industriali e il rispetto dei diritti fondamentali. In pratica, è un documento che deve dimostrare come la ricerca del fatturato non entri in conflitto con la tutela della vita umana.

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Economia aziendale | bilancio sociale leonardo S.P.A. anno 2025

Cosa dice leonardo nel suo bilancio sostenibile

Nel proprio Bilancio Integrato, Leonardo S.p.A. presenta la propria attività non come produzione di strumenti di offesa, ma come un contributo alla “creazione di valore sostenibile nel lungo periodo per tutti gli stakeholder”, focalizzandosi sulla “sicurezza globale come prerequisito per il progresso umano”. L'azienda sottolinea l'importanza della “compliance etica e del rigoroso rispetto dei diritti umani lungo tutta la catena del valore”, dipingendo un'immagine in cui l'innovazione tecnologica serve a proteggere le popolazioni civili attraverso sistemi di sorveglianza e difesa dual-use. Dual use nel senso che le stesse tecnologie si possono utilizzare sia in ambito bellico che civile (come per riscaldamento climatico ecc)

Tra virgolette sono copiate e incollate le frasi contenute nel bilancio sociale di Leonardo 2025

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Economia aziendale | bilancio sociale leonardo S.P.A. anno 2025

Invece, qual è la realtà?

Le affermazioni contenute nella slide precedente, si scontrano con la cruda realtà del conflitto a Gaza.Mentre Leonardo dichiara di operare per la “stabilità dei contesti internazionali”, le sue tecnologie sono pilastri dell'offensiva israeliana. In particolare, l'azienda funge da "partner chiave nel programma F-35", i cacciabombardieri utilizzati quotidianamente nei bombardamenti sulla Striscia di Gaza". Nel Codice Etico, Leonardo afferma di promuovere “relazioni basate su integrità e trasparenza”. Eppure, nei fatti, questo si traduce nel garantire "assistenza tecnica da remoto e supporto logistico anche durante le fasi più acute del conflitto, garantendo l'operatività dei mezzi israeliani". Nonostante l'impegno dichiarato verso la “legalità e il rispetto delle norme internazionali”, queste forniture entrano in rotta di collisione con la Legge 185/90, che vieta l'esportazione di armamenti verso paesi responsabili di accertate violazioni dei diritti umani.

Tra virgolette sono copiate e incollate le frasi contenute nel bilancio sociale di Leonardo 2025

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Economia aziendale | bilancio sociale leonardo S.P.A. anno 2025

Strumento usato per fare Ethics-washing

Il Bilancio Sociale rappresenta l'identità morale di un'azienda. Se Leonardo S.p.A. definisce nei propri documenti ufficiali il 'Diritto alla Vita' come un valore imprescindibile, la sua partecipazione attiva alla fornitura di tecnologie in contesti a rischio genocidio come quello di Gaza svuota queste parole di ogni significato reale. Si assiste a una frattura tra la comunicazione etica e la strategia operativa, fornire assistenza tecnica e logistica durante un conflitto significa diventare parte integrante della macchina bellica, rendendo vani i protocolli di tutela dei diritti umani dichiarati. Senza una coerenza tra i valori espressi e l'uso finale dei prodotti, il Bilancio Sociale decade da strumento di trasparenza a sofisticata operazione di Ethics-washing, agendo come uno scudo reputazionale per proteggere un profitto che si scontra brutalmente con l'etica che l'impresa stessa afferma di voler difendere.

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Introduzione francese

Abbiamo visto il bilancio sociale della Leonardo, ho dato un'occhiata ai dati economici di Leonardo e sono solidi, con utili in crescita. Ma da dove arrivano questi ricavi? Una parte significativa deriva proprio dall'export verso zone di conflitto. Leonardo fornisce assistenza tecnica e componenti essenziali per i mezzi che oggi operano sopra Gaza, come i velivoli M-346 e componenti per gli elicotteri Apache, utilizzati in operazioni di attacco e sorveglianza. Questo flusso costante di tecnologie è reso possibile dal sistema di Libre échange. Come vedremo ora in francese, se da un lato il libero scambio favorisce i profitti e la crescita delle aziende, dall'altro pone un problema etico. È giusto che le armi circolino con la stessa libertà delle altre merci quando sono destinate a violare i diritti umani?

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FRANÇAIS | LIBRE ÉCHANGE ET L'INDUSTRIE DE LA DÉFENSE

Le Libre échange et l'Industrie de la Défense

C'est quoi le libre-échange ?

Le libre-échange est un système où les marchandises circulent librement, sans taxes et sans barrières. Pour une entreprise comme Leonardo, c'est important d'exporter des hélicoptères et des technologies de défense partout dans le monde.

  • Les avantages économiques: le libre-échange aide l'économie de l'entreprise.
  • Les revenus augmentent: Le chiffre d'affaires de Leonardo est en croissance grâce aux exportations mondiales.
  • Les coûts baissent: L'entreprise peut acheter des composants technologiques à l'étranger plus facilement et à un prix plus bas.
Mais il y a un grand problème moral: si les armes circulent librement sur le marché mondial, elles peuvent arriver dans des zones de guerre, comme à Gaza. Le paradoxe est clair, la liberté commerciale favorise le profit financier, mais elle oublie souvent les droits humains le plus importants.

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English | polymarket and the right to life

What is Polymarket? Polymarket is a decentralized platform that uses blockchain technology to allow global users to bet on real-world events. While it is marketed as a tool for financial forecasting through the 'wisdom of the crowd,' it has transformed international conflicts into a digital casino. From military invasions to death tolls, everything is now a tradable asset. The Ethical Crisis This system creates a dangerous 'monetization of violence.' On these platforms, human suffering becomes a source of profit, and a peace treaty is seen as a financial loss for speculators. This represents the ultimate dehumanization of global tragedies: the 'Right to Life' is no longer an inalienable value, but a market variable controlled by algorithms and greed. Global Responsibility The case of Polymarket is a 'stress test' for modern ethics. It challenges the foundations of International Law and forces us to ask: can we allow a 'moral vacuum' where profit justifies the exploitation of tragedy? To protect human dignity, we must ensure that technology respects life and serves as a tool for peace, not as a marketplace for war.

Profiting from tragedy: Polymarket and the right to life

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On Polymarket, someone's tragedy is someone else's profit. This is the death of human rights in the digital age.

Invece della conclusione del caso, ci terrei a mostrare questo video dove viene rappresentata una lista di solo 1/3. Ripeto, SOLO UN TERZO dei bambini uccisi da Israele in Palestina. Questo video è stato realizzato da Al Jazeera con l'aiuto delle nazioni unite che hanno riconosciuto e certificato la morte di questi bambini. Molti altri corpi sono stati trovati in condizioni che rendevano impossibile la loro identificazione. Questo video atroce dalla durata di SETTE minuti mette i brividi in quanto il continuo flusso di nomi appartiene a bambini dell’età di 0 anni e oltre, che non hanno potuto nemmeno festeggiare il loro primo compleanno. IN QUESTA LISTA CI SONO 11500 NOMI, UNDICI MILA CINQUECENTO BAMBINI CHE HANNO VISTO IL LORO FUTURO FINIRE PER IL CAPRICCIO DI UNA CERCHIA RISTRETTA DI OLIGARCHI.

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E infine, la domanda che mi pongo non riguarda più i numeri o i bilanci, ma la nostra coscienza. Leggere fatti come quello di Fadi Al-Wahidi o molti altri che ho visto ma ho deciso di non mettere (come tante altre informazioni atroci) mi hanno fatto capire che la guerra non è mai una soluzione strategica, ma un fallimento umano totale. Quando un uomo viene colpito mentre cerca di testimoniare la verità o un bambino viene ucciso con una bomba-trappola con le sembianze di una latta piena di cibo, capiamo che la violenza non ha limiti e non risparmia nessuno.Come dicevo nella prima slide, i diritti umani sono un’eredità comune che troppo spesso viene ignorata. La guerra è un atto devastante che distrugge il futuro prima ancora del presente. Credo fermamente che dovremmo lavorare per eliminare il concetto stesso di guerra dalle nostre menti, perché nessuna logica politica o economica può giustificare la perdita di una vita umana o la sofferenza di un popolo. In un mondo che sembra aver smarrito la strada, il diritto alla vita non può essere il prezzo da pagare per i conflitti di pochi. Dobbiamo scegliere se andare verso il collasso o verso un risveglio della coscienza che metta la pace al centro di ogni decisione, perchè…

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...Abbiamo dato un prezzo alla guerra e un profitto alla crisi del diritto, ora la sfida è tornare a investire sull'unica variabile che non può essere scambiata sul mercato. L'umanità.

Grazie!

FONTI➛

Fonti

Economia Aziendale (Analisi di Bilancio)Leonardo S.p.A. (2026): Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre 2025. Documento ufficiale contenente il Bilancio sociale Libro scolastico Italiano (Pier Paolo Pasolini) Archivio Storico Corriere della Sera: Articoli e interventi di Pasolini sulla società dei consumi. Wikipedia Libro scolastico Diritto (Ordinamento internazionale) ONU (1948): Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (DUDU). Articoli relativi al diritto alla vita e alla dignità. Diritto Internazionale: Focus sui sistemi sotto stress e l'efficacia delle sanzioni internazionali. Convenzioni di Ginevra. Al Jazeera. Inglese (Polymarket & Digital Ethics) Polymarket Official Website: Market Mechanics and Prediction Documentation (2025/2026). UNSW Newsroom: "The Ethics of Betting on Global Conflicts".