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Attraversare il bosco

Noemi Grilli

Created on April 20, 2026

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Transcript

Attraversare il bosco

Paura, crescita e trasformazione nella letteratura per l'infanzia

Come mai molti dei personaggi delle storie si perdono nel bosco?

"Andate nel bosco.Se non andate nel bosco, nulla mai accadrà e la vostra vita non avrà mai inizio." Clarissa Pinkola Estès

Introduzione

La letteruatura per l'infanzia affronta temi estremamente complessi attraverso immagini simboliche, strutture narrative e figure universali che rendono accessibili ai bambini esperienze profonde. La letteratura per l'infanzia non si pone come una forma letteraria semplificata, ma un linguaggio simbolico capace di tradurre esperienze fondamentali - come paura, crescita, perdita e smarrimento - in immagini narrative comprensibili ai più piccoli. Tra i simboli più ricorrenti, il bosco occupa una posizione centrale. Quest'ultimo infatti non rappresenta solo un luogo reale, ma uno spazio complesso, in cui il bambino si confronta con la paura, il rischio, la trasformazione e la perdita.

Il bosco:

Molte fiabe hanno con il bosco un rapporto quasi simbiotico (S.Bonanni). Fin dai miti più antichi, il bosco ha raffigurato l'altrove: una dimensione oscura, selvaggia e misteriosa che si oppone all'ordine degli spazi creati dall'uomo.Nel bosco l'uomo perde il controllo e ritorna alla condizione di fragilità originaria. Tra alberi intricati, ombre, rumori e sentieri incerti, l'uomo non domina più lo spazio, ma ne diventa parte.

Nelle fiabe entrare nel bosco significa uscire dalla sicurezza di casa e del mondo familiare per accedere a una nuova dimensione. La casa rappresenta la protezione e l'identità; al contrario, il bosco è il luogo dell'incertezza e della perdita dei punti di riferimento. E' proprio questa perdita che fa prendere valore al bosco: è il luogo in cui il protagonista perde la propria identità infantile per costruirne una nuova.

ova

Dalla foresta reale alla foresta simbolica

Il bosco precede la fiaba stessa come simbolo culturale. Le foreste, nelle culture antiche, erano considerate luoghi sacri, abitati da divitià, spiriti e creature soprannaturali. Con la progressiva urbanizzazione europea e l'allontanamento dell'uomo dagli spazi selvatici, sopratutto tra Seicento e Settecento, il bosco inizia a rappresentare sempre più ciò che è esterno e opposto alla civiltà, l'"altrove": l'irrazionale, il perturbante, ma anche una dimensione più autentica e originaria dell'esistenza umana. L'opposizione tra bosco e spazio urbanizzato è così divenuto uno dei pilastri simbolici dell'immaginario occidentale. Lo spazio civile è ordine, sicurezza e razionalità; il bosco è invece smarrimento, mistero e asssenza di controllo. Proprio per questo diviene il luogo privilegiato dalle fiabe: rappresenta ciò che sfugge al controllo umano e quindi si presenta come spazio narrativo ideale per rappresentare il passaggio dall'infanzia all'età adulta.

Waldeinsamkeit e la tradizone romantica

Questo immaginario si sviluppa ulteriormente nella tradizione tedesca e romantica. Nella cultura germanica, la foresta assume una funzione identitaria, spirituale e profonda. Il Romanticismo tedesco immagina il bosco come luogo privilegiato per la solitudine, l'introspezione eil contatto con l'infinito. Da qui nasce il concetto di Waldensamkeit; letteralmente "solitudine del bosco": uno stato emotivo in cui l'individuo, immerso nella foresta, prova smarrimento, contemplazione e ricerca interiore. Questa sensibilità influenzerà profondamente anche le fiabe dei Grimm, pubblicate tra il 1812 e il 1815, in cui il bosco non è mai uno scenario, ma un'esperienza psicologia e esistenziale.

Il bosco e i riti di iniziazione - propp

Vladimir Propp, nel suo "Radici storiche dei racconti di fate, interpreta molte strutture fiabesche come eredi degli antichi riti di iniziazione. In tali rituali, il giovane veniva separato dalla comunità e condotto in uno spazio marginale e selvatico, dove affrontava prove necessarie al passaggio verso una nuova condizione esistenziale. Il bosco fiabesco conserva la memoria simbolica di questi rituali.

Propp e il bosco come "luogo senza giurisdizione "

In questa prospettiva, il bosco diventa uno spazio liminale, cioè di soglia: tra civiltà e natura, infanzia e età adulta, vita e morte simbolica, conosciuto e ignoto. Nel bosco il protagonista lascia il mondo conosciuto, atttrvaersa una fase di crisi, affronta una morte simbolica e rinasce trasformato. Per Propp, il bosco è fuori dalla società, dove non ci sono leggi, giustizia o istituzioni. Qui conta solo sopravvivere, superarare la prova e trasformarsi; per questo il bosco è pieno di magia, metamorfosi e pericolo. Fiabe come Hänsel e Gretel, Cappuccetto Rosso e Biancaneve mostrano chiaramente questa struttura: il protagonista lascia la casa, attraversa la foresta, dove affronta prove e ne esce diverso. Il bosco è luogo di crisi ma anche di rinascita.

Giorgia Grilli: crescere come conquista e perdita

Secondo Giorgia Grilli la letteratura per l'infanzia non serve a proteggere il bambino dal perturbante, ma offrigli gli strumenti simbolici per attraversarlo. Crescere significa inevitabilmente perdere qualcosa: l'innocenza, la protezione assoluta, la dipendenza dall'adulto. Il bosco diventa quindi il luogo di questa trasformazione difficile, in alcuni casi dolorosa, ma necessaria.

La paura nella letteratura per l'infanzia

Il tema della paura è centrale e molto accreditato nelle fiabe. Spesso gli adulti immaginano l'infanzia come spazio è sereno e protetto, ma la letteratura per l'infanzia riconosce che il bambino sperimenta paure intense e ricorrenti: paura dell'abbandono, del buio, dello smarrimento e della solitudine. Molte di queste emozioni vengono infatti rappresentare dal bosco, dalle sue figure e dal suo attraversamento.

Scariness

Ci si ricollega al concetto di "scariness", ovvero quel sentimento che fa paura ma attrae. Molti bambini infatti provano un vero piacere nel vivere emozioni spaventose all'intero di un contesto sicuro e che loro sentono come protetto. La paura diviene infatti un'emozione controllata, che consente di fare esperienza con emozioni o intense ma senza rischi reali. Secondo Grilli, la paura è una componente fondamentale delle storie per bambini: questa permette infatti di affrontare emozioni profonde e di attivar una percezione più viva di se e del mondo.

Il bosco è il luogo simbolico della "scariness": luogo oscuro, sconosciuto, privo di regole in cui il bambino si confronta con il pericolo e l'ignoto. Attraversandolo, la paura può essere vissuta e trasformata in cerscita

Ad esempio: Storie da far Paura di Italo Calvino

Quali sono le altre dimensioni?

01

Bruno Bettelheim e le emozioni

Bruno Betttelheim, autore del libro "Il mondo incantato", ritiene che la fiaba consenta al fanciullo di elaborare le proprie paure più intime. Le figure tipiche delle fiabe, come lupi, boschi incantati, streghe, orchi, non rappresentano solo antagonisti esterni, ma rappresentano dei veri conflitti psicologici profondi, pulsioni inconsce, istinti e tutto ciò che apparare perturbante e incontrollabile. La crescita, quindi, non coincide solo con l'acquisizione di competenze ma con l'attraversamento di una perdita. Bettelheim sottolinea è che le fiabe non evitano le emozioni negative, ma le affrontano. Le fiabe inoltre offrono sempre una struttura rassicurante: il protagonista affronta difficiolta o pericoli, ma riesce sempre a superarli. Questo permette al bambino di identificarsi con il protagonista e di sviluppare fiducia nelle proprie capacità. Un'altro elemento centrale è che la narrazione offre una distanza protettiva: il bambino vive emozioni forti ma senza esserne realtà coinvolto. Questo consente una sorta di "allenamento emotivo", in cui le emozioni vengono sperimentate in modo sicuro. Bettelheim collega infatti il simbolo del bosco all'inconscio: spazio dove il bambino entra in contatto e scopre le sue paure più intime. Spiega, analizzando Hansel e Gretel e altre fiabe, che il bambino deve allontanarsi dalla casa, entrare in uno spazio nuovo, affrontare paure per maturare psicologicamente. Da quì si traduce il simbolo del bosco come territorio di crescita interiore.

Confronto tra il bosco di Propp e di Bettelheim

Carl rogers: il bosco come viaggio interiore

Carl Rogers, uno degli psicoterapeuti e psicologi più influenti del XX secolo, sosteneva che l'individuo per autorealizzarsi dovesse necessariamente attraversare ciò che più teme. Il percorso del bosco può essere letto come metafora del viaggio interiore e della scoperta di se stessi: per conoscersi occorre attraversare le proprie zone oscure. Così fanno Hänsel e Gretel quando cercano di orientarsi nel bosco con sassolini e briciole, e così fa Cappuccetto Rosso nel momento in cui lascia il sentiero conosciuto.

Il bosco come spazio di marginalità e salvezza

Collegando le riflessioni di Zipes sulla funzione culturale della fiaba, il bosco può essere interpretato come spazio simbolico e separato dalla civilità e dalle sue norme. Per Jack Zipes infatti, le fiabe riflettono tensioni sociali e culturali profonde. Il bosco, in questo senso, diventa spazio di resistenza, come in Cappuccetto Rosso che devia dalle indicazioni della madre. Il bosco quindi è luogo dove il bambino può anche trasgredire. La fiaba ha origine spesso da contesti di marginalità sociale e mette in scena dei personaggi specifici: sono infatti solitamente fragili, poveri, abbandonati o esclusi. Il bosco assume una funzione particolare: non è solo luogo della paura, ma è solitamente lo spazio in cui il protagonista riesce ad allontanarsi dalle rigidità sociali e trovare trasformazione e protezione. Donghi analizza la figura materna nelle fiabe: solitamente le madri "brillano per la loro assenza". Il bambino quindi si ritrova ad affrontare il mondo senza protezione diretta. Esempio plateale è proprio in Hänsel e Gretel, la cui matrigna li "spingerà" proprio ad entrare nel bosco. Il bosco medievale può essere letto, come osserva Jacques Le Goff, e vicino alle riflessioni di Rogers , come un equivalente del deserto nella tradizione religiosa: uno spazio selvatico e separato in cui è possibile ritrovare sé stessi lontano dalla civiltà. La fiaba proprone quindi un conflitto tra società e natura: mentre il mondo civile appare spesso ingiusto o oppressivo verso i protagonisti, il bosco diventa uno spazio ambiguo ma di scoperta.

Il bosco fiabesco assume dunque significati molteplici: - spazio della paura - luogo di smarrimento - territorio dell'ignoto - soglia della crescita - esperienza della perdita - possibilità di trasformazione. Le fiabe classiche mostrano chiaramente come il bosco possa assumere diverse funzioni simboliche. Analizziamo come il bosco si inserisce in alcune fiabe:

Hänsel e Gretel

La Bella Addormentata nel bosco

Cappuccetto Rosso

bella addormentata nel bosco: il bosco della trasformazione

La fiaba compare in diverse versioni, ma le più accreditate sarannno quella di Charles Perrault e dei Fratelli Grimm. In entrambe emerge il tema centrale dell'attesa e della maturazione.La principessa cade in un sonno profondo dopo essersi punta con un fuso, a causa della maledizione della fata cattiva. Attorno al suo castello cresce progressivamente un bosco di rovi impenetrabili, che isola completamente dal mondo esterno. Il bosco qui non è uno spazio che il protagonista attraversa, ma una barriera che protegge e separa. Nessuno può entrare nel castello prima del momento giusto. Esperti hanno interpretato la puntura del fuso e del sangue come simboli dell'ingresso nella pubertà e del menarca. La protagonista entra in una nuova fase della vita che richiede tempo, maturazione e raccoglimento. Il bosco che circonda è quindi uno spazio liminale: - separa infanzia e età adulta - protegge il processo di trasformazione Diversamente da Hänsel e Gretel o da Cappuccetto Rosso, che e vengono introdotti obbligatoriamente nel bosco, qui il tempo di crescita non può essere forzato. Solo quando la principessa è pronta, il bosco smetterà di essere ostile. Bettelheim sostiene che il lungo sonno rappresenti il naturale periodo di introversione che accompagna l'adolescenza. Come riconosce Rosa Tiziana Bruno, dal punto di vista simbolico, il sonno rappresenta una fase di trasformazione interiore e diviene metafora di ciò che nella nostra identità può essersi addormentato.

Anche Grilli sottolinea come molte fiabe raccontino la crescita attraverso immagini di morte simbolica e rinascita. Il sonno non è una morte reale, ma una sospensione dell'infanzia. Il bosco è perno di questa trasformazione perché crea uno spazio separato, che è possibile collegare al concetto di Waldemsamkeit. Il bosco quindi rappresenta: - spazio di sospensione - tempo di trasformazione - soglia tra infanzia e adultità - la necessità dell'attesa. La fiaba mostra che la crescita non è solo attraversamento del pericolo, ma anche la capacità di rispettarne il ritmo naturale.

La bella addormentata nel bosco di Serafini, A. - 1959 - Biblioteca Provinciale La Magna Capitana, Italy - No Copyright - Other Known Legal Restrictions.

Hänsel e gretel: il bosco dell'abbandono

Hänsel e Gretel è una delle fiabe in cui il bosco assume la forma più traumatica e radicale. Qua il bosco coincide con l'abbandono assoluto e la rottura della sicurezza familiare. La fiaba affronta paure profonde dell'infanzia come la fame, la perdita dei genitori, la solitudine e il rischio della morte. La versione più conosciuta viene raccolta dai Fratelli Grimm nel 1812, ma le sue origini sono molto più antiche. Sì ritiene infatti che sia legata alle carestie dell'Europa Medievale, dato il tema della fame che attraversa tutta la fiaba. La fiaba si apre con una scena di grande povertà: il padre e la matrigna decidono di abbandonare Hänsel e Gretel, data la mancanza di possibilità di nutrirli. Il pericolo quindi non è esterno, ma viene dalla famiglia stessa. Il bosco allora diviene luogo di espulsione dal mondo umano e civile. I due bambini entrano come vittime passive e si ritrovano immersi in uno spazio oscuro e disorientante. La casa di marzapane,quindi la fame, non rappresenta solo un bisogno materiale, ma anche il desiderio di amore, protezione e desiderio. In questa fiaba troviamo una maternità negativa e distruttiva. Come la matrigna espelle i figli, la strega li trattiene e li consuma. Il bosco non è solo luogo di perdita ma dove il bambino deve imparare a distinguere tra: - nutrimento autentico/seduzione ingannevole: la casetta di marzapane rappresenta tutto ciò di cui i bambini avrebbero bisogno ma in realtà è una trappola. - cura reale/dipendenza: la strega si presenta come figura accogliente ma la sua cura è fondata sul controllo e sul possesso. - desiderio/ pericolo: nel bosco ciò che più attrae può diventare minaccia. I bambini imparano che crescere significa riconoscere i pericoli nascosti.

Il momento decisivo di trasformazione riguarda sopratutto Gretel. All'inizio la bambina è fragile e dipendente dal fratello, ma successivamente sarà lei a salvare entrambi, spingendo la strega nel forno. Questo gesto rappresenta il passaggio dall'infanzia all'autonomia. Come enuncia Grilli, la crescita nelle fiabe comporta una perdita e in questo caso Gretel perde definitivamente la propria condizione infantile. Dopo aver attraversato il bosco, i bambini trovano un ruscello d'acqua che segna il limite tra due mondi: quello della morte simbolica e quello del ritorno alla vita. Quando i fratelli tornano a casa, la vecchia struttura familiare è distrutta, data la morte della matrigna. I fratelli non sono più gli stessi e il ritorno rappresenta l'inizio di una nuova condizione esistenziale. Il bosco in questa fiaba quindi rappresenta: - lo spazio dell'abbandono - Il trauma della separazione - la paura della fame e della morte - la perdita dell'innocenza - la conquista dell'autonomia Attraversare il bosco significa quindi imparare a sopravvivere alla perdita e trasformare la fragilità in risorsa. Questa fiaba continua a parlare ai lettori di oggi: mette in scena una delle paure più profonde, ovvero l'essere lasciati soli, mostrando però che, proprio attraverso quella prova, può nascere una nuova consapevolezza di sè.

CAPPUCCETTO ROSSO: IL BOSCO della deviazione

Cappuccetto Rosso è una delle fiabe più emblematiche e conosciute della tradizione occidentale e rappresenta in modo efficace il valore simbolico del bosco nella letteratura per l'infanzia. Dietro la semplicità apparente della narrazione, si presenta una struttura complessa, in cui il percorso della piccola protagonista coincide con un'esperienza di trasformazione, perdita e maturazione. La fiaba nasce nella tradizione orale europea e viene fissata in forma scritta da Charles Perrault nel 1697 e poi dai Fratelli Grimmi nel 1812. Le diverse versioni ci mostrano un'evoluzione del significato educativo e del ruolo del bosco. Nella versione originale di Perrault, la fiaba ha funzione morale e ammonitrice. Cappuccetto Rosso devia la strada indicata, si lascia sedurre dal lupo, e finisce divorata. Il racconto si conclude infatti con una morale esplicita rivolta alle giovani ragazze. In questa prospettiva, il bosco è sopratutto il luogo della tentazione e della perdita dell'innocenza. Con i Grimm, invece, la fiaba assume una struttura diversa. Viene introdotto il cacciatore, che salva la nonna e la nipote, introducendo la possibilità della redenzione e della crescita attraverso l'esperienza del pericolo. Qui il bosco mantiene la sua dimensione inquietante, ma diventa sopratutto spazio iniziatico. Cappuccetto Rosso deve attraversare la prova del bosco per passare dall'ingenuità alla trasformazione.

Anche il dettaglio del cappuccio rosso è stato interpretato da esperti. Il colore rosso richiama il sangue, il menarca e quindi il passaggio alla pubertà. In Cappuccetto Rosso il bosco è quindi contemporaneamente: - luogo della paura - spazio della tentazione - esperienza del rischio - passaggio iniziatico verso una nuova identità. La protagonista non può evitare il bosco e il bambino non può evitare i rischi della crescita. Può pero attraversarlo, imparando a riconoscere il pericolo, l'errore e la complessità del mondo.

Tre boschi, tre trasformazioni

Il bosco ieri e oggi

Nella sensibilità contemporanea emergono anche numerose altre attenzioni: come quella ecologica. Il bosco e la natura non sono più soltanto sfondo simbolico, ma ambienti vivi con cui entrare in relazione. In molti albi illustrati la natura ha una presenza autonoma: alberi, animali e paesaggi non servono solamente a rappresentare emozioni umane, ma hanno valore e significato proprio. Opere contemporanee come "Il giardino segreto" - Burnett o"Journey" - Backer mostrano una rappresentazione della natura non più solamente perturamente ma anche profondamente relazionale e simbolica. Questo modifica molto il ruolo del bosco nella letteratura per l'infanzia contemporanea. Se nelle fiabe classiche il bosco era sopratutto uno spazio da superare e da temere, oggi può diventare spazio da abitare e ascoltare. Rimane un luogo ambiguo e misterioso, ma non necessariamente ostile. Accanto alla paura, convivono contemplazione, meraviglia e senso di appartenenza.

LETTERATURA CONTEMPORANEA: il bosco rappresenta

  • Spazio di esplorazione
  • Ambiente relazionale
  • Esperienza estetica
  • Luogo ecologico
  • Occasione di ascolto interiore

FIABE CLASSICHE: il bosco rappresenta

  • Il pericolo
  • La perdita dell'orientamento
  • La prova iniziatica
  • Il distacco dall'infanzia

Il bosco negli albi illustrati e silent book

Negli albi illustrati e nei silent book contemporanei il bosco è uno spazio costruito visivamente. Rispetto alla tradizione diviene anche spazio si esplorazione e esperienza sensoriale, dove l'atmosfera viene raccontata e vissuta attraverso l'esperienza visiva. Il bosco può apparire fitto e opprimente ma anche aperto, contemplativo e accogliente. Le immagini costruiscono uno spazio emotivo prima ancora che narrativo. Nei silent book questa dimensione si radicalizza. L'assenza di testo obbliga il bambino a costruire un'interpretazione personale attraverso immagini, dettagli e percorsi visivi. Il bosco diventa quindi uno spazio da esplorare attivamente.

In opere contemporanee come Journey, il viaggio attraverso ambienti sconosciuti assume una dimensione interiore: il paesaggio non è più ostacolo esterno ma riflette il processo si crescita e costruzione di sè. In Into the Forest il bosco diventa uno spazio mentale e perturbante in cui il protagonista attraversa paure profonde legate all'assenza e all'incertezza familiare. Il bosco di Browne richiama la tradizione fiabesca classica, ma la rielabora in chiave psicologica contemporanea

Journey

Into the forest

...perdersi nel bosco...

Nonostante i cambiamenti, la funzione educativa del bosco rimane centrale. È uno spazio simbolico in cui il bambino si confronta cone esperienze emotive profonde. La letteratura per l'infanzia, ieri come oggi, utilizza quindi il bosco per rappresentare il processo di crescita. Cambiano forme narrative e linguaggi visivi ma il bosco continua a essere il luogo in cui il soggetto, attraversando l'ignoto, costruisce progressivamente se stesso. Il bosco rende narrabile il processo universale di crescita . Il bosco non è solamente il luogo in cui ci si perde: è il luogo in cui perdendosi, il soggetto, in una nuova versione, si ritrova.

Bibliografia e sitografia:

Tutte le immagini sono state create trame IA, ad eccezione dell'immagine nella slides n. 16, priva di copyright.

Bibliografia: - Le radici storiche dei racconti di fate - Vladimir Propp - Morfologia della fiaba - Vladimir Propp - Il mondo incantato, Bruno Bettelheim - Di cosa parlano i libri per bambini - Giorgia Grilli - La letteratura invisibile - Beseghi Slides Letteratura dell'infanzia 2025/2026 Prof. Martinelli Sitografia: https://www.hicsuntmonstra.it/post/storie-di-bosco-e-alcuni-indispensabili-consigli-di-lettura "https://flore.unifi.it/retrieve/939d5f63-10da-461c-a537-e547663f3bad/MELANI_Il-sonno-del-bosco_Firenze_FUP_2025.pdf" https://amori4puntozero.it/il-bosco-nelle-fiabe-un-simbolo-della-riscoperta-del-nostro-vero-se/ https://www.latigredicarta.it/2026/01/08/larchetipo-del-bosco-percorsi-e-luoghi-dellanima-nella-fiaba-popolare/ https://www.illibraio.it/news/dautore/bosco-letteratura-1434367/ https://illuminationschool.wordpress.com/2015/09/26/un-tema-letterario-il-bosco/ https://mammaoca.com/2020/04/24/hansel-e-gretel-dei-grimm-insieme-ad-attraversare-il-bosco-della-vita/ https://idus.us.es/server/api/core/bitstreams/eb4e615f-aa89-435d-b7cc-2923a10f5160/content https://rosatiziana.com/2020/03/31/la-bella-addormantata-e-la-rinascita-interiore/ https://www.goethe.de/ins/it/it/kul/ges/26511750.html https://lary1984.wordpress.com/2008/06/19/cappuccetto-rosso-analisi-di-una-fiaba-di-successo/ https://trelibriallavolta.com/2021/11/14/ecosaggezza-e-albi-illustrati/

La piccolezza nei piccoli. Esempio: I sette nani, Pollicina, scarpetta di Cenerentola

Smallness

To sgnuggle = raggomitolarsi, sentirsi protetti, riparati. Esempio: disegni a acquarello di Potter

Sgnugness

La leggerezza Esempio: Mary Poppins, creature alate, fate, tappeti volanti

Lightness

Bosco di Bettelheim e bosco di Propp

Propp e Bettelheim analizzano il bosco da due prospettive diverse, una antropologica e il secondo da una prospettiva psicoanalitica. Per Propp il bosco è spazio iniziatico, rituale e collettivo; per Bettelheim è uno spazio psicologico, dove vengono fuori paure e conflitti interiori.