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Lezione 23

Antonella

Created on April 15, 2026

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la repubblica romana

LEZIONE 23

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Le istituzioni romane

Le magistrature romane avevano le seguenti caratteristiche:

  • erano collegiali, più individui svolgevano lo stesso incarico.
  • erano temporanee, avevano durata annuale
  • erano gratuite, chi si occupava della vita politica non riceveva un compenso economico.

La fase della Repubblica ebbe inizio nel 509 a.C, dopo la fine del regno di Tarquinio il Superbo. Durante il periodo della Repubblica, si assiste alla suddivisione del potere tra:

  • magistrature: cariche pubbliche affidati a funzionari che svolgevano compiti precisi.
  • comizi: assemblee di cittadini.

i consoli e il senato

La carica politica più importante era quella di CONSOLE. I consoli erano erano due e venivano eletti ogni anno dai comizi. Avevano i seguenti poteri:

  • comando militare e civile
  • convocavano il Senato e i comizi
  • proponevano le leggi
  • indicavano i candidati delle varie magistrature.
  • Avevano il diritto di veto
Il Senato era il centro di controllo della politica romana. Il Senato prendevano le decisioni importanti che riguardavano la politica estera e controllava l'operato di tutte le magistrature. Facevano parte del Senato coloro che precedentemente avevano ricoperto le magistrature più importanti e appartenevano alle famiglie più facoltose di Roma. La carica di Senatore era a vita. Inizialmente erano 300, ma il loro numero aumentò nel corso degli anni.

la dittatura e le magistrature

Durante i periodi di crisi, il Senato eleggeva un dittatore a cui veniva affidato il compito di ristabilire la situazione, infatti la carica di dittatore era temporanea, la sua durata massima era di sei mesi. Questura: i questori erano due e riscuotevano le tasse e amministravano il denaro pubblico.Censura: i censori erano due, si occupavano dei censimenti e controllavano il comportamento dei senatori. I pretori erano otto, amministravano la giustizia.

I comizi centuriati e tributi

L'assemblea dei cittadini romani più importante era quella dei comizi centuriati. Essa era formata dai cittadini maschi, patrizi e plebei, scelti in base alla ricchezza. Le classi sociali erano sei: la classe più agiata era quella dei cavalieri, mentre quella che meno ricca era formata dai nullatenenti o proletari.Durante la repubblica, su iniziativa della plebe, la popolazione fu divisa in 4 tribù urbane e 31 rustiche (di campagna). I rappresentanti della plebe si riunivano nei comizi tributi che eleggevano magistrature minori (questori)

il conflitto tra patrizi e plebei

I Plebei con il passare del tempo, avanzarono delle richieste:

  • equa distribuzione delle terre
  • rappresentanza politica
Nel corso degli anni, Roma iniziò ad espandersi prima nel resto del Lazio e poi conquistò tutti i territori della penisola. A quel punto i plabei iniziarono a pretendere alcune quote dell'ager pubblico, ossia dei territori conquistati che appartenevano alla comunità.La condizione dei plebei era molto precarie, infatti molti di loro erano piccoli proprietari terrieri che, durante i periodi di guerra, lasciavano incolte le loro terre perchè erano chiamati a combattere. Ciò li portava ad indebitarsi e a diventare schiavi dei loro creditori.

il conflitto tra patrizi e plebei

Per ottenere quanto chiedevano, i plebei diedero vita , nel 494 a.C, alla secessione dell'Aventino: si rifiutarono di svolgere qualsiasi servizio per i patrizi e minacciarono di non recarsi in guerra se si fosse reso necessario.Grazie all'intervento di Menenio Agrippa, senatore molto stimato dalla plebe, si arrivò ad un compromesso: i plebei ottennero l'istituzione di concili (assemblee, le cui decisioni, i plebisciti, erano valide solo per i plebei), e tribuni della plebe (rappresentanti della plebe che godevano del diritto di veto e di ausilio) che, con il tempo, si trasformarono in vere e proprie istituzioni politiche.

il conflitto tra patrizi e plebei

PeTra il V e il IV secolo, i plebei ottennero dei diritti molto importanti:

  1. Leggi scritte: le leggi delle dodici tavole
  2. L'abolizione del divieto di matrimonio tra patrizi e plebei.
  3. L'approvazione delle leggi Licinie-Sestie che permisero ai plebei di accedere alla carica del consolato e stabilirono che uno dei due consoli doveva essere plebeo.
  4. L'accesso a magistrature prima riservate ai patrizi: pretura, questura, carica di pontefice.
  5. L'abolizione della schiavitù per debiti.
  6. Il riconoscimento dei plebisciti per tutti i cittadini.