ASPETTI SOCIO-ECONOMICI EX ILVA
Akbari anushE', levorato sarah, mangino francesca, nespoli eric.
INDICE
Importanza dell'accaio nell'industria
ILVA
Dipendenti e indotto
L'ipotetica chiusura dell'Ilva
Impatto sul pil locale e nazionale
ACCIAIERIE D'ITALIA: EX ILVA
L'ILVA ( oggi chiamata Acciaierie D'Italia) è il più grande stabilimento siderurgico d'Europa e uno dei più importanti poli industriali italiani. E'un'industria strategica per l'Italia per l'impatto economico: produce acciaio ed è stata per decenni un pilastro dell'industria nazionale
L'azienda è stata fondata nel 1905 a Genova come grande gruppo siderurgico italiano. Il nome "Ilva" deriva dal nome dell'isola d'Elba
Lo stabilimento di Taranto è stato costruito negli anni ’60, tra 1961–1964, nell’ambito dell’industrializzazione del Sud, con una gestione pubblica tramite Italsider. Negli anni '90, è stato oggetto del processo di privatizzazione: nel 1995 è stata venduta al gruppo Riva, segnando il passaggio al settore privato Nel 2012 l'azienda è si trovata in crisi e nel corso del tempo ha subito numerosi interventi pubblici, fino ad oggi:
- (2012) sequestro delle aree a caldo per disastro ambientale e l’arresto dei dirigenti;
- nel periodo 2013–2017 un commissariamento statale, per risanare le aree a caldo e vendere azienda a un nuovo gruppo privato;
- Nel 2018, la sua gestione è passata al colosso industriale mondiale, operante nel settore dell'acciaio, l’ArcelorMittal (poi Acciaierie d’Italia con partecipazione pubblica) con l'impegno di un piano ambientale, ma comincia ad attraversare una profonda crisi strutturale e societaria.
I DIPENDENTI
Lo stabilimento di Taranto della Acciaierie d'Italia impiega circa 8.000 lavoratori diretti, ma una parte significativa si trova in cassa integrazione. Negli ultimi anni, fino a 4.450 lavoratori sono stati coinvolti in CIG straordinaria, anche a causa del poco lavoro, infatti 1 altoforno su 4 è attivo e l'impianto lavora meno del necessario , producendo 1,5 milioni di tonnellate l'anno.
+ info
+ info
INDOTTO
Non si tratta solo dei circa 8.000 dipendenti diretti, ma anche di circa 4.000 lavoratori che operano nell’indotto. Queste persone non sono assunte direttamente dall’azienda, ma lavorano per imprese che forniscono servizi essenziali allo stabilimento, come trasporti, manutenzione, logistica, pulizie industriali e sicurezza. In molti casi si verificano ritardi nei pagamenti o riduzione delle commesse, e questo può mettere in difficoltà economica le aziende coinvolte, fino ad arrivare in alcuni casi alla crisi o al rischio di fallimento. Per questo motivo si può dire che la situazione dell’ex Ilva non riguarda solo i dipendenti interni, ma un intero sistema economico che dipende dalla continuità produttiva. dell’impianto.
su 4000 lavoratori...
7,5%
10%
35%
17,5%
30%
impatto sul pil
La SVIMEZ (Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno), che studia le trasformazioni economiche nel Mezzogiorno, ha calcolato che la fabbrica produce tre miliardi e mezzo di PIL nazionale (1,4%), di cui il 2,4% al Sud. Solo nella provincia di Taranto, invece, l'impatto sul prodotto interno lordo è del 25%.
+ info
L'ACCIAIO
1961-1965 | Dalla posa della prima pietra all'inaugurazione del IV Centro Italsider. L'acciaio di Taranto alimenta il boom economico e le grandi infrastrutture italiane. 1975-1995 | Con il raddoppio degli impianti (1975) la produzione vola a 6.5 Mt. Nel 1995, con il passaggio al Gruppo Riva, l'ILVA diventa uno dei principali player privati mondiali. 2005-2012 | Dal Picco alla Crisi: Nel 2005 si tocca il record storico di 9,3 Mt. Tuttavia, la crisi globale del 2008 e il sequestro giudiziario del 2012 segnano l'inizio di un drastico calo produttivo e ambientale. 2018-2023 | Nel 2018 subentra ArcelorMittal. Tra pandemia (2020) e crisi societarie, nel 2023 la produzione scende a 3 Mt, rendendo l'Italia dipendente dalle importazioni. 2024-2026 | Obiettivo Acciaio Green: La sfida attuale è la decarbonizzazione. L'acciaio resta indispensabile: entro il 2026 il settore "Energia" (rinnovabili) richiederà il 9% dell'intera produzione per la transizione ecologica.
ALTRI SETTORI
DOVE FINISCE?
Costruzioni e Infrastrutture (50%): È il settore trainante. L'acciaio è l'anima di ponti, grattacieli, ferrovie e delle grandi opere pubbliche che modernizzano il Paese.
Automotive e Trasporti (16%): dalle scocche delle auto ai motori, fino ai vagoni ferroviari. L'evoluzione verso la mobilità elettrica richiede acciai sempre più leggeri e resistenti. Energia e Transizione Green (9%) Il settore con la crescita più rapida. Senza acciaio è impossibile costruire le torri per le turbine eoliche, le reti elettriche e gli impianti per l'idrogeno. Meccanica e Macchinari (9%) L'acciaio serve per costruire le macchine che producono altri beni. È la base della manifattura italiana, eccellenza nel mondo. Elettrodomestici e Beni di Consumo (12%) È presente nella vita quotidiana di tutti: dai frigoriferi alle lavatrici, garantendo durabilità e riciclabilità totale.
E SE L'ILVA DOVESSE CHIUDERE?
La questione della chiusura dell'Ilva è complessa perchè interessa la salvaguardia sia di occupazione e produzione ma anche di salute e ambiente.
Verrebbero colpiti circa 8.000 dipendenti diretti e 4.000 lavoratori dell'indotto.
Disoccupazione
L'industria contribuisce a circa l'1,4% del PIL nazionale, fondamentale per la crescita economica italiana.
Calo del PIL
Senza l'acciaieria l'italia dovrebbe importare acciaio dall'estero, perdendo il suo principale fornitore.
Blocco dell'importazione
Con la chiusura cesserebbero le emissioni di polveri sottili, diossine e idrocarburi policiclici aromatici.
Riduzione dell'inquinamento
L'assenza di polveri sottili aiuterebbe nella diminuzione di patologie oncologiche e respiratorie.
Riduzione delle malattie
Con la chiusura sarebbe necessaria un'opera di bonifica per eliminare completamente tutti i materiali inquinanti.
Necessità di miglioramento
DATI ILVA 2021:
9,7 milioni di t
15kmq
8.165
CO₂ EMESSE
SUPERFICIE
LAVORATORI
DATI ILVA 2021:
4,1 milioni di t
3,3 miliardi di euro
FATTURATO
ACCIAIO PRODOTTO
Nonostante questi dati, la federazione imprese siderurgiche italiane, di cui fa parte Acciaierie d'Italia, si vuole impegnare nella realizzazione degli obiettivi Fit for 55, un insieme di riforme promosse dalla Commissione europea che prevedono la riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 per permettere la concretizzazione della neutralità climata entro il 2050.
64%
DI EMISSIONI DI CO₂ DELL'INDUSTRIA ITALIANA
I DATI
ANNI 80-90= fase di piena attività industriale, c'erano oltre 11000 lavoratori ANNI 2000-2010= I numeri erano ancora alti, ma iniziavano le prime riduzioni DAL 2012 A OGGI= 8000 lavoratori DOMANI?= La transizione dagli altoforni ai forni elettrici riduce il fabbisogno di manodopera: a parità di produzione, un forno elettrico può richiedere anche il 40–70% di lavoratori in meno. Per questo, negli scenari di riconversione dell’ex Ilva, l’occupazione potrebbe diminuire sensibilmente rispetto agli attuali circa 8.000 dipendenti.”
PRODOTTO INTERNO LORDO (PIL):
Il prodotto interno lordo è l'aggregato statistico che misura il valore di beni e servizi finali realizzato all'interno di un paese in un periodo stabilito: viene utilizzato per calcolare la dimensione economica di uno Stato.
ma prima parliamo di... SIDERURGIA
L'ILVA è legata alla siderurgia: insieme delle attività industriali legate alla produzione dell’acciaio, a partire da materie prime come minerale di ferro e carbone. Nel caso dell’ ILVA, la produzione avviene attraverso il cosiddetto ciclo integrale, che comprende tutte le fasi del processo produttivo:
- trasformazione del minerale di ferro in ghisa negli altiforni
- conversione della ghisa in acciaio
- laminazione e lavorazione finale
Questo tipo di produzione richiede impianti molto grandi, elevati consumi energetici e una complessa organizzazione industriale.
Energia (Oil, Gas, Rinnovabili) - 9% Il settore chiave per la transizione ecologica. L'acciaio è indispensabile per costruire turbine eoliche, infrastrutture per il solare, reti elettriche e impianti per l'idrogeno. È il settore che mostra il futuro "green" dell'acciaio.Trasporti (Navale, Ferroviario) - 3%: Fondamentale per la logistica e la mobilità. Include la produzione di navi, carri ferroviari e le strutture necessarie alle stazioni e ai porti. Altro (Packaging, Minuteria) - 2%: Include il settore dell'imballaggio (come la banda stagnata per le lattine), la minuteria metallica (viti, bulloni, chiodi) e componenti per vari oggetti di uso quotidiano.
SALUTE E SICUREZZA
Le condizioni di lavoro sono complesse e dai dipendenti è molto percepito il rischio alla propria sicurezza.C'è spesso infatti timore di incidenti sul lavoro e si presenta anche un forte stress psicologico tra i lavoratori. Come riposrtato dall'articolo ANSA del 14 maggio: -i lavoratori parlano di paura costante -dicono "si vive quasi nel terrore nello stabilimento"
ASPETTI SOCIO-ECONOMICI EX ILVA
MANGINO FRANCESCA08
Created on April 15, 2026
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ASPETTI SOCIO-ECONOMICI EX ILVA
Akbari anushE', levorato sarah, mangino francesca, nespoli eric.
INDICE
Importanza dell'accaio nell'industria
ILVA
Dipendenti e indotto
L'ipotetica chiusura dell'Ilva
Impatto sul pil locale e nazionale
ACCIAIERIE D'ITALIA: EX ILVA
L'ILVA ( oggi chiamata Acciaierie D'Italia) è il più grande stabilimento siderurgico d'Europa e uno dei più importanti poli industriali italiani. E'un'industria strategica per l'Italia per l'impatto economico: produce acciaio ed è stata per decenni un pilastro dell'industria nazionale
L'azienda è stata fondata nel 1905 a Genova come grande gruppo siderurgico italiano. Il nome "Ilva" deriva dal nome dell'isola d'Elba
Lo stabilimento di Taranto è stato costruito negli anni ’60, tra 1961–1964, nell’ambito dell’industrializzazione del Sud, con una gestione pubblica tramite Italsider. Negli anni '90, è stato oggetto del processo di privatizzazione: nel 1995 è stata venduta al gruppo Riva, segnando il passaggio al settore privato Nel 2012 l'azienda è si trovata in crisi e nel corso del tempo ha subito numerosi interventi pubblici, fino ad oggi:
I DIPENDENTI
Lo stabilimento di Taranto della Acciaierie d'Italia impiega circa 8.000 lavoratori diretti, ma una parte significativa si trova in cassa integrazione. Negli ultimi anni, fino a 4.450 lavoratori sono stati coinvolti in CIG straordinaria, anche a causa del poco lavoro, infatti 1 altoforno su 4 è attivo e l'impianto lavora meno del necessario , producendo 1,5 milioni di tonnellate l'anno.
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INDOTTO
Non si tratta solo dei circa 8.000 dipendenti diretti, ma anche di circa 4.000 lavoratori che operano nell’indotto. Queste persone non sono assunte direttamente dall’azienda, ma lavorano per imprese che forniscono servizi essenziali allo stabilimento, come trasporti, manutenzione, logistica, pulizie industriali e sicurezza. In molti casi si verificano ritardi nei pagamenti o riduzione delle commesse, e questo può mettere in difficoltà economica le aziende coinvolte, fino ad arrivare in alcuni casi alla crisi o al rischio di fallimento. Per questo motivo si può dire che la situazione dell’ex Ilva non riguarda solo i dipendenti interni, ma un intero sistema economico che dipende dalla continuità produttiva. dell’impianto.
su 4000 lavoratori...
7,5%
10%
35%
17,5%
30%
impatto sul pil
La SVIMEZ (Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno), che studia le trasformazioni economiche nel Mezzogiorno, ha calcolato che la fabbrica produce tre miliardi e mezzo di PIL nazionale (1,4%), di cui il 2,4% al Sud. Solo nella provincia di Taranto, invece, l'impatto sul prodotto interno lordo è del 25%.
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L'ACCIAIO
1961-1965 | Dalla posa della prima pietra all'inaugurazione del IV Centro Italsider. L'acciaio di Taranto alimenta il boom economico e le grandi infrastrutture italiane. 1975-1995 | Con il raddoppio degli impianti (1975) la produzione vola a 6.5 Mt. Nel 1995, con il passaggio al Gruppo Riva, l'ILVA diventa uno dei principali player privati mondiali. 2005-2012 | Dal Picco alla Crisi: Nel 2005 si tocca il record storico di 9,3 Mt. Tuttavia, la crisi globale del 2008 e il sequestro giudiziario del 2012 segnano l'inizio di un drastico calo produttivo e ambientale. 2018-2023 | Nel 2018 subentra ArcelorMittal. Tra pandemia (2020) e crisi societarie, nel 2023 la produzione scende a 3 Mt, rendendo l'Italia dipendente dalle importazioni. 2024-2026 | Obiettivo Acciaio Green: La sfida attuale è la decarbonizzazione. L'acciaio resta indispensabile: entro il 2026 il settore "Energia" (rinnovabili) richiederà il 9% dell'intera produzione per la transizione ecologica.
ALTRI SETTORI
DOVE FINISCE?
Costruzioni e Infrastrutture (50%): È il settore trainante. L'acciaio è l'anima di ponti, grattacieli, ferrovie e delle grandi opere pubbliche che modernizzano il Paese. Automotive e Trasporti (16%): dalle scocche delle auto ai motori, fino ai vagoni ferroviari. L'evoluzione verso la mobilità elettrica richiede acciai sempre più leggeri e resistenti. Energia e Transizione Green (9%) Il settore con la crescita più rapida. Senza acciaio è impossibile costruire le torri per le turbine eoliche, le reti elettriche e gli impianti per l'idrogeno. Meccanica e Macchinari (9%) L'acciaio serve per costruire le macchine che producono altri beni. È la base della manifattura italiana, eccellenza nel mondo. Elettrodomestici e Beni di Consumo (12%) È presente nella vita quotidiana di tutti: dai frigoriferi alle lavatrici, garantendo durabilità e riciclabilità totale.
E SE L'ILVA DOVESSE CHIUDERE?
La questione della chiusura dell'Ilva è complessa perchè interessa la salvaguardia sia di occupazione e produzione ma anche di salute e ambiente.
Verrebbero colpiti circa 8.000 dipendenti diretti e 4.000 lavoratori dell'indotto.
Disoccupazione
L'industria contribuisce a circa l'1,4% del PIL nazionale, fondamentale per la crescita economica italiana.
Calo del PIL
Senza l'acciaieria l'italia dovrebbe importare acciaio dall'estero, perdendo il suo principale fornitore.
Blocco dell'importazione
Con la chiusura cesserebbero le emissioni di polveri sottili, diossine e idrocarburi policiclici aromatici.
Riduzione dell'inquinamento
L'assenza di polveri sottili aiuterebbe nella diminuzione di patologie oncologiche e respiratorie.
Riduzione delle malattie
Con la chiusura sarebbe necessaria un'opera di bonifica per eliminare completamente tutti i materiali inquinanti.
Necessità di miglioramento
DATI ILVA 2021:
9,7 milioni di t
15kmq
8.165
CO₂ EMESSE
SUPERFICIE
LAVORATORI
DATI ILVA 2021:
4,1 milioni di t
3,3 miliardi di euro
FATTURATO
ACCIAIO PRODOTTO
Nonostante questi dati, la federazione imprese siderurgiche italiane, di cui fa parte Acciaierie d'Italia, si vuole impegnare nella realizzazione degli obiettivi Fit for 55, un insieme di riforme promosse dalla Commissione europea che prevedono la riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 per permettere la concretizzazione della neutralità climata entro il 2050.
64%
DI EMISSIONI DI CO₂ DELL'INDUSTRIA ITALIANA
I DATI
ANNI 80-90= fase di piena attività industriale, c'erano oltre 11000 lavoratori ANNI 2000-2010= I numeri erano ancora alti, ma iniziavano le prime riduzioni DAL 2012 A OGGI= 8000 lavoratori DOMANI?= La transizione dagli altoforni ai forni elettrici riduce il fabbisogno di manodopera: a parità di produzione, un forno elettrico può richiedere anche il 40–70% di lavoratori in meno. Per questo, negli scenari di riconversione dell’ex Ilva, l’occupazione potrebbe diminuire sensibilmente rispetto agli attuali circa 8.000 dipendenti.”
PRODOTTO INTERNO LORDO (PIL):
Il prodotto interno lordo è l'aggregato statistico che misura il valore di beni e servizi finali realizzato all'interno di un paese in un periodo stabilito: viene utilizzato per calcolare la dimensione economica di uno Stato.
ma prima parliamo di... SIDERURGIA
L'ILVA è legata alla siderurgia: insieme delle attività industriali legate alla produzione dell’acciaio, a partire da materie prime come minerale di ferro e carbone. Nel caso dell’ ILVA, la produzione avviene attraverso il cosiddetto ciclo integrale, che comprende tutte le fasi del processo produttivo:
- laminazione e lavorazione finale
Questo tipo di produzione richiede impianti molto grandi, elevati consumi energetici e una complessa organizzazione industriale.Energia (Oil, Gas, Rinnovabili) - 9% Il settore chiave per la transizione ecologica. L'acciaio è indispensabile per costruire turbine eoliche, infrastrutture per il solare, reti elettriche e impianti per l'idrogeno. È il settore che mostra il futuro "green" dell'acciaio.Trasporti (Navale, Ferroviario) - 3%: Fondamentale per la logistica e la mobilità. Include la produzione di navi, carri ferroviari e le strutture necessarie alle stazioni e ai porti. Altro (Packaging, Minuteria) - 2%: Include il settore dell'imballaggio (come la banda stagnata per le lattine), la minuteria metallica (viti, bulloni, chiodi) e componenti per vari oggetti di uso quotidiano.
SALUTE E SICUREZZA
Le condizioni di lavoro sono complesse e dai dipendenti è molto percepito il rischio alla propria sicurezza.C'è spesso infatti timore di incidenti sul lavoro e si presenta anche un forte stress psicologico tra i lavoratori. Come riposrtato dall'articolo ANSA del 14 maggio: -i lavoratori parlano di paura costante -dicono "si vive quasi nel terrore nello stabilimento"