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Marker

Cornel Frumuzachi

Created on April 14, 2026

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Marker

L’Evoluzione del Marker

Le Origini Il Marker Industriale Prima degli anni '60, i graffiti venivano realizzati quasi esclusivamente con pennelli o gessetti. La svolta avvenne con la nascita dei marker industriali, come il celebre Magic Marker (1952) e i marker a punta di feltro usati nei magazzini per segnare casse di legno o metallo. Negli anni '70, a New York, i primi writer iniziarono a rubare questi strumenti dai depositi ferroviari. Marker come il Flo-Master divennero leggendari perché erano ricaricabili e permettevano di creare tratti fluidi e veloci, ideali per l'illegalità del "tagging".

L'Evoluzione "Fai-da-te" (DIY) Poiché i marker commerciali dell'epoca erano facili da pulire, i writer iniziarono a modificare la chimica interna. Mescolavano inchiostri per timbri con coloranti industriali o lucidante per scarpe per creare inchiostri che penetrassero più a fondo nelle pareti. È in questo periodo che nasce il mito dell'inchiostro "indelebile", ottenuto aggiungendo solventi aggressivi che rendevano la rimozione quasi impossibile.

La Rivoluzione dei Marker Dedicati A partire dagli anni '90 e nei primi 2000, aziende come Montana, Molotow e Grog hanno iniziato a produrre marker progettati esclusivamente per i graffiti. Questi strumenti non usano più semplici inchiostri, ma vere e proprie vernici acriliche liquide o inchiostri a base di alcool ultra-pigmentati, ottimizzati per resistere alle intemperie e ai solventi per la pulizia (il "buff").

Cosa c'è dentro un Marker?

Il Corpo e la Sfera di Miscelazione All'interno del fusto (spesso in plastica resistente o alluminio) si trovano una o più sfere di miscelazione in acciaio o vetro. Poiché i pigmenti della vernice sono più pesanti del solvente, tendono a depositarsi sul fondo. Agitare il marker permette alle sfere di rompere i sedimenti e rendere il composto omogeneo.

La Valvola a Pompa A differenza dei pennarelli scolastici, i marker da graffiti hanno un sistema a valvola. Premendo la punta (il "nib") contro la superficie, si apre un condotto che permette all'inchiostro di fluire dal serbatoio alla punta per gravità e pressione. Questo previene l'essiccazione dell'inchiostro all'interno del corpo.

La Punta (Nib) Realizzata in feltro sintetico ad alta densità, poliestere o materiali metallici per il vetro. La porosità della punta è calibrata per la viscosità dell'inchiostro: Se i pori sono troppo stretti, la vernice densa non passa. Se sono troppo larghi, il marker "gocciola" eccessivamente (anche se molti writer cercano questo effetto, chiamato drip).

composizione e struttura molecolare

Un marker da graffito contiene un inchiostro progettato per aderire bene a superfici lisce e resistere all’usura. La sua composizione chimica include generalmente un solvente (come alcoli, xilene o altri composti organici volatili) che mantiene fluido l’inchiostro, una resina o polimero che permette al colore di fissarsi alla superficie e pigmenti o coloranti che danno il colore (spesso a base di composti organici o, in alcuni casi, particelle inorganiche come ossidi metallici). A livello molecolare, il solvente evapora rapidamente dopo l’applicazione

Il Sistema a Tre Stadi: Pigmenti, Leganti e Solventi

Un inchiostro per graffiti non è una sostanza omogenea, ma una sospensione colloidale. I Pigmenti (La Massa): A differenza dei pennarelli comuni che usano inchiostri trasparenti, i marker da graffiti utilizzano pigmenti solidi macinati finemente. Chimicamente, questi possono essere inorganici (come il biossido di titanio per il bianco) o organici. La loro struttura molecolare è studiata per riflettere la luce senza spezzarsi sotto l'azione dei fotoni (resistenza UV)

Il Legante (Lo Scudo)È il componente più critico, spesso una resina acrilica o una miscela di polimeri sintetici. Il suo compito è circondare ogni singola particella di pigmento. Quando il solvente scompare, queste molecole di resina si legano tra loro tramite un processo chiamato cross-linking, creando uno strato plastico idrorepellente.

info

Il Solvente (Il Vettore): È il liquido che mantiene l'inchiostro in stato colloidale dentro il serbatoio.

Dinamiche di Asciugatura e Penetrazione

La "permanenza" di un marker dipende da come il solvente reagisce con il supporto

Marker ad Alcool: Utilizzano solventi come l'isopropanolo. Essendo molecole piccole e volatili, evaporano in pochi secondi. Questo permette di stratificare i colori rapidamente, ma la resistenza meccanica è inferiore rispetto ad altri sistemi.

Marker a Olio/Xilene: Lo xilene ( C8H10 } ha la capacità di sciogliere parzialmente gli strati di vernice preesistente. Questo permette al nuovo inchiostro di fondersi chimicamente con la superficie sottostante, rendendo quasi impossibile la rimozione senza abrasione fisica.

Inchiostri "Hard-to-Buff" e Reazioni di Macchiatura

Alcuni inchiostri sono progettati per essere "vivi" anche dopo essere stati coperti.

Coloranti Bituminosi: Utilizzano derivati del petrolio che, pur sembrando asciutti, continuano a migrare verso l'alto. Se qualcuno tenta di coprire il tag con della vernice bianca (il cosiddetto "buff"), i composti bituminosi risalgono attraverso il nuovo strato, facendo riemergere l'ombra del disegno originale.

Agenti Corrosivi (Etching): In alcuni casi, al posto del colore si usano sali acidi o acidi puri. Qui non c'è deposito di materiale, ma una reazione di sostituzione chimica che rimuove fisicamente uno strato di vetro o metallo, lasciando una cicatrice permane

Ottimizzazione del Flusso:

La fluidità dell'inchiostro non è casuale. Vengono aggiunti additivi chiamati tensioattivi che riducono la tensione superficiale del liquido. Questo permette all'inchiostro di scorrere costantemente attraverso la valvola e le fibre del feltro (la punta), garantendo che il tratto sia pieno e senza interruzioni anche durante movimenti molto veloci.