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il partenone

Emilia

Created on April 12, 2026

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il partenone

power point di Emilia Ramoni

cos'è?

Il Partenone è il più celebre tempio greco dell'Acropoli di Atene, massima espressione dell'architettura dorica e simbolo della città. Edificato in marmo pentelico tra il 447 e il 432 a.C. per celebrare la dea Atena, fu voluto da Pericle e progettato da Ictino e Callicrate sotto la direzione di Fidia

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funzione religiosa

La funzione religiosa del Partenone non si esauriva nella semplice devozione, ma era un intreccio indissolubile tra sacralità, identità civica e politica imperiale. Per comprendere appieno la sua importanza, bisogna analizzare i diversi livelli su cui operava il tempio.

Lateologia politica

La Cella e la Statua

Ilruolo delle donne

Lo Spazio Esterno

STRUTTURA DELL' EDIFICIO

Il Partenone rappresenta la vetta dell'architettura classica. Approfondire la sua struttura significa analizzare un capolavoro di ingegneria dove ogni millimetro è calcolato per raggiungere la perfezione visiva. Sebbene appaia come un insieme di linee rette e angoli retti, nel Partenone non esiste quasi nessuna linea retta.

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PARTI PRINCIPALI

La struttura interna del Partenone, racchiusa tra le mura della cella (sekòs), si divide in tre settori distinti. Ognuno di essi aveva un'architettura specifica e una funzione precisa nel cerimoniale religioso e amministrativo della polis.

IL PRONAO

L OPISTODOMO

IL NAOS

IL PRONAO (INGRESSO ORIENTALE)

Il pronao è lo spazio situato nella parte anteriore del tempio, rivolto a est (verso dove sorge il sole).: È preceduto da un colonnato di 6 colonne doriche (esastilo) leggermente più piccole di quelle esterne. Le pareti laterali terminano con due pilastri chiamati "ante". Fungeva da vestibolo, ovvero da zona di transizione tra il sacro colonnato esterno e la sacralità assoluta dell'interno. Qui venivano spesso collocate offerte votive minori e iscrizioni pubbliche. Sopra le colonne del pronao iniziava il celebre fregio ionico (quello continuo che circondava la cella), permettendo ai visitatori che entravano di iniziare a seguire visivamente il racconto della processione delle Panatenee.

IL NAOS( LA CELLA DI ATENA)

Il naos (o cella) è l'ambiente più vasto e solenne, il cuore religioso dell'intero complesso.: Era diviso in tre navate da un doppio ordine di colonne doriche sovrapposte (uno sopra l'altro per raggiungere l'altezza del tetto). Queste colonne erano disposte a "pi greco" , circondando il fondo della sala. In questa sala troneggiava la colossale Atena Parthenos di Fidia. Davanti alla statua si trovava una vasca d'acqua poco profonda: serviva sia a riflettere la luce (creando un effetto mistico) sia a mantenere l'umidità necessaria affinché l'avorio della statua non si crepasse.: La luce entrava esclusivamente dalla grande porta orientale, illuminando direttamente la statua d'oro all'alba, rendendola splendente agli occhi di chi stava all'esterno.Il Parthenon (Cella Occidentale) era una sala più piccola situata sul retro, il cui nome passò poi a indicare l'intero tempio. Era la sala del tesoro. Qui, per la prima volta in un tempio dorico, vennero usate quattro colonne ioniche (più alte e sottili) per sostenere il soffitto, creando un mix di stili rivoluzionario

La statua

L'Opistodomo (La Tesoreria Posteriore)

Situato sul lato occidentale (opposto all'ingresso), l'opistodomo è tecnicamente il vestibolo posteriore, ma nel Partenone assume un'importanza fondamentale.Come il pronao, presentava 6 colonne doriche. Tuttavia, la stanza retrostante (chiamata propriamente Parthenon in senso stretto) era separata dal Naos da un solido muro: i due ambienti non erano comunicanti.In questa sala, quattro altissime colonne ioniche sostenevano il soffitto a cassettoni. L'uso dello stile ionico qui era un omaggio estetico alle radici orientali e marittime di Atene.Questo era il luogo più sicuro della città. Vi veniva custodito il tesoro della Lega di Delo (i tributi degli alleati) e le riserve auree della città. Era, di fatto, la banca centrale dell'Impero Ateniese, protetta simbolicamente dalla dea stessa. Mentre il pubblico poteva arrivare al Pronao durante le cerimonie, l'accesso al Naos era limitato a pochi eletti (sacerdoti e alti funzionari), e l'Opistodomo era strettamente sorvegliato per proteggere le ricchezze dello Stato.

leggende

le colonne

colonna dorica

Le colonne del Partenone sono il capolavoro assoluto dell'ordine dorico, ma sono "speciali" perché non seguono rigidamente le regole standard: gli architetti Ictino e Callicrate le hanno modificate per renderle più armoniose ed elastiche alla vista

+info

+ correzioni ottiche

MATERIALI UTILIZZATI E TECNICHE

Il Partenone è stato costruito quasi interamente in marmo pentelico, un materiale pregiato estratto dalle cave del Monte Pentelico, situato a circa 16 km da Atene. Questo marmo è celebre per il suo colore bianco puro che, col passare del tempo e l'ossidazione, assume una caratteristica sfumatura dorata. i materiali principali utilizzati sono:

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FIDIA

CHI ERA?
VITA E RAPPORTO CON PERICLE
STILE ARTISTICO
OPERE PRINCIPALI

le statue del partenoneerano dipinte?

Sebbene oggi ci appaiano di un bianco candido a causa del passare dei millenni e dell'erosione dei pigmenti, studi scientifici recenti hanno confermato che i marmi di Fidia erano un'esplosione di policromiaLa tavolozza comprendeva principalmente il rosso, l'azzurro (spesso ricavato dal blu egiziano) e l'oro per i dettagli più preziosi.Oltre alla pittura, le sculture erano arricchite da inserti in bronzo dorato, usati per armi, redini di cavalli e altri accessori.La pittura non aveva solo uno scopo estetico, ma serviva anche a rendere le figure più leggibili dal basso, contrastando la forte luce del sole greco. Le vesti, ad esempio, presentavano motivi decorativi complessi, come quelli descritti in un approfondimento di Avvenire, che rivela la ricchezza dei dettagli.L'immagine del "marmo bianco" è un mito nato durante il Neoclassicismo, quando l'assenza di colore fu erroneamente interpretata come un canone di purezza e perfezione.

i frontoni del partenone

Il frontone est del Partenone, situato sopra l'ingresso principale del tempio, narra la nascita di Atena dalla testa di suo padre Zeus. Questa scena rappresenta un evento di importanza cosmica, celebrato alla presenza degli dei dell'OlimpoLa scena non è solo una cronaca della nascita di Atena, ma una visione cosmogonica. L'evento centrale (la nascita) è incorniciato dal sorgere del Sole (Helios) e dal tramonto della Luna (Selene). La nascita avviene all'alba, il momento del rinnovamento.Il mondo intero (dall'estremità dell'Oceano al cielo) è testimone dell'evento.Icarri di Helios e Selene, che sembrano emergere e affondare nel pavimento del frontone, permettono di occupare i difficili angoli stretti della struttura triangolare.

FRONTONE OVEST

Il frontone ovest del Partenone, realizzato sotto la supervisione di Fidia tra il 438 e il 432 a.C., raffigura la contesa tra Atena e Poseidone per il possesso dell'Attica.A differenza del frontone est, dove la scena è solenne e statica, qui il ritmo è incalzante: Atena e Poseidone non si affrontano frontalmente, ma i loro corpi formano una diagonale divergente che attira lo sguardo verso l'esterno, creando un senso di energia esplosiva. Tra le due divinità sorgeva l'ulivo di Atena, mentre Poseidone veniva mostrato nell'atto di colpire la roccia dell'Acropoli.Le figure centrali erano affiancate da due carri pronti a partire: quello di Atena guidato da Nike (o Ermes) e quello di Poseidone guidato da sua moglie Anfitrite.

metope

Le metope del Partenone rappresentano un'enciclopedia scultorea del pensiero greco classico, dove il mito viene usato come metafora politica e filosofica. Realizzate tra il 447 e il 440 a.C. sotto la direzione di Fidia, queste 92 lastre in marmo pentelico utilizzano la tecnica dell'altorilievo, con figure che sporgono così tanto dallo sfondo da sembrare quasi statue a tutto tondo. Questi rilievi celebrano la vittoria della civiltà sul caos e sulla barbarie attraverso tre grandi miti di guerra ("machìe")

Centauromachia
Gigantomachia
Amazzonomachia

il fregio

Il Fregio del Partenone, lungo ben 160 metri, è uno dei capolavori più innovativi di Fidia. A differenza delle metope e dei frontoni, che si trovano all'esterno e raccontano miti, il fregio decorava la parte alta della cella (all'interno del colonnato) e raffigurava un evento "contemporaneo": la Grande Processione delle Panatenee.Si trattava della festa più importante di Atene, che si teneva ogni quattro anni in onore di Atena Polìas.Il fregio non è una serie di scene isolate, ma un nastro continuo che parte dall'angolo sud-ovest e si divide in due ali che "corrono" lungo i lati del tempio per ricongiungersi sul lato Est (l'ingresso).Nel lato Ovest si vedono i cavalieri che montano i cavalli, si allacciano i sandali o cercano di calmare gli animali nervosi. È la parte più informale e realistica.I lati Nord e Sud sono Il corpo della processione. Qui sfilano i carri, i portatori di offerte, i suonatori di cetra e flauto, e soprattutto la splendida cavalcata dei giovani ateniesi, che occupa gran parte dello spazio.Nel lato Est la processione arriva al cospetto degli dèi e avviene la consegna del Peplo (la veste sacra tessuta dalle fanciulle ateniesi, le Ergastine) per la statua di Atena.Fidia ha scolpito circa 360 figure umane e oltre 200 animali (soprattutto cavalli e buoi destinati al sacrificio), ognuno con dettagli unici:Gli dèi "umanizzati": Sul lato Est, gli dèi dell'Olimpo sono seduti e assistono alla scena. La cosa rivoluzionaria è che non sono più alti degli umani; sono rappresentati come nobili cittadini ateniesi che chiacchierano tra loro, rendendo il divino incredibilmente vicino all'umano. I cavalli sono scolpiti in diverse andature: alcuni galoppano, altri scalpitano, altri sono trattenuti a fatica. La sovrapposizione delle figure (fino a sette file di cavalieri una dietro l'altra in pochi centimetri di spessore) crea una profondità incredibile.A differenza delle metope (altorilievo), il fregio è un bassorilievo bassissimo,per renderlo visibile dal basso, Fidia inclinò leggermente la parte superiore delle lastre verso l'osservatore e le fece dipingere con colori vivaci e inserti in bronzo per le redini.

curiosità

Fidia non si accontentò delle metope: riprodusse il tema dell'Amazzonomachia anche sullo scudo della statua di Atena Parthenos all'interno della cella.

Fidia inventò il concetto di "ritmo cinematografico". Se cavalchi o cammini lungo il colonnato del Partenone, le figure del fregio sembrano muoversi. La densità dei cavalieri aumenta e diminuisce per creare un senso di velocità e accelerazione, esattamente come in un montaggio moderno.

Le statue dei frontoni sono rifinite perfettamente anche sul retro, nonostante una volta collocate nel timpano quella parte sarebbe rimasta appiccicata al muro e invisibile per sempre. Quando chiesero a Fidia perché sprecasse tempo e marmo per parti che nessuno avrebbe visto, lui rispose: "Gli dèi le vedono".

Oggi la maggior parte delle decorazioni di Fidia si trova a Londra, al British Museum, portate via da Lord Elgin all'inizio dell'800. La Grecia ne chiede la restituzione da decenni, sostenendo che furono rimosse illegalmente durante l'occupazione ottomana.

Nel 1989, durante alcuni restauri, gli archeologi hanno trovato frammenti di metope usati come materiale di riempimento all'interno delle mura dell'Acropoli. Si pensa che fossero prove o versioni scartate da Fidia perché non raggiungevano la perfezione richiesta. Anche i "fallimenti" di Fidia erano in marmo pregiato!

Grazie a delle iscrizioni su pietra ritrovate (i "bilanci" del tempio), sappiamo che un operaio specializzato o uno scultore guadagnava circa una dracma al giorno. Il costo totale del Partenone fu di circa 469 talenti d'argento: una cifra folle, equivalente oggi a diversi miliardi di euro. Si dice che la costruzione fosse anche un modo di Pericle per combattere la disoccupazione ad Atene.

Nel fregio delle Panatenee sono scolpiti più di 200 cavalli, ma non ce ne sono due uguali. Fidia studiò l'anatomia equina così bene che i veterinari moderni possono identificare lo stato di eccitazione o fatica di ogni cavallo osservando le vene gonfie e la posizione delle orecchie nel marmo

Ti sei mai chiesto come facevano gli scultori a lavorare a 12 metri d'altezza? In realtà, le metope venivano scolpite a terra, nel cantiere ai piedi dell'Acropoli. Solo una volta terminate venivano sollevate con complesse gru di legno e inserite a incastro tra i triglifi. Questo rendeva il lavoro di Fidia come un immenso puzzle: se una lastra fosse stata sbagliata anche solo di un centimetro, non sarebbe mai entrata al suo posto.

Se guardi le metope da vicino, vedrai piccoli fori circolari nel marmo. Lì venivano inseriti dei perni di bronzo che servivano a fissare elementi aggiuntivi: briglie reali, spade, corone o gioielli. Immagina il Partenone non come una rovina silenziosa, ma come un edificio che "tintinnava" al vento e rifletteva luci metalliche ovunque

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Molte delle colonne di un tempio precedente (il "Pre-Partenone" distrutto dai Persiani) furono riciclate. Se guardi le mura settentrionali dell'Acropoli, noterai dei cerchi di marmo incastrati nella pietra: sono i rocchi delle colonne del vecchio tempio. Pericle decise di lasciarli a vista come un "memoriale di guerra", per ricordare per sempre l'invasione barbarica.

il Partenone è stato "salvato" da un ufficiale che amava troppo l'arte per distruggerlo.Durante la guerra d'indipendenza greca (1821-1829), i turchi ottomani erano assediati dai greci proprio sull'Acropoli. Gli ottomani avevano finito le munizioni e iniziarono a smontare le colonne del Partenone per estrarre i perni di piombo che tenevano uniti i blocchi di marmo, così da fonderli e fabbricare pallottole.Quando i greci lo vennero a sapere, accadde l'assurdo: invece di continuare l'attacco, inviarono ai nemici turchi una scorta di munizioni e pallottole vere. Il messaggio che accompagnava il carico diceva più o meno: "Ecco le pallottole, usatele contro di noi, ma non toccate le colonne del Partenone".

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Al seguito delle divinità si trovano i testimoni della contesa: il mitico re Cecrope (spesso raffigurato con una coda di serpente) e le sue figlie, che simboleggiano la legittimità del possesso di Atena sulla terra dell'Attica

Le figure che occupano i lati e gli angoli non sono semplici spettatori, ma rappresentano il legame eterno tra il mito e il territorio

Le statue erano scolpite interamente, anche nelle parti posteriori invisibili agli spettatori, per garantire una perfezione plastica assoluta.Panneggio Bagnato: Questa tecnica, visibile ad esempio nella statua di Iris (la messaggera divina), permetteva a Fidia di mostrare la sensualità e la forza dei corpi femminili attraverso vesti sottilissime che sembrano incollate alla pelle dal movimento dell'aria.

Ilisso e Cefiso: Poste agli angoli estremi, le personificazioni dei fiumi di Atene sono semidraiate per adattarsi alla pendenza del timpano. La statua dell'Ilisso è uno dei massimi esempi di realismo anatomico fidiaco.

Il fregio delle Panatenee è un atto di audacia politica senza precedenti:Umani su un tempio.Perla prima volta nella storia greca, dei comuni mortali (gli abitanti di Atene) occupano lo spazio di un tempio, un luogo solitamente riservato solo agli dèi e agli eroi del mito.Il fregio non celebra un re o un tiranno, ma la collettività. Tutti i cittadini partecipano: giovani cavalieri, anziani saggi, donne e stranieri residenti (meteci) Rappresentando gli abitanti di Atene insieme agli dèi, Pericle e Fidia volevano trasmettere il messaggio che Atene stessa era diventata una città divina, la guida morale e culturale di tutta la Grecia.Oggi circa 80 metri di questo fregio si trovano al British Museum (i famosi marmi di Elgin), mentre il resto è diviso tra il Museo dell'Acropoli di Atene e il Louvre.

Nella religione greca, gli dei erano legati a luoghi specifici. Atena non era solo una dea del pantheon; lei era Atene.Nel Partenone, la dea veniva celebrata come Parthenos, simbolo dell'invincibilità della città stessa. Pregare Atena nel Partenone significava celebrare la supremazia intellettuale, militare e morale degli ateniesi rispetto ai "barbari" (i Persiani). Ogni elemento scultoreo ribadiva il diritto divino di Atene a dominare la regione. Dalla sua nascita dalla testa di Zeus (legittimazione divina) alla vittoria su Poseidone (scelta della dea per la città), il tempio spiegava graficamente che Atene era sotto una protezione celeste unica e speciale.

Lo stile di Fidia rappresenta il culmine dell'arte greca classica. Il suo linguaggio artistico segna il passaggio definitivo dalla rigidità dello stile severo a una nuova concezione di armonia, equilibrio e vitalità, tanto da essere considerato l'inventore dello "stile classico". Lo stile fidiaco non si limita alla perfezione formale, ma cerca di esprimere un ideale morale e divino attraverso la materia.Il Panneggio bagnato è l'innovazione tecnica più celebre di Fidia. Consiste nel modellare le vesti in modo che aderiscano al corpo come se fossero bagnate, permettendo di rivelare l'anatomia sottostante senza mostrare il nudo esplicito (particolarmente nelle figure femminili) e creando intensi effetti di chiaroscuro. Fidia combina uno studio accuratissimo dei volumi e dell'anatomia con un'idealizzazione che sopprime i tratti troppo individuali o estremi (come la vecchiaia). Le figure appaiono in uno stato di "bellezza ideale" e perenne giovinezza,: A differenza della scuola successiva più "patetica" ed emotiva, le opere di Fidia sono caratterizzate da una solenne compostezza, volti imperturbabili e una calma divina che trasmette autorità. Superando la rigidità delle epoche precedenti, Fidia introduce gesti spontanei e un ritmo sciolto. Le sue figure, anche quando monumentali, sembrano respirare e muoversi con naturalezza nello spazio

esempio di peplo

Il vero fulcro dell'attività religiosa per il popolo era l'esterno, in particolare il lato orientale. Il rito principale, il sacrificio cruento, avveniva all'aperto. Qui i sacerdoti sacrificavano buoi e pecore. Il contatto con il divino avveniva attraverso il fumo che saliva al cielo, mentre l'odore della carne bruciata segnalava alla comunità che il patto tra la città e la dea era stato rinnovato.Ogni anno (e con particolare sfarzo ogni quattro anni nelle Grandi Panatenee), tutta la popolazione partecipava a una processione che portava alla dea il Peplo, una tunica sacra tessuta dalle ergastine (giovani nobili). Il Partenone era il traguardo di questo percorso: il fregio interno del tempio (lungo 160 metri) immortala per l'eternità proprio questo momento, mescolando dei e mortali in un unico evento sacro.Le Grandi Panatenee erano la festa religiosa e civile più importante dell'antica Atene, celebrata ogni quattro anni (con maggiore sfarzo rispetto a quelle annuali) nel mese di Ecatombeone (luglio-agosto) in onore di Atena Poliade. Duravano diversi giorni, culminando in una grande processione verso l'Acropoli per offrire un nuovo peplo alla dea, oltre a giochi atletici, musicali e sacrifici.

Sebbene la vita politica ateniese fosse preclusa alle donne, la funzione religiosa del Partenone concedeva loro un ruolo centrale. Le fanciulle che portavano le offerte e le sacerdotesse di Atena erano tra le figure più rispettate della città. Il culto di Atena permetteva una partecipazione femminile che non esisteva in altri ambiti della vita pubblica, rendendo il Partenone un luogo di coesione per l'intera compagine sociale, non solo per gli uomini liberi. In sintesi, il Partenone era il luogo dove il potere politico di Atene veniva santificato: la dea proteggeva la democrazia, e in cambio la democrazia le offriva il tempio più perfetto mai costruito.

esempio di peplo

Il vero fulcro dell'attività religiosa per il popolo era l'esterno, in particolare il lato orientale. Il rito principale, il sacrificio cruento, avveniva all'aperto. Qui i sacerdoti sacrificavano buoi e pecore. Il contatto con il divino avveniva attraverso il fumo che saliva al cielo, mentre l'odore della carne bruciata segnalava alla comunità che il patto tra la città e la dea era stato rinnovato.Ogni anno (e con particolare sfarzo ogni quattro anni nelle Grandi Panatenee), tutta la popolazione partecipava a una processione che portava alla dea il Peplo, una tunica sacra tessuta dalle ergastine (giovani nobili). Il Partenone era il traguardo di questo percorso: il fregio interno del tempio (lungo 160 metri) immortala per l'eternità proprio questo momento, mescolando dei e mortali in un unico evento sacro.Le Grandi Panatenee erano la festa religiosa e civile più importante dell'antica Atene, celebrata ogni quattro anni (con maggiore sfarzo rispetto a quelle annuali) nel mese di Ecatombeone (luglio-agosto) in onore di Atena Poliade. Duravano diversi giorni, culminando in una grande processione verso l'Acropoli per offrire un nuovo peplo alla dea, oltre a giochi atletici, musicali e sacrifici.

Oltre all'entasi, le colonne subiscono altri interventi invisibili ma fondamentali: Inclinazione verso l'interno: Le colonne non sono perfettamente verticali. Se prolungassimo le loro linee verso l'alto, si incontrerebbero a circa 2,5 chilometri di altezza. Questo serve a bilanciare la sensazione che il tempio "si apra" verso l'alto. Colonne d'angolo più spesse: Le colonne poste agli angoli sono circa 2 centimetri più spesse delle altre. Questo perché, essendo circondate dalla luce del cielo e non avendo dietro il muro della cella, l'irradiazione luminosa le farebbe apparire più sottili delle altre ("erosione ottica").Inoltre le colonne non sono pezzi unici (monoliti), ma sono formate da diversi dischi di marmo sovrapposti, chiamati rocchi, tenuti insieme al centro da perni di legno o metallo.

La storia del Partenone attraversa oltre 2.500 anni, trasformandosi da simbolo della democrazia ateniese a chiesa, moschea e infine icona archeologica mondiale.Dopo che i Persiani distrussero un precedente tempio incompiuto nel 480 a.C., lo statista Pericle avviò un ambizioso programma di ricostruzione dell'Acropoli. I lavori iniziarono nel 447 a.C. e terminarono nel 438 a.C., sebbene le decorazioni scultoree richiesero altri sei anni. Gli architetti Ictino e Callicrate progettarono un tempio dorico perfetto, arricchito da correzioni ottiche per farlo apparire perfettamente dritto all'occhio umano. Fidia creò la colossale statua di Atena in oro e avorio alta oltre 12 metri.: Nel VI secolo d.C. fu convertito in una chiesa cristiana dedicata a Maria Parthenos. Per adattarlo al nuovo culto, l'orientamento fu invertito e molte sculture pagane vennero rimosse. Con la conquista turca del 1458, il Partenone divenne una moschea e fu aggiunto un minareto nell'angolo sud-ovest. Nonostante i cambi di religione, la struttura rimase sostanzialmente integra fino al 17° secolo. Il momento più buio avvenne durante la guerra tra la Repubblica di Venezia e l'Impero Ottomano,i turchi usavano il tempio come polveriera, convinti che i cristiani non avrebbero bombardato un tale monumento. Invece, il 26 settembre 1687, un colpo di mortaio veneziano centrò il deposito, causando un esplosione che fece crollare il tetto, gran parte delle pareti della cella e 28 colonne. All'inizio dell'Ottocento, il diplomatico britannico Lord Elgin ottenne il permesso di rimuovere gran parte delle sculture superstiti, portandole a Londra. Venduti al governo britannico nel 1816, oggi sono esposti al British Museum. La Grecia ne chiede ufficialmente la restituzione da decenni, sostenendo che l'asportazione fu un saccheggio illegale. Dagli anni '70 è in corso un titanico progetto di restauro e conservazione per stabilizzare la struttura e rimettere al loro posto i frammenti originali

La storia del Partenone

L'opistodomo non era solo una stanza, ma la cassaforte più ricca del mondo greco. Intorno ad esso ruotano storie di potere e segreti: Una delle leggende riguarda la gestione dei fondi. Si diceva che chiunque osasse toccare il tesoro della Lega di Delo per scopi personali sarebbe stato colpito dalla maledizione di Atena. Eppure, Pericle fu accusato dai suoi avversari di "abbellire Atene come una donna vanitosa" usando i soldi destinati alla guerra contro i Persiani. Il "furto" dei fondi di Delo fu visto da molti come un sacrilegio camuffato da opera pubblica.La Statua come "Fondo di Emergenza": Più che una leggenda, era un piano d'emergenza reale. L'oro della statua di Atena era stato progettato per essere rimosso. Si narra che Fidia avesse montato le piastre d'oro in modo che potessero essere pesate in qualsiasi momento per verificare che nessuno le avesse rubate, ma anche per poterle fondere se la città fosse stata vicina alla bancarotta. L'incendio misterioso: Fonti antiche menzionano un incendio nell'opistodomo nel IV secolo a.C. La leggenda vuole che molti documenti dei debiti degli alleati siano andati distrutti, portando a una sorta di "giubileo" forzato o a enormi dispute legali tra le città greche.

Utilizza l'ordine dorico, caratterizzato da colonne massicce senza base, che poggiano direttamente sullo stilobate, con capitelli semplici (echino e abaco) e un fregio composto da un'alternanza di metope (formelle scolpite) e triglifi (elementi con tre scanalature verticali).E' anche periptero perchè l'edificio è circondato da un colonnato continuo (peristasi) su tutti e quattro i lati. Nel caso del Partenone, è ottastilo, cioè presenta 8 colonne sui lati corti (anziché le classiche 6), e 17 sui lati lunghi.Il tempio poggia su una base a gradoni chiamata crepidoma. Il gradino più alto è lo stilobate, la piattaforma su cui poggiano direttamente le colonne. Lo stilobate non è piatto, ma presenta una convessità verso l'alto (circa 6 cm sui lati brevi e 11 cm su quelli lunghi). Questo serve a drenare l'acqua piovana, ma soprattutto a evitare che l'occhio umano percepisca il pavimento come curvo verso il basso.Sopra le colonne poggia la trabeazione, composta da: Architrave: La trave orizzontale portante, liscia. Fregio Dorico: Un'alternanza di triglifi (elementi verticali a tre scanalature) e metope (pannelli quadrati scolpiti ad alto rilievo). Fregio Ionico: Una caratteristica unica del Partenone. Dietro le colonne esterne, sulle pareti esterne della cella, corre un fregio continuo lungo 160 metri, tipico dell'ordine ionico, che narra la processione delle Panatenee. Il Tetto: Era composto da travi di legno rivestite da tegole di marmo pentelico sottilissimo, che lasciavano filtrare una luce soffusa all'interno.

Per ottenere superfici così lisce e combacianti, i costruttori greci utilizzavano metodi meticolosi: Smerigliatura a specchio: Le superfici di contatto tra i blocchi venivano levigate usando piastre di metallo e sabbia. Questo processo di sfregamento permetteva di raggiungere una precisione di 1/20 di millimetro, rendendo le giunture quasi invisibili a occhio nudo. Lavorazione "a secco": Il tempio è costruito senza l'uso di malta o cemento. La stabilità è garantita esclusivamente dal taglio perfetto delle pietre e da un sistema di perni metallici (ferro o bronzo) inseriti nel centro dei blocchi e sigillati con piombo fuso.Le colonne non sono monolitiche, ma composte da dischi sovrapposti chiamati rocchi.Per garantire che ogni colonna fosse perfettamente allineata nonostante l'entasi ogni rocchio veniva rifinito singolarmente sul posto. Al centro di ogni disco veniva scavato un alloggiamento per un tassello di legno (chiamato empolion) che serviva da perno durante la sovrapposizione per centrare perfettamente i pezzi. Gli architetti Ictino e Callicrate utilizzavano il modulo, un'unità di misura basata solitamente sul diametro della colonna, per calcolare ogni sottomultiplo dell'edificio. Per realizzare le curvature dello stilobate e l'inclinazione delle colonne, venivano tracciati schemi a grandezza naturale direttamente sulla roccia dell'Acropoli o su grandi superfici piane. Studi recenti suggeriscono che la precisione millimetrica servisse anche a controllare la luce solare all'interno, creando effetti scenografici sulla statua di Atena durante solstizi ed equinozi.

La precisione del Partenone è tale da sfidare le tecnologie moderne: tra i blocchi di marmo esiste una tolleranza inferiore a 1 millimetro. Questa perfezione millimetrica è stata ottenuta attraverso tecniche artigianali e strumenti ingegnosi che rendono l'edificio simile a una gigantesca scultura.

A destra, Selene (la Luna) tramonta con i suoi cavalli esausti

Le Tre Dee (Hestia, Dione e Afrodite): Situate sulla destra, sono famose per la tecnica del panneggio bagnato. Le vesti sottili aderiscono ai corpi rivelandone le forme con incredibile realismo, un marchio di fabbrica di Fidia.

A sinistra, Helios (il Sole) sorge dall'oceano con il suo carro.

Al centro si trovavano Zeus seduto sul trono e Atena, appena nata, già adulta e armata. Purtroppo, queste figure centrali sono andate perdute quando il tempio fu trasformato in chiesa cristiana e venne aggiunta un'abside.Dioniso: Una celebre figura maschile nuda e sdraiata (l'unica con la testa intatta) che guarda verso il carro del sole.Demetra e Persefone: Sedute insieme, ricevono la notizia della nascita da una figura in movimento, forse Iris o Artemide.

Fidia è stato il più celebre scultore e architetto dell'Antica Grecia, vissuto nel V secolo a.C. È considerato l'artista che meglio ha incarnato gli ideali di bellezza, armonia e maestosità dell'età classica. Fu l'amico fidato del politico Pericle, che gli affidò la direzione artistica dei lavori sull'Acropoli di Atene. Fidia non solo scolpì personalmente, ma supervisionò l'intera decorazione del Partenone (fregi, metope e frontoni). È l'autore di due delle statue più famose dell'antichità, entrambe realizzate in oro e avorio (tecnica crisoelefantina): La Atena Parthenos, alta 12 metri e collocata dentro il Partenone. Lo Zeus di Olimpia, considerato una delle Sette Meraviglie del mondo antico

È il ciclo meglio conservato (molte sono al British Museum). Raffigura la battaglia tra i Lapiti (popolo leggendario della Tessaglia) e i Centauri.Durante le nozze del re Piritoo, i Centauri, ubriachi, tentarono di rapire le donne dei Lapiti.Significato: Rappresenta la lotta tra l'istinto animale (Centauri) e la ragione umana (Lapiti). Fidia e i suoi allievi hanno creato composizioni a "X" o diagonali per massimizzare la tensione drammatica. Nelle metope più tarde si nota il passaggio dallo stile severo (anatomie rigide) a un realismo estremo, con vene sporgenti e muscoli in forte contrazione.Nelle metope del lato Sud, la lotta non è mai banale. Fidia evita la ripetizione:In alcune scene il Lapita è vincitore, bloccando il Centauro per il collo.In altre, il Centauro trionfa, calpestando il corpo di un giovane greco caduto.Questa scelta non è casuale: serviva a ricordare agli Ateniesi che la vittoria sulla barbarie (e sui Persiani) non era stata facile, ma era costata sangue e sacrificio. La bellezza dei corpi dei vinti è celebrata tanto quanto quella dei vincitori.

L'Amazzonomachia del Partenone occupava il lato Ovest, quello rivolto verso i Propilei (l'ingresso monumentale dell'Acropoli). È forse il ciclo più carico di tensione politica, poiché per un cittadino ateniese del V secolo a.C. non era solo un mito, ma la proiezione del proprio passato bellico. L'invasione delle Amazzoni è una chiara allusione storica all'invasione persiana. Le Amazzoni rappresentano il "nemico orientale" barbaro sconfitto dalla democrazia ateniese.Elementi iconografici. Alcune figure femminili indossano abiti di stile persiano, rafforzando il legame tra mito e storia recente.Le 14 metope occidentali presentano una struttura ritmica molto precisa. Quasi ogni metopa è costruita come un duello a due (monomachia). In genere, un greco a piedi combatte contro un'Amazzone a cavallo. Gli scultori sfruttarono il contrasto tra l'altezza del cavallo e la spinta dal basso del guerriero a piedi, creando diagonali dinamiche che riempiono tutto il quadrato del pannello.E Sorprendentemente, le Amazzoni non sono mostrate come nemiche deboli. Sono fiere, atletiche e letali. Questo è un tocco tipico di Fidia: elevare la forza del nemico serviva a rendere ancora più gloriosa la vittoria finale di Atene.

Purtroppo, le metope del lato Ovest sono in condizioni terribili, peggiori di quelle della Centauromachia.Quando il Partenone divenne una chiesa cristiana, i volti e i corpi delle Amazzoni e dei Greci furono sistematicamente presi a martellate.Infatti le scene di lotta violenta tra uomini e donne erano considerate immorali o troppo "pagane". Oggi rimangono quasi solo i contorni delle figure, ma grazie alla luce radente è ancora possibile ammirare la maestria nel rendere il movimento dei mantelli e la muscolatura dei cavalli.

Sebbene la vita politica ateniese fosse preclusa alle donne, la funzione religiosa del Partenone concedeva loro un ruolo centrale. Le fanciulle che portavano le offerte e le sacerdotesse di Atena erano tra le figure più rispettate della città. Il culto di Atena permetteva una partecipazione femminile che non esisteva in altri ambiti della vita pubblica, rendendo il Partenone un luogo di coesione per l'intera compagine sociale, non solo per gli uomini liberi. In sintesi, il Partenone era il luogo dove il potere politico di Atene veniva santificato: la dea proteggeva la democrazia, e in cambio la democrazia le offriva il tempio più perfetto mai costruito.

Le 14 metope del lato orientale raffigurano la lotta suprema degli dèi dell'Olimpo contro i Giganti. Rappresenta il trionfo dell'ordine cosmico sul caos primordiale. È il lato più danneggiato; molte figure sono identificabili solo grazie a ricostruzioni ipotetiche.La Gigantomachia occupava il lato più importante del Partenone: il lato Est, quello sovrastante l'ingresso principale della cella dove era custodita la gigantesca statua d'oro e d'avorio di Atena.La battaglia vede gli Dei dell'Olimpo opposti ai Giganti, figli di Gaia (la Terra), che tentano di scalare il cielo per detronizzare Zeus. Collocare questa scena sopra l'ingresso principale significava dire che gli dei avevano scelto Atene come loro sede terrena. Come gli dei avevano respinto l'assalto dei Giganti, così gli Ateniesi avevano respinto l'esercito "mostruoso" e infinito del Re Persiano.

Essendo sul lato rivolto a Oriente, queste metope ricevevano la prima luce del mattino. Fidia sfruttò questo fatto:I rilievi erano molto profondi per creare ombre lunghe all'alba.I fondali erano dipinti con un blu intenso (azzurrite), che faceva sembrare che gli dei stessero combattendo sospesi nel cielo limpido.Le armi dei Giganti (spesso rocce o macigni) erano scolpite con una texture ruvida, in contrasto con la levigatezza della pelle degli dei.

La statua crisoelefantina di Atena, nota come Atena Parthenos ("Atena la vergine"), era uno dei più grandi capolavori dell'antichità, scolpito dal celebre artista Fidia intorno al 438 a.C.. Alta circa 12 metri, la statua dominava la cella del Partenone sull'Acropoli di Atene. Il termine "crisoelefantino" deriva dalle parole greche per oro (chrysos) e avorio (elephas). La statua era costruita su un'intelaiatura di legno: l'avorio ricopriva le parti nude della dea (viso, braccia e piedi), mentre circa 1.100 kg di oro puro in lamine mobili ne formavano le vesti e gli ornamenti.Atena era raffigurata in piedi, vestita con un lungo peplo e l'egida (una corazza decorata con la testa di Medusa). Nella mano destra reggeva una statua della Nike (la Vittoria). La mano sinistra poggiava su un enorme scudo decorato con scene di Amazzonomachia e Gigantomachia. Sul capo indossava un elmo elaborato con una sfinge centrale e grifoni ai lati.L'opera originale è andata perduta, probabilmente distrutta in un incendio nel III secolo d.C. o durante il periodo bizantino. Conosciamo il suo aspetto grazie a descrizioni storiche e numerose copie di epoca romana in scala ridotta, come l'Atena Varvakeion, oggi conservata al Museo Archeologico Nazionale di Atene. Una replica moderna a grandezza naturale è visitabile all'interno del Partenone di Nashville, negli Stati Uniti.

VITA E RAPPORTO CON PERICLE

Pericle vedeva nell'arte uno strumento di propaganda politica: voleva che Atene celebrasse la sua grandezza dopo le Guerre Persiane. Scelse Fidia come suo "braccio destro" artistico, nominandolo episkopos (sovrintendente generale) di tutti i lavori sull'Acropoli. Fidia aveva carta bianca e un budget immenso. Questo potere scatenò l'invidia degli avversari politici di Pericle, che non potendo colpire direttamente lo statista, presero di mira il suo artista preferito. Il rapporto con Pericle fu la causa della rovina di Fidia. Fu accusato di aver inserito il proprio ritratto e quello di Pericle sullo scudo della statua di Atena Parthenos (nel mito della Gigantomachia). Questo era considerato un sacrilegio imperdonabile.

Nacque ad Atene intorno al 490 a.C. Si formò probabilmente alla scuola di Agelada di Argo, imparando a padroneggiare sia il bronzo che il marmo. Grazie alla protezione di Pericle, tra il 447 e il 432 a.C. diresse il cantiere del Partenone. In quegli anni creò opere iconiche come l'Atena Promachos (una statua in bronzo così alta che la punta della lancia era visibile dai marinai al largo). Intorno al 433 a.C., gli oppositori di Pericle lo accusarono prima di aver rubato parte dell'oro destinato ad Atena e poi di empietà. Olimpia: Fidia lasciò Atene (alcune fonti dicono che fuggì, altre che fu esiliato) e si stabilì a Olimpia. Qui realizzò il suo capolavoro finale, lo Zeus in trono, prima di morire intorno al 430 a.C. .

A Olimpia è stato ritrovato il suo laboratorio con una coppa che reca l'incisione "Appartengo a Fidia", conferma tangibile della sua presenza lì dopo i fatti di Atene.

Nella religione greca, gli dei erano legati a luoghi specifici. Atena non era solo una dea del pantheon; lei era Atene.Nel Partenone, la dea veniva celebrata come Parthenos, simbolo dell'invincibilità della città stessa. Pregare Atena nel Partenone significava celebrare la supremazia intellettuale, militare e morale degli ateniesi rispetto ai "barbari" (i Persiani). Ogni elemento scultoreo ribadiva il diritto divino di Atene a dominare la regione. Dalla sua nascita dalla testa di Zeus (legittimazione divina) alla vittoria su Poseidone (scelta della dea per la città), il tempio spiegava graficamente che Atene era sotto una protezione celeste unica e speciale.

Al contrario delle chiese moderne, il Partenone non era progettato per accogliere i fedeli al suo interno. La cella (il naos) era concepita come lo spazio privato della dea. All'interno dominava la statua criselefantina di Atena Parthenos. L'uso dell'oro (per le vesti) e dell'avorio (per la pelle) non era solo estetico: la luce che filtrava dalla grande porta orientale e si rifletteva su una vasca d'acqua posta ai piedi della statua creava un'atmosfera soprannaturale, facendo "vibrare" l'immagine della dea nell'oscurità. La statua stessa era un’offerta votiva, ma anche una riserva d’oro statale. Spogliare la dea del suo oro per necessità belliche era tecnicamente possibile, ma considerato un atto gravissimo che richiedeva rituali di purificazione e l'impegno formale della città a restituire il debito alla divinità.

Il Capitello: È molto semplice, composto dall'echino (la parte curva a forma di cuscinetto) e dall'abaco (il blocco quadrato sovrastante). Nel Partenone, l'echino è molto teso e meno "gonfio" rispetto ai templi dorici più antichi, dando un senso di leggerezza.

È decorato con 20 scanalature verticali che si incontrano con uno spigolo vivo. Queste scanalature servono a creare un gioco di luci e ombre che accentua la verticalità e la rotondità della colonna.L'èntasi (dal greco éntasis, "tensione") è un leggero rigonfiamento del fusto della colonna, circa a un terzo della sua altezza. : Se una colonna fosse un cilindro perfetto o un cono dritto, l'occhio umano la percepirebbe paradossalmente come "strozzata" al centro o leggermente concava. Gonfiando leggermente il profilo della colonna (parliamo di pochi centimetri), gli architetti davano l'illusione che la colonna fosse sotto sforzo, come un muscolo che si tende per sorreggere il peso del tetto. Questo accorgimento conferisce all'edificio un aspetto "organico" e vitale, quasi fosse un organismo vivente invece che un cumulo di pietre.

: Le colonne poggiano direttamente sullo stilobate (il pavimento del tempio). Questo conferisce un senso di forza e solidità, come se le colonne nascessero direttamente dalla roccia dell'Acropoli.

Al contrario delle chiese moderne, il Partenone non era progettato per accogliere i fedeli al suo interno. La cella (il naos) era concepita come lo spazio privato della dea. All'interno dominava la statua criselefantina di Atena Parthenos. L'uso dell'oro (per le vesti) e dell'avorio (per la pelle) non era solo estetico: la luce che filtrava dalla grande porta orientale e si rifletteva su una vasca d'acqua posta ai piedi della statua creava un'atmosfera soprannaturale, facendo "vibrare" l'immagine della dea nell'oscurità. La statua stessa era un’offerta votiva, ma anche una riserva d’oro statale. Spogliare la dea del suo oro per necessità belliche era tecnicamente possibile, ma considerato un atto gravissimo che richiedeva rituali di purificazione e l'impegno formale della città a restituire il debito alla divinità.