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Progetto di Educazione Civica (ARTICOLO 19)

federicazanni1611

Created on April 9, 2026

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Transcript

DICHARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO:

ARTICOLO 19

Progetto di Andreiov Romina, Zanni Federica, El Mouttaqi Meryam, Lucia Renzi

- 10 DICEMBRE 1948 -

Il 10 dicembre 1948 è la data in cui l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato e proclamato la "Dichiarazione Universale dei Diritti Umani" a Parigi, documento reso disponibile in cinese, francese, inglese, russo e spagnolo.

Questa importante data è commemorata nel calendario civile come "Giornata Mondiale dei Diritti Umani", un'occasione in cui si riflette sui diritti inalienabili di ogni individuo, sui progressi raggiunti fino ad oggi e sugli ostacoli ancora da superare.

INDICE

01

ARTICOLO 19

03

02

QUANDO E' STATO SCRITTO
TIPOLOGIA E RESTRIZIONI

06

05

04

STATI PRO E CONTRO
RIVOLTE
DATI AGGIORNATI

09

08

07

PIANTA DEL PERCORSO
TESTIMONIANZE
CONSEGUENZE
Dichiarazione (link) -->

ARTICOLO 19

<< Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere >>

STILAZIONE DELL'ARTICOLO

Libertà di espressione (link) -->
QUANDO È STATO SCRITTO?

La dichiarazione è stata redatta per riconoscere i diritti inalienabili di ogni individuo mediante 30 articoli, tra cui il 19, che si focalizza sulla libertà di espressione senza subire violenze per la propria opinione.

Tutti gli umani hanno un'opinione riguardante un argomento, che sia politico, morale o culturale, ma l'espressione di tale pensiero non è sempre stata concessa e in molti paesi ancora oggi non è riconosciuta come diritto, piegando gli uomini alla censura e alle repressioni violente.

STILAZIONE DELL'ARTICOLO

TIPOLOGIA DI ARTICOLO E RESTRIZIONI

L'articolo 19 ha un ambito di interesse civile e politico, avendo come target l'intera popolazione mondiale. Sebbene l'articolo abbia come obiettivo la libertà di espressione senza riguardo a frontiere, esso non è assoluto. Alcuni tipi di espressione come discorsi di odio, incitamento alla violenza e diffamazione, possono essere soggetti a ragionevoli restrizioni stabilite dalla legge e ritenute necessarie per la protezione dei diritti e degli interessi altrui; in breve il diritto alla libertà di opinione ed espressione protegge le capacità degli individui di esprimersi liberamente e di partecipare alla vita pubblica, pilastri essenziali delle società democratiche e aperte.

STATI PRO E CONTRO

I sostenitori dei diritti umani concordano sul fatto che sessant’anni dopo la pubblicazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, essa rappresenti ancora un sogno più che una realtà, soprattutto in molti paesi del mondo, dove si registrano violazioni o la totale assenza di applicazione dell'art. 19: • Torture o maltrattamenti in almeno 81 paesi• Sottomissione a processi iniqui in almeno 54 paesi• Limitazione della libertà di espressione in almeno 77 paesi Donne e bambini in particolare vengono emarginati in numerosi modi.

TOP 5 STATI PRO

PAESI BASSI
DANIMARCA
SVEZIA
FINLANDIA
NORVEGIA

TOP 5 STATI CONTRO

SIRIA
ERITREA
COREA DEL NORD
YEMEN
CINA

Dati aggiornati

Nell'ultimo periodo e tuttora, ci sono state molte rivolte contro la repressione della libertà d'espressione, che hanno portato a moltissimi feriti e morti. Le cause principali sono: ▪︎Censura e repressione dei media▪︎Proteste contro la brutalità della polizia▪︎Restrizioni politiche e autoritarismo ▪︎Criminalizzazione del dissenso

4800

+240K

Morti in violenze politiche complessive(2024-2025)
Morti in proteste a livello mondiale(Dal 2010 al 2021)

Rappresentano oltre il

50%

I morti dell'ultimo secolo nelle rivolte

delle morti globali in proteste nel XXI secolo

Rivolte

Quali sono i paesi più soggetti alle rivolte?

Le rivolte sono fenomeni globali che si manifestano in tutto il mondo. Si sono registrati 173.900 eventi tra proteste e rivolte, con un aumento del 5% . Sono tutte forme di opposizione nate dal malcontento popolare contro ingiustizie sociali, economiche e politiche. I paesi più sanguinosi sono stati:

  • Iran: è il caso più estremo tra quelli oggi documentati, 76,25%
  • Mozambico: 11,44%
  • Nepal: 2,90%
  • Kenya: 1,91%

Mahatma Gandhi

(1869 - 1948)

Mahatma Gandhi fu uno dei principali protagonisti delle proteste contro il colonialismo britannico in India. Nei suoi scritti e nelle sue lettere spiegò l'importanza della disobbedienza civile, cioè il rifiuto pacifico di obbedire a leggi considerate ingiuste. A differenza delle rivolte violente, Gandhi propose una forma di protesta basata sulla non violenza, sulla resistenza morale e sulla partecipazione del popolo. Le sue lettere sono importanti perché mostrano il suo pensiero politico e umano durante un periodo di grandi tensioni sociali.

Olympe de Gouges

(1748 - 1793)

Olympe de Gouges visse durante la Rivoluzione francese e usò la scrittura come forma di protesta. Nei suoi testi denunciò l'esclusione delle donne dalla vita politica e chiese uguaglianza, libertà e diritti civili anche per il genere.

« La donna ha il diritto di salire sul patibolo; deve avere ugualmente quello di salire alla tribuna. » '

Conseguenze

Percorso a tappe sul diritto alla libertà d'espressione

L'esterno dell'installazione è completamente rivestito di fogli di giornale, simbolo della libertà di stampa e di opinione.

Linea del tempo

Sulla prima parete vi è collocata una linea del tempo che rappresenti le tappe significative inerenti al rispetto della libertà di espressione.Il visitatore potrà ripercorrere le date importanti dal 1789 fino ad oggi, così da osservare lo sviluppo di tale diritto attraverso i mutamenti storici e sociali.

Linea del tempo

Come si è sviluppato il diritto alla libertà d'espressione nel corso della storia?

1789

XIX sec.

1948

1966

1945

OGGI

Costituzionalismo liberale

Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

La Carta delle Nazioni Unite

Il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (ICCPR)

Estensione digitale

Mostra fotografica

libertà di stampa

libertà di espressione artistica

libertà di espressione sociale e politica

libertà di espressione personale

Un libro aperto consumato dalle fiamme, simbolo della censura letteraria.

Un poliziotto in uniforme che arresta un artista davanti al suo quadro.

Una giovane donna che urla durante una manifestazione a Napoli, 1985.

Marsha P. Johnson, attivista per i diritti LGBTQ+, che indossa una corona di fiori e gioielli.

Banner

L'esperienza dell'utente contemporaneo sulle piattaforme digitali è costantemente mediata da algoritmi di moderazione che agiscono come filtri invisibili della realtà social. Quando un contenuto viene rimosso, l'interfaccia comunica l'assenza attraverso messaggi standardizzati come "Access Denied" o "Content Not Found", trasformando un atto di censura o moderazione in un errore tecnico apparentemente neutro.

Gabbia delle parole mai dette

Schizzo per l'idea ->

La "Gabbia delle parole mai dette" o "The cage of never-spoken words", è un'installazione costituita da una gabbia e da fili rossi (sullo stile di Shiota Chiharu) collegati alla parete, dai fili pendono fogli di carta che rappresentano metaforicamente le parole che non sono mai state dette (per l'appunto bianchi perché "parole vuote").Affiancata alla gabbia pende una chiave, rappresentante la libertà di espressione, che quindi libera ciò che non è stato mai detto.

"Dillo con un post-it"

Cosa avresti paura di dire se non fossi tutelato dall'articolo 19?

Tutti i visitatori possono esprimere tutto quello che vorrebbero dire attraverso dei semplici, ma efficaci e diretti post-it, che poi possono attaccare sulla parete: per scrivere possono utilizzare la cancelleria disponibile.La cosa più importante è che i visitatori usino un linguaggio rispettoso e non volgare, quindi sono vietate le parolacce e i segni/simboli non appropriati.

SIRIA

1. Controllo totale dei Media2. Repressione violenta 3. Sorveglianza digitale 4. Leggi restrittive

COREA DEL NORD

1. Monopolio assoluto dell'informazione2. Divieto di critica e sorveglianza 3. Isolamento digitale 4. Punizioni collettive

Livello economico

Le proteste possono bloccare il lavoro, i trasporti, il commercio e la produzione. Se durano a lungo possono creare problemi alle imprese, perdita di posti di lavoro, aumento dei prezzi e fuga dagli investimenti. In alcuni casi, però, dopo una protesta riuscita si può arrivare a un esito positivo come:

  • Salari migliori
  • Maggiori diritti per i lavoratori
  • Distribuzione più equa delle risorse

YEMEN

1. Persecuzione dei giornalisti 2. Censura dei giornalisti 3. Repressione del Dissenso 4. Controllo dell'informazione

ERITREA

1. Assenza totale di media privati2. Detenzione di giornalisti 3. Censura di Internet 4. Clima di paura e spionaggio 5. Servizio militare a tempo indeterminato

Livello sociale

Le proteste possono aumentare la partecipazione del popolo alla vita politica. Le persone prendono coscienza dei propri diritti, uniscono e chiedono cambiamenti , però possono anche creare divisioni : una parte del popolo sostiene la protesta, mentre l'altra sostiene che sia destabilizzante.Nei casi più gravi le rivolte portano a :

  • Repressioni
  • Arresti
  • Violenze e paure

Livello politico

Le rivolte possono spingere i governi a fare riforme, cambiare leggi o concedere più libertà. Nei casi estremi possono provocare la caduta di un governo o una rivoluzione. Tuttavia, se il potere può reagire con:

  • Forza
  • Le situazioni peggiorano
  • Crisi profonda

CINA

1. La Censura di Internet (Il "Great Firewall")2.Controllo dei Media e Propaganda 3.Repressione del Dissenso