Andreuccio da Perugia
Agata, Giacomo, Aurora
La formazione di un mercante
Iniziamo!
Iniziamo!
Collocazione nel decameron:
Giornata: Seconda Giornata Regina della giornata: Filomena Tema prestabilito: Si parla di avventure a lieto fine, ovvero di persone che, travolte da una sorte avversa (la Fortuna), riescono alla fine a raggiungere un risultato positivo, spesso oltre ogni speranza Novella: Quinta (II, 5) Narratore: Fiammetta
Andiamo aNapoli!
Proseguiamo!
Come dovremo comportarci adesso?
Come finirà?
Cosa succede?
Cosa accadrà?
Cosa farà ora?
Cosa ci insegna?
In Boccaccio, e in particolare in questa novella, la vita umana non è guidata dal volere divino (come in Dante), ma da un intreccio di tre forze laiche e terrene. Eccole spiegate in modo semplice: 1. La Fortuna È il motore principale del racconto. Per Boccaccio, la Fortuna non è necessariamente "buona", ma è un agente capriccioso e imprevedibile che sconvolge i piani degli uomini. Nella novella: Andreuccio arriva a Napoli convinto di fare affari, ma cade letteralmente nella m***a (la giubba nel chiasso), viene derubato, rischia di annegare in un pozzo e di restare chiuso in una tomba. La Fortuna lo trascina in basso, mettendolo alla prova. 2. La Natura (o l'Istinto) Rappresenta le pulsioni umane, come il desiderio sessuale, la fame o l'avidità. È ciò che muove i personaggi a agire, spesso in modo egoistico. Nella novella: La bellezza e l'astuzia della prostituta siciliana (che sfrutta il desiderio di Andreuccio di sentirsi nobile e amato) e l'avidità dei ladri sono espressioni della Natura umana che non guarda in faccia a nessuno. 3. L'Ingegno (e la Prudenza) Questa è la forza che l'uomo può opporre alla Fortuna. È la capacità di usare l'intelligenza, l'astuzia e la parola per volgere gli eventi a proprio favore o per rimediare ai danni della sorte. L'evoluzione di Andreuccio: All'inizio Andreuccio è ingenuo (manca di ingegno). Alla fine, però, impara la lezione: nell'ultima scena, è lui a usare l'astuzia per spaventare chi voleva derubarlo e a fuggire con l'anello. L'ingegno vince sulla sfortuna.
Le Forze che governano la Vita Umana:
1. La Fortuna È il motore principale del racconto. Per Boccaccio, la Fortuna non è necessariamente "buona", ma è un agente capriccioso e imprevedibile che sconvolge i piani degli uomini.
2. L'Ingegno (e la Prudenza)Questa è la forza che l'uomo può opporre alla Fortuna. È la capacità di usare l'intelligenza, l'astuzia e la parola per volgere gli eventi a proprio favore o per rimediare ai danni della sorte.
L'evoluzione di Andreuccio: All'inizio Andreuccio è ingenuo (manca di ingegno). Alla fine, però, impara la lezione: nell'ultima scena, è lui a usare l'astuzia per spaventare chi voleva derubarlo e a fuggire con l'anello. L'ingegno vince sulla sfortuna.
Conclusione
FINE!
«Il quale, l'anello messosi in dito, avendo il suo rinvestito, a Perugia si tornò, avendo i suoi denari spesi in uno anello, dove per comperare cavalli andato era.»
Andreuccio da Perugia
Aurora Scaiella
Created on March 30, 2026
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Transcript
Andreuccio da Perugia
Agata, Giacomo, Aurora
La formazione di un mercante
Iniziamo!
Iniziamo!
Collocazione nel decameron:
Giornata: Seconda Giornata Regina della giornata: Filomena Tema prestabilito: Si parla di avventure a lieto fine, ovvero di persone che, travolte da una sorte avversa (la Fortuna), riescono alla fine a raggiungere un risultato positivo, spesso oltre ogni speranza Novella: Quinta (II, 5) Narratore: Fiammetta
Andiamo aNapoli!
Proseguiamo!
Come dovremo comportarci adesso?
Come finirà?
Cosa succede?
Cosa accadrà?
Cosa farà ora?
Cosa ci insegna?
In Boccaccio, e in particolare in questa novella, la vita umana non è guidata dal volere divino (come in Dante), ma da un intreccio di tre forze laiche e terrene. Eccole spiegate in modo semplice: 1. La Fortuna È il motore principale del racconto. Per Boccaccio, la Fortuna non è necessariamente "buona", ma è un agente capriccioso e imprevedibile che sconvolge i piani degli uomini. Nella novella: Andreuccio arriva a Napoli convinto di fare affari, ma cade letteralmente nella m***a (la giubba nel chiasso), viene derubato, rischia di annegare in un pozzo e di restare chiuso in una tomba. La Fortuna lo trascina in basso, mettendolo alla prova. 2. La Natura (o l'Istinto) Rappresenta le pulsioni umane, come il desiderio sessuale, la fame o l'avidità. È ciò che muove i personaggi a agire, spesso in modo egoistico. Nella novella: La bellezza e l'astuzia della prostituta siciliana (che sfrutta il desiderio di Andreuccio di sentirsi nobile e amato) e l'avidità dei ladri sono espressioni della Natura umana che non guarda in faccia a nessuno. 3. L'Ingegno (e la Prudenza) Questa è la forza che l'uomo può opporre alla Fortuna. È la capacità di usare l'intelligenza, l'astuzia e la parola per volgere gli eventi a proprio favore o per rimediare ai danni della sorte. L'evoluzione di Andreuccio: All'inizio Andreuccio è ingenuo (manca di ingegno). Alla fine, però, impara la lezione: nell'ultima scena, è lui a usare l'astuzia per spaventare chi voleva derubarlo e a fuggire con l'anello. L'ingegno vince sulla sfortuna.
Le Forze che governano la Vita Umana:
1. La Fortuna È il motore principale del racconto. Per Boccaccio, la Fortuna non è necessariamente "buona", ma è un agente capriccioso e imprevedibile che sconvolge i piani degli uomini.
2. L'Ingegno (e la Prudenza)Questa è la forza che l'uomo può opporre alla Fortuna. È la capacità di usare l'intelligenza, l'astuzia e la parola per volgere gli eventi a proprio favore o per rimediare ai danni della sorte.
L'evoluzione di Andreuccio: All'inizio Andreuccio è ingenuo (manca di ingegno). Alla fine, però, impara la lezione: nell'ultima scena, è lui a usare l'astuzia per spaventare chi voleva derubarlo e a fuggire con l'anello. L'ingegno vince sulla sfortuna.
Conclusione
FINE!
«Il quale, l'anello messosi in dito, avendo il suo rinvestito, a Perugia si tornò, avendo i suoi denari spesi in uno anello, dove per comperare cavalli andato era.»